kika775743.jpgNome: Evan Handler

Le origini: prestigiosi studi e una promettente carriera sul palcoscenico di New York, interrotta a 24 anni per malattia; una lu-u-u-u-unga serie di comparsate televisive iniziate con “Miami Vice” nel 1985 e sfociate in un ruolo fisso da migliore amico strambo nella sitcom “It’s Like, You Know…” (n.b. quella con Jennifer Grey che faceva se stessa).

Personaggio-simbolo: Harry Goldenblatt, l’avvocato ebreo secondo (e ultimo) marito di Charlotte in “Sex and The City”; più di recente, Charlie Runkle, l’amico/agente del protagonista in “Californication”.

Ha provato con il cinema? Il primo film l’ha girato nel 1981, ma il teatro (e poi il piccolo schermo) con lui sono stati più gentili, tanto che ormai lo trovate quasi soltanto lì. Se state attenti, comunque, lo potete vedere in un ruolo minore in Assassini nati.

Ha una tragedia personale? Lui è il re delle tragedie personali. La più grottesca è l’interruzione della piéce teatrale “I Hate Hamlet” nel ‘91, che lui molla durante il primo spettacolo perché il co-protagonista ubriaco cerca di ferirlo a spadate. Ma l’uomo è stato temprato come la Spada nella Roccia: a 24 anni gli era stata diagnosticata una leucemia incurabile. E’ guarito e ha dedicato due libri alla sua lotta contro la malattia.

Si è mai messo nudo? Ci tiene a far sapere che la sua schiena non è pelosa come quella di Harry, e non ha preso benissimo tutte le trame dedicate alle sue scarse attrattive fisiche, però ha ricevuto un sacco di pacche sulle spalle quando il personaggio è stato rivelato come un grande amatore. Beh, pacche sulle spalle e estranei che per strada gli sussurravano “certo che glielo dai, eh?”. Scusate, non c’è un modo pulito per dirlo. Ecco le prove.

Ha mai cercato di sovvertire la propria immagine?  Dopo anni di allegri guasconi e mariti giuggioloni, in un episodio di “Lost” ha interpretato il compagno di manicomio / amico immaginario di Hurley, rivisitando il suo stesso cliché con una vena nerissima; è anche stato uno sceneggiatore assai sgradevole in “Studio 60″. 

Ha mai fatto un episodio di “CSI”? Non poteva mancare.

Ha mai fatto un episodio di “Law and Order”? E qui si separano gli uomini dai fanciulli: non solo ha fatto un episodio di “Law and Order” (uno di quelli sulla differenza tra “gli ebrei” e “lo stato di Israele”), ma la sua vita reale è stata usata come premessa di un episodio di “NYPD Blue”. Questo. Quanti possono dirlo e respirare allo stesso tempo?

E’ mai stato l’Uomo Della Settimana in una serie per donne? E “Sex and the City” secondo voi cos’era, uno scherzo tra matricole?

E’ già stato riciclato in uno sconclusionatissimo ruolo di padre/amante/football coach? Ci hanno provato. Lui gli ha risposto il pernacchio.

Altro da dichiarare? Ha una moglie italiana e ricercatrice scientifica; ha fatto la puntata di “Senza Traccia” sui rischi degli show in stile Extreme Makeover; ha dato di matto in un episodio di “Shark“; è stato un ospite speciale di “The West Wing”; lo scorso Halloween si è vestito da “1982“; ogni tanto scrive sull’Huffington Post; usa Twitter che è una bellezza.

Il marito ebreo di Charlotte è l’incarnazione di tutto quanto desidero in un rapporto a due. Sbaglio? Secondo me no, a meno che tu non abbia un eccesso di mobili bianchi in casa. E anche lì forse dovresti scendere a compromessi.

 

3 commenti

  1. 1.

    A me mi piace tanto, Evan Handler.

  2. 2.

    Non ci dimentichiamo che ha fatto anche l’ “artista coprofiliaco” (nel senso che usava la m@@@a nelle sue opere) In Six Feet Under….

  3. 3.

    ma nella foto su twitter tiene la bocca a culo di gallina.

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