Il sesso con gli animali

zooeastia.jpgIn Francia, in un solo mese, nove deputati e un senatore hanno singolarmente inviato un’interrogazione scritta alla Ministro della giustizia Michele Alliot-Marie, per chiederle di prendere urgenti misure al fine di reprimere la diffusione di immagini che rappresentano atti di sesso con gli animali (tecnicamente zooerastia ), sempre più presenti su internet, DVD e riviste.

Come mai questa consapevolezza improvvisa sui diritti degli animali, da parte dei politici d’Oltralpe? Le richieste sono state scritte in risposta ad una lettera di sensibilizzazione ai parlamentari, inviata loro dalla Fondazione Brigitte Bardot.

La legge francese punisce questo reato con due anni di carcere e 30.000 euro di multa.

“Credo che la diffusione di tali immagini sia uno sfruttamento e una violenza sugli animali, particolarmente scioccante e contraria alla dignità dell’uomo”, ha detto il socialista Jean-Luc Pérat. Del resto, come si sa, è dal modo in cui la società tratta gli esseri più deboli (e gli animali sono fra questi) che si comprende il livello di civiltà raggiunto. Va detto tuttavia che questi argomenti non stanno a cuore a tutti: per molti il problema è inesistente e fa più sorridere che indignare.

Internet ha amplificato notevolmente questa “bestialità”, finora limitata ai sexy shop e al mercato nero. In Rete vi sono molti forum di zoofili che parlano dell’argomento, raccontano esperienze, si scambiano suggerimenti, fornendo guide precise su animali diversi e dettagliando tecnicamente i vari approcci.

La legge francese non vieta la diffusione di immagini zoofile, e gli “abusi di natura sessuale” suli animali sono stati introdotti nel diritto solo nel 2004 in favore di un emendamento già ispirato dalla Fondazione Brigitte Bardot. In precedenza, il codice penale vietata solo “l’abuso grave” e gli “atti di crudeltà su animali”, senza menzionare la natura sessuale di questi ultimi.

La Corte Suprema francese, con una decisione del 4 settembre 2007 ha inoltre stabilito che “gli atti di penetrazione sessuale commessi da una persona su un animale vanno considerati come abusi sessuali ai sensi della legge”. Per dirla in altre parole, la sentenza della Corte Suprema ha così risolto la questione della penetrazione di un uomo su un animale, ma non il sesso tra una donna e un animale,  molto frequente in questo tipo di pornografia (e che per ora rimane in un limbo giuridico).

Secondo Romy Turpin, responsabile giuridico della Fondazione Brigitte Bardot, è difficile dimostrare un abuso sugli animali: occorrerebbero dei testimoni o una registrazione video, l’autopsia dell’animale, o analisi cliniche che mostrino tracce di sperma umano.

Fonte: Slate

In Italia non esiste una specifica legge in materia: la giurisprudenza sta ultimamente equiparando gli abusi sessuali su animali a gravi forme di “maltrattamento”. Forse anche da noi occorrerebbe cominciare a regolare meglio la questione…

Vedi anche:

Gli abusi sessuali sugli animali
Dal sesso alla pecorina alla violenza sessuale sulle pecore

Immagine: Beverly and Pack

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Prostata

Si parla di: Salute sessuale

Palpazione - esame rettale digitaleNell’ultimo libro di Vespa, Silvio Berlusconi torna a parlare della malattia e dell’intervento alla prostata del 1997: “Non sono nemmeno sicuro che quella operazione fosse necessaria. Suggerisco a tutti di sentire tre specialisti prima di affidarsi al chirurgo”.

In una precedente intervista, rilasciata nel 2000 a Mario Calabresi per Repubblica, il premier era evidentemente di altro parere: “il male era localizzato ed è stato possibile combatterlo. Sono stati mesi da incubo, può immaginare come stavo, però ce l’ho fatta. Sono guarito, sono riuscito ad uscire da questo tunnel, a superare un pericolo di questo genere”.

Nel 2009 anche Antonio Di Pietro fece outing sull’argomento:«A un certo punto, l’urologo che mi sta­va facendo l’ecografia mi ha detto: ‘Caro Di Pietro, in effetti qui c’è una massa, tra la vescica e la prostata…’». Una massa? «Sì, un tumore. Benigno, come ha poi rive­lato l’esame istologico. Due mesi fa sono stato operato alla prostata. Lo so che in Ita­lia nessuno lo dice. Ma io non mi vergo­gno. Anche perché ho già fatto la prova del nove….». Cioè, scusi? «Ci siamo capiti benissimo». E com’è andata, la prova del nove? «E’ riuscita».

Il tumore della prostata è la neoplasia piu’ frequentemente diagnosticata negli uomini occidentali e, a livello mondiale, ci si attende un incremento di quasi il +38% per il cancro alla prostata nel periodo 2009-2020. Secondo una ricerca condotta dall’Istituto Superiore di Sanità e dalla Fondazione Irccs Istituto Nazionale Tumori di Milano, nel 2005 si sono registrati in Italia 43.000 nuovi casi, 9.200 decessi e 174.000 guarigioni o convivenze seguite alla diagnosi

Cerchiamo allora di saperne di più, sia sulla salute, sia sulla malattia della prostata, ma soprattutto sulla prevenzione.


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pipistrelloLo scorso autunno è stato pubblicato un articolo scientifico, intitolato ” Il sesso orale aumenta il tempo di copula tra i pipistrelli”. Come intuibile, nell’articolo, che si presenta anche sotto forma di video, si parla di fellatio, praticata dalle femmine dei pipistrelli della frutta ai loro maschi, prima dell’accoppiamento dorso-ventrale.

Dylan Evans , psicologo, docente di scienza del comportamento presso l’Università di Cork, in Irlanda, ha mostrato lo studio ad una collega presso la Facoltà di Medicina, la Dr.ssa Rossana Salerno Kennedy, nutrizionista, moglie italiana del Professor Peter Kennedy.

Evans sostiene che la collega non si era mostrata per nulla offesa o scandalizzata al momento. Una settimana dopo però, il professore si è scoperto accusato di molestie sessuali e per questo ha dovuto accettare una psicoterapia intensiva di due anni.

Lo studio incriminato è Fellatio in fruit bats prolongs copulation time il quale inizia con queste parole: “Il sesso orale è comune nei preliminari che riguardano gli esseri umani, ma è raramente documentato in altri animali”.

Evans sostiene che ora non può più esercitare le sue funzioni, a causa dello scandalo per la fellatio dei pipistrelli. “Sarebbe tutto finito lì, se il caso non fosse apparso sulle pagine di Internet”, riferisce l’Irish Independent.

Un’indagine accademica interna ha concluso che Evans non è colpevole di molestie sessuali (il che non ha però modificato i termini della “punizione” ricevuta): molti studiosi autorevoli hanno difeso il loro collega e addirittura hanno lanciato una petizione in suo favore.

Ci sembra giusto, per evitare giudizi superficiali, dare voce anche alla Signora Rossana, per farsi un’idea più precisa dei fatti:


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Sessualità e handicap

Si parla di: Amore, Sessualità

ape-e-fiore.jpgGeneralmente i soggetti diversamente abili o, se preferite, portatori di handicap, non vengono considerati soggetti sessuati. Quando il bambino handicappato cresce in famiglia, si tende ad iperproteggerlo, prolungando all’infinito il tempo dell’infanzia e dell’adolescenza, mentre se il soggetto viene affidato alle cure di cooperative o istituzioni varie che si occupano dei portatori di handicap, la sessualità viene in tutti i modi repressa o ostacolata.

In questo modo il diversamente abile non riesce a vivere una propria vita sessuale e pertanto il tempo della sua maturazione e del distacco dalla famiglia o dall’istituzione, il tempo della vera autonomia, non arriva mai.

Quando questi soggetti si innamorano, la loro situazione viene vissuta con imbarazzo e fastidio, oltre che con apprensione, anche per le preoccupazioni relative alla possibilità che vi sia un rapporto sessuale completo, con relativi problemi eugenetici per quello che riguarda l’eventuale prole e la difficoltà ad immaginare questi soggetti come capaci di assumere un ruolo genitoriale.

Inoltre, un altro problema abbastanza sentito è la possibilità di intimità: quando una persona ha bisogno di assistenza continua non ha modo di isolarsi per vivere la propria intimità, anche solo per praticare l’autoerotismo.

E’ inoltre improbabile che una persona handicappata riceva una educazione sessuale e dunque questi soggetti sono in genere poco informati, e spesso non attrezzati per proteggersi da eventuali abusi.

Sebbene le disabilità siano diversissime fra loro, è ormai opionione comune che le persone che soffrono per un handicap debbano essere messe in condizione di godere della sessualità, non sottovalutando l’importanza dell’autoerotismo in chi non ha la possibilità di relazionarsi sessualmente con altri soggetti.

La sessualità è infatti un bisogno fisiologico naturale e le persone sono spinte a ricercarla e a metterla in pratica, allo stesso modo in cui l’ape cerca il fiore e poi vi si posa. Se è naturale questo, è naturale anche desiderare una vita sessuale, non solo per i normodotati.

Immagine: Delphaber

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Sesso, amore e sterilità di coppia

Si parla di: Famiglia, Figli

Quando due persone decidono di vivere insieme, generalmente pensano, non sempre manifestandolo, che prima o poi il nucleo familiare si allargherà e che verranno a far loro compagnia dei figli, nati dal loro amore.

Questa non è solo l’aspettativa dei due partners, ma l’aspettativa della società: non a caso si ha difficoltà a riconoscere la legittimità di coppie, come quelle omosessuali, che non possono avere una loro prole. La parola “coppia” è implicitamente legata alla parola “fertilità”.

Accade però frequentemente che due persone potenzialmente fertili, in quanto di sesso diverso, giovani e in buona salute, non riescano a procreare, nonostante i tanti strumenti messi a disposizione dall’industria farmaceutica e dagli interventi di fecondazione assistita.

Sterilità: questa è la parola terribile che alcune coppie sentono pronunciare alla fine di un lungo percorso di ricerche, esami, visite mediche e psicologiche.

Dal punto di vista religioso, i figli sono un dono di Dio: non poterne avere sembra quasi una punizione. Molte persone cominciano a chiedersi: ma cosa ho fatto io per meritarmi questa pena? E rispuntano dunque fuori tutti i possibili “peccati”: da un lontano tradimento ad un aborto, o perfino la pratica solitaria dell’autoerotismo.

La sterilità viene dunque spesso vissuta con un senso di vergogna, di inadeguatezza. In questa situazione è normale che, almeno nel primo periodo dopo la diagnosi, il desiderio e il piacere sessuale possano diminuire. A livello di relazione affettiva si possono avere invece due tipi di reazione: o una maggiore unità fra i partners, che però diventano a questo punto più amici o fratelli che amanti, oppure può esserci un deciso allontanamento, che spesso prelude ad una separazione, dovuto ad una mal celata aggressività del partner “sano” verso quello “sterile”.

Entrambi i partners avvertono un senso di incompletezza, di angoscia, di depressione, di “anormalità” e spesso anche di isolamento sociale: un po’ perché realmente si è considerati dei diversi, ma anche perché spesso per i due partners sterili è quasi impossibile frequentare famiglie dove ci sono dei figli.

Molti ammettono, con grande senso di colpa, di provare un unico sentimento: l’invidia.

In questi casi può essere molto indicata una terapia di coppia, per rielaborare i propri vissuti e per riallineare le nuove esigenze e i nuovi obiettivi della coppia. Soprattutto andrebbe affrontata anche l’inevitabile depressione che coglie ciascuno dei due partners, nel momento in cui si riceve questa notizia.

E’ un fatto non infrequente tuttavia (che posso confermare anche attraverso la mia esperienza professionale), che molte coppie ormai pienamente rassegnate a non avere figli, improvvisamente e inaspettatamente si accorgano di essere in attesa…

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