Nathan Fillion: quello che ha sempre ragione, non importa cosa dica.
Le origini: Canada, genitori insegnanti, New York, “Una vita da vivere”, Los Angeles, dormire in macchina, la sitcom che ha lanciato Ryan Reynolds, no, non l’ho mai vista.
Personaggio-simbolo: il cowboy spaziale Mal Reynolds in “Firefly“; sei anni e numerose bestemmie più tardi, il giallista-investigatore-faccia di tolla Richard Castle in “Castle“.
Ha provato con il cinema? Oh, sì. Ha fatto lo sceriffo, il ginecologo bello, il film tratto da “Firefly”, e una cosa chiamata White Noise 2 che non posso guardare perché ho già riempito la mia quota di prequel o sequel diretti in DVD senza nemmeno una faccia dell’originale per l’anno 2010.
Ha una tragedia personale? All’epoca dei fatti visse molto male la cancellazione di “Firefly” dopo una stagione e non cercò di tenerlo nascosto: questo lo rese ancora più popolare tra i faaaans, che cominciarono (forse non a torto) a viverlo come “uno di loro”. (Lo stesso non accadde con “Drive“.)
(dopo il tag, le cose si fanno adulte.)



