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robert-pattinson.jpgSfoglio sempre col sorriso sulle labbra “Details”, il succedaneo patinato di “Playgirl” che nel disperato tentativo di passare per un mensile maschile una volta l’anno appiccica ai suoi bellissimi e intensissimi cover dudes un contorno di gnocca. Con la naturalezza di chi racconta una barzelletta sconcia dandoti di gomito ogni due secondi e dicendo eh? eh? niente male, eh?.

Se però si vuole essere un giornale per uomini veri, mettere Robert Pattinson in copertina è una mossa azzardata. 

Pattz comincia a starmi pericolosamente simpatico, specie quando viene intervistato da qualcuno che lo conosce un po’ meglio del solito (qui è Jenny Lumet, la sceneggiatrice di Rachel sta per sposarsi) e che ha la capacità di tirargli fuori cose buffe. Parlando del servizio di copertina, che - appunto - lo vede circondato da donne ignude (qui lo potete vedere sotto forma di filmino), lui commenta così l’intera esperienza: “odio la vagina. Sono allergico alla vagina. Non avevo idea di cosa dire a quelle ragazze. Grazie a Dio mi stavo riprendendo da una sbronza.”

Prosegue poi paragonando queste foto all’atmosfera che si respirava nel porno degli anni ‘80, dove “c’era qualcosa di pittoresco e molto dolce, e tutti amavano il loro lavoro”.

Io negli anni ‘80 facevo le elementari e Pattz nasceva, quindi siamo entrambi molto preparati sull’argomento, però “pittoresco” non è il primo aggettivo che viene in mente per la pornografia del periodo. Un periodo in cui Traci Lords girava film a quindici anni col documento falso, Gregory Dark sadicizzava i suoi attori per ottenere interpretazioni più vere (bravo regista, tra l’altro) e le tette di Christy Canyon erano ancora le sue. Un periodo in cui si passava dalla pellicola al video. Capite? Al video.

Mi trovo perciò costretta a credere che il porno visionato da Pattz si trovi nel circuito amatoriale e provenga dalla collezione privata di sua zia.

A meno che con “pittoresco” lui intendesse “a volte si vedevano anche donne non totalmente depilate”, e allora. Ma sì, anch’io ti voglio bene.

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channing-tatum-e-amanda-seyfried.jpgSfoglio sempre avidamente “Details”, il mensile americano partito come un’alternativa a GQ per maschi veri e diventato un ottimo sostituto di Playgirl per la gente come me, compreso il paginone centrale.

Questo mese il paginone centrale è Channing “Collo” Tatum.

Il servizio si apre con la descrizione dell’ustione che lui ha riportato all’inguine.

Ouch.

Proprio così. Collo si è fatto malissimo durante le riprese di questo film in Scozia (le parole chiave dell’incidente sono “aria gelata” e “acqua bollente”), e anche se ora sta bene non si fa problemi a parlarne. Anzi. Affidate a lui, frasi come e poi quella volta mi sono bruciato il pisello acquistano un tono evocativo, a metà tra la serata in campeggio e la voce fuori campo della Rabbia giovane.

Ma il problema, qui, non è il linguaggio. E’ che Collo ha tenuto le foto della parte lesa per ricordo sul suo iPhone, così adesso le può mostrare con fierezza quando qualcuno va a intervistarlo. E ridere felice mentre dice “vedi? vedi? qui ero quasi sicuro che non mi sarebbe più ricresciuta la pelle!”.


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lapresse_mi300109spe_0223_1.jpgSe state leggendo questo post, c’è il 90 % delle probabilità che siate fan di Miley Cyrus, o che stiate per diventarlo. Scorrete quindi le prossime righe con tutta la leggerezza e l’allegria del caso. Potete farcela. Ho fiducia in voi.

Quest’estate la Bibbia dei metrosessuali americani Details ha intervistato il modello/cantante Justin Gaston, riconoscendo che, sì, se gli stavano garantendo una copertura superiore alla sua celebrità pubblica era perché lui è anche il fidanzato di Miley Cyrus.

Ora, tutti si sono soffermati su un aspetto trascurabile dell’intervista, cioè la smentita del pettegolezzo secondo cui Gaston – anni venti – abiterebbe sotto lo stesso tetto della famiglia Cyrus. (Ottima mossa, comunque: nessuno vuole ritrovarsi per le mani un’altra situazione Jamie Lynn Spears ).

Ma pochi hanno colto il lato veramente fiabesco della questione.

Il primo contatto tra lui e Miley – anni sedici – è avvenuto grazie al suo papà.


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