Violenza Domestica: ce n’è anche per gli uomini
Pubblicato da Giuliana Proietti il 10 Settembre 2008- Tags: case protette, progetto Dyn, Uomini, violenza domestica, WWA
Un’ organizzazione britannica, che finora si era occupata solo di violenza familiare e sessuale sulle donne, ha deciso di aprire due case protette in una città di mare (Rhyl, nel Denbighshire) per metterle a disposizione di uomini vittime di violenza domestica.
L’organizzazione è il Welsh Women’s Aid (WWA) e gli abusi domestici, secondo il Ministero degli Interni britannico interessano, in quella nazione, una donna su quattro e un uomo su sei.
In un primo momento l’organizzazione prestava assistenza solo alle donne maltrattate o abusate, e ai loro figli; ora il progetto Dyn fornirà supporto anche agli uomini e organizzerà seminari per contribuire alla sensibilizzazione sull’argomento.
Adam Rees, Coordinatore del progetto Dyn, ha dichiarato: “Lo scopo del Progetto Dyn, finanziato dalla Comunità del Denbighshire, è di poter parlare di abusi domestici in generale, comprendendo che può accadere a donne o uomini, ricchi o poveri, indipendentemente da razza, religione o sessualità“.
Secondo il British Crime Survey del 2007-2008, il 15% della violenza domestica ha riguardato vittime di sesso maschile.
La violenza domestica rappresenta circa uno su sei incidenti violenti.
Fonte: BBC
Questa è la notizia: il commento è che, malgrado i dati forniti, questa violenza femminile sugli uomini francamente non appare, almeno nelle dimensioni indicate. Personalmente, nella mia vita professionale mi sono occupata solamente di un uomo, che veniva regolarmente schiaffeggiato dalla moglie: accadeva quando lei stava guardando le telenovelas e lui parlava o la disturbava, impedendole di seguire l’amatissima fiction. Forse, in quel caso, era lei che doveva essere tutelata… Dalla TV.
Tags: case protette, progetto Dyn, Uomini, violenza domestica, WWA


Vede, Cara Signora, siamo tutti vittima degli stereotipi. Se lei riuscisse a uscire da questa condizione riuscirebbe ad afferrare il vero senso delle parole.
La violenza domestica della quale Lei parla in questo articolo non può essere ridotta a pura violenza fisica. E’ soprattutto la violenza psicologica, emotiva, della quale parliamo. Quella che lascia le ferite più profonde.
Essere minacciati (anche qua, non fisicamente, ma anche “solo” di abbandono, di essere estromesso dalla vita dei figli, ad esempio), essere costantemente denigrati, emarginati dal proprio ruolo educativo, frustrati nei propri slanci emotivi, scientificamente distrutti nelle proprie certezze e nella propria dignità, e potrei andare avanti ancora. Quando ci sono di mezzo i figli, ad esempio, la violenza domestica alla quale può essere sottoposto un uomo può essere devastante, proprio perché ricattato dove il nervo è scoperto: i propri figli.
Mi è personalmente capitato e so cosa significa. Ne ho pagato le conseguenze con una separazione e un esaurimento nervoso fortunatamente risolto dopo pochi mesi e un anno di sostegno e psicofarmaci.
Sa perché? Perché la mia ex moglie aveva deciso che non voleva stare più con me, che il suo progetto genitoriale era compiuto e io ero diventato un peso, del quale poteva tranquillamente liberarsi visto che aveva una casa e una famiglia numerosa a cui appoggiarsi e il mio assegno sul quale poter contare e l’affido del figlio praticamente certo.
Non avendo il coraggio di mettermi fuori e di lasciare nostro figlio senza un padre convivente ha deciso di demolirmi, piano piano, di violentarmi psicologicamente fino al mio cedimento, quando è riuscita a fare desiserare anche a me la separazione, vista la convivenza ormai impossibile nonostante i miei mille tentativi e la salute che cominciava a vacillare.
Vede, Cara Signora, la violenza di due ceffoni è la cosa più odiosa e prepotente che un uomo possa fare. Ma la violenza di una donna può essere molto più “violenta”, appunto.
Cordiali saluti
Giorgio
Gentile Signor Giorgio,
Sono convinta anch’io che le donne possano fare molto male agli uomini attraverso una forma di violenza che è più psicologica che fisica: non a caso nel Convegno che stiamo organizzando ad Ancona il 22 Novembre 2008, dal titolo LA RELAZIONE FAMILIARE DIFFICILE, in cui si parlerà di violenza e abuso familiare, abbiamo inserito due interventi che potranno farla pensare:
Mario Feroce (AN), Cordinatore Regione Marche Associazione ONLUS “Papà Separati”: Considerazioni sull’affido familiare
e
Francesca Selloni (AN), Psicologa: La violenza perpetrata dalle donne
Stabilito dunque che siamo d’accordo sul fatto che anche le donne in certi casi possono essere violente, mi permetta di precisare che esse lo sono percentualmente MOLTO MENO degli uomini!
Cari saluti e ci stia bene!
GP
Cara Signora Giuliana, mi permetta di dissentire. Purtroppo vorremmo mettere sullo stesso piano due fenomeni la cui visibilità non può essere paragonata.
Le donne denunciano (e fanno bene) le violenze che subiscono: spesso, quasi sempre, ci sono precise evidenze. Anche quando non lo fanno si può comunque desumere una certa incidenza percentuale.
Le violenze che subiscono gli uomini, semplicemente, “non sono denunciabili” in quanto non lasciano nessun segno visibile.
Sono un dramma sommerso e basta.
Certo che può dissentire, ma non vedo su che cosa, visto che in questo caso siamo perfettamente d’accordo…
GP
Sul fatto che siano percentualmente meno violente degli uomini…