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    Le fobie sessuali

    Pubblicato da Giuliana Proietti il 15 Settembre 2008
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    In psicologia il concetto di ‘paura’ è diverso da quello di ‘fobia’: se infatti la paura è qualcosa di naturale, perfino di benefico per la nostra sopravvivenza (pensate a come potremmo mettere in pericolo la nostra vita, se camminassimo spensierati sull’orlo di un precipizio…), la fobia è una paura intensa quanto innaturale e ingiustificata per un oggetto o una situazione specifica.

    C’è chi soffre di fobie per gli spazi aperti, gli spazi chiusi, i ragni, ecc.: le fobie sono numerosissime e creano, a chi si confronta quotidianamente con questo disturbo, un disagio molto intenso, che spesso conduce  verso la depressione e/o l’isolamento sociale, oltre che verso forti problemi di ansia, attacchi di panico ed altro.

    Le fobie sessuali riguardano tutti gli aspetti della sessualità. I sintomi sono quelli tipici di chi soffre di attacchi di panico: improvvisa fame d’aria, senso di nausea, respirazione e battito cardiaco accelerati, sudore e sensazione di svenire. Nei casi meno gravi tutto può risolversi con un semplice senso di imbarazzo, fastidio, irritabilità se si viene messi a confronto con gli oggetti o le situazioni temute.

    Proviamo a descrivere alcune fobie tipicamente sessuali:

    Coitofobia: come dice la parola, è una paura intensa del rapporto sessuale, della penetrazione, sia attiva, sia passiva.

    Erotofobia: anche questo termine non è difficile da comprendere perché si riferisce al Dio greco dell’amore, Eros. In questo senso dunque la fobia non riguarda gli atti sessuali veri e propri (nel senso: non solo quelli!), ma il semplice parlare di sesso, o avere a che fare con materiale che parla di sessualità. (La cosa può accadere ad esempio a chi, leggendo questo Blog, possa avvertire un senso di fastidio e di disagio per i contenuti di cui tratta.)

    Eurotofobia.  Persistente, anormale e ingiustificata repulsione per i genitali femminili. Più conosciuta come “colpofobia”  (dal greco kólpos, vagina. Diversa dalla “ereutofobia” che è invece la paura di diventare rossi). A volte il fenomeno può essere limitato ad un’esposizione ai genitali femminili fatta in modo sporco o volgare, altre volte il disturbo può essere più generalizzato e compromettere seriamente la vita relazionale del soggetto.

    Partenofobia - Paura anormale e persistente per le rgazze giovani o le vergini. Ovvero timore di avere relazioni o rapporti sessuali con donne giovani ed inesperte.

    Ginefobia – Conosciuta anche come “ginofobia” (dal greco gyné, donna) è la paura persistente e irrazionale che hanno gli uomini nei confronti dell’altro sesso. Questa paura può arrivare, come forma reattiva, all’odio per le donne: è il caso della misoginia (dal greco misos, odio, e gyné, donna).

    Gimnofobia - Conosciuta anche come “ginnofobia”, dal greco “gymnos“, che significa “nudo”. (Forse non tutti sanno che gli atleti nell’antica Grecia si esibivano nudi, da cui il termine ‘ginnasti’). Queste persone sono estremamente pudiche, incapaci di spogliarsi di fronte ad un’altra persona, oppure a disagio nel vedere i corpi nudi di altri.

    Tocofobia, dal greco “tocos“, parto. Paura morbosa e destabilizzante di rimanere incinta o di partorire.  Sintomi sono: incubi, ansia, difficltà di concentrazione, ecc.

    Oneirogmofobia, dal greco “oneirogmòs”, che significa “paura di eiaculare in seguito ad un sogno erotico”.  

    Ci fermiamo qui: praticamente ad ogni oggetto, situazione, stimolo, si può associare la parola “fobia” (anch’essa derivante dal greco e che significa “paura”). 
    (A proposito: c’è anche la “ellenologofobia“: la paura dei termini greci o delle complesse terminologie scientifiche…)

    Le fobie sessuali si sviluppano a seguito di un’educazione particolarmente rigida, dove la sessualità è un vero e proprio tabù, o a seguito di traumi sessuali subiti nell’infanzia.

    Per liberarsi di queste fobie occorre prima di tutto esserne consapevoli ed avere sufficiente motivazione ad affrontare il problema con sé stessi.

    Può essere utile leggere diverse pubblicazioni scientifiche sulla sessualità, osservarne attentamente le illustrazioni, esporsi a ciò che si teme, ma in modo molto graduale.

    Occorre inoltre imparare a guardare alla sessualità come parte integrante, fondamentale, della vita umana: non si dovrebbe avere paura di una funzione del corpo che, oltre tutto, dal punto di vista scientifico viene ormai studiata e considerata al pari della funzione respiratoria, della funzione digestiva, della funzione circolatoria ecc…

    Dr. Giuliana Proietti

    Spermatofobia

    Pubblicato da Giuliana Proietti il 20 Agosto 2008
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    La spermatofobia è la paura persistente, anormale e irrazionale dello sperma. Come per le altre fobie, i sintomi si manifestano sotto forma di timori, panico, sudori, accelerazione cardiaca, vomito ecc. Nel caso specifico, altri sintomi piuttosto frequenti sono vaginismo, assenza di desiderio sessuale, avversione sessuale. 

    Le cause di questa avversione possono essere di tipo psicologico e possono rintracciarsi in storie di abuso sessuale, concezione negativa della sessualità, concezioni religiose, mancanza di attrazione per gli uomini, paura della gravidanza, paura delle malattie, dei germi, ecc.
     
    Anche la visione di materiale pornografico, in cui l’emissione di sperma avviene con violenza, in faccia o in bocca alle porno-attrici può produrre più uno shock che una eccitazione erotica in giovani ragazze adolescenti.

    Va anche detto che la maggior parte delle donne non ama o addirittura detesta lo sperma maschile per le sue proprietà organolettiche (colore, odore, sapore, ecc.), ma anche (e questa è una repulsione tutta femminile…) perché è una sostanza che lascia delle vistose macchie, sui vestiti, sulle lenzuola, ecc. che poi sono difficili da mandare via.

    Dr. Giuliana Proietti