Non soltanto la chirurgia estetica ha reso decine di attrici una volta diverse tutte somiglianti tra loro (fronte bombata, zigomi scolpiti, labbrone): adesso obbliga anche registi e sceneggiatori a diventare più creativi.
Popbitch ha riportato una storia ahinoi plausibilissima su Marcia Cross, la regina di “Desperate Housewives ”.
La signora Cross si sarebbe sparata tanto di quel Botox in faccia da ottenere sì un aspetto fisico etereo e fuori dal tempo, ma anche (come succede) da compromettere la sua capacità di esprimere qualsiasi emozione al di sopra della bocca. Qualsiasi emozione non sia “vaga sorpresa”.
Perciò, dovendo girare una scena in cui il suo personaggio restava molto ma molto ma molto sorpreso, l’unica soluzione è stata piazzare la telecamera alle sue spalle e filmarla mentre lasciava cadere qualcosa.
E’ vero che rigidità e Bree van de Kamp vanno a braccetto, ma così?
Maureen Dowd ne ha scritto bene: le over 35 devono mantenere un aspetto “fresco” per avere accesso ai ruoli migliori, ma quei ruoli richiedono l’espressività e l’intensità che loro non hanno più. E’ un serpente che si morde la coda.
Allora i più abili riusciranno a dare una data al primo lifting di Michelle Pfeiffer (lei credo non l’abbia mai ammesso, eh) basandosi su una leggera perdita di profondità nel suo sguardo tra un film e l’altro, mentre altre attrici non potranno o vorranno negare nulla, andando incontro a critiche feroci sulla loro improvvisa inespressività, oppure accettando chissà con quanto piacere di specializzarsi in un “tipo” ricalcato sui nuovi lineamenti (vedova spendacciona, moglie trofeo, dama in menopausa che odia invecchiare).
Forse in futuro la lotteria delle sceneggiature sarà decisa dallo stesso test clandestino, raccontato da Dowd, a cui due sceneggiatori televisivi sottoposero Cher per capire se fosse adatta a un loro progetto: la incontrarono a casa sua e ci fecero una lunga chiacchierata su argomenti personali, stando attenti a quante emozioni passassero sulla faccia di lei. Indovinate che fine ha fatto quel progetto.



1.
dev’essere dura non cadere in tentazione dalle parti di hollywood.
ma penso hai aggiunto un ottimo motivo per la fazione del “nonshaddaffà”.
tra l’altro nora ephron spiega bene che il lifting è una schiavitù: “tha fact is, it’s all one big ball of wax”, per cui non si potrà mai liftarsi la faccia, senza il collo e viceversa e via all’infinito. verso il profilo da levriero inglese (vedi nicole kidman).
nella mia monotonia, infine, non posso non pensare a woody allen in manhattan che, disteso sul letto con mariel hemingway a mangiare cinese, depreca proprio la chirurgia plastica.
2.
conosco una che il botox se l’è fatto mettere sotto le ascelle per smettere di sudare. io, in compenso, gradirei metterne un filo sotto ai piedi, che a quanto pare si porta tanto ultimamente.
(ho sempre desiderato diventare goldie hawn ne “il club delle prime mogli”. )
3.
Stregata dalla luna (Moonstruck 1987)??? Lulz
4.
volevo citare anche io la grande Goldie, in quel film che oramai mi sembra lontano decenni e fu un meraviglioso grande caso e contenne la parte della vita di Sarah Jessica Parker.
Comunque Woody Allen depreca la chirugia plastica, seduto sul letto insieme a una 17enne. E se lo facesse seduto sul letto insieme a una coetanea?