Tutti i contenuti della categoria ‘Curiosità’

sondaggio-donna-moderna.jpgSempre più donne, in particolare le ragazze più giovani, tra i 14 e i 24 anni utilizzano Internet e lo fanno più dei coetanei maschi, per dire la loro su Forum e Blog. Sarebbe sbagliato tuttavia pensare che le donne usino Internet come una sorta di diario, o solamente allo scopo di scambiare due chiacchiere con altre persone, seppure in modo virtuale: un recente sondaggio che abbiamo lanciato nel Forum di Donna Moderna aveva lo scopo di capire in che modo le donne si orientano nella Rete per quanto riguarda le cose del sesso.

Al sondaggio (denominato “Sex and the Internet: cosa fai online?”), che è rimasto  aperto in Rete dal Novembre 2009 al Febbraio 2010, hanno risposto 233 persone, presumibilmente di sesso femminile, dal momento che si richiedeva specificamente che a rispondere fossero solo donne.

Forse potrà sorprendere qualcuno, ma il sondaggio mostra che ben il 48,5% delle donne che navigano in Rete “guarda filmati porno e scene di sesso esplicito“: praticamente una su due. Un altro dato interessante è che il 37,34% delle partecipanti ha affermato di “aver imparato molte cose interessanti sul sesso, attraverso la Rete”.

Del resto, che Internet sia ormai destinato a diventare il nostro principale mezzo di informazione è ormai evidente a tutti: il 31,33% delle Forumiste di Donna Moderna ha infatti dichiarato che “legge articoli scientifici sulla sessualità”, anche se il 12,88% del campione si dichiara “disgustata da tutto il sesso che si trova su Internet”.

Altri dati interessanti, questa volta relativi alla possibilità di fare incontri in Rete: l’11,16% delle donne chatta, con il fine esplicito di conoscere un partner virtuale; leggermente di meno sono le donne interessate a conoscere  un nuovo partner di persona (10,73%), mentre quasi una donna su dieci (9,44%) si diverte ad incuriosire i possibili partners internauti con sue immagini erotiche.

Dopo aver flirtato online con uno sconosciuto, alcune donne si sentono “più felici” (11,16%), pochissime si sentono “in colpa” (2,58%) ed ancora di meno “in ansia” (2,15%).

Se qualcuno a questo punto si chiedesse quanti di questi incontri via web sfociano in un tradimento, abbiamo una risposta: le donne che hanno tradito, ma solo in modo virtuale, sono il 12,88%, mentre le donne che sono, per così dire, passate all’atto, anche nella vita reale sono state leggermente di meno 9,87%. Sommando i tradimenti virtuali con quelli reali, il campione dimostra che  il fenomeno del tradimento via web, almeno per quanto riguarda il nostro campione, riguarda  circa 22 donne su 100.

A questo dato potremmo inoltre aggiungere anche il 2,58% di donne che “non hanno ancora tradito il partner con una persona conosciuta su Internet, ma che stanno pensando di farlo“. Tra traditrici virtuali, reali e indecise raggiungiamo quasi il 25% del campione, cioè una donna su quattro. Obiettivamente non è poco…

2 commenti

condom.jpgSono stati messi in vendita dei preservativi molto piccoli. Non per gli uomini che soffrono di microfallia (pene piccolo), ma per ragazzi non ancora completamente sviluppati, ovvero che hanno fra i 12 ed i 14 anni.

Il preservativo si chiama Hotshot ed è stato progettato a seguito di uno studio sulla sessualità in adolescenza (per conto della Commissione Federale Svizzera per l’infanzia e la gioventù,  relativo a 1.480 soggetti di età compresa fra 10 e 20 anni),  il quale ha chiaramente mostrato che il primo rapporto sessuale avviene molto prima di quanto si pensasse.

Molti ragazzini alle prese con il sesso, anche volendo, non riescono ad usare il preservativo standard, perché troppo grande. Ecco allora la necessità di un preservativo della loro “taglia”.

Questi condoms costano all’incirca 5 euro per un pacchetto di 6 pezzi e sono stati ideati da Lamprecht AG, una marca di preservativi svizzera. Per il momento la produzione serve a coprire il mercato svizzero, ma si guarda già con interesse al mercato del Regno Unito, Paese che “vanta” il maggior numero di gravidanze precoci in Europa.

Un condom standard ha un diametro di 5.2cm, mentre l’Hotshot è di 4.5cm. La lunghezza è invece la medesima: 19 cm.

Ulteriori notizie sull’uso del preservativo e acquisto online  sul sito Aiuto Aids Svizzero.

Fonte: The Telegraph
Immagine: Mr. Hepe

Giuliana Proietti

1 commento

olimpiadi-invernali-sesso.jpg Non si tratta solo di sport. Gli uomini che con tanta passione seguono in trasferta la squadra del cuore, o si prenotano per tempo per andare ad assistere ad eventi sportivi importanti, lontani da casa, non lo fanno solo per la grande passione che nutrono per lo sport, ma anche per fare una bella scorpacciata di sesso.

Michelle Miller, fondatrice di “Not a sport”, un’associazione che si batte contro il traffico di esseri umani, spiega: “Ogni volta che si organizza un mega evento… La domanda cresce. Gli uomini che sono lontani dalle loro reti sociali godono di un certo grado di sicurezza e di anonimato ed è più probabile che scelgano il sesso a pagamento”

Ben lo sanno a Vancouver le organizzazioni criminali che sembra abbiano spedito nella città olimpica migliaia di donne, per farle prostituire. Del resto si conosce già il dato delle Olimpiadi di Atene del 2004: le autorità greche segnalarono un aumento del 95% del traffico di esseri umani per scopo di prostituzione ed ancora, dopo tutti questi anni, i valori non sono ancora tornati al periodo che ha preceduto l’evento olimpico. Altro dato: al recente Super Bowl americano i sex clubs sembra abbiano quadruplicato il loro lavoro…

Nelle settimane e nei mesi precedenti le Olimpiadi invernali 2010 (e per tutto il periodo dei giochi), i cartelloni pubblicitari di  Vancouver, le televisioni, i giornali sono stati occupati non solo dai prevedibili annunci degli sponsor aziendali: birre e marche legate allo sport, ma anche da immagini di donne picchiate e insanguinate, allo scopo di sensibilizzare l’utenza.

Una di queste campagne pubblicitarie è stata commissionata dall’Esercito della Salvezza (Salvation Army) e riguarda il traffico di esseri umani destinati alla prostituzione.

L‘Organizzazione Internazionale del Lavoro stima che in tutto il mondo 2,4 milioni di persone siano vittime della tratta di esseri umani e, di queste, 1,3 milioni siano coinvolte nello sfruttamento sessuale; oltre l’80 per cento di tutte le vittime sono donne e bambini.  

Ma non vi è solo l’aspetto, terribile,  dello sfruttamento sessuale: a fare molto sesso sono anche gli atleti stessi, all’interno del loro entourage. Sembra infatti che una delle statistiche di cui più si discute oggi a  Vancouver non riguardi una medaglia olimpica o un punteggio sbagliato, ma la quantità di preservativi venduti. Nel villaggio atletico sono stati forniti centomila profilattici, per un totale di 14,6 preservativi per ciascuno dei 6.850 atleti e funzionari previsti per la partecipazione alle Olimpiadi e Paraolimpiadi.
Supponendo che i preservativi siano utilizzati in genere a livello di coppia, il numero indica una previsione di 29 rapporti in due settimane, due al giorno.

Va anche detto che a molti atleti viene richiesta un’astinenza sessuale fino a sei settimane prima delle Olimpiadi, per avere il massimo livello di testosterone disponibile e ottenere così un vantaggio nella competizione sportiva. Così, dopo la manifestazione sportiva, è ovvio che il desiderio sessuale possa manifestarsi in modo esplosivo, nello stile classico dei tappi di champagne, che pure volano via copiosi, dopo ogni gara.

Infatti l’alcol, insieme al trovarsi lontani da casa e dal proprio ambiente, porta gli atleti (già intrisi in una forte cultura del benessere e consapevoli di avere un’ottima fisicità), a vivere un’atmosfera unica di esaltazione e di celebrazione, che rende il sesso il loro secondo sport preferito. Anche se a casa, forse, di questo qualcuno ne soffrirà.

Giuliana Proietti

Links

Embrace dignity
Thetruthisnotsexy
Buying sex is not a sport

Video (in inglese)

Fonti:

Rabble.ca
Alternet.com

Immagine: True Russian Vodka

Ne parliamo anche nel Forum

Commenta

4037483443_ae3d1a01af.jpgQuando una persona prova interesse, sia erotico che sentimentale, per persone di entrambi i sessi, la si definisce “bisessuale“. Non tutti amano questa definizione: c’è chi preferisce la dizione “pansessuale” (significando che l’attrazione non è rivolta solo ad un sesso o all’altro, ma anche ai transessuali) ma anche “non - preferenziali“, “sessualmente fluidi“, “ambisessuali” o “omnisessuale” ed anche “bi-curiosi” (soggetti eterosessuali, con qualche curiosità ed interesse per soggetti dello stesso sesso).

Gli studi considerati, ancora oggi, più seri ed attendibili, sulla bisessualità sono quelli di Kinsey, condotti nel 1940. La parola magica di Kinsey, per spiegare la bisessualità, era “continuum“, cioè una scala che parte da una polarità e arriva ad un’altra, contenendo nel mezzo diversi gradi di sfumature.  La sua scala è composta di 6 punti, dove gli eterosessuali rappresentano lo 0 della scala, mentre gli omosessuali sono al punteggio massimo, 6. Da 1 a 5 i soggetti sono definiti “bisessuali“, con queste sfumature:

1. Eterosessualità predominante, con qualche sporadico rapporto omosessuale;
2. Eterosessualità predominante, ma con una chiara storia omosessuale
3. Eterosessualità ed Omosessualità allo stesso livello
4. Omosessualità predominante, ma con una chiara storia eterosessuale
5. Omosessualità predominante, con qualche sporadico rapporto eterosessuale

JR Little individua diversi tipi di bisessualità, partendo dai desideri sessuali e dalle esperienze. Essi sono:


Continua dopo il click...

6 commenti

1166076281_3002c757a5.jpgAvrete anche voi notato che gli uomini che intendono “rimorchiare” si comprano anzitutto una bella macchina.  E quando dico “bella” intendo dire soprattutto “costosa”.

Francamente per molto tempo ho pensato che fossero degli illusi, visto che, personalmente, non saprei riconoscere una Ford da una Renault o da una Fiat e, anche con le Ferrari, ci capisco davvero pochino (intuisco che si potrebbe trattare di una Ferrari a partire dal fatto che è di colore rosso… Se avessi fatto la fotoreporter dunque, con me Lapo Elkann e la sua Ferrari gialla l’avrebbero fatta sicuramente franca…)

Ma non tutte siamo così e vi sono molte donne che, le ho sentite anch’io con le mie orecchie,  sanno perfettamente calcolare il valore attuale di una macchina in pochi secondi , attraverso una veloce sbirciatina. (costo nuovo/usato, data di immatricolazione, usura ecc., neanche avessero un collegamento neuronale al sito di Quattroruote )

Se non volete crederci, vi capisco: è difficile arrendersi a questa dura realtà 8-O
Lascio dunque la parola a due ricercatori inglesi,  Michael Dunn e Robert Searle, i quali hanno voluto sperimentare in modo scientifico questa credenza popolare. Nel centro di Cardiff essi hanno fermato degli ignari passanti e e hanno chiesto loro di valutare il livello di attrazione che provavano verso un soggetto dell’altro sesso, seduto in una macchina. Agli uomini veniva mostrata una donna, alle donne un uomo. Erano sempre lo stesso uomo e la stessa donna, con la stessa postura e la stessa espressione facciale, ma ripresi con due “sfondi” differenti: o seduti su una Ford Fiesta , o seduti su una Bentley Continental (al tempo dell’intervista il valore stimato di questa macchina era di 75.000 sterline (circa 86.000 euro).


Continua dopo il click...

Commenta


2008 ARNOLDO MONDADORI EDITORE S.P.A. P.IVA 08386600152