Kim KardashianUna donna scrive sul proprio Twitter “settimana prossima vado dal chirurgo e mi rifaccio da capo a piedi per assomigliare a Kim Kardashian, così mio marito non mi lascerà”.

Kim Kardashian intercetta il tweet e commenta: “NO”.

Kim Kardashian prosegue: “tuo marito deve amarti per quello che sei, io sono sicura che sei bella già così“. E poi rincara la dose: “non devi cambiare per nessuno, a parte te stessa, sii felice di quello che hai“.

Parole che fanno tornare alla mente la cosa più involontariamente esilarante del 2010 (finora) nel regno delle notizie stupide, ovvero, e se siete affezionati a questa pagina potrete già prepararvi a rispondere in coro, cinque, quattro, tre, due, uno, la cinese che voleva assomigliare a Jessica Alba.

Tre giorni prima di questo sfoggio di amore e buon senso universale, però, la signora Kardashian sbatteva sul proprio blog le foto seminude della sorellastra Kendall Jenner, anni 14, a volte truccata e vestita in modo da assomigliare a Blair di “Gossip Girl”, a volte in bikini e con il make up sbavato attorno agli occhi in modo da assomigliare alla sorella maggiore ma restare saldamente ancorata allo scoglio del NON TEMETE, AMICI ZOZZONI, LEI HA QUATTORDICI ANNI.

E ora, nello spirito dell’indignazione da divano che contrassegna ogni estate, vi propongo un piccolo gioco. Chi è l’imbarazzo femminile della settimana?

a. la donna che per non essere scaricata dice di volersi clonare tutta sul modello Kardashian, ma forse lo fa come grido d’aiuto, e forse, dato che il suo Twitter nel frattempo è stato cancellato, oltre all’attenzione della sua beniamina riceve ricchi e minuziosi insulti da chiunque altro;

b. Kim Kardashian, che sta un gradino sopra Pedobear soltanto perché Pedobear non ha uno show televisivo insieme alle sue sorelle;

c. Enrique Iglesias, che durante un concerto ha preso la fotocamera che gli porgeva una fan, se l’è infilata nelle mutande e ha premuto il pulsante;

d. chiunque abbia considerato “una buona idea” scritturare la cantante filippina diciottenne Charice Pempengco per un ruolo chiave nella prossima stagione di “Glee”, salvo poi chiederle se per cortesia poteva spararsi del Botox in faccia in modo da risultare più carina davanti alle telecamere;

e. tema libero.

 

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Taylor Momsen in concertoIntervistata da MTV a proposito del suo stile, Taylor Momsen dice la frase più bella della settimana: “mi vesto e mi trucco come se fossi una bambola. Ho una collezione di bambole, guardo come sono messe loro e cerco di imitarle”.

Sì, possiamo partire da qui.

Oggi Taylor Momsen compie 17 anni.

Due mesi fa l’amica Chiara Lino ne riassumeva così la carriera dentro e fuori “Gossip Girl”: “…non le può fregar di meno di essere un modello per le altre giovani adolescenti insopportabili, non le può fregar di meno del terremoto ad Haiti e, probabilmente, non le può fregar di meno di una cosa chiamata “buon gusto”. Ma ha 16 anni, che Dio la perdoni”.

E aggiungo: siccome due mesi in anni-blog sono un’eternità, non solo possono ospitare un compleanno-chiave nella vita di una giovane signora molto determinata, ma è interamente fattibile che la giovane signora aggiunga alla propria già gremita agenda personale quanto segue:

- Taylor Momsen ha un gruppo tutto suo, The Pretty Reckless, con cui sta girando in tournée: a chi le fa notare come il suo nuovo aspetto fisico sembri figliato da un incrocio tra Courtney Love e Cherie Currie, lei risponde “a me mi fa schifo Courtney Love, voglio essere direttamente Kurt Cobain ” (*);

- Taylor Momsen sale sul palco indossando degli splendidi stripper heels, i tacchi di plastica trasparente (i suoi avevano anche un paio di dollari incastrati nella suola) che secondo la definizione di Chris Rock sono “la nuova uniforme delle puttane”; una foto la mostra con quello che sembra il cordino di un Tampax che le penzola tra le cosce; nasce un dibattito sulla correttezza o meno del pubblicare questi scatti online, visto che, di nuovo, la protagonista ha 17 anni, e ne aveva ancora 16 quando era stata ripresa in calze a rete e gambe semi-aperte (a sua insaputa) sul set di “Gossip Girl”;

- Taylor Momsen diventa il volto ufficiale della collezione “Material Girl”, quella disegnata da Madonna per i grandi magazzini Macy’s (e sappiamo così quanto alto sia il prezzo pagato dalla dolce Lourdes “Lola” Ciccone per aver detto sul blog ufficiale della collezione che le piacciono i My Chemical Romance);

- Taylor Momsen colleziona coltelli e si vanta di portarseli dietro anche quando deve prendere un aereo.


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Justin BieberA volte ci capitano sott’occhio delle storie talmente assurde, talmente sconvolgenti, talmente “…eeeh?” che una persona appena sveglia davanti a loro non ha speranze. Questi sono i momenti in cui deve scendere in campo un esperto.

Benvenuti a una nuova puntata di A qualcuno bisogna chiederlo, dove i fatti non rimangono mai soli.

Il fatto: per combattere ogni tristezza, la popstar sedicenne Justin Bieber dichiara che gli basta andare su Twitter e parlare con i suoi fan. (E probabilmente pregare Gesù, di cui è fedele credente, ma stavolta lui questo non l’ha detto.)

L’esperto: “MademoiselleAnne“, social media expert e giornalista che sogna di vivere a Fantasilandia (e un po’ ci vive anche). La trovate soprattutto su DGMag.

Andiamo.

- Justin Bieber sembra trarre molti vantaggi dal creare un contatto più stretto con le sue fan e coetanee, e quindi dotate del suo stesso rapporto con la tecnologia. Questo è un modo sottile per dire che le estimatrici over-18 dovrebbero ricevere una visita a casa dagli sbirri quanto prima?

- A dirla tutta a volte questo ragazzetto di cui qualcuno mette in dubbio sesso, pettinatura e doti vocali sembra essere stato assoldato dai più noti social network per far loro pubblicità. E’ esploso tramite YouTube ma, come tutti quelli che contano, “è capitato tutto per caso” e lui “davvero non sa come gestire la popolarità” perchè proprio non se l’aspettava. Dialoga via Twitter come se parlasse con i dirimpettai di casa, non lesinando foto di lui, di lui con Kim Kardashian (un’altra che di autopromozione spicciola ma efficace ne sa una più del diavolo), di lui con i fan, dei fan e persino dei suoi concorrenti; mette in mezzo la mamma che è la cosa più importante del mondo e non esprime alcun tipo di opinione su nulla. E ovviamente si serve di ogni mezzuccio tecnologico per rappresentare la comunità per la quale è stato creato sfoggiando telefoni di ultima generazione, t-shirt da nerd e feticci di vario tipo.

Dunque, tutta questa tiritera solo per dire che a dover essere perseguitato dovrebbe essere lui perchè in qualche modo ha sdoganato negli Usa e nel mondo il modello dei ragazzi-oggetto da boyband tanto in voga in Giappone (Satoshi Ohno, Shinee, solo per citarne due tra i più famosi e seguiti): a lui manca il piglio da anime e tende ad assomigliare più ad un baby-modello di Abercrombie che non a Yu Matsura di “Marmalade Boy” ma rappresenta sotto tutti i punti di vista la dicotomia tra Scene people ed Emo people che piace tanto ai media e alle aziende. Justin Bieber è un prodotto, proveniente dal pianeta dei parruccati e androgini costruiti su misura, che secondo qualcuno in Italia rappresentano l’evoluzione dei paninari degli anni Ottanta e che punta ai forti consumatori adolescenti creando per loro prospettive e soprattutto illusioni.

- A questo punto è obbligatoria una visita al sito Lesbians Who Look Like Justin Bieber. Ma secondo alcuni i social network come Twitter starebbero “rovinando” la celebrità come concetto, proprio perché tendono ad azzerare sia il mistero sia la costruzione di un’immagine calata dall’alto. Tu come la vedi?

- Penso che la forza di questi personaggi sia proprio quella di poter sfruttare i social network a loro piacimento, forzandone la natura originaria ma soprattutto, e qua mi ripeto, facendo credere al pubblico solitamente onnisciente di essere al pari di chi li segue: ovviamente solo pochi, e smaliziati, utenti si rendono conto che spessissimo (quasi sempre) i vari Justin Bieber, Kim Kardashian, Katy Perry, Jim Carrey e similari non fanno altro che dare lavoro ai social media experts, quelli che costruiscono l’immagine delle celebrities sul Web, interpretando le tendenze, anticipandole e creandole con un lavoro di ricerca quasi sempre certosino e minuzioso. Mi viene in mente un attore italiano (non dirò il nome neanche sotto tortura ma basta girovagare su FF per scoprirlo) che meno di un mese fa si è presentato su Friendfeed dichiarando pubblicamente che non sarà lui a curare il suo profilo ma che si avvale di una professionista del settore deputata a rappresentarlo; per la cronaca, come è naturale che fosse, la presenza di questo “social media expert” si esplicita, nel caso specifico, quasi solamente con interventi relativi alla promozione del prossimo film del suddetto attore/regista.

Ecco, a questo punto mi viene da dire che proprio volendo scegliere preferisco l’atteggiamento di Bieber e delle star americane che sanno usare il mezzo a proprio vantaggio: siccome tutti vorrebbero essere famosi ma per ovvi motivi e per ovvi limiti non ci riescono, qual’è il modo migliore per farli sognare un po’? Facendo credere loro che davvero Justin Bieber ricambierà l’amicizia su Twitter e che davvero Tyra Banks terrà presenti i commenti dei suoi “amici”.


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Alexander Skarsgard“E’ meraviglioso come Alex sia un pò l’alfa e l’omega di questo blog”, trillava un’amica di Rimozione da Tiffany alcune settimane fa. E dico “trillava” perché ogni scusa è buona per pubblicare foto di Alexander Skarsgard, il biondo allampanato che fa impazzire i vivi e i morti.

Se ricordate, lo scorso inverno, a chi gli chiedeva “senti, ma è vero che nella prossima stagione di True Blood ti metti di nuovo nudo?” lui rispondeva “sì, sì, sarò tutto nudo! E stavolta sia con donne sia con uomini! L’idea mi eccita estremamente!“.

Bene. La terza stagione è cominciata, io mi trovo in un paese dove True Blood va in onda ogni domenica (trattenetevi dal chiamare gli sbirri, grazie), e il coefficiente-nudo si impenna con rassicurante prevedibilità una sera a settimana. A meno che non parliamo di Alexander Skarsgard. Il quale si è - finora - mostrato da dietro, insieme a una donna, in una scena che faceva squittire a Sookie “holy ass!“. Dopo di quello, ciccia.

Forse i sagaci produttori della serie, consapevoli di avere per le mani l’equivalente della prima foto di donna nuda mai apparsa su Internet, stanno andando giù di contagocce, contando nello spirito di sopportazione di un pubblico talmente bramoso da accettare i peggiori scherzi. Perciò, nonostante alcuni recenti - uh - sviluppi della trama sembrino accennare in quella direzione, resta sempre in sospeso l’argomento “… sì, ma con i maschi? Ti risulta o no?”. Sono domande che nessuno vuole fare per non passare da voyeur ginofobo (correremo il rischio), però in fin dei conti l’aveva detto lui. E quindi, uno ha facoltà di chiedere.

Tanto più che, dato l’andamento complessivo della nuova stagione, il dettaglio precedentemente noto come “carenza di Alexander Skarsgard nudo” diventa presto una lacuna insopportabile.

Quanto segue va inteso come spoiler al 100%.


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Lindsay Lohan in tribunaleCome i lettori più affezionati di Rimozione da Tiffany sanno, da circa un anno questo blog pratica il silenzio stampa per quanto riguarda Lindsay Lohan, prima protagonista di una straziante rubrica a titolo “Consigli a Lindsay“. Un po’ perché troppa gente trae beneficio dalle disgrazie di una singola persona, un po’ perché non c’è nulla di buffo nel fare la telecronaca di una vita come la sua. Comunque la vogliate vedere, è stata una scelta. (Al massimo ho nominato papà Michael Lohan un paio di volte quando giocavamo a L’eterosessuale più imbecille della settimana.)

D’altra parte non solo sta succedendo ben di peggio, ma lei continua a finire davanti a un giudice, io non tengo più conto dei motivi, fa caldo, e forse c’è una piccola cosa da dire. Perciò, andiamo.

Mentre il processo alla signora Lohan era ancora aperto, Joan Rivers ha preso in giro l’imputata via Twitter, facendo battute poco traducibili in italiano ma - fidatevi - non più pesanti di quelle partite da mille tra giornalisti, psicologi dei divi e conduttori di talk show. (E di certo non peggiori dei blog che ora ci descrivono come sarà la vita di una bella ragazza in prigione.) La diretta interessata non l’ha presa bene. A differenza di quasi tutti quanti gli altri, però, Joan Rivers ha corretto il tiro, e si è offerta di pagare alla signora Lohan il ricovero in una clinica per disintossicarsi.

Per amore di contesto: Joan Rivers, classe 1933, è il classico animale da palcoscenico che in quarant’anni e rotti di onorabile carriera le ha passate praticamente tutte, restando più spesso che no l’attrice comica che era al suo debutto, ma ramazzandosi lucrativi ingaggi collaterali come presentatrice, concorrente di reality show (ha vinto “Celebrity Apprentice” nel 2009), commentatrice a bordo tappeto rosso, venditrice di gioielli in tv,  testimonial di prodotti a caso, testimonial involontaria della chirurgia plastica a cui ha fatto ricorso molte, molte volte e sboccatissima icona per almeno due generazioni di signore come Chelsea Handler o Kathy Griffin. E questo grazie a tre elementi fondamentali: una ferrea etica del lavoro che non l’ha abbandonata con l’avanzare degli anni, una disponibilità infinita a ridicolizzare se stessa, e uno stile di vita dispendiosissimo da mantenere. (Tutte cose che ho imparato guardando il documentario di cui lei è protagonista, “Joan Rivers: A Piece of Work“. Altamente raccomandato, se avete la possibilità di procurarvelo.)

Ora, potrei restare qui ad argomentare perché - secondo me - Joan Rivers è una signora tragicamente spiritosa più che un mostro da quindici minuti di dubbia gloria, ma sarebbe abbastanza inutile: trattandosi di un personaggio pubblico con un docu-reality show pronto a debuttare, non manca chi la accusa di cinismo, e di non mirare affatto a riparare il danno fatto a Lindsay Lohan, quanto a trasformare un episodio percepito come una gaffe in un’occasione per fare la figura della madre e nonna perbene.

Se avete un’opinione, mi piacerebbe sentirla.

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(E ora, in onore dei vecchi tempi, dedichiamo un minuto agli indicizzatori di Google: “Lindsay Lohan lesbica”, “Lindsay Lohan nuda”, “Lindsay Lohan braccialetto alcol”, “Lindsay Lohan e Samantha Ronson di nuovo insieme”, “Lindsay Lohan Amanda Seyfried Rapidshare”, “Lindsy Hogan tette di fuori”, “iconoclastia oggi”, “Lindsay Lohan a mano armata”, “Lindsay Lohan Inferno”.)

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