Quando una persona prova interesse, sia erotico che sentimentale, per persone di entrambi i sessi, la si definisce “bisessuale“. Non tutti amano questa definizione: c’è chi preferisce la dizione “pansessuale” (significando che l’attrazione non è rivolta solo ad un sesso o all’altro, ma anche ai transessuali) ma anche “non - preferenziali“, “sessualmente fluidi“, “ambisessuali” o “omnisessuale” ed anche “bi-curiosi” (soggetti eterosessuali, con qualche curiosità ed interesse per soggetti dello stesso sesso).
Gli studi considerati, ancora oggi, più seri ed attendibili, sulla bisessualità sono quelli di Kinsey, condotti nel 1940. La parola magica di Kinsey, per spiegare la bisessualità, era “continuum“, cioè una scala che parte da una polarità e arriva ad un’altra, contenendo nel mezzo diversi gradi di sfumature. La sua scala è composta di 6 punti, dove gli eterosessuali rappresentano lo 0 della scala, mentre gli omosessuali sono al punteggio massimo, 6. Da 1 a 5 i soggetti sono definiti “bisessuali“, con queste sfumature:
1. Eterosessualità predominante, con qualche sporadico rapporto omosessuale;
2. Eterosessualità predominante, ma con una chiara storia omosessuale
3. Eterosessualità ed Omosessualità allo stesso livello
4. Omosessualità predominante, ma con una chiara storia eterosessuale
5. Omosessualità predominante, con qualche sporadico rapporto eterosessuale
JR Little individua diversi tipi di bisessualità, partendo dai desideri sessuali e dalle esperienze. Essi sono:
Bloggato da Giuliana Proietti
bisessualità, continuum, definizioni, JR Little, Kinsey
Sulla vita sessuale di Hitler si è molto discusso: molte cose si sono rivelate vere, mentre di altre non è stata trovata alcuna evidenza. Ad esempio, durante la seconda guerra mondiale, tra gli inglesi andava di moda una canzone secondo la quale il Fuhrer aveva un solo testicolo e il suo pene era stato deformato da un morso di capra, quando era ragazzo. Sembra provato che questo non fosse vero, così come il sospetto che avesse contratto la sifilide (malattia a trasmissione sessuale, da lui definita “giudaica”)
Queste informazioni provengono dalle carte di un certo Dr. Theodor Morrell, considerato un ciarlatano fra le alte sfere del nazismo, ma del quale Hitler si fidava (Hermann Goering, lui stesso morfinomane, aveva definito il medico come “il maestro della siringa del Reich“, mentre Hitler lo chiamava “Doktorchen“, cioè “mio caro dottorino“).
Secondo gli autori del libro, a partire dal 1944, Morrell iniziò a somministrare ad Hitler delle iniezioni di testosterone e un cocktail a base di sperma e prostata di giovani tori. Il dittatore aveva allora 55 anni e la sua amante, Eva Brown (la donna che scelse di morire con lui nel bunker di Berlino, subito dopo averlo sposato), ne aveva 32.
Sembra che Morrell somministrò ad Hitler piccole dosi di pervitina (uno stimolante, della famiglia delle metanfetamine), oltre che barbiturici, oppiacei ed altre pozioni, fra cui un veleno per topi per combattere il meteorismo e la flatulenza.
Fonti:
The Telegraph
Repubblica
Insomma, povera Eva Braun …A parte l’uomo pubblico, le cui nefande atrocità tutti condanniamo, direi che anche in privato stare con quest’uomo non doveva essere poi un granché….
Giuliana Proietti
Immagine: copertina del libro War Hitler krank?
Bloggato da Giuliana Proietti
Eva Braun, flatulenza, Hitler, meteorismo, prostata, sperma, Theodor Morrell, tori, Viagra
Avrete anche voi notato che gli uomini che intendono “rimorchiare” si comprano anzitutto una bella macchina. E quando dico “bella” intendo dire soprattutto “costosa”.
Francamente per molto tempo ho pensato che fossero degli illusi, visto che, personalmente, non saprei riconoscere una Ford da una Renault o da una Fiat e, anche con le Ferrari, ci capisco davvero pochino (intuisco che si potrebbe trattare di una Ferrari a partire dal fatto che è di colore rosso… Se avessi fatto la fotoreporter dunque, con me Lapo Elkann e la sua Ferrari gialla l’avrebbero fatta sicuramente franca…)
Ma non tutte siamo così e vi sono molte donne che, le ho sentite anch’io con le mie orecchie, sanno perfettamente calcolare il valore attuale di una macchina in pochi secondi , attraverso una veloce sbirciatina. (costo nuovo/usato, data di immatricolazione, usura ecc., neanche avessero un collegamento neuronale al sito di Quattroruote )
Se non volete crederci, vi capisco: è difficile arrendersi a questa dura realtà
Lascio dunque la parola a due ricercatori inglesi, Michael Dunn e Robert Searle, i quali hanno voluto sperimentare in modo scientifico questa credenza popolare. Nel centro di Cardiff essi hanno fermato degli ignari passanti e e hanno chiesto loro di valutare il livello di attrazione che provavano verso un soggetto dell’altro sesso, seduto in una macchina. Agli uomini veniva mostrata una donna, alle donne un uomo. Erano sempre lo stesso uomo e la stessa donna, con la stessa postura e la stessa espressione facciale, ma ripresi con due “sfondi” differenti: o seduti su una Ford Fiesta , o seduti su una Bentley Continental (al tempo dell’intervista il valore stimato di questa macchina era di 75.000 sterline (circa 86.000 euro).
Bloggato da Giuliana Proietti
attrazione, Bentley Continental, donne macchina, Ferrari, Ford Fiesta, Lapo Elkann, Michael Dunn, Robert Searle, Uomini
Il novanta per cento degli americani sostiene di pregare, almeno qualche volta. In Italia non abbiamo specifici dati, ma sicuramente, viste le “particolarità” che riguardano il nostro Paese, la media dei preganti non sarà certo inferiore…
Eppure, credo che pochi penserebbero di aiutarsi a superare un tradimento, o un’offesa ricevuta dal/dalla partner, attraverso una preghiera dedicata proprio a quel partner che li ha fatti tanto soffrire…
Uno psicologo della Florida State University, Nathaniel Lambert, si è chiesto se, attraverso la preghiera, fosse più facile perdonare e influire positivamente sulla relazione di coppia: da queste considerazioni è nato uno studio, pubblicato su Psychological Science, una rivista della Association for Psychological Science.
Questo è stato l’esperimento: il primo giorno, un gruppo di donne e uomini dovevano recitare una singola preghiera per il benessere del/della proprio/a partner. Un altro gruppo di persone invece, che costituiva il gruppo di controllo, doveva semplicemente descrivere il proprio partner, parlando in un registratore.
I ricercatori hanno anzitutto chiarito cosa intendono quando parlano di “perdono”: la riduzione dei sentimenti negativi che una persona prova quando subisce un torto da un’altra persona. Ebbene, quale è stata l’ampiezza del perdono, inteso in questo senso, registrata in un gruppo e nell’altro di questo esperimento?
Bloggato da Giuliana Proietti
Nathaniel Lambert, perdonare, perdono, preghiera, Tradimento
Sono consapevole del fatto che, in un mondo così privo di valori come quello in cui viviamo, parlare male di Gandhi sia un po’ come sparare sulla Croce Rossa….
Però, sono altrettanto convinta di almeno due cose: 1) che la storia debba sempre prevalere sul mito 2) che gli Eroi umani non siano mai totalmente deificabili, in quanto sono fatti di materia molto fragile, come del resto tutti noi.
E allora, anche il grandissimo Ghandi può (e deve) essere guardato non solo come un mito o come un Eroe, ma anche come un uomo del suo tempo, che pensava, diceva e faceva cose che, con il passare degli anni, non appaiono più condivisibili.
Se la revisione storica colpisce tutti i personaggi, compreso Gesù Cristo, figuriamoci se non poteva colpire anche Gandhi, l’uomo che liberò l’India e distrusse il potente impero britannico senza mai alzare la voce, solo con il suo movimento non violento.
Un articolo pubblicato qualche giorno fa sul giornale progressista britannico The Guardian e firmato da Michael Connellan, uno scrittore che vive a Nuova Delhi, descrive un Gandhi molto diverso da quello che tutti noi conosciamo e celebriamo, soprattutto quando si parla di diritti umani.
Il leader spirituale indiano viene presentato in questo articolo come un uomo non particolarmente attento e sensibile verso il genere femminile: un personaggio che oggi potrebbe essere definito in modo spregiativo un “puritano“, oltre che sessista e misogino. Ecco allora la sintesi dell’articolo:
Bloggato da Giuliana Proietti
Gandhi, George Orwell, India, Mahatma, Michael Connellan