La ragazza a sinistra è Bristol Palin, nata “Bristol Sheehan Marie Palin”, anni 19, figlia di Sarah, sorella di molti, madre di Tripp, moglie di nessuno.
Bristol Palin interpreterà se stessa in “La vita segreta di una teenager americana”.
Interpreterà se stessa, e quindi offrirà saggi consigli alla protagonista, PURE LEI rimasta incinta grazie al mancato uso di contraccettivi. Con la differenza che la suddetta ragazzina di anni (finzionali) ne avrebbe 15, mentre la signorina Palin nella vita reale gode di indubbi vantaggi come “la patente”, “una madre in politica” e “un ingaggio ricorrente come motivational speaker nel circuito pro-astinenza”.
Avete letto bene.
Lo riassume questo articolo dell’Huffington Post: dopo essere stata resa single (o essercisi resa da sola, qui i resoconti divergono) Bristol Palin ha messo la sua giovane vita al servizio della grande causa che possiamo chiamare “giovani, non ripetete i miei errori”. Da mesi parla davanti a masse di ragazzini e ragazzine, raccontando la sua esperienza come “la madre teenager più famosa d’America”. Titolo che si contende con Jamie Lynn Spears, ma non spacchiamo il capello. E in osservanza dei fervidi valori familiari la-Bibbia-e-il-fucile rappresentati dal clan Palin, il messaggio di Bristol è “non darò mai più un bacio finché non avrò un anello al dito”.
Il progetto è ovviamente sponsorizzato da una marca di accessori con pubblicità rispettose delle donne e inneggianti a buona fede e gusto. Tipo questa.
Nel frattempo l’ex compagno Levi Johnston veniva accusato di essere un padre assente e un approfittatore. Ma non faceva la vittima, e usava la visibilità televisiva per dire cose come “l’astinenza non funziona, io ne sono la prova”, incoraggiando i giovani a usare il preservativo e le scuole a fare di più in materia di educazione sessuale.
E forse - forse - vale la pena di dirvi qualcosa sul conto di “La vita segreta di una teenager americana“. Che va in onda su Mtv Italia, a orari in cui, io immagino, voi siete in ufficio o fuori casa. Che è il nuovo figliolino peloso della creatrice di “Settimo Cielo”. Che riesce a trasformare “Settimo Cielo” in un modello di equidistanza e realismo. Che fa rivalutare l’operato di Freddy Krueger nel campo della neuropsichiatria infantile. Che divide le donne in “ninfomani smutandate pronte a tutto (per scarsa autostima)” e “santarelle sfortunate (per colpa dei maschi governati dal pisello)”. Che non prevede alcuna via di mezzo. Che quando fa perdere la verginità a una ragazzina, le fa morire il babbo subito dopo, e la porta a dire “è stata colpa mia”. Che allo spettatore over-25 offre solo una parata di ex famosi degli anni ‘80 e ‘90 riciclati in tristissimi ruoli di madre/padre/allenatore, ma un under-18 rischia di prendere tutto sul serio. E questo è deprimente. E diseducativo.






