Amnesty USA: troppe donne muoiono per dare la vita
Tutti conoscerete Amnesty International , l’organizzazione che si batte contro la pena di morte e che ha denunciato, ad esempio, la scomparsa di attivisti politici in Argentina, o le terribili condizioni nelle prigioni del Sudafrica sotto l’apartheid. Ebbene, questa stessa organizzazione oggi si occupa di un altro argomento, che non avremmo mai pensato di leggere, almeno da questa fonte: la gravidanza e il parto negli Stati Uniti . Secondo Amnesty le cure sanitarie per la maternità negli USA rappresentano una violazione sistematica dei diritti delle donne.
Il rapporto, intitolato “Deadly Delivery” (Parto di morte) , osserva che la probabilità che ha una donna di morire di parto negli Stati Uniti è cinque volte maggiore rispetto alla Grecia, quattro volte maggiore rispetto alla Germania e tre volte maggiore rispetto alla Spagna. Ogni giorno, negli Stati Uniti, più di due donne muoiono per cause connesse alla gravidanza, con il tasso di mortalità raddoppiato da 6,6 morti ogni 100.000 nascite nel 1.987 a 13,3 morti ogni 100.000 nascite nel 2006.
Secondo Amnesty, che ha raccolto dati da molte fonti, tra cui i Centers for Disease Control and Prevention, circa la metà delle morti legate alla gravidanza negli Stati Uniti potrebbero essere evitate, in quanto sono il risultato di carenze sistemiche. In primis viene citata l’informazione sanitaria; inadeguata, negligente o discriminatoria per quanto riguarda l’assistenza, così come per un uso eccessivo di interventi rischiosi, come l’uso di farmaci che anticipano il travaglio ed il parto cesareo.
Amnesty sottolinea che le donne nere negli Stati Uniti hanno quasi quattro volte più probabilità delle donne bianche di morire per cause legate alla gravidanza.







