Donna Moderna

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In una relazione si è certamente tentati di dare tutto sé stesso per l’altro, alle volte però, cercando di fare del nostro meglio, si fa troppo recando danno. Alcune volte danneggiandosi da soli, perché ci si mette totalmente da parte per amore dell’altro e si rinuncia a sé stessi. In un rapporto bilanciato bisogna saper scendere al giusto compromesso, bisogna saper mettere da parte alcune proprie pretese e venire incontro al partner, ma non si può rinunciare interamente a sé e mettere il partner su di un piedistallo.
Altre volte si esagera offrendo supporto al partner. Più che la quantità di supporto andrebbe curata la qualità. Troppo supporto molte volte è anche peggiore di non offrirne per niente, soprattutto se è dato quando non è richiesto.
In genere sono le donne a sentire il bisogno di un partner premuroso anche quando non ce n’è davvero bisogno, mentre gli uomini provano più soddisfazione con donne che sanno offrire il giusto supporto in base alle circostanze e alle loro esigenze. Questo supporto può riguardare sia un conforto fisico o emozionale, che un rinforzo dell’autostima o azioni concrete di sostengono e aiuto.
In un’ottica di relazione consapevole e solida la chiarezza è importante. È bene esplicitare, prima e sé stessi e poi con il partner, di che tipo di supporto si ha bisogno. Questo per evitare sentimenti di risentimento se l’altro non soddisfa le nostre aspettative implicite e pertanto per lui non direttamente conoscibili.

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Foto di ani-bee

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Sicuramente internet non è la causa diretta della dipendenza da pornografia. Grazie al web il materiale pornografico è più disponibile, questo è vero, ma ciò non vuol dire necessariamente dipendenza. Pensiamo alle sigarette, queste creano dipendenza e sono ampiamente disponibili, ma questo non vuol dire che tutti fumano o che i tabaccai siano la causa della dipendenza.
Un uso circoscritto e occasionale di materiale pornografico non è problematico. L’uso massiccio di pornografia invece può risultare dannoso in diversi modi. Innanzitutto può determinare una visione distorta della sessualità. In seguito, poi, può favorire una dimensione patologica di dipendenza da tale materiale.
Quando nasce la dipendenza? Quando l’esistenza di una persona diviene condizionata e non può prescindere dalla necessità di cercare, visionare e/o conservare materiale pornografico. La necessità diviene in genere sempre più pressante e progressivamente diminuisce la tolleranza di stare senza tale materiale, con conseguente necessità di ricorrervi sempre più massicciamente per ottenere soddisfacimento. Tale atteggiamento comporta inoltre un progressivo ritiro dalla vita sociale e una compromissione sul piano lavorativo. A livello sessuale le conseguenze possono essere disastrose in quanto il soggetto diventa capace di eccitarsi solo di fronte a tale materiale, con insorgere di totale calo del desiderio per una partner reale associato ad impotenza.
Molto più studiato è il fenomeno della porno-dipendenza maschile, un pubblico questo culturalmente più disposto al consumo di pornografia. Ma il fenomeno è in aumento anche tra le donne.
Non è possibile definire una specifica personalità dedita alla dipendenza da porno, poiché i fattori eziologicamente importanti per lo sviluppo della patologia sono svariati.
Lo psicologo Alvin Cooper ha determinato tre fattori che potrebbero in qualche modo rendere internet un veicolo più semplice per la porno-dipendenza: accessibilità, disponibilità e anonimato. Su internet il materiale pornografico è largamente accessibile ed è disponibile in larga quantità. Inoltre internet provvede la comodità di poter fruire del materiale nell’anonimato della propria casa. Internet può dunque provvedere una certa facilità di accesso a chi è vulnerabile, ma non è esso stesso causa di dipendenza. Non è il mezzo a causare la patologia, ma l’uso sconsiderato che se ne fa per fattori problematici che vanno oltre internet.

Foto di jonesing1

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Se raggiungi l’orgasmo solo in una posizione sessuale non c’è niente di strano. È anzi molto frequente che ci sia una via preferenziale attraverso cui si raggiunge l’orgasmo. In genere le posizioni in cui c’è una stimolazione anche del clitoride sono le più favorevoli.
Se hai trovato una posizione in cui riesci a raggiungere l’orgasmo non devi per forza cambiare. Non devi dunque fare nulla di particolare, al massimo puoi continuare a sperimentare. Non escludere le altre posizioni sessuali, continua a provarle lasciandoti andare senza scopi precisi. Piano piano puoi imparare a riconoscere il sorgere del piacere anche in altre posizioni imparando a fare attenzione alle sensazioni che provengono da ogni parte del tuo corpo. Se invece non dovesse succedere nulla allora puoi cambiare posizione durante il rapporto ed assumere quella a te più congeniale senza dover rinunciare all’orgasmo.
Inoltre nel rapporto sessuale non c’è solo la penetrazione, dunque dai spazio anche ad altro. Fai crescere il tuo piacere già prima della penetrazione e sarà più semplice raggiungere l’orgasmo anche in altre posizioni.
Ricorda che il rapporto sessuale si fa in due, e non è solo una questione meccanica ma anche emozionale e psicologica. Cerca quindi di sentirti a tuo agio durante il rapporto e con la posizione scelta. Assumi l’atteggiamento dello scienziato, cioè sperimenta senza pregiudizi. Aiutati ad ampliare il tuo piacere anche attraverso gli altri sensi. A questo proposito guarda anche il post precedente in cui trovi dei consigli per far diventare la tua esperienza sessuale più completa.
Ricorda inoltre che il nostro corpo ha una sua memoria, come abbiamo visto nel post “Il copro ha memoria”, e quindi per cambiare gli schemi corporei, o impararne di nuovi, ha bisogno di tempo. Non ti scoraggiare dunque se all’inizio con alcune posizioni non riesci a raggiungere l’orgasmo, piano piano il tuo corpo prenderà confidenza anche con queste.

Foto di the8rgirl

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Come essere umani siamo dotati di capacità che ci permettono di entrare in relazione con l’ambiente e le altre persone. Questa capacità di entrare in relazione con gli altri è tanto più importante tanto più c’è vicinanza e affetto con quelle persone. La relazione sessuale è quella in cui la capacità di entrare in contatto con il partner assume l’importanza maggiore, soprattutto nell’ottica di una relazione duratura. I nostri sensi sono le capacità che maggiormente ci rendono in grado di percepire la realtà che ci circonda e successivamente di entrarci in contatto. La vista è in genere il canale sensoriale privilegiato dell’essere umano sul quale ci basiamo maggiormente nella nostra relazione con il mondo esterno. Questo anche nella sessualità, è la vista “dell’amato” che scatena diverse reazioni al nostro interno. Inoltre all’inizio di una relazione è proprio sulla vista che ci basiamo per decidere se quel qualcuno ci piace o no. Anche l’eccitazione sessuale punta molto sul canale visivo, soprattutto per gli uomini. Ma non c’è solo la vista, anche l’udito può essere sexy, e non dimentichiamoci della propriocezione un “senso” sui generis ma importantissimo per la nostra sessualità. Inoltre, come abbiamo già visto, anche il tatto è importante per una esperienza sessuale più piena.
Vorrei però ora porre la vostra attenzione sull’olfatto. Anche questo senso non deve essere sottovalutato per la nostra sessualità. Siamo molto più sensibili all’olfatto di quanto pensiamo. Attraverso di esso gli uomini possono arrivare a percepire, a livello non consapevole, se la donna è in ovulazione e aumentare di conseguenza l’eccitazione. Le donne invece, sempre a livello inconsapevole, attraverso l’odore del sudore possono percepire la presenza di sostanze utili per orientarsi nella scelta del partner.  A livello consapevole possiamo usare il nostro olfatto per ampliare la nostra esperienza sessuale.
Avviciniamoci al nostro partner e inspiriamo intensamente in modo sensuale il suo odore come se ne volessimo “estrarre” l’essenza. Cercate di inserire tutta l’intensità e la passione che potete questo aiuterà a svegliare i vostri sensi.
Attraverso l’olfatto possiamo anche coccolarci a vicenda. Concedetevi dunque dei massaggi sensuali con olii essenziali o creme dolcemente profumate. Se vi piace circondatevi di candele profumate o di incensi, creando un’atmosfera esotica e misteriosa rendendo sexy anche la vostra casa.
Più utilizziamo tutti i sensi più l’esperienza sessuale sarà piena e coinvolgente, regalandoci una esperienza unitaria e soddisfacente.

Foto di cambiodefractal

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Il rapporto sessuale tra consanguinei, detto incesto, in sé non è pericoloso né a livello di salute fisica che psichica. Il pericolo maggiore è nella procreazione. Il nostro patrimonio genetico ha bisogno di variazione, accoppiarsi con un consanguineo non permette di introdurre elementi di variazione nel codice genetico del figlio e a lungo andare tale codice può indebolirsi. Inoltre più è vicina la consanguineità tra i genitori più è stato riscontrata una incidenza di malattie ereditarie recessive.
Resta il fatto che comunque l’incesto è condannato culturalmente in modo universale, spesso anche a livello penale. La differenza tra le culture è semmai sull’estensione del divieto rispetto al grado di parentela. In alcune società ad esempio il matrimonio tra cugini è accettato culturalmente. Numerose sono le spiegazioni a sostengo di tale universalità del divieto. In genere tutte sono legate a un qualche svantaggio che il rapporto sessuale tra consanguinei può comportare, che sia a livello di salute o economico. Del resto, la storia dei matrimoni combinati per interesse ce lo insegna, contrarre matrimonio con persone esterne alla propria famiglia permette di ampliare il proprio raggio d’azione o la propria influenza e conseguentemente la ricchezza. La stessa storia ci insegna però che si tratta di una regola che non ha nulla di biologico o di naturale, come è confermato dai casi di società, come quella dell’antico Egitto o quella Inca, in cui all’interno delle famiglie regnanti l’incesto era incoraggiato come atto di conservazione del potere. Secondo un’ottica bio-psicologica l’incesto si è radicato nella specie umana proprio in virtù dei vantaggi sia genetici che adattivi derivanti dall’accoppiamento con persone estranee alla famiglia. Probabilmente la spiegazione del tabù dell’incesto è determinata da una serie diversa di fattori.
Sul lato psicologico l’atto in sé non ha alcuna problematicità. Può essere però difficile sostenere un comportamento che è fortemente stigmatizzato. Possono svilupparsi forti sensi di colpa, insieme a senso di inadeguatezza e autosvalutazione.
Quando poi nell’incesto è coinvolto un minore allora si parla di abuso sessuale ed in questo caso le conseguenze psicologiche possono essere rilevanti.

Foto di graham_alton

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