1

Il conflitto e le emozioni nascoste

Si parla di: coppia

Vivere momenti di conflitto è una sfida che mette a dura prova le coppie. Esprimere rabbia all’interno della coppia durante il conflitto si può, basta che la rabbia non sottenda una celata aggressione. Esprimere la rabbia vuol dire affermare il proprio punto di vista, senza prevaricare né essere prevaricati. Se si deve fare una critica si deve evitare di attaccare l’altro. La critica deve essere espressa in maniera impersonale senza ferire l’altro. All’interno della coppia ci può essere uno scambio divergente di opinioni, ma non ci deve essere uno scontro in cui c’è un vincente che schiaccia l’altro. La critica deve essere posta in maniera specifica e riguardare il comportamento e non la persona. Conseguentemente è l’osservazione di un fatto e non un’accusa o un giudizio emotivo. Il suo scopo è correggere in maniera costruttiva.
Alle volte però la rabbia prende il sopravvento e diventa l’emozione preponderante all’interno della coppia creando una trappola che porta il sentimento di rabbia oltre il conflitto stesso. Nel post “Aiuto! La rabbia sta rovinando il mio rapporto, perché?” abbiamo suggerito alcune strategie per gestire in modo più funzionale la rabbia.
Molto spesso la rabbia nasconde altre emozioni, soprattutto la tristezza. Se la tristezza viene espressa in modo genuino questo aiuta ad aumentare la sensazione di vicinanza e ridurre il clima di rabbia. Se invece ci si lascia guidare dal risentimento e si nega la tristezza il clima di rabbia può minare la coppia.
Non lasciate dunque che la rabbia e il risentimento guidino la vostra comunicazione, ma esprimete al vostro partner le ragioni per cui vi sentite arrabbiati e come il suo comportamento o le sue parole vi fanno sentire oltre la rabbia. Allo stesso modo se vedete che il vostro partner è arrabbiato cercate di individuare se ci sono anche sentimenti di tristezza e cosa li determina, questo vi permetterà di andare al di là della rabbia e gestire la situazione in maniera più funzionale.

Foto di ramvijay7210

1 commento

L’orgasmo sincronizzato

Si parla di: Orgasmo, coppia

Abbiamo visto nel post precedente che l’orgasmo per essere soddisfacente non ha bisogno di essere simultaneo. Ogni orgasmo, anche se avviene in tempi diversi può essere pieno e soddisfacente. Si può però riuscire, non a renderlo simultaneo, ma sincronizzato. In questo caso l’orgasmo che si sviluppa in uno dei due partner trascina e stimola l’orgasmo anche dell’altro che diventa conseguente.
Non aspettate che in qualche modo arrivi un orgasmo in contemporanea, ma agite concretamente. L’uomo dovrebbe ritardare il suo orgasmo, aspettare che il piacere della donna arrivi al culmine lasciandosi andare in quel momento. L’orgasmo vero e proprio dura solo qualche secondo, ma è seguito nella donna da piccole contrazioni. Se l’uomo raggiunge il suo orgasmo in questo momento può amplificare la sensazione di piacere della donna.
Per far questo ci vuole complicità e non si deve aver paura di comunicare all’altro quello che si vuole. In qualche modo al donna deve prendere in mano la guida del rapporto sessuale e dare i tempi, prendendo per mano il suo compagno e guidandolo verso il piacere. Senza timore di esprimere il proprio piacere, anzi rendendo pienamente partecipe il partner del suo piacere nell’istante in cui lo sta vivendo.
L’orgasmo è qualcosa che avviene spontaneamente ma può essere sollecitato grazie alla pratica esercitando alcune nostre peculiari capacità. Ci si deve allenare ad ascoltare il proprio corpo, sfruttare la nostra capacità di concentrazione trovando il giusto equilibrio tra concentrazione e distrazione.
In qualche modo gli orgasmi dell’uomo e della donna possono rinforzarsi a vicenda, ma la soddisfazione sessuale va oltre l’orgasmo, anche quando è sincronizzato.

Foto di Aimanness Photography

Commenta

2

L’orgasmo è singolo

L’orgasmo è sempre più ricercato e inseguito in tutte le sue forme, ma spesso purtroppo mai raggiunto. Quando poi non ci sono problemi specifici di anorgasmia i problemi ce li creiamo da soli e ci si cruccia perché non si raggiunge l’orgasmo simultaneo. Invece di godere del piacere che il sesso ci dà si rimane scontenti per non aver raggiunto una meta altra e distante.
Nella realtà l’orgasmo è singolo! L’orgasmo è un evento che coinvolge interamente la persona, ma è un evento puramente interno e basta a sé stesso. Tra l’altro durante l’orgasmo per alcuni secondi si perde la “connessione” con l’esterno e quasi non si capisce più nulla. Se dunque l’orgasmo è simultaneo non ci si può rendere ben conto di cosa accade nell’altro. L’orgasmo è pienamente soddisfacente anche se viene da solo, in tempi diversi.
Abbandonate il mito dell’orgasmo bello solo se simultaneo. I tempi di un uomo e di una donna sono sostanzialmente differenti; i tempi di ciascuno di noi sono sostanzialmente differenti da quelli di chiunque altro. Solo un terzo delle coppie ha orgasmi simultanei e molto raramente. Non inseguite l’orgasmo simultaneo ma assecondate i vostri tempi. Imparate a riconoscerli e poi a riconoscere quelli del partner, vivendo il sesso spontaneamente senza seguire mete particolari. Imparate ad ascoltare e comprendere prima di tutto il vostro orgasmo e potrete poi scoprire qualcosa in più rispetto all’orgasmo simultaneo: l’orgasmo sincronizzato. Nel prossimo post vedremo in dettaglio di cosa si tratta e come fare per stimolarlo.

Foto di Kaptain Kobold

2 commenti

Quando ci si trova ad affrontare momenti difficili della propria vita, come la perdita di un partner o momenti di crisi, la felicità sembra una condizione totalmente persa. Naturalmente essere dispiaciuti e tristi per un evento negativo è una reazione umana e comprensibile, il problema sorge quando questa tristezza diventa così forte e invalidante da condizionare negativamente tutta la vita. Non si tratta in questi casi di voler cancellare il dolore della perdita o la preoccupazione per il momento difficile, ma convivere con queste emozioni riconquistando uno stato di serenità che possa influire positivamente sulla propria vita. La felicità si conquista a piccoli passi dunque, non è pensabile che voi dobbiate gioire della vostra situazione difficile, ma quello che potete fare è non ritenere che la vostra vita si fermi e si esaurisca a questa situazione. Questo è il vostro primo piccolo passo.
Un altro piccolo passo verso la serenità è cominciare a vedere il piacere delle piccole azioni. Per essere sereni non serve che tutto sia perfetto e felice, la nostra vita è fatta di tanti piccoli eventi ed elementi. Divenite più consapevoli dell’ambiente circostante, godetevi una passeggiata all’aperto, se potete lasciatevi scaldare dal sole, annusate un fiore e godetene ogni istante. Vivete nel momento presente, questa è l’unica realtà che vi è data. Come abbiamo visto in un altro post la nostra prospettiva temporale ci aiuta a vivere felici. Godetevi le piccole cose semplici a portata di mano come ad esempio un pasto, assaporando ogni piatto come se fosse la prima volta, come se doveste scoprirne ogni piccolo sapore.
Compite azioni mirate alla vostra auto-valorizzazione. Ditevi bravi ogni volta che fate bene qualcosa o una cosa che vi soddisfa e rimanete qualche minuto con questa soddisfazione. Non dovete per forza conquistare l’Everest o risolvere un problema di fisica quantistica per dirvi bravi! Attivatevi per realizzare attività interessanti che diverranno ricordi piacevoli.
Sfruttate l’ironia e soprattutto l’auto-ironia per ridurre l’impatto emotivo di esperienze che possono avere un risvolto negativo sul benessere psicologico. Riconducete, come è bene, gli eventi nell’arco delle eventualità che capitano all’essere umano in quanto tale.
Infine festeggiate ogni conquista, condividete con gli amici o i familiari creando un “evento” che sottolinei le vostre conquiste in qualsiasi ambito. Non lasciate che le cose buone passino inosservate e le cose negative conquistino tutto il palcoscenico.
Questi piccoli passi generano serenità che piano piano va aumentare la sensazione di felicità percepita. Tutto questo naturalmente implica uno sforzo attivante da parte vostra, un impegno a mantenere la vostra vita piena anche di tanti piccoli momenti sereni.

Foto di .guin

2 commenti

Una interessante indagine inglese ha fotografato la mappa della soddisfazione sessuale ed ha rivelato che la piena soddisfazione è un traguardo che non tutti riescono a raggiungere. Tra questi c’è probabilmente chi ancora non è riuscito a formarsi una idea precisa di cosa sia la soddisfazione sessuale, forse perso dietro a un ideale molto alto e irraggiungibile mediato dai messaggi sbagliati dei media o della pubblicità. Altri invece sono sopraffatti dai problemi quotidiani e la loro vita sessuale è penalizzata dalla pressione negativa dello stress. Nella realtà la definizione di soddisfazione non è così complicata. Una vita sessuale felice è quella in cui entrambe i partner si divertono e stanno bene. Questo può essere realizzato in una varietà infinita di modi e non vuol dire che tutto deve essere sempre perfetto, ma che la vita sessuale va avanti con i suoi alti e bassi.
Il dato più evidente della ricerca è che la fascia di età più soddisfatta è quella che va dai 18 ai 21 anni. Questi nonostante l’inesperienza e la possibile ansia da prestazione sembrano divertirsi molto con il sesso. Forse trascinati dall’entusiasmo giovanile e dalla scoperta del sesso. Inoltre in questa fascia probabilmente si concentrano la maggior parte delle coppie di più giovane formazione e pertanto ancora prese nel “vortice” della passione. Col passare del tempo si sa la passione va scemando e la sessualità della coppia cambia. Con l’aumentare dell’età fortunatamente aumenta anche la maturità e la confidenza nelle proprie capacità. Purtroppo però, soprattutto in tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo, aumentano le pressioni sociali, i doveri e le responsabilizzazioni. Molte coppie allora soffrono il peso di impegni troppo pressanti e non riescono a trovare il tempo anche per il sesso. Alcuni dunque soccombono allo stress causato dal “peso” della famiglia. Quando ci sono i figli ci si deve organizzare anche per gli incontri sessuali. Risulta dunque che la fascia che va dai 30 ai 39 anni è quella con più problemi a carattere sessuale. Invece di essere quella che si gode la sua maturità risulta essere quella che viene schiacciata dallo stress lavorativo e sociale fino a considerare poco soddisfacente e quantitativamente scarsa la propria vita sessuale.
Con l’aumentare dell’età invece la situazione sembra migliorare leggermente al contrario di quanto normalmente si pensi. Invece c’è sempre più evidenza che il sesso in età matura può essere una realtà molto soddisfacente. La pressione lavorativa diminuisce, i figli crescono e vanno via di casa: Certo, non è che i problemi finiscano, ma si vive con più tranquillità e il sesso può essere un buon mezzo per mantenersi vitali e accrescere il proprio benessere. De resto, lo abbiamo detto più volte, la sessualità dura una vita se la alimentiamo nel modo giusto.

Può interessarti anche il ciclo di post “Ad ogni età la sua sessualità”

L’adolescenza e la giovinezza
L’età adulta
L’età matura

Foto di Aedo Pultrone

Commenta