12

Bisessualità: non di un solo tipo

4037483443_ae3d1a01af.jpgQuando una persona prova interesse, sia erotico che sentimentale, per persone di entrambi i sessi, la si definisce “bisessuale“. Non tutti amano questa definizione: c’è chi preferisce la dizione “pansessuale” (significando che l’attrazione non è rivolta solo ad un sesso o all’altro, ma anche ai transessuali) ma anche “non – preferenziali“, “sessualmente fluidi“, “ambisessuali” o “omnisessuale” ed anche “bi-curiosi” (soggetti eterosessuali, con qualche curiosità ed interesse per soggetti dello stesso sesso).

Gli studi considerati, ancora oggi, più seri ed attendibili, sulla bisessualità sono quelli di Kinsey, condotti nel 1940. La parola magica di Kinsey, per spiegare la bisessualità, era “continuum“, cioè una scala che parte da una polarità e arriva ad un’altra, contenendo nel mezzo diversi gradi di sfumature.  La sua scala è composta di 6 punti, dove gli eterosessuali rappresentano lo 0 della scala, mentre gli omosessuali sono al punteggio massimo, 6. Da 1 a 5 i soggetti sono definiti “bisessuali“, con queste sfumature:

1. Eterosessualità predominante, con qualche sporadico rapporto omosessuale;
2. Eterosessualità predominante, ma con una chiara storia omosessuale
3. Eterosessualità ed Omosessualità allo stesso livello
4. Omosessualità predominante, ma con una chiara storia eterosessuale
5. Omosessualità predominante, con qualche sporadico rapporto eterosessuale

JR Little individua diversi tipi di bisessualità, partendo dai desideri sessuali e dalle esperienze. Essi sono:

Bisessuali alternati: quando si ha una relazione stabile con un uomo, poi se ne ha una con una donna, poi una con un uomo e così via.

Bisessuali di circostanza: soggetti prevalentemente eterosessuali, che scelgono partners dello stesso sesso solo nelle situazioni in cui non hanno possibilità di contatto con partner del sesso opposto (es. in carcere).

Bisessuali con relazioni simultanee: hanno rapporti primari con un solo genere sessuale, ma occasionalmente e nello stesso tempo, anche con soggetti del proprio sesso.

Bisessuali opportunisti: eterosessuali o omosessuali che passano ad avere rapporti con l’altro sesso per uno scopo: di lucro, di carriera, di accettazione sociale.

Bisessuali emotivi: hanno relazioni sentimentali con entrambi i sessi, ma  rapporti sessuali solo con uno di genere sessuale.

Bisessuali integrati: hanno più di un rapporto stabile, nello stesso tempo, con soggetti di entrambi i sessi.

Bisessuali esplorativi: eterosessuali o omosessuali che hanno curiosità verso l’altro sesso per “capire cosa si prova”.

Bisessuali edonistici: innanzitutto eterosessuali; omosessuali sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o alcool.

Bisessuali isolati: soggetti attualmente omosessuali o eterosessuali, con passate esperienze di altro tipo.

Bisessuali latenti: lesbiche o gay con forti desideri di avere rapporti con l’altro sesso anche se non l’hanno mai fatto.

Bisessuali motivati: soggetti eterosessuali che hanno rapporti omosessuali su insistenza del proprio partner.

Bisessuali transitori: soggetti che si identificano temporaneamente come soggetti bisessuali, nel processo di accettazione della propria omosessualità.

Pochi sono i soggetti che si dichiarano apertamente bisessuali: la maggior parte delle persone tiene segreto il proprio reale orientamento sessuale e dunque ha, rispetto agli omosessuali, scarsa visibilità pubblica, con poche possibilità di entrare in gruppi organizzati, dove trovare accoglienza e modelli di ruolo.

La bisessualità riceve maggiore riprovazione sociale dell’omosessualità, in quanto è più facilmente considerata un comportamento deviato, che sposta i confini, impone l’ambiguità, toglie le certezze sulla identità sessuale delle persone, mette a repentaglio l’ordine sociale.

I bisex non sono particolarmente graditi nemmeno agli omosessuali, che li considerano delle persone “confuse”, spesso nevrotiche, vigliacche o mentalmente instabili, in quanto non riescono a superare i loro conflitti e prendere una decisione definitiva sul loro orientamento sessuale.

Dr. Giuliana Proietti

Immagine: Historic.brussels 

Proviamo a fare un sondaggio: se tu fossi bisex, di che tipo saresti?

Commenti

  1. 25 marzo 2012 / ore 03:40
    Sara

    Consiglio il libro “Due non è il doppio di uno – La bisessualità come orientamento” di Elettra Groppo.
    http://www.elmisworld.it/

  2. 25 marzo 2012 / ore 04:16
    Progetto Genderqueer

    Ci sono molti pregiudizi sulla bisessualità: cerchiamo di analizzarli e di capire perché non sono veri.
    (tratto dalla sezione “Bisexuality FAQ” del sito http://www.bisexualindex.org.uk)
    I bisessuali sono confusi: in realtà, per un bisessuale non vi è alcun tipo di confusione. Semplicemente, si tratta di persone che sono attratte da individui appartenenti a più di un sesso biologico (uomini, donne o trans). Tutti accettano senza problemi il fatto che si possa essere attratti da persone con caratteristiche fisiche diverse tra loro, come l’etnia, il peso, l’altezza o il colore degli occhi e dei capelli. Per i bisessuali, il genere è semplicemente una variabile in più.
    I bisessuali sono dei maniaci: alcuni confondono l’essere attratti da entrambi i sessi con il volere fare sesso con chiunque, senza distinzioni. è un pregiudizio piuttosto stupido, perché sarebbe come pensare che gli uomini eterosessuali siano attratti da TUTTE le donne e i gay da TUTTI gli uomini. Avere entrambe le opzioni non significa non avere alcun tipo di filtro.
    I “veri” bisessuali sono attratti in modo identico da uomini e donne: questo è uno dei punti più dibattuti. Il problema è che si pensa in termini assoluti invece di prendere in considerazione e dare pari dignità a tutte le sfumature che si trovano tra un polo e l’altro. Se preferisci la lattuga alla carne di manzo, non significa che sei vegetariano, giusto?
    Perché la bisessualità dovrebbe essere diversa?
    Alcuni bisessuali preferiscono l’aspetto androgino, altri no. Ad alcuni piacciono molto le differenze tra i sessi, altri ancora non percepiscono affatto tali differenze. Alcuni di noi sono attratti solo al 5% da un genere e al 95% dall’altro, e tali proporzioni variano nel tempo… C’è persino una parte di bisessuali che ritiene che pensare in termini di due soli generi sia limitante.
    I bisessuali non possono essere fedeli: come per una donna etero il fatto di essere attratta sia dagli uomini bassi sia da quelli alti non significa essere incapace di rimanere fedele, è altrettanto possibile per i bisessuali impegnarsi in una relazione seria. I bisessuali hanno una probabilità di tradire assolutamente pari a quella di chiunque altro.
    I bisessuali hanno bisogno di stare con un uomo e una donna contemporaneamente: alcuni di noi sono felici con un solo partner, altri hanno relazioni con più persone e alcuni, al termine di una relazione, frequentano una persona del sesso opposto rispetto a quello del partner precedente. Tra i bisessuali ci sono molti madri e padri di famiglia felicemente sposati (e dichiarati al coniuge). Alcuni sono single, altri scelgono di non avere relazioni. Non è nemmeno necessario avere già avuto rapporti sessuali per essere consapevoli della propria bisessualità. Ci sono bisessuali promiscui e altri che non fanno sesso se non all’interno di una relazione impegnata. Proprio come tutti gli altri. La bisessualità non definisce con chi fai sesso o con chi hai una relazione: riguarda semplicemente te stesso e i generi da cui sei attratto.
    La bisessualità è una scelta di comodo: alcuni ritengono che i bisessuali siano in realtà gay o lesbiche che non vogliono dichiararsi tali, come se dire di essere bisessuali ci consentisse di non subire pregiudizi o discriminazioni. Purtroppo non è così. Non è affatto una posizione più facile, e questo elenco di luoghi comuni ne è la prova.
    La bisessualità “è solo una fase”: questa è probabilmente l’affermazione che contribuisce maggiormente a screditare la bisessualità, insieme a “non esiste” e “non è possibile”. Nel definire la bisessualità come una “fase”, si afferma implicitamente che è una condizione temporanea da cui prima o poi si esce, perché è solo un esperimento (se non addirittura una “moda”). Crescendo, si dovrà per forza di cose “scegliere da che parte stare”: tanti dicono addirittura che nel momento in cui troveremo la persona giusta capiremo davvero qual è la nostra vera natura. Queste affermazioni sono fuorvianti semplicemente perché vorrebbero definire la “natura” di una persona in base a una rigida divisione in categorie (omo/etero) che è esterna al vissuto interiore di un/a bisessuale. è vero, alcune celebrità si dichiarano tali perché adesso va di moda, e diversi omosessuali hanno passato un periodo in cui, mentendo persino a loro stessi, affermavano di essere attratti anche dal sesso opposto. Ma ciò non significa che la bisessualità non possa essere l’orientamento sessuale costante di una persona: i bisessuali non “diventano” etero o gay a seconda del sesso del loro partner, ma continuano a essere attratti da entrambi i generi. Ed è questa l’unica, semplice, caratteristica della bisessualità.

Comments are closed.