Archivio del 2010

joel-mchale-2.pngLe origini: ex attore teatrale e provetto improvvisatore, si è trasferito a Los Angeles all’inizio degli anni Zero per cercare di fare il cinema.

Personaggio-simbolo: dal 2004 è il conduttore sarcastico di “The Soup“, il miglior programma sulla tv che non state guardando; nel 2009 si è aggiunto Jeff Winger, l’avvocato truffatore che deve tornare a scuola in “Community“.

Ha provato con il cinema? A sprazzi: la parte più consistente l’ha avuta l’anno scorso in “The Informant!“. (Se ne è poi bullato per mesi all’interno del programma, lasciandosi prendere in giro dagli autori.)

Ha una tragedia personale? Dopo aver tenuto a battesimo il segmento “Stephanie Pratt: Improbabile Voce della Ragione”, ha avuto Stephanie Pratt di “The Hills” ospite in studio, e le ha fatto fare la miglior figura di chiunque in tutta la storia di “The Hills”. Questa non è una tragedia personale, ma il segno di una disponibilità sovrumana a mettere il piede sulla mina per il nostro bene. (Grazie, Joel. Ti stimiamo tantissimo.)

Si è mai messo nudo? La domanda è stata resa obsoleta dall’evoluzione del format. Una domanda migliore sarebbe “è capace di fare l’imitazione di David Caruso”?


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gabourey-sidibe.jpgGabourey Sidibe, anni 26, è stata candidata all’Oscar per il suo primo film. Precious.

Non ha vinto.

Poi il giorno dopo è arrivato Howard Stern, che ha detto “questa ragazza è una balena immane, non avrà mai una carriera a Hollywood“.

Stern è un conduttore radiofonico molto popolare negli Stati Uniti, che ha costruito una carriera fortunata sul personaggio del provocatore e su uno stile di comunicazione aggressivo. Un equal opportunity offender, se volete. Infatti l’episodio è filato via senza particolari reazioni. A parte il giro dei portali post-femministi che hanno ripreso la storia, in tutte le tonalità del COME OSI, BIECO MASCHIO. E tutte giù a puntare il dito contro il bieco maschio (e la donnaccia che gli regge il gioco: a fianco di Stern si faceva ricche risate la giornalista Robin Quivers, donna, nera e sua socia da anni).

Stern però ha anche detto un’altra cosa: Oprah Winfrey, co-produttrice del film, è una bugiarda, perché va considerata responsabile di aver illuso la signorina Sidibe a proposito della sua futura carriera, a prescindere dal fatto che Hollywood non brilla per realismo sociale. E non stiamo parlando di una donna normale in un mondo di taglie 0, o considerata “grassa” perchè ha tette e culo là dove nessuno si è mai spinto prima. Stiamo parlando di una ragazza clinicamente obesa che cerca una carriera in un’industria nota per aver mandato in ospedale performer leggermente sovrappeso, come Margaret Cho.

E nessuna che si sia incazzata per il paternalismo rivoltante con cui la signorina Sidibe è stata trattata durante tutta la promozione di Precious: blandita a colpi di “che bei capelli” e “che bel vestito” (leggi: complimenti a frammenti dell’aspetto fisico che impedissero di parlare del suo peso), approcciata come un irripetibile fiocco di neve perché - incredibile! - è grassa ma ha girato un film, e in generale accostata dagli intervistatori con la stessa smanceria che avrebbero riservato a una bambina ritardata capace di confezionare un posacenere col Das.

E proprio la sera degli Oscar, lei finiva oggetto di una delle cose più imbarazzanti di sempre, questa intervista sul tappeto rosso (il filmato attacca a circa 2′), in cui le viene chiesto con insistenza “allora, chi ti piace dei begli omaccioni che sono qui stasera?” e i suoi commenti vengono poi ripetuti al diretto interessato Gerard Butler davanti a lei. Pensate, amici! La ragazza grassa ha una sessualità! Dio che ridere! Una roba allucinante, svoltata solo dalla prontezza di battuta della signorina Sidibe, segno - forse - di una buona autostima. (Va anche detto che aveva avuto mesi per affinare la gag “mi farei quello, mi farei quell’altro”. Vabbé, qui si fa notte.)

Seguitemi dopo il “continua a leggere”, grazie.


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beyonce-e-lady-gaga.jpgAvete avuto tre giorni per pensarci su. Ora possiamo parlare tutti insieme del video di “Telephone”.

Se volete ripassare, eccolo qui. Se volete approfondire il lato fashion, chiedete a lei.

Fatto? Bene. Andiamo.

- Lady Gaga viene trascinata in una cella del “carcere per puttane” da due guardie dal piglio eccessivamente virile. Mentre viene spogliata, l’immagine si offusca in modo da nasconderci la patata. Le guardie si allontanano dicendo “te l’ho detto che non aveva il cazzo” e “che peccato.” Heeeee.

- I balletti di Gaga nei corridoi del carcere mi hanno riempito di gioia. Mi hanno anche ricordato molto l’inizio di Who’s That Girl, caposaldo della mia infanzia omosessuale.

- La mia cosa preferita dei film carcerari è quando una persona esce e la guardia dice “…tornerai”.

- Beyonce si presenta a bordo di una macchina sulla cui fiancata c’è scritto “Pussy Wagon”. Proprio come l’auto che La Sposa ruba all’inizio di Kill Bill. Nel senso che è la stessa macchina. Ora la possiede Quentin Tarantino, e lui l’ha prestata a Lady Gaga. Probabilmente strillando “bella zia” e chiedendo il cinque alto a Eli Roth.

- Beyonce è nata con una vagina regolamentare, io credo, ma qualcosa è cambiato.

- Gaga e Beyonce si mettono a parlare e guidano. Lì ho temuto che si andasse in direzione “omaggio a Russ Meyer / Faster Pussycat! / gnocche nel deserto”, direzione già presa dalle Spice Girls nel 1996. Non è andata così, ma.

- Nel deserto trovano una tavola calda e - finalmente - Tyrese Gibson, annunciato pomposissimamente sui titoli di testa, manco fosse Alexander Skarsgard.

E andiamo a conoscere Tyrese Gibson.

Ex modello, ex cantante r’n'b, ex VJ, più o meno attore a casa sua, e anche le sue attività extralavorative non sono niente male: nel 2007 ha picchiato la fidanzata incinta, ha distribuito commenti omofobi con generosità, ha odiato James Franco, e l’anno scorso aveva creato un numero verde che, se chiamato, snocciolava le massime filosofiche che lui crea e raccoglie.

- Tyrese fa ovviamente la fine del topo. Già nei video di Lady Gaga gli uomini non stanno molto bene di default, ma qui bisogna capire in quante fasi gliel’hanno detto, e usando quali argomenti. Senti, Tyrese, sei un picchiadonne, odi i gay e in “2 Fast 2 Furious” facevi sembrare Paul Walker Al Pacino, è il momento di dimostrare al mondo intero quanto sei autoironico. Pillola rossa, pillola blu.

- Il senso ultimo di questo video è prendere Beyonce, che di solito ha un linguaggio del corpo estremamente controllato (mettete a confronto “Video Phone“), e farla saltellare in avanti come la ragazzina di The Ring. Lì per un attimo ho sperato che tra lei e Jay-Z sia solo un matrimonio di lavoro.

- Scherzavo. Il vero senso ultimo del video è il ballettino finale, che a me ha ricordato Thriller, il Bartman e questo.

 

E adesso, sentiamo la vostra.

(E rappacifichiamoci tutti intorno alle nuove foto di Alexander Skarsgard. Eccole qua.)

 

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barbie-vampire-diaries.jpg- Cominciamo con l’oggetto sulla bocca di tutti da ieri, le Barbie ispirate a “Mad Men” : frutto di un accordo tra Mattel e Lionsgate, lo studio che produce la serie (meglio noto come la casa del pupazzone di Saw), le quattro bambole saranno prodotte in numero limitato, costeranno 75 dollari l’una e si potranno comprare online oltre che nei negozi specializzati. Secondo il modello più consueto per il genere Barbie commemorativa, c’è quella bella (Joanie), quella ovvia (Betty), quella inadatta ai mercati esteri (Don) e quella che non compra nessuno (Roger Sterling). Niente invece per Peggy Olson, il personaggio più queer dell’intera serie. Il che equivale a spararsi in un piede, però, come dire, con gusto.

- Unico e irripetibile, e messo all’asta su eBay, era invece il Ken ispirato a “The Vampire Diaries”. Si trattava di un ex Ken normale, customizzato, tinto, ridipinto, con abiti cuciti a mano. Il risultato era la perfetta versione plastificata di Damon Salvatore, il vampiro serio che mangia le persone e balla attaccato alla bottiglia. Il vincitore se l’è portato via con 157 dollari. Non so, io 50 glieli davo. 157 no, ma 50 sì. E non sono nemmeno un fan.

- Esaurito (ma c’è da sperare in una ristampa) anche il cuscino umano con la faccia di Edward Cullen. Ha un nome, cosa credete. Si dice “manlllow”, è l’unione di man e pillow, e ha dei capelli spettacolari.

- A Ottobre dovrebbe invece uscire il primo libro di Hilary Duff: sarebbe l’avvio di una saga young adult dedicata alle imprese di una fotoreporter dal nome ganzo. Sperando che il co-autore sia pagato il giusto e che il suo lavoro venga riconosciuto al di là dei ringraziamenti speciali, resta il rimpianto per la mancata partenza del progetto incentrato su Alicia Keys. Qualche anno fa circolava una proposta per una serie di romanzi simili, solo che lì la protagonista era Alicia Keys indagatrice del paranormale. Pensate alle possibilità.

- Non è un oggetto in vendita, ma una fusione tra marchi altrettanto persuasivi, e quindi: Neil Patrick Harris dovrebbe fare il film dei Puffi.

- Per lo stesso motivo: Maggie Q starebbe per diventare la protagonista di una nuova versione di “Nikita”. “Nikita” è la serie tratta dal film. Maggie Q è questa persona qui.

- E finiamo, come sempre, con Lady Gaga: non solo sta collaborando con il designer Jeremy Scott per una linea di profilattici, ma un agricoltore del Surrey seguendo il consiglio della fidanzata ha costruito un superspaventapasseri, l’ha addobbato come Lady GaGa ai Brit Awards e l’ha piantato in mezzo ai campi. Lui dice che funziona benissimo e tutti quanti dovrebbero seguire il suo esempio. E ha ragione. Quando avrò figli insegnerò loro a temere il potere dello spaventapasseri. Conto anche di darli alla luce nel mondo di Grano Rosso Sangue, dove tutti si vestono bene.

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logan-lerman.jpgIl ragazzo a sinistra è Logan Lerman. E’ il vostro nuovo Spider-Man.

Bellino, eh.

Se c’è qualcosa di molto grosso in preparazione, ed esce subito un nome sicuro anziché una lista di candidati, quello che esce per primo va da considerarsi bruciato. Mai capito perché, ma è così. Immaginiamo per un secondo che la regola salti.

Logan Lerman sembra la versione minorenne di Jim Sturgess, che doveva fare il musical di Spider-Man a teatro (sì, lo so), e in comune con il prototipo ha la tendenza a farsi vedere solo in film dove dopo dieci minuti o te ne vai o ti concentri sulle giacche. (Il prototipo ha anche la curiosa distinzione di avermi trasformato in statua di sale attraversando una stanza, ma questo non giustifica il mezzo.) Quindi il nuovo Uomo Ragno dev’essere pucci, avere il frangettone, ed essere già sotto contratto per un’altra saga.

E sappiamo tutti che l’unica persona capace di tenere il piede in due saghe è Ryan Reynolds. Perché a. è canadese e b. si nutre di amore universale, come le piante.

L’equazione pucci però porta a cose inconcepibili per una mente normale, come John Krasinski di “The Office” che fa il provino per Capitan America. John Krasinski. E se cercate “Capitan America” trovate una lista di candidati di cui l’unico mi faccia sorridere è Capitan Fantastico di “Chuck”.

Una tendenza, questa, che poi fa tirare la croce addosso alle donne, considerate colpevoli di rovinare magnifici film per tutti con le loro pretese di magliette bagnate, o di introdurre sciocche trame sentimentali in prodotti che avrebbero solo guadagnato dal restare attaccati all’azione.

Seguitemi, grazie.


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