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La negazione della gravidanza

3334520860_62a3a38643.jpgTutti conoscono il fenomeno della depressione post partum, ma pochi sanno di un altro disturbo psicologico abbastanza frequente della donna incinta: la negazione di gravidanza.

La donna in questo caso non vuole o non sa riconoscere i sintomi della sua gravidanza e continua a comportarsi come se tutto nella sua vita fosse come sempre. Il disturbo può protrarsi per un periodo più o meno lungo ed in alcuni casi arrivare fino al parto.

Questo stato di cose espone naturalmente la gestante ed il feto a dei pericoli, per la mancanza di cure prenatali, ma soprattutto può essere particolarmente traumatico al momento del parto, che è un evento inatteso, non programmato e dunque particolarmente sconvolgente. Una reazione piuttosto frequente in questi casi è l’infanticidio, o l’abbandono del neonato.

Il fenomeno è molto più frequente di quanto si pensi, ma se ne parla poco, se non in occasione del ritrovamento di neonati nei cassonetti. Una delle idee errate sulla negazione di gravidanza è che il fenomeno riguardi solamente le giovanissime, o le donne in menopausa: in molti casi ha interessato addirittura donne già madri, di uno o più figli.

Uno studio francese durato 7 anni ha preso in esame i casi di 2.550 donne ospedalizzate nel reparto maternità di Denain e Valenciennes. Gli autori hanno osservato e descritto 56 casi di negazione di gravidanza, di cui 29 casi di “negazione totale”  (con 6 decessi di neonati), durata fino al momento del parto.Caratteristica essenziale del dinego: il corpo non presenta sintomi di gravidanza (non c’è il pancione, per intenderci) e le donne non avvertono i movimenti del piccolo nel loro addome. L’assenza di mestruazioni può essere attribuita a periodi irregolari, oppure possono esservi dei sanguinamenti, in gravidanza, che possono far pensare alle mestruazioni. Il partner della donna o i suoi familiari non riconoscono anch’essi lo stato di gravidanza, oppure colludono con la gestante nella sua negazione. Spesso gli stessi medici cadono in errore e attribuiscono i segni della gravidanza ad altre patologie.

Talvolta, la negazione della gravidanza è causata da abusi (sessuali, fisici, psicologici) subiti durante l’infanzia, oppure da un concepimento conseguente ad uno stupro.

Quanto ai casi di “negazione parziale”, la maggior parte delle donne scopre di essere incinta tra il quinto e il nono mese di gravidanza. 

Si tratta comunque di un fortissimo shock, anche perché spesso il parto avviene tra i dolori e nella più estrema solitudine. Ma il dolore più grande viene forse dopo, quando ci si rende conto di come sono andate le cose e (in alcuni casi) di aver ucciso, o lasciato morire, il proprio bambino.

Fonte: Association Française pour la Reconnaissance du Déni de Grossesse
28 rue Bertrand de Born 31000 Toulouse

Dr. Giuliana Proietti

Prossimo Convegno sul tema:

Sabato 10 Ottobre 2009

2ème Journée Française sur le Déni de grossesse – Montpellier 

Libro:

C. PIERRONNE, M.-A. DELANNOY, C. FLOREQUIN, M. LIBERT, Le déni de grossesse à propos de 56 cas observés en maternité, Perspectives psychiatriques, jullet 2002, vol 41, pp 182-188.

Links utili:

Liberation, Le déni de grossesse: «Un phénomène rare et mystérieux»

Psychiatryonline Characteristics of Women Who deny or Conceal Pregnancy Pdf  

Immagine: Tracitodd

Commenti

  1. 23 settembre 2009 / ore 12:03
    carlo giomo

    Una domanda, forse stupida…perchè se ne parla poco ? E parlarne poco non dimostra un altra negazione ? Dove sono le mamme perbeniste ?

  2. 23 settembre 2009 / ore 17:18

    Non so perché se ne parla poco: forse perché si ritiene che la gravidanza sia sempre una gioia nella vita di una donna. Sarebbe bello, ma purtroppo non è sempre così…

  3. 24 settembre 2009 / ore 10:15
    carlo giomo

    Già….e probabilmente l’ uomo se avesse il ciclo mestruale avrebbe fatto una legge per poter rimanere a casa dal lavoro almeno 5 giorni….

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