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PAS, o la sindrome di alienazione genitoriale. Parte II

Continuiamo a parlare della PAS, o sindrome di alienazione genitoriale.

Per seguire meglio questo post consiglierei, a chi non lo avesse già fatto, di leggere anzitutto la parte I,  nella quale viene descritta, seppure sommariamente, la ”sindrome di alienazione genitoriale”, nella sua eziologia e nella sua sintomatologia.

Oggi vorrei invece dare spazio alla biografia del fondatore di questa teoria (o patologia, se preferite chiamarla così): questo post è infatti interamente dedicato alla vita, all’opera e alla personalità del Dr. Richard A. Gardner, psichiatra.

Permettete, prima di cominciare il racconto, una necessaria premessa: è vero che una teoria può essere in sé validissima anche se il suo creatore si presenta o appare come un tipo un po’ bislacco (Albert Einstein docet), però la vita di Richard Alan Gardner qualche perplessità in più indubbiamente la crea e per questo mi è sembrato giusto parlarne in modo approfondito.

Cominciamo dunque a raccontare la sua storia partendo dalla fine: la sua morte, il 25 Maggio 2003.

Come ogni volta che muore una persona famosa, del mondo della politica, della cultura, dello spettacolo o dello sport, i giornali ne danno immediata notizia. Fu così che il New York Times pubblicò un breve articolo, il 28 Maggio 2003, nel quale si annunciava che il famoso psichiatra e psicoanalista Richard A. Gardner era morto all’età di 72 anni, a casa sua.

Il 9 Giugno del 2003 lo stesso giornale pubblicò un “obituario“, o necrologio, con diverse notizie sulla vita e l’opera del nostro. Dopo 5 giorni però, il 14 Giugno 2003, il New York Times pubblicò una strana “correzione” a quell’articolo, la quale precisava che: il Dr. Richard A. Gardner, psichiatra e psicoanalista, era un “clinical professor” di psichiatria nella divisione di psichiatria del bambino e dell’adolescente presso la Columbia University - un volontario non retribuito – e non un professore di psichiatria infantile.

Ma proseguiamo la storia.

“Si è trattato di suicidio si può leggere nel citato articolo del New York Times: a dire queste parole alla stampa fu lo stesso figlio del Dott. Gardner,  Andrew, il quale dichiarò che suo padre era terribilmente sconvolto a causa di una grave e dolorosa malattia neurologica che lo aveva colpito e che presumibilmente per questa ragione aveva deciso di uccidersi.

Gardner aveva deciso di porre fine alla sua vita inferendosi delle coltellate con un coltello da macellaio, al collo e al cuore, come si può leggere dalla sua autopsia.

Era una persona molto famosa in America: aveva infatti testimoniato in oltre 400 cause di divorzio, sostenendo la sua teoria della Sindrome di Alienazione Genitoriale (PAS) In genere, tranne poche eccezioni, testimoniava a favore dei mariti, chiedendo il “modesto” onorario di 500 dollari l’ora.

Gardner riscosse anche molte critiche (fra cui, chiaramente, quelle delle femministe) perché la PAS più che una patologia appariva come uno strumento ad uso dei padri e dei loro avvocati per combattere in tribunale la propria ex moglie ed ottenere l’affidamento dei figli.

Lo psichiatra americano aveva iniziato ad occuparsi professionalmente di separazioni, divorzi e affidamento dei figli negli anni settanta del secolo scorso; negli anni ottanta invece i suoi interessi si spostarono principalmente sulle false accuse di abuso sessuale che facevano alcuni genitori nei confronti dell’altro coniuge, in modo da riuscire a togliergli l’affidamento dei figli. Considerò questo comportamento come una tipica forma di isteria femminile e ci scrisse sopra due libri: ”The Parental Alienation Syndrome and the Differentiation Between Fabricated and Genuine Child Sex Abuse” nel 1987 e ”Sex-Abuse Hysteria: Salem Witch Trials Revisited” nel 1991.

A proposito di libri… Gardner ne scrisse una trentina, ma tutti pubblicati da Creative Therapeutics, una casa editrice che aveva all’epoca un catalogo di soli 30 volumi (tutti scritti da un solo autore, Richard Alan Gardner ) ed era ubicata allo stesso indirizzo dello psichiatra. Insomma, tranne pochissime eccezioni, i famosi 30/40 libri del Dr. Gardner erano delle auto-pubblicazioni.

Al culmine della sua prestigiosa carriera il creatore della PAS fu ascoltato come testimone anche per la nota separazione fra Mia Farrow e Woody Allen, nel 1992 (in cui lei accusava lui di aver molestato sessualmente i loro figli).

Una carriera davvero fulminante, quella del nostro Richard, un ragazzo nato nel Bronx,  il 28 Aprile del 1931. Dopo aver studiato al Columbia College e al Downstate Medical Center della State University of New York, si era arruolato nell’Army Medical Corps, dove aveva ottenuto un posto come direttore della divisione di psichiatria infantile presso un ospedale militare in Germania.

Poi si era sposato con Lee Gardner, ma la coppia aveva divorziato. Oltre allo già citato Andrew, il nostro aveva avuto due figlie, Nancy Gardner, sposata Rubin e Julie Gardner, in Mandelcorn. Alla sua morte aveva una compagna, Natalie Weiss.

Oltre che attraverso i libri, di cui abbiamo già detto, le teorie dello psichiatra americano furono diffuse anche attraverso articoli pubblicati su una piccola rivista, sconosciuta ai più, chiamata Issues in Child Abuse Accusations, facente capo all’Institute for Psychological Therapies, diretta dal Dr. Ralph Underwager. 

Il Dr. Underwager ebbe un certo successo alcuni anni fa, quando fu intervistato dalla rivista olandese Paidika: The Journal of Paedophilia, nella quale aveva affermato che “la pedofilia è un’espressione accettabile del volere di Dio per l’amore e l’unione tra esseri umani” (in originale: paedophilia is an acceptable expression of God’s will for love and unity among human beings”).

E arriviamo all’argomento forse più spinoso.

Non solo nel suo editore, ma anche in Gardner stesso possiamo leggere molti concetti sulla pedofilia che francamente appaiono poco condivisibili per essere accettati dalla comunità scientifica. Data la delicatezza dell’argomento, evito una traduzione letterale, che potrebbe essere impropria in alcune sfumature, e riporto in fondo a questo articolo le citazioni originali in inglese. Per sintetizzare comunque, Gardner sostiene che non bisogna essere troppo puntivi nei confronti dei pedofili, che occorre comprendere certi atteggiamenti tenendo nel giusto conto i fattori genetici, che in caso di abuso sessuale del padre sui figli, il padre non va allontanato da loro. (vedi sotto). Eccetera.

Altre pubblicazioni del Dr. Gardner possono essere trovate in alcune riviste che si occupano di diritto familiare, come ad esempio il Journal of Divorce and Remarriage, il New Jersey Family Lawyer. E’ ovvio, dicono i critici di Gardner, che gli avvocati non sono mai particolarmente esperti di psicologia e dunque può essere anche accaduto che certe teorie scientificamente poco fondate siano state accolte in questo ambito con meno scetticismo di quanto sarebbe accaduto se fossero state proposte in ambiti più specificamente psicologici. 

Bene: altre notizie sulla vita di Gardner non sono riuscita a reperirne. Del resto scopo di questo lungo post tripartito non è quello di indagare o comprendere se il Dr. Gardner fosse o no un pedofilo, come sostengono i suoi critici. Quello che ci interessava capire era il contesto, culturale e sociale, in cui è stata elaborata questa Sindrome di alienazione genitoriale.

La conclusione cui vorremmo giungere è quella di capire se sia giusto (o meno) che la PAS diventi un disturbo mentale riconosciuto dalla medicina e dalla psichiatria, o se essa debba rimanere una semplice scuola di pensiero, pur sempre rispettabile, creata da uno psichiatra americano.

Di questo parleremo nella III parte del Post.

- Segue.

Citazioni originali di Richard Alan Gardner sulla pedofilia

Pedofilia

“There is a bit of pedophilia in every one of us.”

Gardner, R.A. (1991). Sex Abuse Hysteria: Salem Witch Trials Revisited . Cresskill, NJ: Creative Therapeutics. (p. 118)

“Pedophilia has been considered the norm by the vast majority of individuals in the history of the world.” Gardner, R.A. (1992). True and False Accusations of Child Sex Abuse . Cresskill, NJ: Creative Therapeutics. (p. 592-3)

Pedophilia “is a widespread and accepted practice among literally billions of people.”

Gardner, R.A. (1986). Child Custody Litigation: A Guide for Parents and Mental Health Professionals . Cresskill, NJ: Creative Therapeutics, (p. 93)

Teoria della seduzione infantile di Gardner

Some children experience ” high sexual urges in early infancy. ” “There is good reason to believe that most, if not all, children have the capacity to reach orgasm at the time they are born.”

Gardner, R.A. (1992). True and False Accusations of Child Sex Abuse . Cresskill, NJ: Creative Therapeutics. (p. 15)

Figli abusati dai padri:

“Keep the child connected to the abuser “

Special care should be taken not alienate the child from the molesting parent. The removal of a pedophilic parent from the home “should only be seriously considered after all attempts at treatment of the pedophilia and rapprochement with the family have proven futile.”

Gardner, R.A. (1992). True and False Accusations of Child Sex Abuse . Cresskill, NJ: Creative Therapeutics.(p. 537)

“Tell the child that sexual abuse by a father is normal”

Older children may be helped to appreciate that sexual encounters between an adult and a child are not universally considered to be reprehensible acts. The child might be told about other societies in which such behavior was and is considered normal. The child might be helped to appreciate the wisdom of Shakespeare’s Hamlet, who said, “Nothing’s either good or bad, but thinking makes it so.”

Gardner, R.A. (1992). True and False Accusations of Child Sex Abuse . Cresskill, NJ: Creative Therapeutics.(p. 549)

Va detto che, a tutt’oggi, né gli psichiatri americani (APA) né l’associazione dei medici americani (AMA) hanno (finora) riconosciuto la PAS come una vera patologia, ma ci sono molti gruppi ed associazioni che spingono affinché questo “disturbo” entri nel DSM V.

Dr. Giuliana Proietti

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Fonti:

Wikipedia
R. Gardner.com
New York Times
Women’s Legal Resource
Cincinnatipas

Commenti

  1. 14 febbraio 2011 / ore 19:32
    giuseppe

    Riguardo l’alienazione genitoriale, dal punto di vista giuridico non riveste a mio avviso importanza se essa sia inquadrabile come una sindrome neuropsichiatrica. Una cosa è sostenere che l’alienazione genitoriale non sia una sindrome neuropsichiatrica, un’altra è sostenere che l’alienazione genitoriale non esiste come comportamento contrario all’interesse del minore da parte di un genitore nella separazione e nel divorzio, tale da essere oggetto di indagine da parte del giudice. Infatti , non è necessario che un comportamento sia di interesse neuropsichiatrico per essere passibile di sanzione giuridica: ad esempio, il furto non ha conseguenze neuropsichiatriche ma è comunque sanzionato dalla legge. Ritengo, quindi che dovrebbero essere i giuristi e non i neuropsichiatri a stabilire se un comportamento sia giuridicamente rilevante. Pertanto , quello che conta è se i comportamenti del genitore che intende produrre alienazione genitoriale ledano i diritti e gli interessi del figlio a prescindere se producano su di lui anche una patologia psichiatrica, che può comunque essere valutata come aggravante. Il genitore che adotta comportamenti tali da alienare il figlio dall’altro genitore contrasta con quanto stabilito dall’articolo 155 del codice civile : “Anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi [...] Per realizzare la finalità indicata dal primo comma, il giudice che pronuncia la separazione personale dei coniugi adotta i provvedimenti relativi alla prole con esclusivo riferimento all’interesse morale e materiale di essa. ”; inoltre tali comportamenti rientrano tra i casi previsti dall’art. 330 – “Il giudice può pronunziare la decadenza dalla potestà quando il genitore viola o trascura i doveri ad essa inerenti o abusa dei relativi poteri con grave pregiudizio del figlio.” – e 333 del codice civile: “Quando la condotta di uno o di entrambi i genitori non è tale da dare luogo alla pronuncia di decadenza prevista dall’articolo 330, ma appare comunque pregiudizievole al figlio, il giudice, secondo le circostanze, può adottare i provvedimenti convenienti e può anche disporre l’allontanamento di lui dalla residenza familiare ovvero l’allontanamento del genitore o convivente che maltratta o abusa del minore.”. La rilevanza giuridica dell’alienazione genitoriale appare palese.
    Sta quindi al giudice, attraverso l’esame delle prove e delle testimonianze, accertare se un genitore si sia reso responsabile di alienazione genitoriale. Sarebbe comunque utile, a scanso di equivoci, che l’alienazione genitoriale fosse prevista dalla legge in maniera specifica.
    Il rischio di false denunce di alienazione genitoriale è possibile, ma non si evitano affermando l’inesistenza dell’alienazione genitoriale. Tanti genitori, soprattutto padri, specie in corso di separazione e divorzio, sono oggetto di false accuse anche gravissime, come i maltrattamenti familiari e la pedofilia (L’ECO DI BERGAMO, 31 gennaio 2009 : “Più maltrattamenti ”) ma per combattere questo diffuso e grave fenomeno nessuno si sogna di affermare che i maltrattamenti familiari e la pedofilia non esistono

  2. 15 febbraio 2011 / ore 15:34
    Michela

    Signor Giuseppe il suo commento può anche ritenersi giusto, ma purtroppo, lo vediamo in rete che molti “si sogna(no) di affermare che i maltrattamenti familiari e la pedofilia non esistono”, attraverso vere e proprie campagne diffamatorie ai danni di associazioni contro la violenza sulle donne, contro i centri antiviolenza, contro i collettivi femministi e contro donne, moglie madri, attraverso facebook e altri social net e forum.
    Non sarà l’introduzione della Pas a risplvere il problema, la quale andrà solo a forine un ulteriore strumento nelle mani dei persecutori, ma una cultura di rispetto reciproco, una costante azione di maturazione ed emancipazione e la messa al centro del bene dei figli, i recenti casi di omicidio da parte di padri non affidatari, d’altra parte dovrebbero far riflettere su quanta strada gli uomini debbano ancora fare per poter accettare serenamente le separazioni e concentrarsi sul bene dei figli piuttosto che sulla punizione dell’ex moglie, anche attraverso l’assassinio dei figli.

  3. 8 marzo 2011 / ore 06:56
    giuseppe

    Gentile signora Michela

    purtroppo sono proprio proprio i soggetti che lei ha citato a promuovere campagne diffamatorie contro i padri separati che cercano di difendere i figli dall’alienazione genitoriale, affermando che la Pas sia utilizzata da padri pedofili o violenti per togliere l’affidamento alle madri.

    Quanto ai maltrattamenti familiari, ribadisco che nessuno afferma che non esistono, bensì che la maggior parte delle denunce sono false, come è notorio anche presso gli addetti ai lavori come la P.M. intervistato dall’Eco di Bergamo, che, pur essendo donna ella stessa, non mostra un’opinione lusinghiera dei centri antiviolenza. Questi ultimi dovrebbero essere più preoccupati delle false denunce che soffocano le denunce vere, che impediscono ai magistrati di lavorare al meglio per l’accertamento dei fatti, invece di fare la guerra ai padri che vogliono solo l’applicazione dei principio di uguaglianza dei genitori previsto dagli articoli 3, 29 e 30 della Costituzione e recepiti dalla purtroppo disapplicata legge sull’affidamento condiviso.
    Proprio contro l’affidamento condiviso il Telefono Rosa Piemonte emise un comunicato stampa fazioso e pieno di pregiudizi:

    http://telefonorosa.altervista.org/salastampa/03_3.htm

  4. 20 maggio 2011 / ore 21:58
    Silvia

    Quante bugie! Le associazioni di padri separati farebbero qualsiasi cosa pur di vincere le loro cause personali, anche distruggere la vita dei bambini!
    Quanta disonestà!

  5. 27 novembre 2011 / ore 09:34
    Pasmettila

    VITTORIO,
    Gardner era un farabutto e la PAS non è altro che il DEGNO prodotto finale del suo pensare marcio e corrotto, una teoria antiscientifica, più che ascientifica nei suoi presupposti epistemologici. Un’invenzione, la PAS, ormai sezionata, decomposta, si dovrebbe anzi dire putrefatta come il suo inventore. Gli errori madornali in cui incorre la PAS, dal punto di vista del metodo scientifico e della comune logica, sono stati ampiamente evidenziati così come i dati statistici a disposizione né hanno fatto venire a galla l’inconsistenza e l’incoerenza con le conoscenze empiriche delle specifiche situazioni osservate che la PAS vorrebbe spiegare. La PAS osserva il quadro tipico di madri e figli che si presenta quando questi hanno subito abusi e maltrattamenti prolungati in famiglia e, in presenza di denuncia o esposto o testimonianza da parte della madre, lo attribuisce paradossalmente ma deliberatamente a un’invenzione di quest’ultima e del minore “brainwashed”. Questo costrutto non regge, come è noto, ma è funzionale a non scoperchiare vasi di Pandora troppo imbarazzanti e sfrutta, per essere legittimato nelle corti di giustizia, la debolezza delle madri e dei loro figli, che diventano un vero e proprio capro espiatorio delle malefatte di qualcun altro.
    Funziona esattamente così e questa è la grande truffa verso il Popolo Italiano che coloro che propugnano l’uso della PAS ordiscono e continuano a ordire.
    Quindi diciamo le cose come stanno, cioè che Gardner era un farabutto, che la PAS è una truffa infame nei confronti dei deboli, che chi spaccia la PAS è incompetente o in malafede e fa gli interessi di avvocati, psicologi forensi e clienti in situazione di grande esposizione al rischio. Coloro che spacciano la PAS col camice bianco poi sono i peggiori, antiscienziati per eccellenza che andrebbero radiati dai loro ordini professionali e perseguiti legalmente per i danni che hanno fatto. C’è gente che sta usando la rete come una fogna a cielo aperto con bocche di scarico da cui far fuoriuscire ovunque la melma putrescente della PAS.

  6. 27 novembre 2011 / ore 09:46
    Pasmettila

    VIctor Victoria,
    Gardner era un farabutto e la PAS non è altro che il DEGNO prodotto finale del suo pensare marcio e corrotto, una teoria antiscientifica, più che ascientifica, nei suoi presupposti epistemologici. Un’invenzione, la PAS, ormai sezionata, decomposta, si dovrebbe anzi dire putrefatta come il suo inventore. Gli errori madornali in cui incorre la PAS dal punto di vista del metodo sono stati ampiamente evidenziati così come i dati statistici a disposizione ne hanno evidenziato l’inconsistenza e l’incoerenza con le conoscenze empiriche delle situazioni osservate che la PAS vuole spiegare. Queste conclusioni sono disponibili ovunque presso fonti non ideologiche disponibili in rete. Dicendo non ideologiche si intende fonti con uno statuto e dei nomi e cognomi. La PAS osserva il quadro tipico di madri e figli che si presenta quando questi hanno subito abusi e maltrattamenti prolungati in famiglia e, in presenza di denuncia o esposto o testimonianza da parte della madre, lo attribuisce paradossalmente ma deliberatamente a un’invenzione di quest’ultima. Questo costrutto non regge, come è noto, ma è funzionale a non scoperchiare vasi di Pandora troppo imbarazzanti e sfrutta, per essere legittimato nelle corti di giustizia, la debolezza delle madri e dei loro figli, che diventano un vero e proprio capro espiatorio delle malefatte di qualcun altro. Funziona esattamente così e questa è la grande truffa verso il Popolo Italiano ordita da coloro che propugnano l’uso della PAS contando su Ponzio Pilato.
    Quindi diciamo le cose come stanno, cioè che Gardner era un farabutto, che la PAS è una truffa infame nei confronti dei deboli, che chi spaccia la PAS è incompetente o in malafede e fa gli interessi di avvocati, psicologi forensi e di clienti in situazione di grande esposizione. Coloro che spacciano la PAS col camice bianco poi sono i peggiori, che falliti come scienziati preferiscono spiccare come antiscienziati e non basta a descrivere i danni che fanno.
    Paladini dell’uso della PAS sono organizzati a usare internet come una rete fognaria da cui convogliare verso i loro innumerevoli siti fotocopia di scarico la melma fangosa e putrescente della disinformazione strategica che fanno sulla PAS.

  7. 27 novembre 2011 / ore 10:02
    Pasmettila

    Parlando di “negazionismo della PAS” cercate di nascondere il vostro aooluto ASSERZIONISMO dimostrando di avere recepito perfettamente l’eredità culturale di Gardner, così arrogante da riuscire a negare ogni evidenza.
    Non è un discorso di lana caprina. Se si manipolano i minori questo va accertato e si deve intervenire, ma qui si usa la teoria strampalata di Gardner, per stabilire la verità. Su questo equivoco, sulla confusione metodologica, sul fatto di dire la PAS di Gardner magari non è scientifica ma non stiamo a sottilizzare, si gioca tutto. Se la PAS di Gardner non è corretta, allora le valutazioni vanno fatte con altri metodi. Purtroppo la PAS di Gardner va immancabilmente in loop a dimostrare sempre la stessa tesi e come tale è in malafede. Distaccarsene, se si vuole essere credibili, altrimenti è troppo chiaro, anzi fangoso, l’intento.

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