Tutti i contenuti della categoria ‘Uomini’

condom.jpgSono stati messi in vendita dei preservativi molto piccoli. Non per gli uomini che soffrono di microfallia (pene piccolo), ma per ragazzi non ancora completamente sviluppati, ovvero che hanno fra i 12 ed i 14 anni.

Il preservativo si chiama Hotshot ed è stato progettato a seguito di uno studio sulla sessualità in adolescenza (per conto della Commissione Federale Svizzera per l’infanzia e la gioventù,  relativo a 1.480 soggetti di età compresa fra 10 e 20 anni),  il quale ha chiaramente mostrato che il primo rapporto sessuale avviene molto prima di quanto si pensasse.

Molti ragazzini alle prese con il sesso, anche volendo, non riescono ad usare il preservativo standard, perché troppo grande. Ecco allora la necessità di un preservativo della loro “taglia”.

Questi condoms costano all’incirca 5 euro per un pacchetto di 6 pezzi e sono stati ideati da Lamprecht AG, una marca di preservativi svizzera. Per il momento la produzione serve a coprire il mercato svizzero, ma si guarda già con interesse al mercato del Regno Unito, Paese che “vanta” il maggior numero di gravidanze precoci in Europa.

Un condom standard ha un diametro di 5.2cm, mentre l’Hotshot è di 4.5cm. La lunghezza è invece la medesima: 19 cm.

Ulteriori notizie sull’uso del preservativo e acquisto online  sul sito Aiuto Aids Svizzero.

Fonte: The Telegraph
Immagine: Mr. Hepe

Giuliana Proietti

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olimpiadi-invernali-sesso.jpg Non si tratta solo di sport. Gli uomini che con tanta passione seguono in trasferta la squadra del cuore, o si prenotano per tempo per andare ad assistere ad eventi sportivi importanti, lontani da casa, non lo fanno solo per la grande passione che nutrono per lo sport, ma anche per fare una bella scorpacciata di sesso.

Michelle Miller, fondatrice di “Not a sport”, un’associazione che si batte contro il traffico di esseri umani, spiega: “Ogni volta che si organizza un mega evento… La domanda cresce. Gli uomini che sono lontani dalle loro reti sociali godono di un certo grado di sicurezza e di anonimato ed è più probabile che scelgano il sesso a pagamento”

Ben lo sanno a Vancouver le organizzazioni criminali che sembra abbiano spedito nella città olimpica migliaia di donne, per farle prostituire. Del resto si conosce già il dato delle Olimpiadi di Atene del 2004: le autorità greche segnalarono un aumento del 95% del traffico di esseri umani per scopo di prostituzione ed ancora, dopo tutti questi anni, i valori non sono ancora tornati al periodo che ha preceduto l’evento olimpico. Altro dato: al recente Super Bowl americano i sex clubs sembra abbiano quadruplicato il loro lavoro…

Nelle settimane e nei mesi precedenti le Olimpiadi invernali 2010 (e per tutto il periodo dei giochi), i cartelloni pubblicitari di  Vancouver, le televisioni, i giornali sono stati occupati non solo dai prevedibili annunci degli sponsor aziendali: birre e marche legate allo sport, ma anche da immagini di donne picchiate e insanguinate, allo scopo di sensibilizzare l’utenza.

Una di queste campagne pubblicitarie è stata commissionata dall’Esercito della Salvezza (Salvation Army) e riguarda il traffico di esseri umani destinati alla prostituzione.

L‘Organizzazione Internazionale del Lavoro stima che in tutto il mondo 2,4 milioni di persone siano vittime della tratta di esseri umani e, di queste, 1,3 milioni siano coinvolte nello sfruttamento sessuale; oltre l’80 per cento di tutte le vittime sono donne e bambini.  

Ma non vi è solo l’aspetto, terribile,  dello sfruttamento sessuale: a fare molto sesso sono anche gli atleti stessi, all’interno del loro entourage. Sembra infatti che una delle statistiche di cui più si discute oggi a  Vancouver non riguardi una medaglia olimpica o un punteggio sbagliato, ma la quantità di preservativi venduti. Nel villaggio atletico sono stati forniti centomila profilattici, per un totale di 14,6 preservativi per ciascuno dei 6.850 atleti e funzionari previsti per la partecipazione alle Olimpiadi e Paraolimpiadi.
Supponendo che i preservativi siano utilizzati in genere a livello di coppia, il numero indica una previsione di 29 rapporti in due settimane, due al giorno.

Va anche detto che a molti atleti viene richiesta un’astinenza sessuale fino a sei settimane prima delle Olimpiadi, per avere il massimo livello di testosterone disponibile e ottenere così un vantaggio nella competizione sportiva. Così, dopo la manifestazione sportiva, è ovvio che il desiderio sessuale possa manifestarsi in modo esplosivo, nello stile classico dei tappi di champagne, che pure volano via copiosi, dopo ogni gara.

Infatti l’alcol, insieme al trovarsi lontani da casa e dal proprio ambiente, porta gli atleti (già intrisi in una forte cultura del benessere e consapevoli di avere un’ottima fisicità), a vivere un’atmosfera unica di esaltazione e di celebrazione, che rende il sesso il loro secondo sport preferito. Anche se a casa, forse, di questo qualcuno ne soffrirà.

Giuliana Proietti

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Embrace dignity
Thetruthisnotsexy
Buying sex is not a sport

Video (in inglese)

Fonti:

Rabble.ca
Alternet.com

Immagine: True Russian Vodka

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strap_on.jpgLo strap on consiste in un fallo attaccato ad una mutandina, o ad una particolare imbracatura.Chiaramente il fallo è di plastica e non dona a chi lo indossa alcuna sensazione tattile particolare. Eppure, in molte coppie questo sex toy è diventato un oggetto di uso abbastanza comune.

Permette, evidentemente, un’inversione dei ruoli, che altrimenti in natura non sarebbe possibile. Molti di voi penseranno che pochi siano gli uomini che gradiscono questa sorta di trattamento ed invece non è così: del resto il successo dei trans testimonia che, sempre più spesso, gli uomini desiderano soddisfare questo genere di fantasie di sottomissione.

Queste richieste “particolari” possono essere accolte con curiosità ed entusiasmo da parte della partner, ma anche generare in lei un certo disagio, per non dire disgusto, capace di mettere in crisi la vita stessa della coppia.

Non è una moda dei nostri tempi: basta guardare gli antichi graffiti per scoprirlo. Di nuovo c’è sicuramente il fatto che la pornografia a basso costo, diffusa capillarmente in ogni fascia d’età, accende come mai prima d’ora, la curiosità e la fantasia erotica delle persone. Inoltre, c’è ormai una certa sincerità e disinvoltura nella coppia, che porta ad esprimere dei desideri che una volta si sarebbero confidati solo ad una professionista del sesso.

Che fare, dunque quando nella coppia c’è profondo disaccordo a proposito di queste pratiche? A parte il fatto che la cosa migliore sarebbe parlarne subito, sin dai primi rapporti sessuali, e non dopo dieci anni di convivenza, occorre provare a discutere della cosa in modo pacato, magari davanti ad un sessuologo.

In genere i soggetti con sessualità atipica sono poco motivati alla terapia e a chiedere la consulenza sono più spesso i/le rispettivi/e partners, preoccupati/e di avere a che fare con una persona non perfettamente “normale”.

Non si tratta di decidere chi abbia torto e chi ragione, perché nelle cose del sesso tutto è lecito, se è condiviso. In caso di disaccordo occorre capire se (e fino a che punto) i due partners possono rendersi disponibili a modificare, o attenuare, le reciproche posizioni, per cercare un terreno comune, capace di soddisfare le esigenze di entrambi.

Dr. Giuliana Proietti

Immagine: DC Atty

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mascalzone-bad-boy.jpgDei ricercatori, presso la New Mexico State University di Las Cruces, hanno studiato la personalità di 200 studenti universitari considerati “bad boys” (o mascalzoni) per capire quali fossero i tratti salienti della loro personalità e perché piacessero tanto alle donne.

Si è visto così che le loro caratteristiche di personalità includono tratti di insensibilità, comportamenti impulsivi, estroversione, narcisismo ed altri comportamenti comunemente considerati anti-sociali.

I ricercatori hanno chiesto a questi “cattivi ragazzi”  quali fossero i loro punti di vista su amore, rapporti sessuali, numero dei partner sessuali. La conclusione di Peter Jonason, che ha condotto la ricerca, è che, se anche se la società tende a guardare dall’alto in basso questi tratti “negativi” di personalità, essere un cattivo ragazzo paga, nei rapporti con l’altro sesso, soprattutto se gli obiettivi sono di breve periodo.

Le donne infatti, anche se teoricamente dovrebbero cercare di stare alla larga da questo tipo di uomini, ne sono (da sempre) particolarmente attratte e non a caso il numero delle partners sessuali collezionate dal “cattivo ragazzo” è sempre molto, molto elevato.

Il tipo classico del mascalzone è simile alla moderna figura di James Bond: un uomo con poca empatia per gli altri, con un debole per le auto veloci e per le  relazioni ancor più veloci con l’altro sesso (la quantità per lui conta assai più della qualità).

Questi tratti di personalità, spiega Jonason, sono evidentemente vincenti nel facilitare l’accoppiamento e per questo si sono mantenuti e rafforzati durante l’evoluzione umana.

Altre spiegazioni su queste attrazioni pericolose potrebbero però essere ricercate in altri fattori, ad esempio fisiologici, prima che psicologici. E’ possibile infatti che un maschio con queste caratteristiche di personalità dominante possa essere percepito come maggiormente dotato di testosterone e pertanto considerato maggiormente ricco di fascino ed appeal sessuale.

Va anche detto che queste personalità così estroverse e sicure di sé potrebbero di molto abbellire i loro racconti circa le conquiste sessuali, facendo credere agli ingenui ammiratori di avere un successo con l’altro sesso assai maggiore di quanto in realtà non sia: basta, in fondo, raccontare quanto gli altri semplicemente si aspettano (e sono disposti a credere senza filtri, o obiezioni di sorta).

Questo grande successo nelle relazioni a breve termine però ha il suo rovescio della medaglia: l’uomo-mascalzone colleziona solo insuccessi nelle relazioni di lungo termine, essendo incapace di costruire una relazione basata sulla fiducia, l’intimità e l’impegno.

Donne, siete avvertite!
Anche se, come si è detto, l’avvertimento non funziona. Anzi… ;-)

Giuliana Proietti

Fonte: Abc news
Immagine: Vanessa Hud

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3463369398_be50ffbc45.jpgSecondo Freud la donna avrebbe l’invidia del pene. La bambina infatti, secondo la teoria psicoanalitica, dopo aver avuto occasione di vedere gli organi sessuali maschili, si sentirebbe privata di qualcosa molto importante. Questa “disgrazia” individuale diventerebbe poi ancora più traumatica nello scoprire che anche la propria mamma ha lo stesso “difetto”: vedere questa donna, che è il principale oggetto d’amore della bambina, il suo primo modello di identificazione, così terribilmente “evirata”, porterebbe la piccola alla rimozione delle sue pulsioni sessuali, trovando la soluzione a tale scoperta nella depressione, nella mancanza di interesse per il mondo esterno, nella perdita della capacità di amare, nella inibizione di ogni attività, nell’abbassamento dell’autostima.

Ci piacerebbe che Freud tornasse per un giorno a vedere come va oggi il mondo e cosa sono diventate le donne (seppure “castrate”) per sentire cosa avrebbe da dire…

Detto questo, vi sono effettivamente delle donne che desiderano acquisire un’immagine completamente maschile (sono le trans Female to Male, o FtM). Il loro percorso verso la virilizzazione inizia con l’assunzione di testosterone, che permette l’acquisizione di aspetti maschili come l’irsutismo e, fra l’altro, aumenta anche le dimensioni del clitoride, facendolo diventare un piccolissimo pene.

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