2357016368_4fbc6d3218.jpgL’herpes genitale è una malattia infettiva che viene trasmessa per via sessuale. Essa è causata dall’ HSV (herpes simplex virus). Questo virus, detto anche HSV2, interessa gli organi genitali, così come la pelle, la cervice e altre parti del corpo. (Esiste inoltre un virus HSV-1, che invece provoca l’herpes labiale).

Si tratta di una malattia cronica: i soggetti che contraggono questo virus non hanno in genere dei sintomi e dunque spesso non sanno neanche di esserne portatori (si stima che 2 persone su dieci siano infette dal virus).

L’HSV si trasmette con estrema facilità, attraverso il contatto vaginale, anale o orale.  Una volta contratto, il virus non se ne va del tutto, ma rimane latente, per riapparire in particolari condizioni.

Diciamo subito che non si tratta di una malattia pericolosa, ma vi possono essere dei soggetti particolarmente vulnerabili, come le donne incinte o coloro che soffrono di disturbi al funzionamento del sistema immunitario, che potrebbero avere dei problemi.

Le donne incinte potrebbero infatti trasmettere il virus al feto, mettendo a rischio la sua vita. Ecco perché in questi casi si preferisce un parto cesareo.

Sintomi

I sintomi, come si è detto, spesso non si manifestano. In  caso contrario, essi appaiono dopo 4-7 giorni dall’infezione. Si possono notare, dopo aver contratto il virus,  febbre, dolore muscolare, mal di testa, stanchezza. In seguito possono comparire delle vescicole nella regione genitale, anale o sulle cosce. Le vescicole somigliano a delle piccole ulcere piene di liquido (altamente contagioso). Le vescicole sono spesso disposte in mazzo e cadono formando delle croste, senza lasciare particolari cicatrici. Possono esservi inoltre perdite vaginali, dolore quando si urina, bruciore nella zona genitale.

Infezioni ricorrenti

Ogni volta che si ripresenta una nuova infezione essa è meno grave della precedente, perché la persona ha nel frattempo costruito degli anticorpi per il virus. Nella maggior parte dei casi i sintomi non durano più di dieci giorni.

Come si contrae l’infezione:

  • Sesso anale o vaginale non protetto
  • Sesso orale ricevuto da una persona che ha delle vescicole in bocca
  • Condividendo dei sex toys
  • Avendo contatti genitali con una persona infetta

L’HSV si trasmette a volte prima ancora che si formi la vescicola e anche quando questa non si rompe (anche se è più raro). Alcuni fattori possono favorire lo sviluppo dell’herpes genitale, come durante le mestruazioni, nei periodi di stress, stanchezza o depressione, febbre per altre malattie, raggi UV provenienti dal sole o dal solarium, situazione di immunodepressione.

Diagnosi

L’herpes è più facile da diagnosticare quando è ancora presente. Il medico dovrebbe prelevare del liquido dall’area infetta e farlo analizzare. Anche gli esami del sangue possono essere utili per una corretta diagnosi.

Trattamento medico

L’herpes genitale va trattato con farmaci antivirali. Gli antibiotici sono inutili perché sonop efficaci contro i batteri, ma non contro i virus.

Self Help

Consultare il medico; farsi dei bagni frequenti in acqua salata; mettere del ghiaccio sulle vescicole, ma non direttamente sulla pelle; applicare vaselina sulla zona infetta. Se urinare è doloroso, applicare creme o lozioni specifiche, come la lidocaina. Non indossare abiti aderenti. Lavarsi le mani di frequente, specie se si è toccata un’area infetta del corpo. Astenersi dalle attività sessuali finché i sintomi non sono completamente spariti. Non grattarsi. Evitare di toccarsi gli occhi.

Prevenzione

Usare il preservativo
Non fare sesso quando si hanno ancora dei sintomi nella zona genitale o anale
Non baciare quando si hanno delle vescicole in bocca
Limitare il numero dei partners sessuali

 

Fonte: Medical News
Immagine: Stoichiometry

Dr. Giuliana Proietti

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579761138_2384373a41.jpgOggi i tradimenti iniziano non tanto in luoghi fisici, quanto sui social network, come su Facebook o Twitter, ma anche su appositi siti, che hanno lo scopo di far incontrare due persone che desiderano avere un affair. Essi sono Meet2cheat.co.uk o Affairsclub.com.

tradimenti virtuali vengono sempre più spesso citati nelle cause di divorzio.  In particolare è successo per Second Life. Su questo sito le persone hanno l’opportunità di reinventarsi la loro vita e di mettere in pratica le proprie fantasie: chiaramente nessun legale porterebbe in tribunale un cyber adulterio svoltosi unicamente nel mondo virtuale, ma è possibile dimostrare che il/la partner ha un comportamento inadeguato.

Una moglie può infatti dimostrare che il marito trascorre diverse ore al computer ogni sera, senza più prestare attenzione alla sua famiglia, o si crea delle relazioni inappropriate con qualcuno via computer. E’ facile poi dimostrare come questi comportamenti e queste relazioni abbiano un’influenza negativa sulla vita familiare.

Spesso i sospetti di tradimento partono proprio dalle informazioni digitali: email, facebook, chat, ecc.

Fonte: The Guardian
Immagine: Dowgoods

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kandcnon.jpgL’idraulico suona alla porta. Clara Morgane, che nella vita fa la cantante, apre la porta mostrandosi in un corto e scollato abito bianco, con i capelli bagnati. Lo sguardo dell’uomo si concentra sulla bocca della bella ragazza. L’artigiano dimentica evidentemente il motivo per cui è lì.

“Una donna dà ciò che vuole dare”: questo è lo slogan della prima campagna nazionale lanciata dal collettivo femminista contro lo stupro (CLFC), supportato dalle agenzie di comunicazione libera Young & Rubicam e Hill & Knowlton Parigi.

“Abbiamo bisogno di cambiare lo stigma che c’è su questo argomento” dicono i responsabili della campagna.

Una persona su cinque (*) ha subito nella sua vita uno stupro o un tentato stupro: si tratta di una donna su sei e meno di un uomo su venti.  Nell’ 83% dei casi, l’abusante è un parente della vittima o un conoscente. Ma, soprattutto, solo il 4% di stupri o tentativi di stupri sono segnalati per l’applicazione della legge. Per questo, spiegano al collettivo, dobbiamo fare in modo che venga eliminato il sospetto che incombe sulle vittime e lottare contro la facile e diffusa espressione “lei se l’è cercata!”. Con questo clip diffuso su Internet e con il fascino di Clara Morgane, il gruppo spera di promuovere la consapevolezza che il desiderio sessuale maschile non giustifica lo stupro: in questo senso, il desiderio non è contagioso e quando una donna dice di no, è no, comunque sia vestita.

Il filmato è visibile sul sito http://www.kancnon.com/
(abbreviazione di “quand c’est non”)

(*) Studio sul contesto della sessualità in Francia “(QCS sondaggio), condotto nel 2006 da Inserm. (Istituto Nazionale di Salute e Ricerca Medica) e INED (Istituto nazionale di studi demografici). Sondaggio telefonico condotto su un campione di 12 364 persone di età compresa tra i 18 ei 69 anni.

Fonte: Le Parisien

Personalmente sono naturalmente d’accordissimo su tutto: il fatto che l’uomo provi un forte desiderio sessuale non giustifica l’aggressione e lo stupro. Gli uomini devono imparare a tenere a freno le proprie emozioni, come fanno da millenni anche le donne. Però lasciatemi dire una cosa…. Se vai ad aprire la porta con un vestitino così corto e scollato, fai entrare in casa uno sconosciuto, che sarà anche un idraulico, ma non per questo ci si può sentire più rassicurate, si può anche fare una corsetta in camera per cercare uno straccio di vestaglia, oppure mostrare il guasto senza lasciare che il vestito ti scopra il sedere. O no? Il buon senso ed il rispetto ci vorrebbe da parte di tutti.

Dr. Giuliana Proietti

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500976616_3a670c4033.jpg La prostata (detta anche “il secondo cuore dell’uomo”) è una piccola ghiandola (diametro trasversale massimo 3 cm) situata sotto la vescica e anteriormente alla parete anteriore dell’intestino retto (è palpabile con l’esplorazione digitale).

All’interno della prostata passa la prima porzione dell’uretra (uretra prostatica) che nella sua parte iniziale costituisce il collo o imbuto vescicale; attraverso essa transitano le parti terminali dei dotti deferenti che terminano al canale uretrale prostatico con i dotti eiaculatori in cui terminano anche i brevi condotti delle vescicole seminali.

La prostata svolge diverse funzioni fra cui fondamentali sono: 1. attività di difesa dei testicoli e della via urinaria superiore, 2. produzione del liquido spermatico in collaborazione con le vescicole seminali, 3. degradazione ed eliminazione degli spermatozoi invecchiati ( a più di 30 ore dalla loro produzione testicolare).

Durante l’attività sessuale e nelle condizioni di eccitazione sessuale l’attività secretoria della prostata aumenta considerevolmente e perfeziona la produzione qualitativa e volumetrica del liquido spermatico rimescolandolo con il secreto proveniente dalle vescicole seminali e con gli spermatozoi provenienti dai dotti eiaculatori nell’ambito del tratto di uretra prostatica, dando così luogo allo sperma e preparandone l’espulsione rapida attraverso l’eiaculazione.

L’espulsione dello sperma avviene per contrazione dei muscoli lisci della struttura prostatica, coadiuvati dalle contrazioni della muscolatura perineale.

Dal punto di vista sessuale, una prostata sana significa alto livello di testosterone, e dunque alto desiderio sessuale, migliori erezioni, orgasmi più intensi e prolungati.

Il massaggio prostatico viene praticato da migliaia di anni in varie culture, particolarmente in Oriente. Un tempo si pensava che questo massaggio servisse per rendere l’uomo più abile nel coito e pertanto i sultani d’oriente non si facevano mai mancare del personale specializzato in questo tipo di massaggi, che dovevano servire a potenziare le capacità sessuali.

La medicina orientale non ha tardato ad accorgersi che il massaggio prostatico regolare poteva essere utile non solo al piacere erotico, ma anche ad eliminare i residui che si depositano nella prostata, diminuendo la pressione sull’uretra e producendo una funzione vescicale adeguata.

Anche nella nostra medicina occidentale il massaggio prostatico era la terapia più indicata per i disturbi prostatici, fino alla scoperta degli antibiotici, che hanno fatto abbandonare la pratica.

Infatti, se vi sono infezioni o infiammazioni alla prostata, queste bloccano il passaggio dei liquidi all’interno dell’organo. Questi liquidi sono facilmente attaccati dai microbi e dai virus e danno luogo alla così detta “prostatite“. Quando la prostata si riempie di questi fluidi, essa si ingrandisce e si irritano le terminazioni nervose, producendo la sensazione del dolore. Anche il livello della libido e del testosterone diminuiscono, l’uomo si può sentire debole, invecchiare preocemente e aumentare di peso.

Il massaggio prostatico permette dunque di far uscire i liquidi depositati nella prostata (un po’ come si potrebbe fare strizzando una spugna piena d’acqua) aprendo i passaggi chiusi. Con questo sistema molti ritengono si possa prevenire la prostatite ed anche il cancro, stimolare la circolazione locale, in modo da ricevere più sangue, ossigeno, nutrienti vitali e globuli bianchi per combattere le infezioni.

Recentemente di questo tipo di massaggi si è nuovamente occupata la medicina ufficiale e sono stati pubblicati diversi articoli sull’argomento. Poiché l’80% degli uomini sperimenta problemi alla prostata nella sua vita, si è voluto capire se il massaggio prostatico fosse realmente indispensabile per il trattamento della prostatite cronica, dell’ipertrofia benigna della prostata, oltre che di altri disturbi sessuali.

Sono stati dunque messi a confronto due gruppi di soggetti con problemi di prostatite: un gruppo ha ricevuto solo trattamento farmacologico e un altro gruppo ha ricevuto sia trattamento farmacologico, sia massaggio prostatico. Risultato:  a quattro mesi di distanza i due gruppi sono migliorati nettamente, ma senza differenze significative tra di loro, il che significa che il massaggio prostatico non è risolutivo e neanche più efficace dei farmaci. In ogni caso, dalla stessa ricerca emerge che il massaggio non produce effetti negativi[vedi qui].

Dal punto di vista dell’erotismo, per molti uomini il massaggio prostatico può essere fonte di piacere, una specie di punto G al maschile, perché la stimolazione della prostata produce un orgasmo molto intenso, spesso anche senza la stimolazione diretta del pene.

La prostata si trova a sette-otto cm dall’ano, per cui questa pratica richiede delicatezza ed è necessario fermarsi al primo accenno di dolore. Il massaggio è sconsigliabile in caso di prostatite acuta o cancro prostatico. Dal punto di vista pratico occorre inserire un dito (o uno stimolatore anale, simile ad un dildo) nella cavita anale.

Attenzione: un massaggio prostatico troppo frequente e insistente può produrre la prostatite, anzichè curarla! Inoltre, se, dopo un massaggio prostatico si riscontra sangue nelle urine o nello sperma, è consigliabile rivolgersi immediatamente al medico.

Dr. Giuliana Proietti

Immagine: Enochchoi

Siti consultati:
Alternative medicine
Pathol108
Andrologiaonline

16-01-2009: Abbiamo aperto una discussione sul Forum di Donna Moderna per parlare ulteriormente dell’argomento.

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2243341911_111079cc19.jpgLa gravidanza è un momento di grandi cambiamenti per entrambi i partners e dunque non dovrebbe stupire che anche il tipo e la frequenza dei rapporti sessuali possano cambiare moltissimo in questo periodo.

L’importante è mantenere sempre con il/la partner una buona comunicazione su questo argomento, parlando dei propri eventuali disagi e chiedendo all’altro/a cosa prova, a seguito dei cambiamenti nelle abitudini sessuali.

Spesso molte donne evitano i rapporti perché temono di fare del male al bambino: in realtà non ce ne sarebbe motivo, in quanto il feto è ben protetto dal liquido amniotico che lo circonda e non corre alcun rischio.

I rischi più ricorrenti per i rapporti sessuali durante la gravidanza si hanno quando si è già avuto in passato un aborto spontaneo, o una nascita prematura, se vi sono delle infezioni in uno dei due partner (o in entrambi), se si tratta di una gravidanza gemellare, se vi sono sanguinamenti , o in presenza di rapporti particolarmente dolorosi. Come regola generale, se la donna è in buona salute, può permettersi di raggiungere l’orgasmo in completa sicurezza durante l’intero periodo della sua gravidanza.  Per scrupolo tuttavia, specie nelle gravidanze a rischio, è sempre opportuno parlarne con il proprio ginecologo e farsi consigliare. Qualora il rapporto sessuale fosse sconsigliabile, si può cercare della gratificazione sessuale in attività alternative (baci, carezze, masturbazione reciproca, sesso orale, ecc.).

Durante il primo trimestre di gravidanza, molte donne sperimentano sintomi fisici come nausea, vomito, affaticamento: tutto ciò sicuramente influisce sul desiderio di avere rapporti sessuali ed infatti essi diminuiscono sensibilmente in questi primi tre mesi.

Nel secondo trimestre si riscontra invece un ritorno del desiderio sessuale ed aumentano pertanto anche i rapporti sessuali penetrativi: i due partner ritrovano infatti un equilibrio, la pancia non è ancora molto grande, non c’è l’ansia e lo stress dell’inizio della gravidanza, ma non ci sono ancora le preoccupazioni per la nascita del bambino.

Meglio evitare nell’ultimo periodo la posizione del missionario (lui sopra, lei sotto), favorendo la posizione di lato o quella in cui la donna è sopra il partner, per consentirle un maggior controllo della profondità di penetrazione del pene, prevenendo eventuali traumi.

Dr. Giuliana Proietti

Immagine: bellyoflove

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