Il raggiungimento dell’orgasmo scatena una sensazione di appagamento e soddisfazione che permette di raggiungere uno stato di benessere psichico. Non in tutte le donne però sembra essere così. Alcune soffrono di una disforia post-coitale caratterizzata da un senso di malinconia, ansia, irritabilità e tristezza molto spesso accompagnati da un desiderio di piangere. Queste emozioni non dipendono dalla prestazione sessuale, anzi prescindono dalla stessa e colpiscono il sesso femminile senza tenere conto della soddisfazione sessuale o del raggiungimento dell’orgasmo.
Secondo una recente ricerca australiana, condotta da Robert Schweitzer per il Queensland Institute of Technology e pubblicata su l’International Journal of Sexual Health, a soffrire di questa disforia è una donna su tre almeno una volta nella vita. Dai risultati dello studio condotto su un campione di 222 giovani donne australiane è evidente che il problema è molto spesso saltuario, ma potrebbe anche sfociare in una vera patologia cronica. I sintomi comunque si risolvono nel giro di pochi minuti.
Al momento le cause di questa condizione non sono note. È da escludersi comunque che essa dipenda da un precedente trauma sessuale o da altre disfunzioni a carattere sessuale, poiché colpisce donne sessualmente attive, appagate e soddisfatte. Probabilmente alla base potrebbe esserci una predisposizione biologica, ma lo studio continua e andrà ad indagare la relazione tra insorgenza della disforia post-coito e le caratteristiche emotive femminili, per stabilire se tali sentimenti di tristezza ed ansia siano dovuti a uno stato emotivo della donna o siano associati a specifiche caratteristiche di personalità. Potrebbe benissimo esserci una interazione tra fattori biologici e ormonali che fanno da amplificatori negativi a specifici tratti di personalità o atteggiamenti personali rispetto alla propria sessualità.

Fonte: LEGGO salute

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Continuiamo con le novità in campo contraccettivo parlando dell’introduzione a breve di un nuovo contraccettivo femminile che andrà a soppiantare la più classica pillola. Si tratta di un innovativo contraccettivo ormonale sottocutaneo che assicura una protezione completa per tre anni. Questo nuovo farmaco permetterà alle donne di liberarsi dalla schiavitù di doversi ricordare tutti i giorni di prendere la pillola. Le indagini affermano infatti che circa 8 donne su 10 dimenticano almeno una volta al mese di assumerla, riducendone l’efficacia ed aumentando il rischio di rimanere incinta.
Questo contraccettivo è a base di un ormone sintetico ad azione progestinica racchiuso in un bastoncino lungo 4 centimetri e largo 2 millimetri che viene impiantato sotto la cute nella parte interna del braccio. L’ormone progestinico viene rilasciato a piccolissime dosi in modo continuo e costante. Entra direttamente nel circolo periferico andando a bloccare a livello centrale il rilascio degli ormoni che inducono l’ovulazione, quindi, arresta a livello ovarico la maturazione dei follicoli: in pratica, l’ovulazione non avviene. Il dispositivo rimane sotto la cute per tre anni e poi va cambiato.
L’uso di un contraccettivo solo progestinico ha molti vantaggi. Non contenendo estrogeni può essere utilizzato anche da donne che presentano controindicazioni al loro uso, ad esempio nei casi di emicrania con aura, rischio cardiovascolare, trombotico, ipertensione grave, diabete complicato, obesità. Potrà inoltre essere utilizzato anche dalle donne che allattano e da quelle che hanno appena subito un’interruzione della gravidanza. Naturalmente non sarà venduto direttamente in farmacia ma sarà il ginecologo che lo procurerà e lo inserirà alla paziente attraverso uno speciale applicatore.
In Inghilterra il prodotto viene già usato da 11 anni, ma nei primi tempi aveva avuto qualche problema. Il tipo usato inizialmente era difficile da impiantare e capitava spesso che non fosse in realtà ben inserito e dunque inefficace. Questo primo modello è stato soppiantato dal nuovo che è di più facile inserimento senza rischio di errore.
Il nuovo contraccettivo potrà essere rimosso dal ginecologo in ogni momento senza lasciare cicatrici. L’uso di un dispositivo così a lunga durata potrà essere utile alle donne che vivono spesso la contraccezione con ansia, come un qualcosa che le pressa da vicino, con la paura di dimenticare una pillola e dunque essere a rischio gravidanza. Ricordiamo sempre però che questo tipo di contraccettivi protegge efficacemente dalle gravidanze ma non dalle malattie sessualmente trasmissibili per cui è utile usare anche un preservativo nei casi a rischio per un sesso più sicuro.

Fonte: AGI

Foto di scbchi

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È al vaglio delle autorità europee per la regolamentazione dei dispositivi farmaceutici un nuovo tipo di preservativo dal triplice effetto: proteggere da gravidanze e malattie sessualmente trasmissibili insieme ad un aumento della prestazione sessuale. All’interno del preservativo sarebbe infatti presente un gel in grado di aiutare gli uomini a mantenere più a lungo l’erezione.
Questo preservativo non è però diretto agli uomini con problemi di disfunzione erettile come la “mentina dell’amore” di cui abbiamo parlato in un precedente post, ma bensì a coloro i quali hanno problemi a mantenere l’erezione con il preservativo.
Una indagine americana ha rivelato che ad un uomo su tre capita di perdere l’erezione nel momento di indossare il preservativo, soprattutto quando c’è una nuova partner.
Da alcuni il momento di indossare il condom viene vissuto come ansioso, come qualcosa di farraginoso che interrompe l’armonia del momento. In questi casi c’è un vissuto e un atteggiamento negativo nei confronti dell’uso del profilattico.
Il preservativo non deve essere visto come un terzo incomodo nel rapporto, ma bensì come un atto di estremo rispetto che i due partner fanno l’uno nei confronti dell’altro.
Anche indossare il preservativo può essere vissuto come momento da condividere con la propria partner; come una parte integrante del rapporto. Può essere usato come gioco erotico da fare in intimità.
Altre volte, soprattutto per chi è alle prime esperienze, c’è una scarsa confidenza nell’uso del profilattico stesso. Il preservativo può fa perdere la concentrazione, si vuole fare di fretta e ci si sente goffi perché manca la manualità. Questa però si può acquisire con l’esercizio. È bene dunque prendere dimestichezza con l’indossare il preservativo prima del suo uso, facendo delle prove magari da soli in modo da non trovarsi nel momento di doverlo usare e non sapere come fare.
Questo nuovo preservativo potrebbe essere dunque di aiuto in alcuni casi, sperando però che non diventi pretesto per puntare tutto di nuovo solo sulla penetrazione che, come abbiamo visto nel precedente post, non è l’unica cosa che conta nel rapporto sessuale. Alle volte per i partner basterebbe anche mantenere l’erezione meno a lungo, ma essendo in grado di lasciarsi andare in modo profondo al proprio piacere vivendolo appieno e con soddisfazione. Non serve semplicemente penetrare una donna per un lungo tempo per aumentare la sua soddisfazione nè quella dell’uomo.

Fonte: AGI

Foto: “Condom” di ChepeNicoli

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L’atto sessuale è spesso banalizzato e confuso solo con la penetrazione e il raggiungimento dell’orgasmo. In realtà un rapporto sessuale può anche avvenire senza penetrazione e, molto più importante, per essere pienamente soddisfacente dovrebbe comprendere anche altre pratiche e altri momenti, non solo il coito.
L’atto sessuale penetrativo è considerato tanto importante da enfatizzare in modo preponderante la prima esperienza sessuale. Ricerche psicologiche hanno in realtà dimostrato che le persone ricordano molto meglio il primo bacio rispetto alla prima esperienza sessuale. La maggior parte delle persone può ricordare il 90% dei dettagli del primo bacio e poco o nulla della prima volta che hanno fatto sesso.
Il bacio è in effetti un elemento principe dell’atto amoroso nonché sessuale. Baciarsi è molto importante per stimolare il desiderio sessuale e aumentare l’eccitazione. Le labbra sono un tessuto molto sensibile, con molte terminazioni nervose che portano diverse sensazioni. Le stesse terminazioni attivano anche il nostro senso di vicinanza e attaccamento con l’altro.
Non solo le labbra sono importanti nell’atto sessuale, ma anche la nostra pelle. La nostra pelle è un unico intero organo sessuale. Essa è reattiva, la pelle è erogena e sensibile alle carezze, perché il tatto è, tra i primi sensi che entra in gioco durante il rapporto sessuale. Naturalmente alcune zone sono più sensibili di altre, ma lo sfiorarsi, accarezzarsi, leccarsi in ogni porzione di pelle contribuisce e aumenta l’eccitamento sessuale, sia prima che durante la penetrazione.
Naturalmente anche la vista ha una componente importante, soprattutto nell’uomo. Ma non solo vedere anche immaginare gioca un ruolo preponderante nell’eccitazione sessuale, soprattutto mano mano che si va avanti con l’età.  Altro senso che non va dimenticato nell’atto sessuale è l’udito. Uomini e donne sono accomunati da una forte attrazione per la voce sensuale del partner che sussurra al proprio orecchio.
Fare sesso dunque non è solo quando il pene entra nella vagina, ma implica la stimolazione di tutto il corpo e delle zone erogene in particolare anche con altri mezzi oltre alla penetrazione. Il sesso orale può essere una componente importante dell’atto sessuale. Usate tutto il vostro corpo, dalle labbra, alle mani, alla pelle ed avrete una esperienza veramente coinvolgente.
Insomma il sesso vive di tutti i sensi, è formato da varie e diverse componenti, la penetrazione da sola non può tutto.

Foto: “Passion” di Melissa Segal

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È disponibile da marzo una nuova terapia per le disfunzioni erettili. Una pillola che si scioglie in bocca ed ha un effetto entro i 40-60 minuti che dura fino ad 8 ore. Questa nuova pillola al gusto di menta può essere assunta in qualsiasi momento e occasione, sia a stomaco pieno che vuoto, e risulta dunque essere più discreta e accessibile rispetto alle pillole classiche. La disfunzione erettile colpisce oltre 3 milioni di italiani e la diffusione del disturbo cresce proporzionalmente con l’età dei soggetti, si va dal 3-4% nella fascia tra i 20 e i 30 anni al 40-50% tra gli over 60. Si parla di disfunzione erettile quando c’è una persistente o ricorrente incapacità a ottenere o mantenere una erezione peniena adeguata per la penetrazione e il compimento di un atto sessuale soddisfacente. La disfunzione può presentarsi in forma lieve, moderata o severa per cui ogni soggetto avrà bisogno di un trattamento adeguato alla sua condizione. Molte volte la condizione è solo occasionale. Per la diagnosi è importante una analisi della storia del soggetto ma anche della coppia, ove c’è. La componente psicologica è molto spesso preponderante in questo tipo di disturbo. Molti uomini sono ansiosi verso la propria sessualità e vivono sempre di più il sesso come prestazione da rendere più che un piacere da condividere. La pillola dunque può essere un aiuto nella disfunzione erettile, ma più proficuo sarebbe andare ad individuare nel soggetto le idee non funzionali rispetto al sesso e alla sessualità per riuscire a scardinarle. Fermo restando che a complicare le cose ci sono anche fattori genetici e ambientali. Abbiamo visto qualche settimana fa quali sono le sostanze dannose per la sessualità e la funzione erettile.
Il fai da te nella somministrazione dei farmaci per la disfunzione erettile è da evitare. Se si pensa di averne bisogno è utile confrontarsi con il proprio medico o, ancora meglio con un andrologo che saprà indicare le strategie migliori per affrontare il problema. In questo contesto è importante anche il ruolo della donna che, oltre a sostenere e supportare il proprio uomo, può essere lo sprone per far sì che il compagno prenda coscienza del problema e si attivi insieme a lei per risolverlo nel migliore dei modi. Importante è parlarne, superare l’imbarazzo a tutte le età evitando di far finta di niente con rassegnazione. Per prevenire i problemi di erezione è utile adottare uno stile di vita sano e regolare.

Fonte: Scegli tu

Foto: “Sad man” di prashant_zi

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