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La separazione: aspetti psicologici

Il matrimonio è una scelta di vita importante, che normalmente si compie con spirito positivo, pensando di costruire qualcosa di forte e duraturo nella propria esistenza; anche il divorzio è una scelta di vita, ma in genere avviene in condizioni completamente diverse e più che ad una costruzione somiglia decisamente ad una demolizione, ad un terremoto…

Il brutto è che a volte non è neppure una scelta, ma una ineluttabilità, quando le situazioni si sono spinte troppo avanti, quando le cose dette e fatte sono andate al di là degli argini, e in nessun caso potranno rientrare al loro posto, dopo la piena.

Perché succede tutto ciò? I motivi possono essere diversi, ma ad un certo punto non contano neanche più. Ad esempio, forse certe cose si potevano fare meglio, altre si potevano evitare, ma ormai capirlo serve solo a trasformare i propri errori in saggezza: molta filosofia e buone intenzioni, ma niente di pratico per poter ricominciare a vivere.

E’ normale sentirsi in stato di shock, non riuscire a fare più le cose come prima, non sentirsi più la stessa persona. Ancor più duro è rapportarsi con il proprio ex, dover spiegare ai figli concetti e situazioni che non sempre sono pronti o disposti a considerare o a recepire. Sentirsi una persona perdente, sopravvivere alle proprie macerie, può in questi momenti essere molto doloroso.

L’importante è capire che non tutto è perduto: se il legame con l’ex è giunto a termine, ci siamo ancora noi, con la nostra individualità, con la nostra forza. Non siamo sempre vissuti in coppia: c’è stato un ‘prima’, ci sarà un ‘poi’.
Per ripartire, bisogna anzitutto cominciare a guardare alle persone che ci amano e che ci sono rimaste vicine.

Tra queste, i figli: un divorzio li rende sicuramente più vulnerabili, più insicuri, più soli. Costruire un nuovo, migliore, rapporto con i figli è sempre un buon punto di partenza da cui ricominciare.

Se possibile, è sempre meglio evitare di parlare male del proprio ex in presenza dei figli: qualsiasi cosa abbia fatto, rimane comunque un punto di riferimento per loro, specialmente se sono piccoli. E non è ai figli che si dovranno raccontare tutti i particolari della separazione e del divorzio: il figlio non è il proprio confidente privato e raccontargli ciò che non ha chiesto di sapere non serve per il suo bene, ma solo per il proprio.

Del resto, non si tratta solo di egoismo: è ovvio che raccontare particolari della propria storia sia un modo per sfogarsi, un bisogno più che un desiderio: ma se si sente questa necessità, è sempre meglio rivolgersi a persone adulte, amici e parenti, o, meglio ancora, ad uno psicologo.

Giuliana Proietti

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