4

Momenti di buoni propositi

Si parla di: Eventi, Sessualità, Società

La fine dell’anno si sa è il momento in cui più di tutti si fanno bilanci e nuovi propositi, questi riguardano molto spesso anche la nostra vita affettiva e sessuale.
Nel bilancio dell’anno passato cerchiamo di considerare sia i traguardi e le cose positive, piccole o grandi che siano, che abbiamo raggiunto, sia le cose che ancora non siamo riusciti a realizzare. Su queste ultime possiamo anche andare a costruire i nostri nuovi buoni propositi. Ricordiamoci però di formularli innanzitutto con chiarezza. Non poniamoci obiettivi vaghi e indefiniti, ma precisi e concreti. Non diciamoci semplicemente “vorrei essere una moglie migliore”, ma cerchiamo di definire bene cosa vuol dire per noi e quali sono le componenti concrete che possiamo migliorare per renderci una “moglie migliore”. Non poniamoci troppi obiettivi, ma scegliamo i più importanti per noi, con una valutazione a breve, medio ma anche a lungo termine, così facendo sarà più facile mantenere le nostre promesse e non scoraggiarci se i primi risultati non arriveranno immediatamente. Mantenete obiettivi a portata di mano, non mete irraggiungibili come “vorrei essere la moglie perfetta”. Concentratevi sul realizzare i vostri propri desideri, piuttosto che non le aspettative e le speranze che gli altri ripongono su di voi. Ascoltate voi stessi e i vostri bisogni e puntate alla realizzazione delle vostre aspettative. Cogliete dunque l’occasione per prendere in mano la vostra vita sia affettiva che sessuale, senza rincorrere la perfezione, ma ricordando che per vivere al meglio è bene anche non prendersi troppo seriamente. Con l’augurio che abbiate tutte un buon anno nuovo!

Foto: “Fireworks” di sunsurfr

4 commenti

Sebbene siamo abituati a sentire parlare di donne che non raggiungono mai l’orgasmo il problema non è circoscritto solo a queste, ma possono esserne colpiti anche gli uomini. Come abbiamo visto nel post precedente si può parlare di anorgasmia quando, pur provando desiderio sessuale ed eccitamento, non si riesce a provare l’orgasmo durante la stimolazione sessuale. Negli uomini l’anorgasmia non significa non avere una erezione e non provare piacere, bensì non raggiungere quello stato fisico in grado di provocare l’eiaculazione. Nello specifico si parla di un ricorrente e persistente ritardo dell’eiaculazione o della sua totale mancanza in un contesto nel quale per la stimolazione ottenuta sarebbe fisiologicamente normale il suo manifestarsi. Può essere generalizzata se è presente in tutte le situazioni, cioè masturbazione e rapporto sessuale o situazionale se è invece presente in alcune situazioni e non in altre. Rimangono comunque presenti le polluzioni notturne, attraverso le quali l’ apparato genitale maschile trova da solo naturale sfogo. Come accade nelle donne ci possono essere diverse cause che la determinano. Sul piano medico può derivare da traumi fisici come lesioni spinali o dall’assunzione di particolari farmaci inibitori come gli antidepressivi. Sul piano psicologico può esserci presenza di timori e sensi di colpa verso il rapporto sessuale o  problemi di coppia che possono ostacolare la sperimentazione e l’esplorazione della sessualità, portando magari a produrre tecniche sessuali inadeguate. Alle volte il soggetto può viversi come spettatore piuttosto che lasciarsi coinvolgere dalla situazione. In altri casi, soprattutto quando l’anorgasmia è generalizzata, tutto può dipendere anche da una scorretta stimolazione da parte dell’uomo dei genitali in giovane età, il non sapersi stimolare potrebbe aver causato l’instaurazione di un meccanismo per il quale non si è in grado di trovare il giusto stimolo, né in coppia, né da soli. Sul disturbo può puoi instaurarsi una disfunzione erettile secondaria determinata dalla previsione dell’insuccesso e ad una mortificazione tale da deprimere la reazione erettile. Per il trattamento dell’anorgasmia è necessaria una consulenza approfondita, che porti ad una accurata diagnosi della situazione, indispensabile per trovare il percorso terapeutico più adatto alle esigenze del soggetto.

Foto: “Piedi pelosi” di fabbriciuse

2 commenti

1

Anorgasmia

Si parla di: Orgasmo, Sessualità

L’anorgasmia è la mancanza di orgasmo. È il disturbo sessuale più diffuso tra le donne, ma colpisce anche gli uomini. Si può parlare di anorgasmia quando, pur provando desiderio sessuale ed eccitamento, non si riesce a provare l’orgasmo durante la stimolazione sessuale. Il problema può essere situazionale, presentarsi cioè solo alcune volte e in casi particolari, o essere stabile se non si riesce mai a raggiugere l’orgasmo in nessun modo.
Molte donne affermano di non riuscire a raggiungere l’orgasmo e fingere durante il rapporto sessuale. Le cause della mancanza di orgasmo possono essere molteplici, sia psicologiche (ad esempio: difficoltà a lasciarsi andare, sensi di colpa nei confronti del piacere sessuale), culturali (considerazione negativa da parte della società verso il rapporto sessuale e il piacere), problemi relazionali della coppia, conoscenza non adeguata della fisiologia e anatomia dell’apparato sessuale, inadeguata stimolazione.
Non sempre però l’anorgasmia dipende da problemi personali della donna, ma può dipendere anche da problemi organici. Alessandra Grazziottin, ginecologa, afferma che bisogna innanzitutto verificare che la situazione ormonale sia ben equilibrata e proporzionata. Gli estrogeni sono necessari per “tradurre” il desiderio sessuale in lubrificazione vaginale e per permettere la congestione vaginale dalla quale dipende molto del piacere femminile (possono essere in carenza di estrogeni le ragazze senza mestruazioni per diete o altri problemi, le donne che allattano o quelle in post-menopausa). Gli androgeni, invece, migliorano l’eccitazione mentale. Attivano i centri cerebrali dell’orgasmo e sollecitano la risposta del capezzolo e della clitoride (hanno pochi androgeni le donne che hanno subito una riduzione dell’ovaio, che produce piccole ma preziose quantità di estrogeni). Un eccesso di prolattina, infine, frequente nelle donne sotto stress o che assumono psicofarmaci, può bloccare desiderio e orgasmo. Non solo: bisogna poi valutare le condizioni del pavimento pelvico, ossia dell’insieme di muscoli, vasi, nervi e tessuti connettivi che chiudono in basso il bacino e che circondano uretra, vagina e ano; controllare che non esistano problemi vascolari o neurologici e quali farmaci si assumono, In particolare, gli antidepressivi cosiddetti triciclici e gli SSRI (inibitori della ricaptazione della serotonina) possono rallentare l’orgasmo fino a bloccarlo, a seconda della dose e della sensibilità individuale.
Non ci si deve colpevolizzare se non si riesce a provare l’orgasmo. Riconoscere le cause che determinano l’anorgasmia è il primo passo per affrontare il problema. Una maggiore accettazione di sé, e del ruolo naturale della sessualità nella propria vita sono dei punti importanti per riuscire a vivere la sessualità nel modo migliore.
L’anorgasmia si può superare anche diminuendo le aspettative e imparando a rilassarsi. Solo così è possibile, per la donna, godere di tutte le sensazioni. L’orgasmo è frutto di un delicato equilibrio che lo stress e la paura di non farcela possono alterare.
Nel prossimo post affronteremo nello specifico l’anorgasmia maschile.

Foto: “Pleasure series” di arhadetruit

1 commento

Per molte coppie riuscire ad avere un figlio richiede molto tempo e impegno. Anche Baldini ha raccontato a Barbara Rossi per «OK La salute prima di tutto» la sua personale “odissea” alla ricerca di un figlio. I motivi per cui un figlio tarda ad arrivare possono essere diversi.
In genere si è stimato che in media ci volgiano 104 rapporti sessuali per rimanere incinta. Se si prova da molti anni ad avere un figlio e non si riesce è bene che i partner si sottopongano a diverse analisi che possono permettere di adottare la strategia giusta per aumentare le possibilità di rimanere incinta.
La maggior parte delle volte, come racconta anche Baldini, si rischia però che l’atto sessuale diventi un fatto meccanico legato al cogliere il momento giusto segnato da termometri e calendari. Cercate invece di non perdere il piacere del sesso trasformandolo solo in un dovere. È bene continuare ad avere un’attività sessuale spontanea durante tutto il ciclo, per mantenere alta la qualità dello sperma e darvi la possibilità di godere del sesso senza che questo sia per forza associato all’obiettivo di avere un bambino.
Fate l’amore ogni volta che ne avete voglia non solo in modo pianificato. Questo aumenta le probabilità di rimanere incinta ed avere spermatozoi più govani e sani. Del resto poi gli spermatozoi possono sopravvivere fino a 3 giorni nell’utero, quindi è utile fare sesso non solo nel giorno specifico dell’ovulazione.
Naturalmente il desiderio sessuale cambia quando si prova ad avere un figlio. All’inizio, soprattuto per la donna sempre abituata a vivere cercando in tutti i modi di non rimanere incinta, il poter avere rapporti sessuali liberi è un gran sollievo e può essere vissuto in modo molto erotico e sessualmente liberatorio. I primi tempi dunque c’è sempre una gran voglia di sesso, con il passare del tempo però può subentrare ansia e preoccupazione per il ritardo nel concepimento. Non preoccupatevi troppo, ricordate che non sempre e non per tutti il concepimento è rapido. Non focalizzatevi solo sulla procreazione, non perdetevi il piacere del rapporto sessuale e l’intesa sessuale con il partner.

Fonte: Corriere.it

Foto: “Novemesi” di Queelo

Commenta

La concezione di famiglia sta sempre più cambiando, ne è testimonianza anche l’aumento del numero di donne che non dichiarano il padre al momento del parto.
Secondo i dati diffusi dalla clinica Mangiagalli di Milano nel 2010 il 22% delle partorienti si è dichiarata sola al momento del parto. In genere queste donne hanno intorno ai 35 anni, sono per la maggior parte italiane (72%) e con un buon livello di istruzione (il 53% ha una laurea).
Alla base del fenomeno ci possono essere diverse ragioni, prima su tutte la difficoltà a creare una famiglia, che è vuoi economica quanto psicologica. Mentre la voglia di avere un figlio per la donna rimane una priorità nonostante le condizioni avverse.
Le donne stanno diventando sempre più autonome nella scelta della propria vita. Accanto a questo si trovano con uomini che sempre meno sono disposti a prendere decisioni che influenzino la propria vita a lungo termine o disillusi sulla possibilità di poter costruire qualcosa di solido.
Uno specchio dei tempi che cambiano anche se si considera che il riconoscimento solo della madre è usato da alcune per poter dare il cognome di entrambe i genitori al proprio figlio. Difatti all’anagrafe alla fine i bambini senza padre sono solo il 3 %.
Una scelta comunque quella di avere un figlio da sole che deve essere presa in modo deciso e consapevole poiché implica il doversi caricare interamente della responsabilità di un figlio.
La scelta però non sembra essere così male soprattuto secondo una indagine dell’ISTAT. Secondo l’Indagine Multiscopo dell’Istat sul tema ‘Uso del tempo’ le madri single hanno più tempo libero delle madri in coppia. La presenza di un partner contribuirebbe, secondo i dati dell’indagine, ad erodere il tempo libero femminile in quanto accrescerebbe ulteriormente il carico di lavoro piuttosto che diminuirlo: le madri sole hanno 3h21′ di tempo libero contro le 2h57′ delle donne in coppia con figli.
La scelta di essere madri sole è una scelta che segna una nuova rivoluzione culturale che va seguita e analizzata a fondo.

Fonte: La repubblica.it Milano

Foto: “You are my spring” di sara.musico

Commenta