A volte ci capitano sott’occhio delle storie talmente assurde, talmente sconvolgenti, talmente “…eeeh?” che una persona appena sveglia davanti a loro non ha speranze. Questi sono i momenti in cui deve scendere in campo un esperto.
Benvenuti a una nuova puntata di A qualcuno bisogna chiederlo, dove i fatti non rimangono mai soli.
Il fatto: per combattere ogni tristezza, la popstar sedicenne Justin Bieber dichiara che gli basta andare su Twitter e parlare con i suoi fan. (E probabilmente pregare Gesù, di cui è fedele credente, ma stavolta lui questo non l’ha detto.)
L’esperto: “MademoiselleAnne“, social media expert e giornalista che sogna di vivere a Fantasilandia (e un po’ ci vive anche). La trovate soprattutto su DGMag.
Andiamo.
- Justin Bieber sembra trarre molti vantaggi dal creare un contatto più stretto con le sue fan e coetanee, e quindi dotate del suo stesso rapporto con la tecnologia. Questo è un modo sottile per dire che le estimatrici over-18 dovrebbero ricevere una visita a casa dagli sbirri quanto prima?
- A dirla tutta a volte questo ragazzetto di cui qualcuno mette in dubbio sesso, pettinatura e doti vocali sembra essere stato assoldato dai più noti social network per far loro pubblicità. E’ esploso tramite YouTube ma, come tutti quelli che contano, “è capitato tutto per caso” e lui “davvero non sa come gestire la popolarità” perchè proprio non se l’aspettava. Dialoga via Twitter come se parlasse con i dirimpettai di casa, non lesinando foto di lui, di lui con Kim Kardashian (un’altra che di autopromozione spicciola ma efficace ne sa una più del diavolo), di lui con i fan, dei fan e persino dei suoi concorrenti; mette in mezzo la mamma che è la cosa più importante del mondo e non esprime alcun tipo di opinione su nulla. E ovviamente si serve di ogni mezzuccio tecnologico per rappresentare la comunità per la quale è stato creato sfoggiando telefoni di ultima generazione, t-shirt da nerd e feticci di vario tipo.
Dunque, tutta questa tiritera solo per dire che a dover essere perseguitato dovrebbe essere lui perchè in qualche modo ha sdoganato negli Usa e nel mondo il modello dei ragazzi-oggetto da boyband tanto in voga in Giappone (Satoshi Ohno, Shinee, solo per citarne due tra i più famosi e seguiti): a lui manca il piglio da anime e tende ad assomigliare più ad un baby-modello di Abercrombie che non a Yu Matsura di “Marmalade Boy” ma rappresenta sotto tutti i punti di vista la dicotomia tra Scene people ed Emo people che piace tanto ai media e alle aziende. Justin Bieber è un prodotto, proveniente dal pianeta dei parruccati e androgini costruiti su misura, che secondo qualcuno in Italia rappresentano l’evoluzione dei paninari degli anni Ottanta e che punta ai forti consumatori adolescenti creando per loro prospettive e soprattutto illusioni.
- A questo punto è obbligatoria una visita al sito Lesbians Who Look Like Justin Bieber. Ma secondo alcuni i social network come Twitter starebbero “rovinando” la celebrità come concetto, proprio perché tendono ad azzerare sia il mistero sia la costruzione di un’immagine calata dall’alto. Tu come la vedi?
- Penso che la forza di questi personaggi sia proprio quella di poter sfruttare i social network a loro piacimento, forzandone la natura originaria ma soprattutto, e qua mi ripeto, facendo credere al pubblico solitamente onnisciente di essere al pari di chi li segue: ovviamente solo pochi, e smaliziati, utenti si rendono conto che spessissimo (quasi sempre) i vari Justin Bieber, Kim Kardashian, Katy Perry, Jim Carrey e similari non fanno altro che dare lavoro ai social media experts, quelli che costruiscono l’immagine delle celebrities sul Web, interpretando le tendenze, anticipandole e creandole con un lavoro di ricerca quasi sempre certosino e minuzioso. Mi viene in mente un attore italiano (non dirò il nome neanche sotto tortura ma basta girovagare su FF per scoprirlo) che meno di un mese fa si è presentato su Friendfeed dichiarando pubblicamente che non sarà lui a curare il suo profilo ma che si avvale di una professionista del settore deputata a rappresentarlo; per la cronaca, come è naturale che fosse, la presenza di questo “social media expert” si esplicita, nel caso specifico, quasi solamente con interventi relativi alla promozione del prossimo film del suddetto attore/regista.
Ecco, a questo punto mi viene da dire che proprio volendo scegliere preferisco l’atteggiamento di Bieber e delle star americane che sanno usare il mezzo a proprio vantaggio: siccome tutti vorrebbero essere famosi ma per ovvi motivi e per ovvi limiti non ci riescono, qual’è il modo migliore per farli sognare un po’? Facendo credere loro che davvero Justin Bieber ricambierà l’amicizia su Twitter e che davvero Tyra Banks terrà presenti i commenti dei suoi “amici”.
