In un recente post, una lettrice riporta un bel proverbio del suo paese, la Grecia: “I grandi amori non portano l’abito da sposa” che è un modo poetico per dire ciò che da noi si dice più brutalmente: “il matrimonio è la tomba dell’amore”.
Ma in un blog che si occupa di “Cuori infranti” non ci si può limitare alla citazione di luoghi comuni più o meno internazionali, bisogna sforzarsi di comprenderne l’origine e di interpretarne il senso.
Molti pensano che il grande amore sia una sorta di nuvoletta rosa nella quale gli innamorati possano vivere invincibili, al riparo da qualsiasi agguato della vita. Ma l’amore vero ha bisogno di prove, di misurare quotidianamente la propria forza e il proprio desiderio di durare. I sentimenti amorosi rischiano di restare inconsistenti se non sono calati nella realtà, buona o cattiva che sia. Dunque non è il matrimonio di per sè a creare possibili crisi ma l’incapacità di far convivere il sogno con la concretezza del vivere. D’altra parte chi potrebbe agire nel mondo, paludato negli abiti da cerimonia, come farebbe una donna a muoversi, lavorare, amare imprigionata nelle trine del suo vestito da sposa?
Bisogna indossare gli abiti di tutti i giorni per affrontare gli esami della vita che, come si sa, non finiscono mai. D’altra parte chi ha provato il mal d’amore lo sa bene e sa anche che certi dolori sono per così dire “democratici”, toccano cioè nubili o sposati, separati o riuniti. Aspetto i vostri pareri.

