È il vincolo affettivo a creare la coppia
Si parla di: Amore, Famiglia, Omosessualità, Società, Uomini, coppia, donne
Pochi giorni fa a Torino sono stati consegnati i primi certificati anagrafici di riconoscimento familiare basato sul vincolo affettivo con cui coppie che convivono e sono legate da vincoli affettivi possono ottenere un riconoscimento a livello comunale. Speriamo possa essere un primo passo verso un riconoscimento anche a livello nazionale delle coppie di fatto sia etero che omosessuali. Cosa è che definisce l’essere in coppia se non il legame affettivo che lega i due componenti? Del resto il termine “Coppia” deriva dal latino “Copula” che significa appunto vincolo, legame. Quindi definirsi una coppia è già stabilire di avere un legame con qualcuno. Decidere di vivere in coppia è stabilire di fare un percorso della propria vita al fianco di una persona, una decisione che si prende indipendentemente dalla formalizzazione dell’unione tramite il matrimonio. Del resto se per l’anagrafe anche una persona che vive sola costituisce un nucleo familiare a sé, sembra abbastanza naturale che anche due persone che convivono e formano una coppia stabile possano essere considerate tali. Questo segna un gran passo di civiltà e rispetto verso la libera espressione personale a favore di tutti i cittadini per costruire una societa’ che appartenga a tutti. Il concetto di famiglia è in continua evoluzione, abbracciando definizioni sempre più ampie per adeguarsi ai mutamenti sociali ed economici. Nell’epoca pre-industriale, la famiglia era considerata, in modo preminente, come unità produttiva; l’uomo, capo-famiglia, ripartiva i ruoli fra i vari componenti e conduceva l’azienda familiare, agricola o artigianale che fosse, mentre alla donna era affidata la cura della casa e l’accudimento della prole, oltre a contribuire alla lavorazione della terra. La consistenza dei legami affettivi era scarsa e si dava più importanza ai rapporti di parentela per rispondere meglio alle esigenze di produzione. Oggi, la famiglia acquista la sua identità specifica in relazione alla sua dimensione interna, con una decisa priorità dell’ambito affettivo e una complementarità dei ruoli al suo interno. È ormai dunque il vincolo affettivo a tenerla unita e darle significato.
Fonte: La stampa.it
Foto: Vinyard Couple di Bob.Fornal





1.
Sì.
Sono esistite altre società che non avevano come riferimento la coppia eterosessuale.
L’istinto materno non esiste, e nemmeno quello paterno che sono invece relazioni che si stabiliscono con il nato.
I figli di coppie omogenitoriali non corrono il rischio di crescere senza vedere l’altro genere che abita la terra, poichè ci sono i nonni, le nonne, gli zii e le zie, i genitori e le genitrici di compagni e compagne a scuola, amici e amiche.
Se sai che questi concetti mutano a seconda dei tempi della Storia sai anche che cercare di matenerli quando vengono superati è uno sforzo inutile per te, e una sofferenza per chi deve subire la discriminazione e spesso la violenza della repressione.
La bontà di una prassi non è data dalla sua antichità, la schiavitù c’è stata per tanto tempo, era una cosa normale, anzi naturale, e pure oggi la riteniamo giustamente tutti un abominio.
2.
No.
Io sono sempre stato convinto (e lo sono tuttora) che la genitorialità sia identificabile unicamente e positivamente attraverso un padre ed una madre, avendo considerato questa sola come coppia di fatto e di diritto, naturale e idonea alla crescita di un figlio. L’istinto materno è unico e non sostituibile, così come lo è quello di un padre. Ritengo che la diversità di sesso dei genitori, quando non viene tolta per forza maggiore, sia un elemento importante per lo sviluppo di un bambino che si troverebbe, diversamente, in assenza di questo confronto naturale fin dall‘inizio; e questo al di là del fatto di una migliore o peggiore educazione, sulla quale tra l’altro pesa prepotentemente oggigiorno la condizione economica dei singoli.
Parlare poi di comunità non monogamiche, di società patriarcale o di libertà dei diritti, a riguardo del vincolo affettivo, può avere un’importanza relativa, perché pur essendo vero che i diversi modelli sociali, nella storia, quando non si sono consolidati sono stati sostituiti, è altrettanto vero che le conquiste giuridiche, e di conseguenza sociali, soprattutto quelle ultime, hanno dato la possibilità comunque a tutti di raggiungere una condizione migliore sia di diritto, sia di fatto, senza per questo eliminare antiche convinzioni e comportamenti conseguenti di molte persone.
La specie umana ha indubbiamente un senso generale di accudimento, e quindi anche verso i figli non nati dalla stessa coppia; d’altro canto non potrei pensare il contrario, perché da sempre esiste un istinto di protezione verso il più debole, indipendentemente dal fatto che possa o no essere figlio, a meno di quelle deviazioni sociali che conducono all’abuso o alla repressione dei soggetti minori.
Natura, normalità, amore, omosessualità, idoneità e altro, sono tutti dei concetti astratti, è ovvio! Ma è pur sempre attraverso di essi che ogni giorno esprimiamo il nostro pensiero e costruiamo le nostre convinzioni, altrimenti la stessa esistenza potrebbe essere astrazione pura; però io non desidero uscire dalla realtà, ma usare il significato che l’intera comunità da tempo a questi concetti riconosce, dal momento che solo in questo modo ho la possibilità di poter esprimere il mio parere su un argomento come quello del vincolo affettivo di una coppia omosessuale.
3.
I gey sono stupendi:) sono i più dolci del mondo … Io non sono gay e ne lesbica sono una ragazza fidanzata a cui piace il mondo diverso!
Baci
4.
La percentuale di omosessualità in tutte le specie è estremamente ridotta, rispetto al numero di riproduttori eterosessuali, è fortemente improbabile che arrivi il giorno in cui tutti saranno omosessuali, per quanto riguarda il concetto di normalità e di natura , entrambi sono concetti astratti formulati dalle società umane, la nostra specie conosce perfettamente l’accudimento dei figli anche non nati da se, quindi da questo punto di vista le famiglie omoparentali sono del tutto naturali. Sono esistite comunità che non avevano come base la famiglia eterosessuale monogamica, è solo con l’avvento del patriarcato e la nascita della proprietà privata che si sono posti questi problemi, cioè questi problemi se li pone il potere quando sente instabile il terreno sul quale poggia il proprio castello: le gerarchie sociali, la sottomissione delle donne, il conflitto.
Le unioni libere mettono in crisi il sistema di potere patriarcale il quale reagisce cercando prima o di assimilare (il riconoscimento dei matrimoni, pur essendo un diritto delle coppie omosessuali non costituisce un vero progresso per la società – il vero progresso sarebbe la fine del contratto di matrimonio e l’avvento di nuove forme di unione – rientrano nelle strategie di assimilazione) o di distruggere (omofobia, sessismo).
Le coppie gay sono coppie normali oltre che naturali poichè siamo noi stessi a decidere cosa è normale e cosa è naturale a seconda del momento storico in cui viviamo, l’allargamento dei diritti segue il percorso dell’acquisizione progressiva delle libertà per tutti, iniziato nell ’700.
5.
Ci sono giorni in cui mi fermo a pensare come sarebbe il mondo se l’omosessualità fosse dominante. Che futuro potrebbe attenderci? Poi mi convinco che l’estinzione umana sarebbe naturale e conseguente se ciò accadesse, così come fu quella dei dinosauri, milioni d’anni fa, benché per altri motivi. Dunque, orgogliosi di essere gay od orgogliosi di non esserlo?
Oggi, in questa generale convinzione di voler riconoscere ad ogni costo situazioni personali, che ancora non comprendo quanto normali siano, il mondo si sta pian piano portando su una direzione ben poco convincente.
Mi dispiacerebbe tanto se alla fine attraverso i molti luoghi comuni, il cui uso odierno è persino soffocante ed umiliante per chi uomo crede di esserlo in un altro modo, la conquista di quello status di vita, estremizzata come appare oggi, finisse per cancellare condizioni naturali da secoli oramai acquisite.
Le coppie gay vogliono adottare figli come tutti, perché si ritengono coppie normali in questo nuovo modo di concepire il significato di famiglia; eppure sanno che quei figli nascono attraverso un uomo e una donna! Il desiderio di amare potrà anche essere uguale verso un figlio presunto tale, ma dove finirebbe l’amore se la parabola dell’uomo antico arrivasse alla sua fine? Non ci sarebbero più figli, e non ci sarebbe neanche più amore. Insomma, il mio dubbio è questo: oggi tutto e il contrario di tutto sta diventando normale, ma allora fino adesso chi ha sbagliato, Madre Natura oppure soltanto noi?
6.
Ancora una riflessione: qui e altrove leggo la solita frase che dice pressapoco che il matrimonio è solo una formalità, un pezzo di carta…eccetera eccetera..ma forse vi sfugge che quella “formalità” e *sopratutto quel tanto vituperato “pezzo di carta” fanno parte della prassi burocratica necessaria all’unione civile di una coppia perchè venga riconosciuta dalla societù civile ma sopratutto dalla LEGGE… e che questo succederà anche per le coppie di fatto… Se non volete il pezzo di carta, se non volete la formalità ed essere coerenti con questo punto di vista e quindi rimanere come siete..coppia libera, per voi, per la gente e per la legge..prendendosi oneri e onori. Pur essendo a favore della coppia di fatto mi dispiace leggere che nel 90% dei casi si parla dei propri DIRITTI scordandosi dei propri DOVERI e che il pezzo di carta nel matrimonio serve proprio a questo: ad impegnarsi davanti alla LEGGE a prendersene carico. Ciao di nuovo!
7.
Premettendo che io sono assolutamente d’accordo al via per le unioni di fatto..ma lo sono per tutte quelle categorie di coppie che non possono coniugarsi..ad esempio per gli omosessuali – visto che in questo paese bigottone il matrimonio per loro è e sarà fuori discussione per secoli, credo -oppure anche in casi di due persone magari non legate da un vincolo amoroso ma di grande amicizia e che decidono di stare insieme per aiutarsi l’un l’altro..a maggior ragione se si tratta di persone molto amiche, oppure che sono anziane, oppure ancora sole al mondo che decidono di stare insieme, aiutarsi e hanno giustamente diritto ad un riconoscimento davanti alla legge per essere tutelati in caso di malattia, eredità, eccetera eccetera….e va bene..però per le coppie etero francamente non ne capisco il senso prima ancora che la necessità.. Partendo dal logico presupposto che una coppia che sceglie di convivere lo fa perchè non si vuole sposare (civilmente o religiosamente che sia, autero on in pompa magna, cattolico, cristiano, celtico o civile in comune…sempre di matrimonio si tratta.) allora perchè poi pretendere di avere gli stessi diritti/doveri acquisibili con il matrimonio o unione civile che sia..? Io – e ripeto, parlo per le coppie etero – non ne capisco il senso di questa cosa..vedo una contraddizione in termini.. O sbaglio? Ciao!
8.
Certamente l’omosessualità non è una malattia ma una scelta consapevole di vivere la propria vita rispettando sè stessi e non le, ormai obsolete, convenzioni sociali. Purtroppo questa scelta di libertà a molti fa paura. Se tutti dobbiamo godere di pari diritti allora tutti dobbiamo poter essere liberi di scegliere come vivere la nostra vita purchè si rimanga entro il rispetto della libertà di vita di chi ci è intorno e l’omofobia è di sicuro l’antitesi della libertà di vita.
Decidere di fare un figlio non dà il passaporto di buon genitore.
Il diritto di un figlio non è di avere un padre e una madre, ma di essere rispettato e valorizzato per quello che è. Affermare la prima cosa vorrebbe dire condannare a vita infima e infelice anche tutti quei figli che, per vari casi della vita, hanno solo un genitore. Questo è inconcepibile e fuori di qualsiasi analisi obiettiva della realtà.
9.
@Monica: anche quando si tratta di un’adozione nn v’è certezza che i futuri genitori siano “ad hoc” e nessuno è infallibile.
Quando un figlio nasce per amore, credo ci siano tutti i presupposti per garantirgli amore, valori, ecc. Ma anche sui “valori” si dovrebbe aprire un dibattito irrisolvibile, perchè ciascuno di noi ha la pretesa di considerare giusti i valori in cui crede, che nn sempre collimano con quelli degli altri e si entra in un circolo vizioso, dove ciascuno pretende di aver ragione e prevarica sull’altro.
10.
X FRANCESCA: MI AUGURO CHE TI NASCA UN FIGLIO OMOSESSUALE.