Essere madri con il cuore della mente - Intervista alla Prof.ssa Silvia Vegetti Finzi
Si parla di: Figli, Gravidanza, Società
Oggi vi propongo un’intervista nuova ed esclusiva (oltre che molto interessante), tutta centrata sul tema della maternità, fatta alla professoressa Silvia Vegetti Finzi, Psicologa e Docente di Psicologia Dinamica presso l’Università di Pavia.
Personalmente apprezzo moltissimo i punti di vista di Silvia Vegetti Finzi, che ritengo siano sempre profondi, illuminanti e soprattutto mai troppo scontati.
GP A tuo avviso i genitori di oggi sono abbastanza maturi e preparati per preparare i figli ad una sana vita sessuale?
SVF Nessuno lo è mai. La sessualità umana, sottratta ai ritmi della natura, ha sempre qualche cosa di oscuro e di eccessivo. Basta pensare che le femmine dei mammiferi superiori sono disponibili all’accoppiamento soltanto durante il periodo fecondo dell’estro, mentre le femmine umane lo sono sempre.
GP. Come giudichi il fatto che, malgrado oggi si parli spesso a scuola di salute sessuale e metodi contraccettivi, gli adolescenti non prendano poi sufficienti precauzioni contro la gravidanza ?
SVF Perché la conoscenza non corrisponde necessariamente alla consapevolezza. Gli adolescenti conservano residui dell’onnipotenza infantile per cui pensano: ” a me non può succedere, a me non succederà”. Solo con la maturità si acquisisce il senso della responsabilità.
GP Parlando in generale, dal punto di vista esclusivamente psicologico, secondo te può essere meno traumatico un aborto o una maternità precoce? In quali condizioni consiglieresti ai genitori di orientare la propria figlia, incinta e minorenne, verso l’una o l’altra decisione?
SVF Dipende dall’ambiente in cui l’adolescente vive, dai valori che hanno orientato la sua educazione, dalla disponibilità dei genitori all’aiuto e al sostegno. Il mio consiglio è di non avere preconcetti ma di accompagnare la ragazza incinta al riconoscimento del suo desiderio e all’accettazione della sua responsabilità.
GP Oggi si è diffusa la moda delle child-free women: le donne che scelgono deliberatamente di non diventare madri. Cosa ne pensi? Secondo te la gravidanza può ancora essere considerata una esperienza imprescindibile per il completamento psico-sessuale della donna?
SVF Non lo è mai stata. Basta pensare alle generazioni di suore che hanno scelto una maternità spirituale e che hanno assunto, con consapevolezza, il ruolo di madri simboliche. Alla domanda, imprescindibile, si può rispondere: sì, no, mai, più tardi oppure ” sarò madre in modo diverso”.
GP Spesso molte madri, dopo il parto, ricercano fortemente le abitudini che avevano prima della gravidanza e tendono ad affidare il loro piccolo alle cure dei nonni: secondo te questi comportamenti vanno incentivati o stigmatizzati?
SVF Non credo né agli incentivi né agli anatemi. Mi affiderei piuttosto alla riflessione, all’ascolto delle voci interiori, alla relazione col figlio. Quando nasce un bambino nasce una madre ma ci vuole tempo e silenzio perché, pur avendo convissuto per nove mesi, si incontrino e si amino.
GP Dal punto di vista psicologico e psicoanalitico, le gravidanze negate, cioè quelle che la gestante non riconosce, o si rifiuta di riconoscere, da cosa si originano?
SVF Dal fatto che le bambine non ricevono più un mandato materno: non elaborano
nell’immaginario la figura inconscia di figlio che pure esiste sin dalla nascita. Cieche e sorde di fronte al compito generativo che il loro corpo contiene, crescono come se fossero sessualmente neutre. Quello che io chiamo il “bambino della notte”, pre-visione del generato, non orienta lo sviluppo sessuale che si limita pertanto all’involucro esterno: sotto il vestito niente.
GP A cosa si possono attribuire i vissuti di lutto e depressione post-partum? Come vanno gestiti?
SVF Allo svuotamento del corpo gravido non corrisponde l’accettazione del figlio esterno. Il “bambino della notte”, fantasia anticipatoria del nascituro, non viene sostituito dal “bambino del giorno”. In mancanza di un “grembo psichico”, qualche cosa muore senza che qualche
cosa nasca davvero.
GP Sempre più coppie oggi sono infertili contro la propria volontà. Quali sono i vissuti femminili di infertilità? Cosa si può consigliare a quelle coppie che fanno della genitorialità l’obiettivo primario della loro unione, ovvero la costruzione di una famiglia, ma che poi non riescono a realizzarlo?
SVF Sono sempre più frequenti le sterilità idiomatiche, senza causa fisica. Spesso si risolvono quando la coppia elabora la propria sterilità, accetta il limite e si dispone ad accogliere un bambino con il cuore della mente.
Immagine tratta dal sito di Silvia Vegetti Finzi
Ultimo libro di Silvia Vegetti Finzi: Nuovi nonni per nuovi nipoti
Mia precente intervista alla prof. Vegetti Finzi: La felicità è ricerca e attesa



1.
io penso che,un figlio va desiderato,va cercato,va voluto…ma non a tutti i costi,io credo che di mezzo ci sia sempre un pò il destino,se quest’ultimo “decide”di non darti il piacere della maternità,è inutile sforzare,con prove stressanti per il corpo e per l’anima.
2.
Posso essere d’ accordo con Sabry…anche se a volte la natura va “stimolata”…qual’ è il confine dove fermarsi ? Abbiamo innumerevoli esempi di cose buone ma anche di nefandezze compiuta dall’ essere umano…..