
Qualche tempo fa sono stata intervistata dalla Dr.ssa Raeleen D’Agostino per un articolo che lei stava scrivendo sui Mammoni e Bamboccioni italiani, pubblicato nell’aprile 2008 su Psychology Today, una delle riviste di psicologia più conosciute in America. Visitando il suo sito-web , ho scoperto molte cose interessanti su di lei: è una scrittrice a tempo pieno, è Professore aggiunto di Psicologia ed anche un’autrice di best sellers. Il suo libro “Living la Dolce Vita: Bring the Passion, Laughter, and Serenity of Italy into Your Daily Life“ (Sourcebooks, Inc) è stato selezionato dall’Ordine dei Figli d’Italia in America (OSIA), e tradotto in diverse lingue, tra cui il coreano e il portoghese.Raeleen ha anche creato i Dolce Vita Seminars: oltre ai metodi generali di auto-aiuto, Raeleen consiglia agli americani come mettere in pratica alcuni tradizionali comportamenti italiani, che possono migliorare loro stessi e la loro vita, attraverso un approccio al quotidiano più gioioso, sereno e salutare. E’ stata anche una voce importante per combattere gli stereotipi negativi sugli italiani e gli italo-americani, specialmente lo stereotipo che si trova di frequente sui media americani e che associa le persone di cultura italiana alla criminalità organizzata e alle attività mafiose. Raeleen è stata in passato Direttrice dell’AIDA, American Italian Defense Association, con sede a Chicago, Illinois. Ho deciso dunque di porle alcune domande su questo “stile italiano del vivere bene” che rende la vita così ‘dolce’ e che probabilmente noi italiani non riusciamo più a capire bene (anche se ne siamo gli inventori!). La nostra vita quotidiana infatti non è sempre così ‘dolce’…
(Potete trovare la versione in inglese della presente intervista sul Blog di Psicolinea).
Raeleen, prima di tutto, come hai cominciato ad interessarti di Italia e italiani?
Come sai, ho iniziato più di venti anni fa ad insegnare psicologia all’università, e più insegnavo, in particolare i principi della psicologia positiva, più notavo un parallelo tra ciò che mostrava la ricerca psicologica sul come vivere felici, in modo sano, e ciò che ho imparato personalmente nel crescere in una famiglia allargata italiana qui, negli Stati Uniti. I miei nonni, in particolare, sono quelli che hanno portato con sé i loro vecchi valori italiani, le abitudini, le filosofie del loro “vecchio Paese” e, in generale, l’immigrazione italiana ha avuto un enorme impatto sul modo in cui l’America ha modellato sé stessa come nazione.
Pensi veramente che noi (italiani) abbiamo un “dolce vita style” che ci rende più felici di altri popoli, ad esempio del popolo americano?
Questa domanda mi fa sorridere, perché sono sicura che se la pongano anche molti dei tuoi lettori. L’anno scorso quando ho fatto una presentazione del mio libro presso la Feltrinelli International di Roma, mi è stata posta proprio questa domanda, citando i molti problemi che l’Italia contemporanea deve affrontare nei settori dell’economia, della politica, delle difficoltà nel trovare lavoro, ecc. Questi problemi rappresentano delle sfide in tutto il mondo; ciò a cui mi riferisco con lo stile della “Dolce Vita” è ciò che i miei nonni italiani hanno fatto ogni giorno e che hanno reso gioiosa la vita nonostante le difficoltà e le sfide quotidiane, che del resto sono parte e bagaglio dell’essere umano. Piaceri mondani, portati ad un livello di celebrazione, per esempio. Prendersi del tempo per celebrare il buon cibo e la compagnia dopo un duro giorno di lavoro, potrebbe essere un esempio. Tornare a casa e trovare un delizioso piatto di spaghetti con le vongole, piacevole da gustare a tavola con gli amici e con la famiglia, davanti ad un buon bicchiere di vino. Questi sono i piccoli tesori della vita quotidiana che anche alcuni italiani oggi ignorano quando si fanno prendere dai ritmi pesanti del lavoro e dalle corse di tutti i giorni. Molti italiani però riescono ancora a mantenere intatti i vecchi modi di vivere. Ho dei parenti a Castelpagano (BN), che visito quando vengo in Italia e, anche se ovviamente i tempi sono cambiati dal momento in cui vi è stata l’immigrazione di fine secolo, ci sono ancora dei piccoli paesini in Italia che hanno dimostrato di poter godere di una maggiore felicità e longevità, perché hanno conservato alcune delle loro antiche abitudini culturali nel corso del tempo. Questi sono al centro del mio lavoro.
Cosa insegni dell’Italian Life-style nei tuoi seminari?
Insegno alle persone il modo di tornare alla gioia e alla semplicità, nel modo in cui i miei nonni mi hanno insegnato a fare… Spesso negli Stati Uniti ci facciamo prendere dal desiderio di avere di più, dallo status, dal lavoro straordinario, dal mangiare veloce. I miei nonni mi hanno insegnato che i rapporti vengono prima di tutto. Così io insegno alle persone alcune strategie psicologiche per interagire più facilmente con gli altri, o eliminare l’energia negativa prodotta da persone che interferiscono e criticano. Mi piace insegnare alle persone come preparare alcuni facilissimi ed eccellenti sani pasti italiani, che si adattano allo stile di vita americano. Vi è stata molta ricerca sui vantaggi della dieta mediterranea (in particolare del Sud italiano) ed è questo il modo di mangiare con il quale sono cresciuta. Io insegno come riportare l’attenzione sui rapporti familiari, che sono centrali in Italia, e per buone ragioni. Credo che ogni altro rapporto che abbiamo nella vita possa beneficiare di ciò che si è imparato nelle relazioni interpersonali delle nostre famiglie di origine. Insegno ai miei clienti come si possa fare esercizio fisico in modo naturale tutti i giorni, in modo da non doversi stressare nelle ore trascorse in palestra (avete mai salito e sceso le scale dei paesini lungo la costa amalfitana?). Aiuto le persone a capire come la musica possa guarire e scuotere le persone (non ho mai conosciuto un italiano della mia famiglia che non pensasse di essere un cantante d’opera - a prescindere dal saperlo fare o meno!). Insegno alle persone come esprimere la propria sensualità senza aver paura di essere uomini o donne. Vedete, che ve ne rendiate conto o no, voi italiani avete dato al mondo una incredibile arte, cibo, architettura, lavorazione del cuoio, della moda, lavorazioni orafe, innovazioni scientifiche, ecc.-e avete dato anche a noi la chiave per vivere una vita meravigliosa ed emozionante.
Il tuo libro sull’Italian Life-style La Dolce Vita è stato tradotto anche in coreano: pensi che questo stile di vita potrebbe essere insegnato con successo in tutto il mondo?
Sì, lo penso. Perché? Perché la ricerca psicologica dimostra che i principi di cui parlo nel mio libro, sono davvero universali. Tutto sta nel saper rallentare, nell’apprezzare le piccole cose, nel praticare ciò che, nel campo della psicologia si chiama “flessibilità cognitiva”, ma che i miei nonni - e molti dei tuoi lettori - conoscono come l’arte d’arrangiarsi, la capacità di farcela, non importa come. Questo tipo di resilienza e di ottimismo per cui non importa ciò che accade, comunque si riuscirà a superarlo, è fondamentale per vivere ogni giorno con un atteggiamento positivo e una gioiosa aspettativa per le possibilità che ci attendono.
Cosa ne pensi delle donne italiane?
Per me la donna italiana è una persona che trasuda sensualità e bellezza, dentro e fuori. E’ qualcuno che, non importa in quali condizioni viva, ha la forza, il coraggio, e la dignità per andare avanti. Tutte le donne della mia famiglia italiana sono state così. Avevano una forza tranquilla, erano altruiste, fautrici della filosofia della “bella figura” cioè di mettere avanti il piede migliore. Esse curavano il loro abbigliamento, il loro modo di presentarsi, l’amministrazione delle loro famiglie - ed erano anche estremamente intelligenti, a prescindere dal loro essere o non essere andate a scuola.
Cosa mi dici sulla sessualità? Vi sono differenze significative in materia di rapporti sessuali tra americani e italiani?
Sicuramente. Gli italiani sono molto più naturali nelle relazioni con l’altro sesso. In Italia, il flirtare innocuo è ancora apprezzato (non sto parlando di molestie sessuali, che è un altro argomento), ed è perfino considerato una parte piacevole dell’essere uomini e donne. Manifestare pubblicamente l’affetto è naturale nella vita italiana, lo si fa con maggiore naturalezza e con un orgoglio verso il proprio corpo che non vi è tra la maggior parte delle donne americane.
Madonna, la cantante, ha detto una volta “Italians do it better”. Pensi che sia vero? Che cosa pensi dei ‘Maschi’ italiani? Sono ancora considerati come super amanti latini in America?
Buona domanda. Ebbene, come sopravvive lo stereotipo per cui tutte le donne italiane devono essere come Sophia Loren, ci sono molte donne americane che hanno ancora l’idea che gli uomini italiani siano super romantici, passionali, e in grado di fare l’amore per tutta la notte senza prendersi un momento di pausa. Alcune di queste credenze, ovviamente sono solo un mito, ma a mio parere, ciò che rende gli uomini italiani super sexy è che essi non hanno paura di apprezzare una donna, farle i complimenti, ed essere galanti quando le sono vicini. Questo, da solo, è un afrodisiaco. E so che è una generalizzazione e molte donne italiane mi ricordano i loro difetti, uno dei quali è l’essere mammoni (argomento sul quale io e te ci siamo scambiate delle idee per l’articolo su Psychology Today), e un altro è la tradizione di farsi un’amante mentre si è sposati. Trovo che gli uomini italiani siano nella maggior parte dei casi molto belli e sexy a qualsiasi età.
C’è qualcosa che vorresti suggerire alle donne italiane per cambiare il loro comportamento, qualcosa che noi italiane dovremmo assolutamente copiare dalle donne americane per avere una vita migliore?
Penso che le donne americane si diano il permesso di venire prima di tutto, molto più di quanto facciano le donne italiane. Molto dipende da un fatto culturale, perché l’America è stata costruita sulla convinzione che chiunque possa raggiungere qualsiasi cosa, finché crede in sé stesso e lavora duramente per raggiungere i suoi obiettivi. Le donne italiane sono più orientate alla famiglia (e meno orientate su sé stesse) spesso si mettono al secondo o al terzo posto, o anche all’ultimo posto nelle situazioni sociali. Invece mi piacerebbe vedere più donne credere di avere il necessario per perseguire le proprie speranze e i propri sogni, fare ciò che le rende veramente felici, perché esse hanno così tanto da dare al mondo.
Giuliana Proietti
Links:
http://www.raeleendagostino.com/
Dolce Vita Seminars
Psychology Today - For ever Mamma’s Boy
OSIA Order Sons of Italy in America
Living la Dolce Vita