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Il mio problema è l’orgasmo

Si parla di: Orgasmo, Sessualità

2364615924_26505d2d60.jpgArriva puntuale, alle 10. E’ una bella signora sulla quarantina. Viene da una città distante, mi dice, ma ha fatto il viaggio fino ad Ancona per vedermi, perché aveva urgente bisogno di parlare con qualcuno che potesse risolverle un grave problema. Al telefono non poteva: “Sa, il marito, i figli…”. Ed ora eccola qui, sulla poltrona rossa del mio studio: elegante, bionda, con un bel sorriso.
La metto a suo agio e le chiedo in cosa posso esserle utile.

Il mio problema è… L’orgasmo… Sa, non ne ho mai avuto uno nella mia vita, con mio marito, voglio dire, che è stato il mio unico uomo. Ma non mi importava, ero felice così. Ora invece ho conosciuto un uomo più giovane, che mi fa sentire veramente donna e che ci tiene a farmi raggiungere il piacere. Ma io, niente, non ci riesco. Sto bene con lui, mi sento appagata in tutto, ma l’orgasmo non arriva ed io ho paura che lui per questo possa lasciarmi. Dottoressa, la prego, desidero…. Voglio, avere un orgasmo… Cosa posso fare?”…

E’ la terza donna della settimana che entra nel mio studio per farmi questo discorso: l’orgasmo. E pensare che, fino a meno di cinquanta anni fa, le donne non sapevano neanche cosa fosse, l’orgasmo femminile. Forse non ne sentivano neanche il bisogno, chissà. Poi la rivoluzione sessuale, il femminismo, la funzione dell’orgasmo (come regolatore della fisiologia e dell’equilibrio psichico) e, finalmente, la conclamazione della sua ‘normalità biologica’ anche per le donne (per gli uomini ‘normale’ lo era sempre stato). Ma che cosa è, dunque, l’orgasmo femminile?

Niente di così diverso da ciò che avviene nell’uomo: si prova una sensazione di eccitazione crescente, fino a che si raggiunge un punto di non ritorno. Un po’ come una bolla di sapone che cresce, cresce, cresce e alla fine esplode.
Questo è l’orgasmo: un’esplosione di piacere, un momento, più o meno lungo, di trance, di rapimento, di estasi.Dal punto di vista fisiologico si assiste ad una escalation di contrazioni negli organi genitali, che si susseguono a meno di 1 secondo l’una dall’altra. A differenza degli uomini, le donne non eiaculano, anche se si bagnano con delle sostanze fluide che servono per lubrificare la vagina, facilitando la penetrazione.

Le donne inoltre, a differenza della maggior parte degli uomini, possono provare più orgasmi, a poca distanza di tempo l’uno dall’altro (orgasmi multipli). Il problema dell’orgasmo femminile è che non sempre è facile da raggiungere: per le donne non si tratta solo di avere una buona stimolazione meccanica, dal momento che il più potente organo sessuale della donna è senza dubbio il cervello. Se questo non invia gli input adeguati, il sistema-donna può bloccarsi e provocare il blackout orgasmico.L’apparato sessuale femminile è infatti delicato e complesso: una donna per raggiungere l’orgasmo non deve semplicemente fare un click, come avviene ad esempio su Second Life.

L’orgasmo femminile non è neanche quello che si vede nei film porno. Per la maggior parte delle donne infatti i maggiori afrodisiaci sono ancora un’atmosfera romantica e un partner gradevole, non solo dal punto di vista fisico. Importante poi è la sensazione di essere apprezzata, fortemente desiderata.Indispensabili sono poi altre condizioni ‘tecniche’: un luogo tranquillo dove potersi rilassare, senza sentirsi in pericolo, la fiducia nelle capacità amatorie del partner e una buona lubrificazione vaginale, che possa permettere il piacere senza il dolore che altrimenti vi sarebbe, a seguito delle penetrazioni e dello sfregamento.

E veniamo al cuore del problema: quale tipo di orgasmo? Solo tre donne su dieci riescono a raggiungere il ‘mitico’ orgasmo vaginale, mentre la maggior parte delle donne provano un orgasmo clitorideo.

Va detto tuttavia che l’orgasmo vaginale è comunque dovuto alla stimolazione del clitoride e dunque fanno la differenza sia la conformazione anatomica delle parti femminili, sia anche il tipo di stimolazione: il ritmo, la durata.Per le donne che non hanno MAI provato un orgasmo la prima cosa da fare è cercare di sperimentarne prima uno clitorideo (non perché sia di serie B, ma perché è decisamente più semplice da raggiungere), attraverso la stimolazione diretta del clitoride, che si ottiene con le dita o, in un rapporto orale, con la bocca del partner.Il partner, specie se è giovane e inesperto, oppure se lo si conosce da poco tempo, va guidato, attraverso suggerimenti, impliciti ed espliciti (a seconda delle preferenze).

A questo punto, anche grazie alla maggiore esperienza e consapevolezza acquisita sulle proprie reazioni corporee, sarà più facile provare ad avere anche un orgasmo vaginale durante la penetrazione, ben sapendo però che le chances di riuscirci saranno molto poche.

Dr. Giuliana Proietti

Immagine: Robert McDon

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fotolia_5940993_s.jpgDa oggi apre i battenti questo nuovo Blog sulla sessualità e la vita di coppia, dal titolo Il sesso e la luna.

Un Blog dove si parlerà di sessualità e di donne. La luna infatti, per le sue tante implicazioni simboliche, è strettamente legata alla natura ed alla condizione femminile, a cominciare dal suo essere satellite del sole, come la donna lo è stata per millenni dell’uomo: priva di luce propria, riflesso di un soggetto illuminante e dominante.

La luna come simbolo di periodicità e rinnovamento: talvolta ‘piena’ (gravidanza), talvolta ‘nera’ (famigerato cattivo umore delle donne), talvolta ‘crescente’, o ‘calante’, proprio come il corpo delle donne, un po’ per cause naturali, che hanno a che fare con i cicli mestruali e coi parti, un po’ per l’abitudine sbagliata, ma frequente, di scambiare il cibo per l’amore.

La luna come simbolo dei ritmi biologici, della nascita, della trasformazione, della crescita. Essa rappresenta la maternità ed il trascorrere del tempo, attraverso la costante serie delle sue varie fasi.

E se la luna è magica e misteriosa, altrettanto lo è la donna, quando decide di essere seduttiva e maliarda: gli uomini ne sono inesorabilmente attratti, pur senza capire dove nasce e dove conduce quel loro incanto, fatto di fascino, dolcezza e sex appeal.
La luna rappresenta la notte, l’umidità, l’immaginazione, il sogno. E’ il simbolo del romanticismo: quando brilla nel cielo rende l’atmosfera di coppia più dolce, più tenera, più passionale. Per le donne questi aspetti legati alle emozioni ed ai sentimenti sono importanti: cosa sarebbe il sesso se non vi fosse il gioco di sguardi, la passione, l’infatuazione?

Le donne infine, da sempre considerate, in modo denigratorio, ‘lunatiche’ : a volte fate, a volte streghe, a seconda dei periodi che vivono ed in cui vivono. Spesso l’ignoranza e la superstizione hanno creato dei pregiudizi e dei tabù sulla natura femminile con i quali non di rado, ancora oggi, ci troviamo a fare i conti. Noi parleremo spesso di questi pregiudizi e di questi tabù e cercheremo di superarli, attraverso la conoscenza dei dati scientifici.

In questa isola del Web parleremo spesso anche di alte e basse maree, ma questa volta non perché sono governate dalla luna (come in effetti è): ne parleremo perché non c’è storia di coppia che non viva i suoi alti e bassi, i suoi momenti di tensione e di distensione, di avvicinamento e di evitamento. Momenti ciclici, che passano e che ritornano, come le maree, appunto.

In questo blog parleremo dunque di sessualità e di donne: lo faremo in modo chiaro, aperto, con l’ambizione di farvi sentire socie e protagoniste in questa nuova avventura, in modo che possa diventare per tutte noi, donne moderne, un importante punto di riferimento.

E allora cominciamo, con tanti auguri di Buona Luna a tutte.

Dr. Giuliana Proietti
psicoterapeuta

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