Pochi giorni fa a Torino sono stati consegnati i primi certificati anagrafici di riconoscimento familiare basato sul vincolo affettivo con cui coppie che convivono e sono legate da vincoli affettivi possono ottenere un riconoscimento a livello comunale. Speriamo possa essere un primo passo verso un riconoscimento anche a livello nazionale delle coppie di fatto sia etero che omosessuali. Cosa è che definisce l’essere in coppia se non il legame affettivo che lega i due componenti? Del resto il termine “Coppia” deriva dal latino “Copula” che significa appunto vincolo, legame. Quindi definirsi una coppia è già stabilire di avere un legame con qualcuno. Decidere di vivere in coppia è stabilire di fare un percorso della propria vita al fianco di una persona, una decisione che si prende indipendentemente dalla formalizzazione dell’unione tramite il matrimonio. Del resto se per l’anagrafe anche una persona che vive sola costituisce un nucleo familiare a sé, sembra abbastanza naturale che anche due persone che convivono e formano una coppia stabile possano essere considerate tali. Questo segna un gran passo di civiltà e rispetto verso la libera espressione personale a favore di tutti i cittadini per costruire una societa’ che appartenga a tutti. Il concetto di famiglia è in continua evoluzione, abbracciando definizioni sempre più ampie per adeguarsi ai mutamenti sociali ed economici. Nell’epoca pre-industriale, la famiglia era considerata, in modo preminente, come unità produttiva; l’uomo, capo-famiglia, ripartiva i ruoli fra i vari componenti e conduceva l’azienda familiare, agricola o artigianale che fosse, mentre alla donna era affidata la cura della casa e l’accudimento della prole, oltre a contribuire alla lavorazione della terra. La consistenza dei legami affettivi era scarsa e si dava più importanza ai rapporti di parentela per rispondere meglio alle esigenze di produzione. Oggi, la famiglia acquista la sua identità specifica in relazione alla sua dimensione interna, con una decisa priorità dell’ambito affettivo e una complementarità dei ruoli al suo interno. È ormai dunque il vincolo affettivo a tenerla unita e darle significato.
Fonte: La stampa.it
Foto: Vinyard Couple di Bob.Fornal


Ci avete fatto caso? Gli uomini sono sempre più attenti al proprio look, fanno trattamenti estetici, si depilano. Sono sempre più simili a noi donne.
Le donne durante la loro vita si controllano molto più degli uomini, soprattutto nelle parti genitali: giovanissime, vanno dalla ginecologa a farsi prescrivere la pillola, poi ci tornano per i parti, i pap test, ecc.
Un paio di anni fa, il giornalista Jerome Jessel scrisse un libro sulle sregolatezze sessuali dei calciatori più famosi e lo chiamò Sexus Footballisticus (che potrebbe suonare in italiano come “Sexus Calcisticus”).
Gli uomini, come si sa, tengono moltissimo al proprio pene. Freud ci ha già spiegato la paura della castrazione che si origina dal complesso di Edipo, ma vi sono anche altre paure irrazionali, come ad esempio quella che il pene possa scomparire a causa di una progressiva riduzione di dimensioni.