Esiste qualcosa che può danneggiare la reputazione di una popstar acqua e sapone più di una comparsata in un porno con animali? Esiste, esiste.
Due anni fa Joss Stone ha girato un video che, nelle intenzioni, avrebbe accompagnato l’ultimo singolo estratto dal suo album Introducing Joss Stone. Il pezzo invece uscì senza video.
Regola d’oro degli “inediti d’autore”: se una cosa è stata girata, prodotta e montata, e poi se l’è inghiottita l’oblio, di solito una ragione c’è.
Se fosse uscito dopo “Hot N Cold” di Katy Perry sarebbe sembrato un plagio in sedicesimo girato per scommessa da una cricca di ubriaconi durante le pause di un combattimento tra cani. Invece è venuto prima. E l’ha girato, pare, il fratello di Joss Stone. Spalleggiato e finanziato da lei.
Difficile che la signorina Stone volesse riallacciarsi alla telenovela piemontese, però l’insieme è tale da ridimensionare il “caso” che ci ha fatto ridacchiare la settimana scorsa, cioé la ricomparsa di un altro video bocciato dalle case discografiche.
Correva l’anno 2000: c’era da lanciare Enrique Iglesias sul mercato americano, e cosa meglio di una cover di Bruce Springsteen in formato ballatona strappacuore? Risposta: un video in cui il cantante si regala una generosa e realistica masturbazione davanti alla pubblicità di un telefono erotico.
L’avrete già visto tutti, ma facciamoci una bella replica.




