Dei ricercatori, presso la New Mexico State University di Las Cruces, hanno studiato la personalità di 200 studenti universitari considerati “bad boys” (o mascalzoni) per capire quali fossero i tratti salienti della loro personalità e perché piacessero tanto alle donne.
Si è visto così che le loro caratteristiche di personalità includono tratti di insensibilità, comportamenti impulsivi, estroversione, narcisismo ed altri comportamenti comunemente considerati anti-sociali.
I ricercatori hanno chiesto a questi “cattivi ragazzi” quali fossero i loro punti di vista su amore, rapporti sessuali, numero dei partner sessuali. La conclusione di Peter Jonason, che ha condotto la ricerca, è che, se anche se la società tende a guardare dall’alto in basso questi tratti “negativi” di personalità, essere un cattivo ragazzo paga, nei rapporti con l’altro sesso, soprattutto se gli obiettivi sono di breve periodo.
Le donne infatti, anche se teoricamente dovrebbero cercare di stare alla larga da questo tipo di uomini, ne sono (da sempre) particolarmente attratte e non a caso il numero delle partners sessuali collezionate dal “cattivo ragazzo” è sempre molto, molto elevato.
Il tipo classico del mascalzone è simile alla moderna figura di James Bond: un uomo con poca empatia per gli altri, con un debole per le auto veloci e per le relazioni ancor più veloci con l’altro sesso (la quantità per lui conta assai più della qualità).
Questi tratti di personalità, spiega Jonason, sono evidentemente vincenti nel facilitare l’accoppiamento e per questo si sono mantenuti e rafforzati durante l’evoluzione umana.
Altre spiegazioni su queste attrazioni pericolose potrebbero però essere ricercate in altri fattori, ad esempio fisiologici, prima che psicologici. E’ possibile infatti che un maschio con queste caratteristiche di personalità dominante possa essere percepito come maggiormente dotato di testosterone e pertanto considerato maggiormente ricco di fascino ed appeal sessuale.
Va anche detto che queste personalità così estroverse e sicure di sé potrebbero di molto abbellire i loro racconti circa le conquiste sessuali, facendo credere agli ingenui ammiratori di avere un successo con l’altro sesso assai maggiore di quanto in realtà non sia: basta, in fondo, raccontare quanto gli altri semplicemente si aspettano (e sono disposti a credere senza filtri, o obiezioni di sorta).
Questo grande successo nelle relazioni a breve termine però ha il suo rovescio della medaglia: l’uomo-mascalzone colleziona solo insuccessi nelle relazioni di lungo termine, essendo incapace di costruire una relazione basata sulla fiducia, l’intimità e l’impegno.
Donne, siete avvertite!
Anche se, come si è detto, l’avvertimento non funziona. Anzi…
Fonte: Abc news
Immagine: Vanessa Hud



1.
Beh se vuoi la storia di 1 notte PERCHE’ NO
ma l’uomo della tua vita nn è certo un Bad Boy. A me poi piacciono carini in ogni senso perche’ “cattivella” basto gia’ io 
2.
L’altro sesso, essendo incaricato di ribadire la propria identità nella differenza, ha come fondamento il presentare il più possibile caratteristiche comportamentali e sessuali secondari opposte. Il “bad boy” viene quindi a cmpletare la “good and sweet girl”. Da qui deriva lo sgomento (e il fascino) che la donna possa essere violenta. Gli stereotipi culturali aiutano a propagare la “differenza agressiva” (ovvero la guerra fra i sessi), mentre l’andamento quotidiano tende a desessualizzare la relazione uomo-donna (camicia-pantaloni per tutti, atteggiamenti professionali unificanti, accesso agli stessi “giocattoli”). Solo la condizione materna segna ancora il confine sessuale in modo marcatissimo.
Un’ultima cosa . la donna essendo accuditrice è anche una redentrice : vuole far tornare in una morale accettabile il mascalzone. E forse l’essere trattata male (fino a un certo punto) è un coadiuvante erotico) :-).