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Cosa si può fare per prevenire le malattie a trasmissione sessuale?

La miglior cura contro le malattie sessualmente trasmissibili è sicuramente la prevenzione. Prevenzione vuol dire infatti adottare le giuste misure cautelative che ci permettono di non contrarre virus. La prevenzione migliore che ci permette di raggiungere il massimo della soddisfazione senza rischi è usare sempre una protezione: “preservativo, preservativo, preservativo!” deve essere una scritta tatuata a lettere cubitali e luminescenti nella vostra mente.
Con l’arrivo delle vacanze estive aumenta la possibilità di fare nuovi incontri e di avere nuovi flirt amorosi. Il sole ci fa sentire più desiderio e più desiderabili. Anche questo è il bello dell’estate. Non lasciatevi però prendere troppo dalla passione sregolata dei primi caldi ed usate sempre le dovute precauzioni nei rapporti occasionali. Sesso sì, ma con la testa, perché le malattie sessualmente trasmissibili sono un pericolo reale dal quale ci si deve proteggere anche a costo di spegnere i bollenti spiriti se con voi non avete un preservativo e non potete procurarvelo.
L’informazione sulla sessualità e le possibili malattie trasmesse, il seguire le usuali misure igieniche e la prudenza nell’affrontare i rapporti sessuali occasionali sono un valido aiuto nella protezione dalle malattie sessualmente trasmesse. Naturalmente la protezione del profilattico va usata per ogni tipo di rapporto sessuale sia vaginale, che anale, che orale. In vostro aiuto vengono profilattici delle più disparate forme, colori e misure. C’è il preservativo maschile, quello femminile e quello per i rapporti orali. Se si usano sex toys è bene non scambiarli.
Anche la pulizia delle zone genitali è importante per una giusta profilassi. Questa deve essere equilibrata, né eccessi né carenza. È preferibile lavarsi con il sapone sia le zone intime che l’ano almeno una volta ala giorno ma non più di due volte. Il sapone ha un effetto igienizzante, ma allo stesso tempo se usato troppo spesso toglie lo strato di batteri “buoni” che difendono le nostre zone intime dall’attacco delle infezioni.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha scritto un decalogo di buone regole per il sesso sicuro:
- Usare il preservativo ogni volta che si fa sesso per ogni tipo di rapporto ed in particolare con nuovi partner e ricordare che altri metodi contraccettivi che non siano il preservativo non proteggono dalle MST;
- Ridurre il numero di partner;
- Riscoprire che non c’è solo la penetrazione (leggete anche “Non di solo penetrazione è fatto l’atto sessuale”)
- Evitare pratiche violente che possono causare lacerazioni;
- Usare un lubrificante insieme al preservativo nei rapporti anali poiché la mucosa anale non è auto-lubrificata e può andare incontro ad abrasioni;
- Evitare rapporti sessuali con penetrazione o sesso orale se il partner ha ulcere genitali o secrezioni anomale;
- Non ingoiare fluidi corporei, come lo sperma o il sangue mestruale.
Se poi i controlli evidenziano una infezione di qualsiasi tipo informate sempre il vostro partner il quale deve fare a sua volta una visita per accertarsi di non aver contratto l’infezione.
Ricordate contrarre una infezione non è sfiga e solo ponendo attenzione al vostro comportamento sessuale potrete aiutarvi a rimanere sani.

Illustrazione di Adele Varlotta

Commenti

  1. 23 giugno 2011 / ore 13:34
    Paola

    Tutte le informazioni fornite nell’articolo sono utili e precise ma ogni volta che si parla di MST se ne lascia sempre fuori una che è anche quella che più aumenta il numero di contagiati ogni anno fra le donne: l’HIV.
    Affidare la prevenzione ai singoli mediante il solo profilattico infatti non lo reputo sufficiente. Nessuna pensa che il/la partner siano ammalati (anche perche’ spesso non fanno visite ad hoc e non lo sanno) e quindi non reputano necessario il profilattico o la spesa da sostenere per acquistarli (specie fra i giovanissimi che hanno anche poca disponibilità finanziaria).
    Di fatto i contagi fra eterosessuali aumentano di qulche migliaio ogni anno con costi che gravano in toto sulla sanità pubblica.
    Allora perche’ non mettere il test HIV all’interno del normale ciclo di esami preventivin che ogni cittadino deve fare, come già accade per il tumore al segno, il pap test e via dicendo?
    Si ridurrebbe il numero di malati, il numero degli assistiti e della spesa sanitaria pubblica.
    Vero che di AIDS oggi non si muore, ma la qualità della vita scade nettamente non foss’altro perchè da persone sane, un sieropositivo diventa malato cronico.

    1. 24 giugno 2011 / ore 22:13
      Dott.ssa Laura Nardecchia

      @Paola: non credo che l’AIDS sia mai stata dimenticata da nessuno, anzi è forse l’unica di cui ancora si parli. Obbligare a fare il test HIV potrebbe risultare troppo discirmimante ancora per la maggior parte delle persone. Del resto se tutti usassero il profilattico quando non conoscono il partner sessuale da lungo tempo non ci sarebbe contagio. Il costo dei preservativi in Italia è un altro grosso problema! sarebbe coscienza di tutti se si ha avuto un rapporto a rischio non protetto fare un test virale, e non solo per l’AIDS.

  2. 24 giugno 2011 / ore 15:37
    Per DM Kisspatty

    Ciao,
    sono un medico che si e’ occupata in prima linea di malati di Hiv-Aids negli anni novanta.
    Lo faccio ancora, ma con modalita’ diverse perche’ adesso esistono terapie che hanno modificato il decorso della malattia, facendola inquadrare come malattia cronica.
    Ho aperto anche un gruppo nella community di DM a cui ovviamente non si sta iscrivendo nessuna, perche’ e’ un discorso che si preferisce evitare.
    Il tuo articolo e’ interessante, ma dubito che venga letto attentamente.
    Credi che potremmo provare a portare avanti il discorso insieme?
    Cordiali saluti,
    Patrizia Erniani

    1. 24 giugno 2011 / ore 22:06
      Dott.ssa Laura Nardecchia

      @Patrizia Ernani: naturalmente il discorso va portato avanti. La considerazione che si aveva dell’AIDS un tempo è ormai superata. La malattia in sè ora è molto più gestibile. Continuare a parlarne nel modo corretto è un modo per aumentare la conoscenza sull’argomento e come diceva un vecchio spot “AIDS:se lo conosci lo eviti”. Purtroppo non possiamo obbligare i lettori a leggere o partecipare attivamente alla discussione. Possiamo però proporgli il tema, sperando che almeno in cuor loro lo affrontino con coscienza. Se inciamperanno molte volte nell’argomento alla fine abbaseranno lo sguardo per prestare attenzione a cosa si tratta! ;)

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