E così è uscito il nuovo video della Aguilera. Spoiler: è brutto.
Se volete leggere un po’ di critiche a confronto, stanare i 101 riferimenti pedestri ai clip “storici” di Madonna (”Human Nature” soprattutto) o cercare giustificazioni del tipo “è un arguto omaggio a (qualcosa)“, i link non mancano. Adesso qui tentiamo un piccolo esperimento.
Tu sei Christina Aguilera. Hai da lanciare il nuovo album. Quanta voce in capitolo ti viene data? E fino a che punto riesci a farti sentire, rispetto alla casa discografica che ti pubblica?
Se avete risposto “molta voce in capitolo”, forse avete ragione. Però no, non è possibile che la Aguilera si sia alzata sei mesi fa e abbia detto “voglio fare la CICCONATA”.Tanto più che, per quanto iperprodotto, il pezzo ha la sua impronta, abbastanza distintiva da far archiviare tra gli sghignazzi qualsiasi tentativo di seguire la linea piuttosto che dettarla. (Back to Basics era quattro anni fa. Però. Abbiamo già finito se non di creare le mode di rielaborarle, di cucirle addosso a quello che uno è? E va bene che David LaChapelle forse non era il fulmine di guerra che ci ha fatto credere, ma almeno una chiave estetica tutta per lei l’aveva trovata. Ci era riuscito perfino Jonas Akerlund con Beautiful.)
Perciò, chi ha dato il la a un video così ingenuo?
Ipotesi:
1. La Aguilera stessa, risvegliatasi improvvisamente insicura, indebolita dopo la pausa tra un album e l’altro, e convintasi di dover dimostrare qualcosa a Lady Gaga. (Forse perché avrà un episodio di “Glee” dedicato, e lei ha avuto solo una canzone. Scherzavo, scherzavo.)
(E poi: con una lista di produttori e partecipazioni speciali lunga così, è questo il pezzo che dovrebbe trainare tutto il disco?)
2. La RCA, la casa discografica che la tiene sotto contratto dagli inizi, e che trovandosi davanti a una star inattiva da quattro anni (là dove “inattiva” sta per “ha fatto un tour mondiale, poi nel 2008 è uscito un greatest hits”) ha deciso di puntare su un parziale rovesciamento zozzo della sua immagine, ammiccando da un lato a tutte le popstar uscite nel frattempo (l’inquadratura degli occhiali che ha irritato i fan di Gaga, ad esempio) e dall’altro al temibile calderone noto come “ci siamo sempre molto ispirati a Madonna”(sempre quando? nel 2003?).
3. Il regista, Hype Williams, un intoccabile degli anni ‘90 traghettato più o meno serenamente al pop, abituato a maneggiare grandi budget, e che però non sembra essere pervaso dalla stessa ansia di madonnizzare tutte le artiste con cui lavora: senza andare troppo indietro, non l’ha fatto con Beyonce (e Lady Gaga) l’anno scorso, e nemmeno con Nicki Minaj un mese fa. E’ stato ingaggiato a scatola chiusa e ha deciso di buttarla sulla CICCONATA, oppure è stato scelto proprio in base a un trattamento per il video tutto impostato in quella direzione, oppure… Oppure cosa?
Davvero, me la dovete spiegare. Provateci nei commenti.





