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Il sesso come mestiere. Dialogo con una prostituta

2345703764_4e873918a5.jpgAntonella, 43 anni, di Udine, sposata. Lei si prostituisce da molti anni, mentre suo marito fa l’operaio in una fabbrica.. Hanno tre figli, tutti adolescenti, che non conoscono il mestiere della mamma.

Le ho fatto qualche domanda, per cercare di capire meglio la personalità e il mondo di una donna che ha scelto il sesso come mestiere. Ecco l’intervista:

Che età avevi quando hai iniziato a prostituirti?
Diciassette anni.

Cosa hai provato la prima volta?
Difficile ricordare..paura sicuramente..

Lavori in strada, in casa, in hotel…
Ho iniziato in strada per molti anni poi con l’arrivo degli stranieri era diventato rischioso e quindi la maggior parte delle italiane si sono ritirate in appartamento.

Che differenza c’è fra una prostituta e una escort? Perché non tutte scelgono di fare le escort?
La escort si sposta, fa viaggi anche lunghi, fine settimana, cene, questo implica una buona dialettica e capacità di essere gradevole come compagnia: non tutte sono portate e preferiscono il rapporto più veloce e sbrigativo.

Hai mai provato a smettere, a fare un lavoro normale?
Ho smesso costretta dagli eventi della vita e fatto lavori anche umili, ma quando ho potuto ho ripreso.  E’ difficile fare a meno di un certo tenore di vita.

Tuo marito sa quale è il tuo vero lavoro? E’ geloso?
Mio marito era un cliente. Quindi sa che per me è un lavoro:niente di coinvolgente, fisicamente o mentalmente.

Quali sono i rapporti intimi fra di voi?
Abbastanza radi, in quanto sessualmente perdi molto esercitando questo lavoro..

Quanti clienti vedi, ogni giorno?
Difficile fare medie. A causa della crisi economica che ci ha colpito direi che sono oggi da 2 a 7-8 al giorno.

Cosa pensi del tuo lavoro?
Che bisogna essere adatte a farlo. Non tutte lo possono fare senza subire contraccolpi psicologici.

Quanto ti permette di guadagnare?
In media dagli 80 ai 100 mila Euro ogni anno.

Saresti disposta a pagare le tasse, se vi fosse una legalizzazione della prostituzione?
Certamente. E lo troverei giusto se lo riconoscessero come lavoro. Come già  è in molti altri Paesi.

Che tipo di uomini sono i tuoi clienti?
Di tutti i tipi. Di tutte le età e di varia estrazione sociale.

Hai dei tabù sessuali, prestazioni che assolutamente rifiuti?
Sicuramente cose che possano mettere a rischio la mia salute, tipo contatti con liquidi organici. Non sono portata al sadomaso, e a rapporti lesbici.

Vi sono persone con le quali non riusciresti mai ad avere un rapporto?
Sinceramente no. Ho anche clienti disabili. Purche’ italiani.

I tuoi clienti usano tutti il preservativo?
Certe persone non lo sopportano e quindi si lavora con preservativo e alla fine si fa senza, manualmente.

Come ti proteggi dalle malattie sessualmente trasmesse?
Preservativo, vaccinazione epatite B.

Quanto tempo dura, in media, un rapporto sessuale con te?
Dipende da cosa ti viene chiesto. Un cliente vuole una cosa veloce, un altro vuole fare un’ora.  In media un passaggio che io chiamo normale dura 15-20 minuti tutto compreso. Chiacchiere e rivestimento.

Quali sono i servizi che ti vengono richiesti più spesso?
L’orale scoperto.

Hai mai provato un senso di schifo?
No.

Hai mai provato paura? 
Ho sempre tutto sotto controllo. No.

Cosa ti sentiresti di dire alle mogli dei tuoi clienti?
Devono pensare ai loro mariti non a me. Io non cerco nessuno: sono cercata.

Ti senti a disagio quando frequenti altre donne che non si prostituiscono?
Assolutamente no.

Ti senti in colpa verso i tuoi figli?
Quale mamma non vorrebbe dare il meglio ai suoi figli?  Ma cerco di compensare inondandoli d’amore e d’attenzioni.

Se avessi una figlia femmina, accetteresti che lei intraprendesse il tuo stesso mestiere?
Penso che la famiglia sia basilare per intraprendere certe scelte. Purtoppo io ho avuto una famiglia priva d’amore genitoriale e che si è liberata presto di me. All’inizio è sopravvivenza, poi diventa un business. Mia figlia non avrebbe bisogno di pensare a questa eventualità.
Io ci sarei sempre per lei.

Le prostitute che hai conosciuto hanno iniziato per scelta o per far fronte alle difficoltà della vita?
Tutte per difficoltà.

Voi, prostitute italiane, in cosa siete diverse dalle straniere?
Forse in nulla.Sono donne come noi. Forse solo piu sfortunate.

Subite la concorrenza dei Trans?
Io no. Penso sia un genere completamente diverso. Ho notato comunque che negli ultimi anni il sesso è cambiato. Molti uomini cercano i Trans. Sembra strano, ma sono molto più femminili di noi donne!

Ti sono mai stati richiesti rapporti sessuali con più persone?
Raramente. Ho provato l’esperienza e la considero piu semplice e sbrigativa di quello che può sembrare. si conlcude in fretta!

Hai mai avuto richieste da clienti-donne?
Ho sempre rifiutato. Non sono lesbica. E se devo fare una cosa, la faccio bene o declino.

A che età in genere smette la professione una prostituta?
Non c’è età, né per iniziare, né per smettere.  L’età può forse incidere sulla mole di lavoro. Conosco colleghe di quasi 50 anni che guadagnano piu di me.Se una donna ha un po’ di intelligenza mette via per il futuro, compra, investe, si fa una polizza pensionistica privata. O si fa sposare da qualche cliente affezionato!

Provi piacere sessuale? Lo fingi con i clienti?
Nessun piacere sessuale, ma non mi piace la parola “fingere”…Diciamo che si partecipa nella maniera adatta, professionalmente.

Secondo te è meglio la prostituzione in strada o al chiuso, in qualche locale?
Ognuno a casa sua. Oppure in centri appositi come in Olanda.

Hai mai pensato di scrivere un libro sulla tua vita, per raccontare le tue esperienze?
Sto scrivendo un’autobiografia da molto tempo. E’ un parto doloroso perché ripercorre una vita densa di eventi non sempre gradevoli non è facile. Non so perché lo faccio. Forse perché una mamma non faccia gli sbagli che ha fatto la mia con me, segnando tutta la mia vita.

Immagine: Otisarchives3

Giuliana Proietti

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  1. 27 settembre 2012 / ore 00:08
    vanessa

    @ Giuliana Proietti
    @ Amelia

    Voi parlate di perdita di dignità, ma io credo sinceramente che se si tratta di una scelta, fatta cansapevolmente, e liberamente, non vi sia nessuna perdità di dignità. Vi sono prostitute che hanno tanta di quella dignità che molti potrebbero solo sognarsela.
    è un lavoro, non elemosinano nulla da nessuno, nè tanto meno rubano a qualcuno.
    Quindi valutate bene il termine dignità prima di parlarne.

  2. 28 settembre 2012 / ore 12:45
    Robert

    Io posso portarvi la mia esperienza, sebbene il mio punto di vista esuli dal giudizio vero e proprio di chi svolge questo mestiere.
    Premetto anche che la ferita é fresca, dunque ne parlo più per sfogarmi che altro.
    Io sono stato (e sono) innamorato di una escort. L’ho conosciuta da cliente, tra l’altro anche la prima volta che provavo una simile esperienza. Lo confesso, inizialmente non nutrivo particolari aspettative in un rapporto extra-professionale, ma non so né perché né per come, lei inizió a cercarmi ed iniziammo una relazione. Abbiamo parlato, e tanto, dei motivi per cui faceva (e fa) ciò che fa. Vi assicuro che ci sono state discussioni molto animate in proposito, ragion per cui sono assolutamente certo che ció che ha detto uscisse da quella parte, rimasta ancora sana, del suo cuore. Situazione familiare difficile, lei mantiene sua madre che non ha nessuno. Non ama avere sconosciuti in casa, mi disse che la sua era una stanchezza più mentale che fisica perché “non vedeva l’ora che se ne andassero” e “mi fanno schifo”. E qui entrava in gioco la professionalità, o forse il suo istinto di sopravvivenza: sapeva come fingere cortesia e disponibilità. Ricordo la prima volta che rispose alla chiamata di un cliente in mia presenza, io a momenti ebbi la nausea e stavo per vomitare. Una sera ci vedemmo appena dopo aver ricevuto un cliente…Ricordo ancora la difficoltà nel baciarla. Ed ancora adesso, al pensiero di simili atteggiamenti, dentro di me le chiedo scusa. Non era facile, i primi tempi. Sentivo di condividerla con tutto il mondo, o almeno, con tutto il mondo disposto a pagarla. Poi non so, sarà stata brava lei, ma ad un tratto non ho avvertito più il peso della sua professione. Con me era dolce, comprensiva, non mi faceva mai mancare la sua presenza e per un po’ aveva messo da parte il suo lavoro trascorrendo intere giornate con me, dandomi la parvenza di un rapporto normale, di un rapporto che non fosse vincolato alla distanza da casa “per tornare in fretta se qualcuno la chiama” o dagli appuntamenti fra noi che saltavano per impegni usciti fuori all’ultimo minuto. Poi il giocattolo s’è rotto. Non so bene la ragione, ma da ciò che ho capito lei non mi vuole più nella sua vita, nel suo mondo. Soffre al pensiero di farmi soffrire, e probabilmente nemmeno lei riesce a far bene ciò che fa’ finché si sente impegnata sentimentalmente. Ogni tanto mi cerca, certo meno di prima, ma un pizzico di nostalgia la sento nel suo tono di voce e nel suo cercarmi, semplicemente per chiedermi come sto. Lo so che ha alzato un muro che lei per prima vorrebbe poter tirare giù, di questo sono assolutamente convinto. Ma la conosco e conosco la sua volontá di ferro, e sono altrettanto convinto che non lo farà, e che galleggeremo in questo pseudo rapporto finché uno dei due non si stancherà o chissà cos’altro.
    Io so solo una cosa, aldilà dei giudizi e dei moralismi: le persone bisogna conoscerle e le situazioni, per giudicarle, bisogna viverle. Vi assicuro che prima di viverla avevo un’opinione piuttosto disincantata sulle prostitute: “sono il lavoro che fanno, non puoi aspettarti altro”. Ed invece sono donne. E come tali, se tocchi le corde giuste, sanno donarti la loro parte più vera. Io forse adesso mi pento di aver toccato quelle corde perché la sua scelta di vita s’è rivelata più ingombrante di quanto pensassi, impedendoci di vivere una dimensione tutta nostra indipendentemente da esso. Ma lei per prima non ce la faceva ed ha deciso di chiudersi nel suo mondo lasciando anche me fuori. Dovrei essere arrabbiato, ma non lo sono. Perché so che in fondo soffre, soprattutto (come si lasció scappare) nel pensare che “una ragazza di 23 anni dovrebbe fare una vita diversa”. Fu la prima volta che la sentii mettere in discussione il suo lavoro. Ma in quelle parole ed in quello sguardo perso nel vuoto c’era tutta la frustrazione che fino a quel momento era riuscita a tenere ben nascosta. Buttava me dalla torre, ma in realtà era come se avesse buttato via anche un po’ di sé stessa. Ed é solo questo a farmi soffrire, non l’egoistico desiderio di tornare insieme. Vorrei che un giorno fosse felice e che non debba mai rimpiangere la vita che non ha vissuto o le cose cui ha rinunciato. Sí, ho detto rinunciato, signori miei. Perché la cosa che mi fa davvero schifo é la capacitá della maggior parte delle persone nel considerare “facili” dei guadagni che non lo sono affatto, perché implicano compromessi e rinunce che nessuna cifra al mondo potrà mai ricomprare. La vita che non hai vissuto non te la restituisce nessuno. Eppure devi guadagnare bene perché l’alternativa é lasciar morire l’unico familiare che ti resta. Ti impieghi in un bar, “dignitá” salva, madre morta. Ti vendi e guadagni bene, tua madre vive. E se la madre fosse la vostra, forse non ci sarebbe nemmeno bisogno di spiegarvelo. Ad ogni modo vi auguro di non dover mai fare scelte simili, anzi…visto come molti di voi la pensano, me lo auguro per le vostre madri.

  3. 7 ottobre 2012 / ore 09:06
    giuseppe

    mi piacerebbe avere una amica prostituta visto che con mia moglie non si puo parlare di cosa desidera un uomo, (di sesso) giuseppe…….

  4. 5 novembre 2012 / ore 13:06
    andreas

    Sto vivendo una grave crisi di coppia che si e finalizzata in una separazione.Questo periodo ormai dura gia un anno. Naturalmente ogni uomo prima o poi ha voglia di contatto sessuale. IIntraprender subito una relazione tante volte e molto difficile. Tante volte forse non si e neanche pronti di investire di nuovo in una compagna. Pero il corpo desidera. Cosi un po di tempo fa ho conosciuto una prostituta tramite internet e ci siamo dati appuntamento.La signora che mi aspettava dietro alla porta era una bellissima donna, alta 180 magra, finissima e tanto cordiale. Aaveva anche qualche anno piu di me e mie e piaciuta subito. Ci siamo concordati sulle modalita del nostro rapporto e siamo partiti subito. A un certo punto,a sua iniziativa mi ha iniziato a baciare con la lingua ( almeno pensavo che non lo facessereo) e questo mi meravigliava tanto. Poi durante il rapporto mi sono accorto che neanche le avevo pagata prima ( anche questo totalmente insolito ) . Quando glielo avevo detto, lei mi diceva che si poteva fare anche dopo. E stato un rapporto stupendo e quado avevo concluso mi sono accorto che aveva ancora voglia di continuare e le ho procurato un orgasmo in altro modo.
    Tutto questo che ho raccontato adesso suona tanto di balla, pero effetivamente e successo cosi. Questa donna mi ha lasciato talmente di stucco, che ognitanto mi sto martoriando il cervello per capire cosa sia sucesso in questa ora di passione.
    E talmente fuori ogni logica professionale di una prostituta che non mi sembra vero.
    Fatto sta, che questa donna mi ha fatto toccare il cielo con un dito, eppure sono stato sposato per 17 anni .
    Se qualcuno mi potrebbe spiegare un po meglio questa storia, gli sarei molto grato.
    Scusate per l’italiano, ma e la mia seconda lingua

  5. 20 dicembre 2012 / ore 22:58
    miguel

    Andreas ma ei sicuro che fosse una donna quella li? non è che aveva qualche “marcia” in più? ahahahahahahah

  6. 20 dicembre 2012 / ore 22:59
    miguel

    altro che dito ….
    ahahahahahahahah

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