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La cantante country Chely Wright si è dichiarata omosessuale.Forse non ve ne siete accorti, ma oggi, cinque maggio, era previsto che una persona molto famosa uscisse allo scoperto come gay.

Perché il cinque maggio? Perché così aveva deciso l’addetto stampa che ha orchestrato tutto l’evento: Howard Bragman, già associato a una lunga lista di clienti omosessuali da lui assistiti durante il percorso. E per dare ancora più rilevanza all’evento, Bragman ha furbamente giocato d’anticipo: ha fatto in modo che tutti sapessero cosa avrebbe comportato l’annuncio (la copertina di “People”, un giro per i talk show di prima fascia…), ha lasciato intuire che si trattava di una grossa celebrità, ha mischiato le carte in tavola accennando sia a “una futura star d’azione gay” sia a “una tournée musicale dedicata al coming out”.

Bene, siamo al cinque maggio ed ecco la risposta. La persona uscita allo scoperto è Chely Wright.

Internet ha detto compatta chi?

Chely Wright è una cantante e compositrice country che non fa un disco tutto suo da cinque anni, ma che ne ha uno nuovo in uscita, oltre a un libro autobiografico (questa settimana).

La signora Wright è la prima artista country a dichiarare la propria omosessualità, e anche se il suo nome può dire poco al pubblico generalista una decisione come questa è destinata a creare subito il precedente nel suo genere. Oltre che “fare qualcosa per la visibilità là dove ce n’è meno“, come ha detto Heather Hogan su After Ellen: nelle zone dove dischi e radio country sono campioni di vendite e ascolti, la presa di posizione da parte di una celebrità potrebbe rappresentare la differenza. (E se il suo pubblico le volta le spalle, come accadde per molto meno alle Dixie Chicks? Speriamo che trovi un pubblico nuovo.) Non a caso il personaggio a cui viene paragonata più spesso negli ultimi giorni è un’altra cantante omosessuale, Jennifer Knapp, già molto nota nel circuito Christian rock, anche lei uscita allo scoperto dopo una lunga “pausa di riflessione” (qui c’è un’intervista in cui racconta com’è cambiato il suo rapporto con la Chiesa oltre che con l’industria musicale).

Se vi ritenete soddisfatti, ascoltate un po’ di canzoni; se volete sapere chi è rimasto fuori, seguitemi dopo il “continua a leggere”.


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Elasti-Girl schiaffeggia Mento (D.C. Comics)La settimana scorsa Brandon Davis dava alla sua ex fidanzata della “vaccona”, e la definiva “una delle persone più grasse del pianeta”. Si aggiudicava così il primo trofeo L’eterosessuale più imbecille della settimana a insindacabile giudizio dei lettori di Rimozione da Tiffany. Bella per voi.

E ora passiamo al secondo round.

Vanno in nomination secca:

1. Charlie Sheen, che sotto Natale pestava la moglie Brooke Mueller facendosi venire a prendere dalla polizia a casa, adesso è andato in clinica a disintossicarsi e “salvare il matrimonio”, e da quella clinica è sgattaiolato fuori un giorno sì e un giorno no. Per andare a trovare l’amante. E pur di non farsi riconoscere si è appiccicato un paio di baffi finti e tirato su il cappuccio della felpa. Guadagnandosi sul campo il diritto a un nuovo nome, come “Johnny Bassotto” o “il segugio”.

Attenuanti: la moglie è andata a sua volta in clinica mentre aspettava due gemelli. (E’ un’attenuante?)

Aggravanti: l’avvocato sta cercando di dipingere Sheen come un bravo guaglione premuroso che si è conciato in quel modo per puro amore del LOL.

2. Jesse James, che si sta giocando con Tiger Woods la palma di “Come fai a tradire tua moglie così spesso e conservare un lavoro diurno?”, già crocifisso per la prima amante che si è fatta avanti, seppellito vivo dalla cifra pare astronomica di altre donne (tra cui una dipendente che l’ha accusato di molestie sul lavoro), e ora autore di e-mail omofobe ai danni degli ex colleghi che non gli stavano molto simpatici.

Attenuanti: erano e-mail private.

Aggravanti: …

3. Ice-T, che quando Aimee Mann ha osato scrivere sul proprio Twitter “Gesù Cristo, non c’è ragione al mondo perché qualcuno abbia messo Ice-T in una serie televisiva” ha risposto prima ponderando la possibilità di farle sparare addosso da una macchina in movimento , poi l’ha invitata a “preoccuparsi della brutta musica che fa” e “mangiarsi una ciotola di cazzi“.

Attenuanti: Ice-T usa sempre la stessa voce sia quando recita la parte dello sbirro repubblicano sia quando prende in giro se stesso. Rileggetevi i tweet con quella voce. Non fa molto ridere? A me fa molto ridere.

Non c’entra niente, ma: Ice-T è sposato con lei.

 

 

In via del tutto straordinaria, quarto e ultimo candidato è Rufus Wainwright. Che, senza essere interpellato a proposito, mentre Details lo intervistava sul nuovo disco ha detto “mi piace 50 Cent, è un grande artista, e poi è anche gay. Lo so per certo. E’ quella sua vocina tenera.”

Attenuanti: Rufus Wainwright ha fatto Release The Stars.

Aggravanti: 50 Cent non ha mai dato segno di voler uscire allo scoperto riguardo la propria presunta omosessualità; l’outing è stato una pratica politica anche importante, in altri contesti, ma così è roba da casalinghe frignone. Rufus, sei l’eterosessuale imbecille honoris causa del mese.

 

Votate, votate, votate. 

 

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Robert PattinsonSfoglio sempre col sorriso sulle labbra “Details“, il succedaneo patinato di “Playgirl” che nel disperato tentativo di passare per un mensile maschile una volta l’anno appiccica ai suoi bellissimi e intensissimi cover dudes un contorno di gnocca. Con la naturalezza di chi racconta una barzelletta sconcia dandoti di gomito ogni due secondi e dicendo eh? eh? niente male, eh?.

Se però si vuole essere un giornale per uomini veri, mettere Robert Pattinson in copertina è una mossa azzardata. 

Pattz comincia a starmi pericolosamente simpatico, specie quando viene intervistato da qualcuno che lo conosce un po’ meglio del solito (qui è Jenny Lumet, la sceneggiatrice di Rachel sta per sposarsi) e che ha la capacità di tirargli fuori cose buffe. Parlando del servizio di copertina, che - appunto - lo vede circondato da donne ignude (qui lo potete vedere sotto forma di filmino), lui commenta così l’intera esperienza: “odio la vagina. Sono allergico alla vagina. Non avevo idea di cosa dire a quelle ragazze. Grazie a Dio mi stavo riprendendo da una sbronza.”

Prosegue poi paragonando queste foto all’atmosfera che si respirava nel porno degli anni ‘80, dove “c’era qualcosa di pittoresco e molto dolce, e tutti amavano il loro lavoro”.

Io negli anni ‘80 facevo le elementari e Pattz nasceva, quindi siamo entrambi molto preparati sull’argomento, però “pittoresco” non è il primo aggettivo che viene in mente per la pornografia del periodo. Un periodo in cui Traci Lords girava film a quindici anni col documento falso, Gregory Dark sadicizzava i suoi attori per ottenere interpretazioni più vere (bravo regista, tra l’altro) e le tette di Christy Canyon erano ancora le sue. Un periodo in cui si passava dalla pellicola al video. Capite? Al video.

Mi trovo perciò costretta a credere che il porno visionato da Pattz si trovi nel circuito amatoriale e provenga dalla collezione privata di sua zia.

A meno che con “pittoresco” lui intendesse “a volte si vedevano anche donne non totalmente depilate”, e allora. Ma sì, anch’io ti voglio bene.

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channing-tatum-e-amanda-seyfried.jpgSfoglio sempre avidamente “Details”, il mensile americano partito come un’alternativa a GQ per maschi veri e diventato un ottimo sostituto di Playgirl per la gente come me, compreso il paginone centrale.

Questo mese il paginone centrale è Channing “Collo” Tatum.

Il servizio si apre con la descrizione dell’ustione che lui ha riportato all’inguine.

Ouch.

Proprio così. Collo si è fatto malissimo durante le riprese di questo film in Scozia (le parole chiave dell’incidente sono “aria gelata” e “acqua bollente”), e anche se ora sta bene non si fa problemi a parlarne. Anzi. Affidate a lui, frasi come e poi quella volta mi sono bruciato il pisello acquistano un tono evocativo, a metà tra la serata in campeggio e la voce fuori campo della Rabbia giovane.

Ma il problema, qui, non è il linguaggio. E’ che Collo ha tenuto le foto della parte lesa per ricordo sul suo iPhone, così adesso le può mostrare con fierezza quando qualcuno va a intervistarlo. E ridere felice mentre dice “vedi? vedi? qui ero quasi sicuro che non mi sarebbe più ricresciuta la pelle!”.


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lapresse_mi300109spe_0223_1.jpgSe state leggendo questo post, c’è il 90 % delle probabilità che siate fan di Miley Cyrus, o che stiate per diventarlo. Scorrete quindi le prossime righe con tutta la leggerezza e l’allegria del caso. Potete farcela. Ho fiducia in voi.

Quest’estate la Bibbia dei metrosessuali americani Details ha intervistato il modello/cantante Justin Gaston, riconoscendo che, sì, se gli stavano garantendo una copertura superiore alla sua celebrità pubblica era perché lui è anche il fidanzato di Miley Cyrus.

Ora, tutti si sono soffermati su un aspetto trascurabile dell’intervista, cioè la smentita del pettegolezzo secondo cui Gaston – anni venti – abiterebbe sotto lo stesso tetto della famiglia Cyrus. (Ottima mossa, comunque: nessuno vuole ritrovarsi per le mani un’altra situazione Jamie Lynn Spears ).

Ma pochi hanno colto il lato veramente fiabesco della questione.

Il primo contatto tra lui e Miley – anni sedici – è avvenuto grazie al suo papà.


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