L’amore plasma il cervello

Si parla di: Amore, coppia

Una delle grandi scoperte della nostra era è che il cervello è in continua evoluzione. Sono gli eventi ad alto carattere emozionale che permettono al cervello di cambiare le sue connessioni e quindi di evolvere. L’amore è tra gli eventi a carattere emozionale che più ci coinvolgono. Tutte le relazioni significative cambiano la “forma” del nostro cervello, ma soprattutto sono le relazioni strette e intime, che intraprendiamo o che falliamo, ad alterare maggiormente i delicati circuiti che formano le memorie, le emozioni e la nostra identità.
Un tempo si pensava che il cervello avesse potenzialità di sviluppo solo nella prima infanzia e che in seguito potesse solo decadere. Gli studi di neuro-imaging hanno però messo in evidenza che l’alchimia neuronale continua per tutta la vita man mano che maturiamo e che stringiamo amicizie, ci dilettiamo in affari, soccombiamo all’amore romantico o scegliamo la nostra anima gemella.
Le relazioni amorose forgiano il cervello e le sue connessioni neuronali che a loro volta forgiano la relazione. Consideriamo quanto si impara quando si sceglie un compagno e si comincia a guardare il mondo anche con gli occhi dell’altro. Si prendono nuove abitudini e se ne perdono di vecchie. Si scoprono nuovi posti, si fanno nuove esperienze. Quando due persone decidono di diventare una coppia il cervello estende la sua idea di sé fino ad abbracciare il noi, per includere l’altro e prendere in prestito alcune potenzialità e punti di forza. Le lezioni dell’amore sono dunque le più efficaci ma, come abbiamo visto nel post “Quando il cuore è spezzato” possono essere veramente dolorose. Così come il semplice tocco di un innamorato scatena una serie di reazioni positive, come abbiamo visto nel post “La potenza di un tocco”.
Non solo però una relazione amorosa permette al cervello di crescere. È nelle relazioni di tutti i tipi che il cervello, ed anche il corpo, prosperano. La cosa bella è infatti che il cervello cambia con l’esperienza attraverso tutta la vita.

Foto di Kelvin255

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La diffusione delle Malattie sessualmente trasmesse (MST) continua ad essere un fenomeno attuale. Intorno a queste malattie c’è spesso un alone di vergona e di stigma. Si crede che chi viene colpito è chi ha una vita dissoluta che va a prostitute o peggio sia tossicodipendente o omosessuale. I dati però dicono sempre più il contrario. Questo atteggiamento negativo può creare uno stato di disagio in chi rischia di essere stato contagiato, bloccando l’accesso alla cura e aumentando il rischio di propagazione del contagio stesso.
Un aiuto concreto in questi casi lo offre da anni l’Istituto Superiore di Sanità con un numero verde che gli utenti possono utilizzare per ottenere tutte le informazioni necessarie sull’AIDS e le altre MST. Il Servizio Nazionale Telefono Verde AIDS e IST – tel: 800.861.061- è anonimo e gratuito, e si avvale della collaborazione di psicologi e di medici i quali forniscono tutte le informazioni necessarie sia in materia di possibilità di contagio sia nei casi in cui il contagio sia già avvenuto. L’obiettivo è quello di fornire a chi telefona una serie di elementi utili ad evitare comportamenti a rischio per la loro salute e quella altrui. Gli esperti cercano di trovare la soluzione più adatta alla domanda dell’utenza dando informazioni dirette o fungendo da ponte con strutture territoriali che possono prendersi direttamente carico dell’utente e seguirlo in modo tempestivo. Il servizio è attivo dalle 13:00 alle 18:00 e gli operatori rispondono in quattro lingue: italiano, inglese, francese e portoghese. Da pochi mesi è anche attivo un servizio di consulenza legale sui diritti delle persone colpite da infezione.
I dati raccolti in 25 anni di attività mostrano che l’utenza è composta prevalentemente da uomini al di sotto dei 40 anni. Al di là delle convenzioni comuni dai dati risulta evidente che la maggior parte dell’utenza (55%) è costituito da persone eterosessuali non tossicodipendenti. Tra questi solo un 29% ha avuto rapporti con prostitute o transessuali. Questo mette in evidenza quanto la diffusione delle MST sia sempre più legata alle persone comuni piuttosto che a particolari categorie di individui.

Foto di sassy mom

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Oggi voglio invitare tutte voi ad aderire alla sesta Giornata mondiale della lentezza. Questo lo slogan mutuato da Seneca: “Niente ci appartiene, solo il tempo è nostro”.
Vivere con lentezza invita ognuno di noi a riconsiderare i ritmi che scandiscono le incombenze ed i momenti della vita quotidiana. In una società che spinge alla frenesia sembra eretico fare un elogio della lentezza. Ma quanto sarebbe per tutti più sano rallentare i ritmi, riscoprire ritmi più naturali, tornare ad essere umani e non in continuo inseguimento di un ideale veloce e vorace che non si accontenta mai.
Vivere con lentezza influenzerebbe in modo positivo la nostra sessualità in diversi modi. Innanzitutto ridurre i ritmi, e prendere le cose con più calma ci permetterebbe di ridurre lo stress uno dei nemici principali della sessualità. Come fare? Innanzitutto riducendo il numero degli impegni, non seguendo più l’imperativo del “Devo assolutamente fare tutto subito altrimenti è terribile”. Prendete una agenda più piccola e dedicate più tempo a ciascuna attività, invece di correre dall’una all’altra con frenesia. Se qualcosa andrà a domani non è così terribile ce la potete fare lo stesso a portare a termine tutto, soprattutto perché sarete in condizioni fisiche e psichiche migliori.
Prendersela con calma aiuta la nostra sessualità anche perché ci permette di vivere i momenti a lei dedicati in modo più profondo. Smettete di consumere i vostri rapporti in modo mordi e fuggi, ma fermatevi a gustarli con lentezza e pienezza. Non c’è fretta di arrivare subito al dunque, godetevi ogni momento portandolo fino all’estremo ma senza mai lasciarlo andare. Ricordate la calma è la virtù del sesso.
Iniziate oggi e piano piano rendete la lentezza uno stile di vita. Rallentiamo quando possiamo e corriamo solo quando veramente dobbiamo.

Foto di Antonio Marano

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Non tutte le donne si sentono sicure e disinvolte rispetto alla propria sessualità. Alcune di loro provano vergogna per il proprio corpo, altre trovano disdicevole mostrare il proprio desiderio sessuale. In questo la società molto spesso ci condiziona negativamente. Il desiderio sessuale della donna non è sempre considerato positivamente, tanto che una donna che mostri una certa libertà sessuale viene etichettata in malo modo. Tutto questo agisce in modo inconsapevole sull’espressione sessuale femminile inibendola in molti casi. Se senti di non riuscire a prendere l’iniziativa sessuale per prima cosa devi riuscire a capire cosa è che ti blocca.
In secondo luogo devi cercare di tenere in buona considerazione i tuoi desideri, piuttosto che le opinioni della gente. Avere voglia di fare sesso rientra nella naturalità dell’essere umano. Non esiste una frequenza di rapporti sessuali che sia normale a priori. Non può esserci dunque un desiderio sessuale che sia adeguato in linea generale. Ma è adeguato quel desiderio sessuale che ci fa sentire bene e ci permette di esprimerci in libertà senza subire pressioni esterne o interne.
Credi in te stessa e nelle tue potenzialità. Se è il tuo corpo a bloccarti sii più indulgente con te stessa, cerca di cambiare atteggiamento verso il tuo corpo. Nel post “Corpo e sesso” trovi molti suggerimenti a riguardo.
Alcune donne non prendono l’iniziativa perché hanno paura di essere rifiutate e vivono questo rifiuto come uno scarso interesse del proprio uomo. In realtà non è detto che sia veramente così. Non è vero che gli uomini hanno sempre voglia di fare sesso. Se dovesse capitare un rifiuto non è detto che questo sia dovuto esclusivamente a te o alle tue caratteristiche, ma può benissimo dipendere da problemi interni del tuo uomo che non hanno a che fare con te.
Non provare vergogna nell’esprimere il tuo desiderio sessuale, non è disdicevole esprimere la propria sessualità. Anzi molti uomini sono eccitati e lusingati da una donna che sappia prendere l’iniziativa. Quando senti in te crescere il desiderio e dall’altra parte senti intervenire il disagio fermati e ripetiti che è tuo diritto avere una sessualità viva e appagante. Ricorda che esprimere noi stessi, naturalmente sempre nel rispetto degli altri, è la cosa che ci rende vivi.
Non pensare di dover fare gesti eclatanti per prendere l’iniziativa. Avvicinati al tuo uomo e sussurragli nell’orecchio “Ho voglia di te”, vedrai che questo non sarà preso male, ma anzi scatenerà in lui un forte desiderio.

Foto di Kandyjaxx

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Diffidate delle imitazioni

Si parla di: Clinica, Uomini

Tra i farmaci venduti on-line c’è il boom delle vendite di quelli per il trattamento delle disfunzioni sessuali maschili. Questo fa capire quanto sia diffusa la paura di una défaillance a letto e quanto il problema sessuale maschile sia legato a problemi di vergogna. Se si ha il mal di gola o mal di stomaco non si hanno remore a ricorre al medico, ma se c’è un problema a carattere sessuale si cerca di cavarsela da soli, perché ci si vergogna, perché mai si vorrebbe confessare di non funzionare in camera da letto. Questo atteggiamento invece di risolvere il problema il più delle volte lo aggrava, fino a determinare conseguenze totalmente negative.
Il fai da te con i farmaci è da sempre sconsigliato. Non fanno certo eccezione i farmaci per le disfunzioni sessuali. Acquistare farmaci su internet è doppiamente pericoloso. Innanzitutto si acquistano farmaci senza sapere se davvero sono necessari o se siano i farmaci giusti per quello specifico problema o per quello specifico paziente. Secondo, e ancora più pericoloso, è che si rischia di acquistare farmaci contraffatti. Questi se si è fortunati al massimo non hanno effetto, ma nei casi più gravi si rischia che siano fatti con sostanze altamente nocive, causa di intossicazioni anche gravi. Circa l’80% dei sequestri di farmaci contraffatti eseguito dai NAS (nucleo antisofisticazioni dei Carabinieri) riguardano farmaci per l’impotenza.
Se pensate di avere un problema a livello sessuale non dovete vergognarvene, spesso è un problema passeggero se lo affrontate subito. Avere dei momenti di défaillance non vuol dire essere menomati. Rivolgetevi al medico, sicuramente non vi deriderà o penserà male di voi. Evitate di fare da soli. Diffidate delle imitazioni dei farmaci o dei farmaci a basso costo.

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