Tutti i contenuti della categoria ‘Eventi’

Love DucksIl corteggiamento nel regno animale è una componente fondamentale per la sopravvivenza della specie. Ne sa qualcosa Isabella Rossellini che dopo la serie di corti intitolata “Green Porno” , dedicata alla sessualità nel regno animale, parla ora della seduzione con una nuova serie di corti dal titolo “Seduce me” . I corti sono diretti, scritti ed interpretati dalla Rossellini per il Sundance Channel di Robert Radford.

“Dopo la serie comica su come gli animali si riproducono- ha detto la Rossellini- ho voluto creare una nuova serie su come gli animali seducono le proprie partner usando diverse, variate ed incredibili strategie. Possono magari darci nuove idee su come conquistare i nostri compagni!”.
Il maschio ha milioni di spermatozoi ed è sua responsabilità diffonderli per tramandare i propri geni nel miglior modo possibile. Le femmine invece hanno un numero limitato di ovuli ed il loro compito è dunque di proteggerli e conservarli per il maschio migliore. Questo può spiegare perché per le femmine sia importante e ricerchino il corteggiamento, poichè permette di loro di farsi un’idea del maschio che hanno di fronte e poter scegliere sapendo che quello è il maschio giusto per la riproduzione dei propri geni. Mentre i maschi possono permettersi di essere più impulsivi e scegliere con più ampio margine.
Con “Seduce me” la Rossellini vuole porre attenzione proprio al tema della seduzione riproducendo in studio la vita animale senza volgarità ma con grande accuratezza scientifica e un pizzico di ironia.
Se non avete mai visto i corti della Rossellini e siete dalle parti di Roma potete vederli nella splendida cornice naturale della Valle dell’Aniene. Saranno infatti proiettati gratuitamente a Roma il 4 e 5 settembre all’interno dell’Aniene Film Festival. Non perdeteli, sono un modo diverso, ironico ed interessante per vedere la sessualità.

Fonte: Sundance channel

Foto: “A Pond for the Love Ducks” di Mr. Ducke

Commenta

Library of loveSdoganare i termini che riguardano il sesso dalla loro connotazione o troppo triviale o troppo aulica non è cosa da poco, ma quando l’eros incontra la letteratura possono fiorire nuovi interessanti neologismi. E’ quanto è stato fatto dalla Treccani con la presentazione dello speciale “Il linguaggio dell’eros” in cui si prende in esame il mondo dell’erotismo nel suo piano temporale di sviluppo passato e futuro e si cerca di dare un altro modo di esprimere quello che generalemente è indicibile e sottaciuto.
Già Calvino nel 1978 aveva posto l’accento su quanto i termini sessuali del linguaggio comune fossero troppo legati ad un valore dispregiativo. Sarebbe dunque il momento di cominciare a connotare diversamente anche in modo linguistico ciò che riguarda il sesso per non continuare a rimanere legati all’idea del sesso come di qualcosa di brutto e volgare che va nascosto.
Apprezziamo molto dunque l’iniziativa della Treccani di assegnare una terminologia nuova e più serena al mondo dell’eros. Troviamo infatti una curiosa rassegna di modi più o meno alternativi per indicare, l’ormai forse troppo abustato, “fare l’amore” coniati da 20 scrittori e scrittrici contemporanei che vanno dal musicale “accordare”, al più spiritoso “puffare” o al pratico “zummare”. E per voi, invece quale sarebbe il modo più attraente in cui vi piacerebbe sentirvi proporre di fare sesso?

Fonte: Treccani

Foto: Library of love di photomequickbooth

 

1 commento

HIV ribbonIn questi giorni si sta svolgendo a Vienna la XVIII Conferenza mondiale sull’Aids (o HIV). Il tema di questa edizione è il legame tra l’obiettivo dell’Accesso universale a prevenzione, trattamenti e cure e i diritti umani. La discriminazione delle persone sieropositive e la disinformazione sulla malattia e sui mezzi di contagio comportano una maggiore diffusione del virus e una mancata conoscenza epidemiologica. Alla conferenza è stato presentato uno studio sull’efficacia di un gel vaginale microbicida che, grazie alla combinazione con il Tenofovir (un farmaco antiretrovirale), è capace di ridurre il rischio di contagio del virus. Gli studi hanno dimostrato che se applicato 12 ore prima o dopo un rapporto sessuale, può ridurre fino al 39% il rischio di contagio col virus Hiv in donne fra 18 e 40 anni. Percentuale che sale a oltre il 54% se il gel viene usato con molta frequenza. Di certo non è la soluzione al contagio, ma può essere un aiuto alla sua riduzione, soprattuto per quelle donne a rischio i cui partner sessuali rifiutano l’uso del preservativo. Resta infatti indubbio che l’uso del preservativo è comunque l’unica via sicura per eliminare il rischio di contrarre l’HIV come le altre malattie a trasmissione sessuale. La via di trasmissione principale del Virus sono i contatti sessuali non protetti. In Italia una stima dell’Istituto Superiore di Sanità relativa al 2008 ha determinato che nel 44,4% dei casi, la trasmissione del virus è avvenuta con un rapporto eterosessuale; nel 23,7% dei casi, invece, c’è stato un rapporto omosessuale o bisessuale, nel 10% c’è un uso di droghe e nel 21,9% dei casi un altro motivo. L’Italia si posiziona fra i Paesi dell’Europa occidentale con un’incidenza di HIV medio-alta, con 4.000 nuove infezioni diagnosticate nel 2008 in persone con un’età media di 38 anni per i maschi e 34 anni per le femmine. In particolare il 30-35% delle persone affette da AIDS in Italia è costituito da donne.

Fonte: Corriere della sera.it

Foto: Every 6 seconds di Wen-Yan King

Commenta

mimose-festa-della-donna.jpgNe ho parlato già nel mio Blog, ma vorrei scriverlo anche qui, sul Sesso e la Luna, per coinvolgere anche voi, gentilissimi lettori, su questa proposta che mi è venuta in mente riguardo all’8 Marzo, una data che, anno dopo anno, per me diventa sempre più insopportabile… E per voi?

Ed ecco la mia sensazione e la mia proposta:

Anche quest’anno ricordiamo la ricorrenza dell’8 Marzo, la festa delle donne.

Ma se questa festa, una volta tanto importante per la conquista dei diritti civili delle donne, deve essere ormai equiparata alla retorica e melensa festa della mamma, con tanto di fiori e cioccolatini, o, peggio ancora, deve significare serate hard per orde di donne in libera uscita, sullo stile degli uomini, tanto per far vedere che la trasgressione non si coniuga più solo al maschile…. La mia risposta personale è un deciso: no, grazie!

In molte cose noi donne siamo ancora molto svantaggiate e vulnerabili nei confronti degli uomini (in primis stupri, violenze e stalking, ma anche impossibilità di accesso alle stanze del potere, lavoro inadeguato alle competenze, limitata carriera professionale, ecc.)  ma sarebbe a mio parere miope e perfino autistico concentrarci solo su noi stesse, senza vedere che intorno a noi vi sono ormai molti pregiudizi e atteggiamenti “sessisti” anche verso gli uomini, non per questo meno odiosi.

Basti pensare al discorso delle separazioni (sono quasi sempre gli uomini che devono allontanarsi dalla casa familiare e  l’assegnazione dei figli nella maggior parte dei casi va alla madre, anche quando gli uomini si mostrano disponibili, capaci e perfettamente in grado di accudire i propri figli), oppure il caso dei giornalisti della TV, che sono ormai in via d’estinzione, perché considerati poco sexy, oppure degli uomini che vorrebbero lavorare con i bambini (vengono presi automaticamente per gay o pedofili), ecc…. Tanti sono i casi.

Certo, i problemi sociali e familiari delle donne sono, ancora oggi, di più e più gravi di quelli che riguardano gli uomini, ma non si potrebbe cercare di fare uno sforzo e guardare avanti, per fare di questa giornata una giornata di riflessione, di solidarietà, contro tutte le discriminazioni fra i sessi? Non potremmo, vicendevolmente, fra uomini e donne, scambiarci dei fiori nella data dell’8 Marzo, significando con questo gesto il raggiungimento di una tregua, di una volontà di costruire insieme il nostro futuro di esseri umani, dopo tanti anni di oppressione dell’uomo sulla donna e dopo una sacrosanta lotta femminista, che ci impegna ormai da quarant’anni?

Lancio dunque anche da questo Blog questa proposta: perché non trasformiamo la festa della donna nella “festa per la parità dei sessi”? Battete un colpo, se ci siete.

Giuliana Proietti

Immagine: Zipckr

Ne parliamo anche nel Forum

9 commenti

olimpiadi-invernali-sesso.jpg Non si tratta solo di sport. Gli uomini che con tanta passione seguono in trasferta la squadra del cuore, o si prenotano per tempo per andare ad assistere ad eventi sportivi importanti, lontani da casa, non lo fanno solo per la grande passione che nutrono per lo sport, ma anche per fare una bella scorpacciata di sesso.

Michelle Miller, fondatrice di “Not a sport”, un’associazione che si batte contro il traffico di esseri umani, spiega: “Ogni volta che si organizza un mega evento… La domanda cresce. Gli uomini che sono lontani dalle loro reti sociali godono di un certo grado di sicurezza e di anonimato ed è più probabile che scelgano il sesso a pagamento”

Ben lo sanno a Vancouver le organizzazioni criminali che sembra abbiano spedito nella città olimpica migliaia di donne, per farle prostituire. Del resto si conosce già il dato delle Olimpiadi di Atene del 2004: le autorità greche segnalarono un aumento del 95% del traffico di esseri umani per scopo di prostituzione ed ancora, dopo tutti questi anni, i valori non sono ancora tornati al periodo che ha preceduto l’evento olimpico. Altro dato: al recente Super Bowl americano i sex clubs sembra abbiano quadruplicato il loro lavoro…

Nelle settimane e nei mesi precedenti le Olimpiadi invernali 2010 (e per tutto il periodo dei giochi), i cartelloni pubblicitari di  Vancouver, le televisioni, i giornali sono stati occupati non solo dai prevedibili annunci degli sponsor aziendali: birre e marche legate allo sport, ma anche da immagini di donne picchiate e insanguinate, allo scopo di sensibilizzare l’utenza.

Una di queste campagne pubblicitarie è stata commissionata dall’Esercito della Salvezza (Salvation Army) e riguarda il traffico di esseri umani destinati alla prostituzione.

L‘Organizzazione Internazionale del Lavoro stima che in tutto il mondo 2,4 milioni di persone siano vittime della tratta di esseri umani e, di queste, 1,3 milioni siano coinvolte nello sfruttamento sessuale; oltre l’80 per cento di tutte le vittime sono donne e bambini.  

Ma non vi è solo l’aspetto, terribile,  dello sfruttamento sessuale: a fare molto sesso sono anche gli atleti stessi, all’interno del loro entourage. Sembra infatti che una delle statistiche di cui più si discute oggi a  Vancouver non riguardi una medaglia olimpica o un punteggio sbagliato, ma la quantità di preservativi venduti. Nel villaggio atletico sono stati forniti centomila profilattici, per un totale di 14,6 preservativi per ciascuno dei 6.850 atleti e funzionari previsti per la partecipazione alle Olimpiadi e Paraolimpiadi.
Supponendo che i preservativi siano utilizzati in genere a livello di coppia, il numero indica una previsione di 29 rapporti in due settimane, due al giorno.

Va anche detto che a molti atleti viene richiesta un’astinenza sessuale fino a sei settimane prima delle Olimpiadi, per avere il massimo livello di testosterone disponibile e ottenere così un vantaggio nella competizione sportiva. Così, dopo la manifestazione sportiva, è ovvio che il desiderio sessuale possa manifestarsi in modo esplosivo, nello stile classico dei tappi di champagne, che pure volano via copiosi, dopo ogni gara.

Infatti l’alcol, insieme al trovarsi lontani da casa e dal proprio ambiente, porta gli atleti (già intrisi in una forte cultura del benessere e consapevoli di avere un’ottima fisicità), a vivere un’atmosfera unica di esaltazione e di celebrazione, che rende il sesso il loro secondo sport preferito. Anche se a casa, forse, di questo qualcuno ne soffrirà.

Giuliana Proietti

Links

Embrace dignity
Thetruthisnotsexy
Buying sex is not a sport

Video (in inglese)

Fonti:

Rabble.ca
Alternet.com

Immagine: True Russian Vodka

Ne parliamo anche nel Forum

Commenta