Abbiamo già affrontato nei post precedenti molti dei dubbi correlati alla decisione di fare sesso per la prima volta. Andiamo ora ad afforntare anche alcune tematiche legate alla fisicità:

-sarò abbastanza bella/o per lui/lei?: se un uomo decide di fare sesso con voi vuol dire che almeno un minimo gli piacete. Tra l’altro durante l’atto sessuale si è impegnati a pensare a tutt’altro che andare ad osservare ed elencare tutte le vostre imperfezioni (su questo argomento leggete anche il post: “Corpo e sesso”)

-mi devo depilare?: non serve essere depilate. Non preoccupatevi il vostro partner non si perderà nella vostra foresta, e se questo poi accadesse con dolcezza guidatelo con la vostra mano nella scoperta del vostro corpo, perché come vi conoscete voi non vi conoscerà mai nessuno. La depilazione è solo una questione estetica puramente personale. La presenza di pelo sulle parti intime serve però a proteggere la vulva, quindi sarebbe bene non toglerli soprattuto quando si è più giovani. Se proprio sono tantissimi e lunghi si possono al massimo “spuntare” un po’. Depilare questa zona di pelle particolarmente delicata favorisce irritazioni e peli sottopelle, che possono essre estremamente fastidiosi e in alcuni casi condurre all’apparizione di piccole cisti.

-lui/lei ha già avuto altre esperienze, sarò all’altezza?: il sesso non è una gara, non è una competizione. Ogniuno il sesso lo fa in modo diverso quindi non c’è grande modo di comparare l’uno con l’altro. Con gli altri partner lo avrà fatto in un modo con voi lo farà in un altro, ma è tutto estemamente naturale.

- il pene non entra: esistono peni di dimensioni diverse, ma difficilemente esiste un pene così grande che non può entrare in una vagina. La vagina per permettere una penetrazione più agevole deve essere ben lubrificata, quindi cercare di stimolare la donna prima della penetrazione e far crescere il suo desiderio è una cosa fondamentale. Se inizialmente si ha l’impressione che il pene non entri procedere nella penetrazione con molta delicatezza e per gradi, un po’ per volta. Essere rilassati, vivere con naturalità il sesso è di aiuto nel facilitare la penetrazione.

-contraccezione: si deve sempre usare un metodo contraccettivo anche la prima volta se non si vuole rimanere incinta. Se entrambe i partner sono alla prima esperienza la pillola anticoncezionale è sufficiente e può rendere anche più naturale e tranquillo il rapporto. Il preservativo è sempre adatto, soprattutto se uno dei due partner ha già avuto altre esperienze, il preservativo vi protegge dalla possibilità di contrarre malattie sessualmente trasmissibili. Preservativo e pillola possono essere usati anche contemporaneamente.

Il sesso è una cosa naturale per cui tutti noi siamo predisposti. Affrontiamola dunque come qualcosa di normale e insita nella nostra umanità. Non ci sono regole precostituite, non ci sono lezioni da imparare, ma solo essere se stessi e rispettare sia l’altro che sé ascoltando ciò che proviene dal nostro corpo.

Foto: “Nient’altro che noi” di Marianna Tancredi

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Continuiamo nella disamina, inziata nel post precedente, dei dubbi legati alla prima volta in cui si decide di fare sesso per riuscire a ridare alla prima volta il giusto peso e tornare a viverla come un atto naturale e alla portata di tutti.
Oltre quelli già affrontati altri dubbi classici sono:
- io non sono capace: facendo un rapido calcolo, dall’avvento del nostro primo progenitore l’Homo Sapiens Sapiens, avvenuto 130.000 anni fa, sulla terra sono passati miliardi di esseri umani. Ciascuno di essi ha avuto rapporti sessuali più o meno soddisfacenti, ma sicuramente tutti hanno superato la prima volta. Perché proprio tu, su miliardi, non dovresti essere in grado di affrontarla? Ricorda che nella tua vita sei stato capace di affrontare prove ben più difficili come l’imparare a camminare o parlare, tutte abilità complicatissime che non avevi, ma che ora sei in grado di padroneggiare con estrema soddisfazione. Perché non dovrebbe essere così per il sesso?

- cosa bisogna fare?: non esistono regole precise o pacchetti precostituiti nel sesso. Non c’è la regola del buon amatore. Bisogna scoprirsi. Scoprire se stessi e scoprire il nostro partner. Scoprire quali sono i punti del nostro corpo che ci suscitano più emozione e quali sono i punti del corpo del nostro partner che suscitano in lui emozione. Tutto questo può essere fatto con il tempo, piano piano ci si conosce sempre meglio e di pari passo la possibilità di godere del sesso aumenta sempre di più. Ogniuno è diverso ed ogniuno ha un modo diverso di fare sesso.

-cosa si deve provare?: anche in questo caso non c’è una regola fondamentale. Il piacere e l’orgasmo sono delle sensazioni strettamente personali cui ognuno dà il proprio preciso significato. Sono delle sensazioni estremamente piacevoli che non hanno però un corrispettivo verbale.

-proverò l’orgasmo?: datevi il tempo per conoscere le reazioni del vostro corpo ed abituarvi alla nuova situazione. Può darsi che proviate subito l’orgasmo o forse no, nessuna delle due opzioni è strana. Spesso la prima volta si è distratti dalla situazione nuova, dal grande numero di sensazioni nuove che si provano e può capitare che non si raggiunga subito il massimo del piacere. Prendetevi il tempo per abituarvi e per conoscervi maggiormente. Vedrete che con il passare del tempo e con l’aumentare dell’esperienza il piacere sarà sempre migliore e più ricco. Le prime volte bisogna cominciare ad organizzarsi capire cosa si sta facendo quindi non necessariamente ci sarà e non necessariamente deve esserci l’orgasmo. Il sesso poi non è solo raggiungere l’orgasmo, ma anche creare intimità, contatto con il partner, un rapporto più stretto. Il piacere poi è legato a tutto il corpo e non solo agli organi genitali. È anche un piacere generale, un piacere più diffuso.

Continueremo presto ad affrontare altri dubbi.

Foto: “How it should always be..” di hanalaralait
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Avere paura e dubbi la prima volta che si affronta qualcosa di nuovo è fisiologico e umano, soprattuto se quello che stiamo per affrontare viene mitizzato e vissuto come qualcosa di terribilmente importante e più grande di noi. Lo stesso vale per il sesso che di solito porta con sé una serie di dubbi e paure specifici. Proveremo con una serie di post ad affrontare i dubbi più comuni cercando di ridimensionarli:

- Esiste un’età perfetta per la prima volta: no, non è così, non c’è un’età giusta per fare sesso. Una cosa è certa, la maturità è importante. Importante per riuscire a comprendere bene cosa stiamo facendo. È anche importante la conoscenza di se stessi, e quindi, più si va avanti con l’età maggiore sarà la nostra possibilità e capacità di essere soddisfatti dal sesso.
Si deve decidere di fare sesso solo quando ci si sente veramente pronti, non farlo solo perchè gli altri lo hanno fatto, solo perché il partner lo chiede, ma perchè si sente che è la cosa più naturale e giusta da fare in quel momento. Fai in modo che a contare siano sempre i tuoi desideri e che sia sempre tu a decidere.

- Facendo sesso si prova dolore: non è vero. Alle volte capita che il primo rapporto possa essere associato a leggero dolore, ma non è la regola. Comunque sia, se il rapporto è desiderato, siamo rilassati, vi è una buona intesa fra i partner ed eccitazione reciproca, il dolore che pur si può avvertire è limitato, di breve durata e viene subito dimenticato nel progressivo piacere dell’atto sessuale.

- Si perde sangue: è vero può capitare di perdere sangue al primo rapporto a causa della lacerazione dell’imene, ma anche questa non è una regola che vale per tutte le donne. Non c’è sempre, non c’è in tutte. L’imene è una membrana elastica e in alcune donne questa elasticità permette il suo allargamento senza produrre rotture e quindi senza sanguinamento. In altre donne invece l’imene non è presente. Quando invece c’è la lacerazione il sanguinamento non è un dissanguamento. Si possono perdere alcune gocce di sangue o un po’ di sangue come alla fine di una mestruazione. Ma non è una cosa lunga e proccupante.

- In amore è tutto permesso: può essere vero, ma solo finchè stiamo bene e finchè l’altro sta bene. Se c’è qualcosa che io sento che non voglio fare e che non mi fa sentire bene non sono costretto a farla solo perché il mio partner vuole farla. Così se c’è qualcosa che voglio fare e che l’altro non vuole fare non posso obbligarlo a farla solo perché io lo voglio.
Nel prossimo post andremo ad affrontare altri dubbi. Per un maggior approfondimento potete anche leggere il post: “Fare sesso per la prima volta: consigli pratici”

Foto: “Hug me” di conlacabezaalreves

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Fare sesso prima di un incontro sportivo è visto negativamente da gran parte dei preparatori atletici, ma recenti ricerche hanno dimostrato che il sesso non influenza negativamente le performance atletiche, anzi i suoi effetti possono essere addirittura positivi.
Un’indagine americana ha evidenziato che l’attività sessuale influenza l’apparato circolatorio tanto quanto la maggior parte delle attività quotidiane, come camminare o salire le scale. Per esempio la quantità di energia implicata nell’atto sessuale varia tra le 150 e 300 calorie, tanto quanto è necessario per salire due rampe di scale in un minuto. Il dispendio energetico del sesso è dunque affrontabile senza ripercussioni dal fisico ed è tranquillamente compensato da una buona dormita di almeno otto ore. Tutt’al più il problema potrebbe essere di natura psicologica, per il coinvolgimento emozionale connesso all’attività sessuale: ma di sicuro è altrettanto pesante dal punto di vista emotivo la “repressione” del desiderio sessuale.
Oltretutto, avere dei rapporti sessuali o anche il solo masturbarsi, permette il rilascio di neurotrasmettitori che possono ridurre il livello d’ansia che precede una competizione importante.
Il sesso ha anche un effetto positivo sul sonno, migliorandolo e aumentando dunque le capacità ristoratrici dello stesso. Fare sesso la notte prima di una competizione può dunque essere positivo. Niente eccessi, però, è ovvio. Non si deve avere una sconsiderata attività sessuale, poiché per un atleta sono importanti almeno 8 o 10 ore di sonno. E soprattutto, considerando la necessità di recupero delle energie, non si devono avere rapporti sessuali entro le due ore prima di una gara.
È ragionevole supporre che una sana attività sessuale faccia dunque bene allo sport. Così come una corretta pratica sportiva giova alle prestazioni sessuali. Il rapporto tra sesso e sport può senz’altro essere considerato biunivoco.
È stato registrato che, soggetti sedentari che frequentano una palestra due o tre volte alla settimana, nel giro di tre/sei mesi hanno miglioramenti nella forma fisica generale con un aumento della libido e della performance sessuale. Questi miglioramenti sono dovuti a miglioramenti circolatori, respiratori e muscolari che rendono i soggetti più attivi. Inoltre, l’attività fisica protratta produce importanti modificazioni ormonali, il livello delle endorfine circolanti aumenta con un conseguente miglioramento del tono dell’umore, mentre con l’attività di potenza salgono i livelli di testosterone che derminano sia negli uomini che nelle donne una maggior sensazione di determinazione e forza.
Il testosterone, poi è anche aumentato da una pratica sessuale regolare attivando così un circolo virtuoso tra attività sportiva e attività sessuale che fa bene sia al fisico che al morale.

Fonte: The Daily UW

Foto: “Sotto sforzo” di Gilmoth

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Papilloma virus umano

Il Papilloma Virus umano (HPV) è un agente virale che può essere causa di infezioni genitali. Si conoscono oltre 100 tipi di HPV, dei quali la maggior parte causa malattie non gravi, quali ad esempio le verruche cutanee. Alcuni tipi di HPV possono tuttavia causare tumori benigni quale il condiloma genitale e anche maligni quale il cancro al collo dell’utero, al cavo orale, all’ano, all’esofago o alla laringe. I condilomi, generalmente provocati dal virus HPV, sono delle escrescenze della pelle di tipo verrucoso che colpiscono di preferenza le zone genitali, sia nel maschio (glande, meno frequentemente sotto il prepuzio, corpo del pene e scroto) sia nella femmina (perineo, vulva, vagina e cervice uterina).
L’HPV può presentarsi in tre forme diverse:

  • la forma clinica è la verruca genitale o condilomi,
  • la forma subclinica non è visibile ad occhio nudo ma lo può essere al microscopio, ad es. su un Pap Test,
  • l’infezione latente viene messa in evidenza solo utilizzando tecniche molecolari.

Si calcola che oltre il 70% delle donne contragga un’infezione genitale da HPV nel corso della propria vita, ma la grande maggioranza di queste infezioni è destinata a scomparire spontaneamente nel corso di pochi mesi grazie al loro sistema immunitario. Solo in caso di persistenza nel tempo di infezioni di HPV ad alto rischio oncogenico è possibile, in una minoranza dei casi e nel corso di parecchi anni, lo sviluppo di un tumore maligno del collo uterino.
Gli HPV si contraggono tramite contatto diretto (sessuale, orale e cutaneo) o in luoghi poco puliti (ad esempio bagni pubblici non disinfettati a norma). Non sono presenti in liquidi biologici quali sangue o sperma. Il rischio di contrarre una infezione da HPV aumenta con il numero dei partner sessuali, ed è massimo nell’età più giovanile (20-35 anni).

Per scongiurare la possibilità di effetti collaterali da HPV è importante lo screening precoce che può essere fatto tramite un pap test e la prevenzione, basata sia sui controlli periodici che sull’attenzione verso alcune semplici regole igienico sanitarie. Molte ASL italiane offrono un pap test gratuito ogni due anni, informatevi presso la vostra ASL per farlo. Utilizzare il preservativo durante i rapporti sessuali sia genitali che orali è un mezzo efficace per ridurre la probabilità di contrarre l’infezione, anche se può non essere sufficiente, poiché alle volte l’infezione è più estesa della zona coperta dal condom.
Dal 2008 in Italia è attiva anche una campagna di vaccinazione gratuita rivolta alle ragazze fra gli 11 e i 12 anni.
Attualmente esistono due tipi di vaccini in commercio. Uno bivalente efficace verso alcuni tipi di HPV, che aiuta a prevenire da lesioni precancerose della cervice uterina e dal cancro dell collo dell’utero utilizzabile in donne dai 10 ai 25 anni.
Un’altro quadrivalente, efficace verso altri tipi di HPV, indicato per la prevenzione del cancro del collo dell’utero, delle lesioni precancerose del collo dell’utero, della vulva e della vagina e anche dei condilomi, utilizzabile in donne dai 9 ai 45 anni (risultato questo ottenuto solo da pochissimo tempo) e nei maschi dai 9 ai 15 anni.
Questo ultimo vaccino è risultato anche efficace nella cura di casi di recidiva, poiché contrarre l’HPV è un rischio che si può correre più volte nella vita.

Fonte: yahoo healt

Foto: Virus di jiparis

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