Figlio di coppia lesbica

Si parla di: Amori Saffici, Figli

Figlio di coppia lesbicaQualche giorno fa è nato Giulio, il figlio di una coppia di donne omosessuali della provincia di Siena. Per concepire il piccolo le due donne sono ricorse ad una inseminazione artificiale in  Danimarca, utilizzando la banca del seme presente in quel Paese (in Italia, come si sa, questa pratica è vietata).

“Appena sarà in grado di comprendere, diremo a nostro figlio tutta la verità - ha dichiarato Sara, la madre non biologica del bambino – Gli diremo che lo abbiamo voluto tanto e che non gli faremo mai mancare il nostro amore, così che possa sentirsi bene e a suo agio anche con gli altri”. Vedere la nascita del figlio partorito dalla compagna, Margherita, è stata ”un’emozione molto difficile da spiegare a parole racconta Sara – La tenevo stretta e cercavo di aiutarla”.

Qualcuno si potrebbe chiedere quale sarà, effettivamente, il futuro di Giulio. Nessuno ha la sfera di cristallo per poterlo prevedere, ma per quello che se ne sa, potrebbe essere davvero felice e ricco di soddisfazioni, sia per il figlio, sia per le due madri.

I figli di madri lesbiche sono infatti più intelligenti dei loro coetanei sia per quanto riguarda il rendimento scolastico, sia nelle abilità sociali.

In uno studio longitudinale (National Longitudinal Lesbian Family Study), che ha studiato 78 ragazzi di 17 anni, nati da coppie lesbiche grazie ad una inseminazione artificiale, fino alla maggiore età dei ragazzi si è visto che questi ragazzi sembravano avere addirittura una marcia in più rispetto ai figli di una coppia etero.

“I nuovi test non hanno lasciato alcun dubbio sul successo di queste coppie di genitori”, ha affermato Nanette Gartrell della University of California, San Francisco, che ha lavorato allo studio, avviato nel 1986 e che ha seguito i bambini fino alla loro maggiore età.

Rispetto ad un gruppo di adolescenti di controllo, nati da genitori eterosessuali, con background educativo e finanziario similare, i figli di coppie lesbiche mostrano migliori voti a scuola e minor livello di trasgressività e aggressività.

Un precedente studio sulla genitorialità omosessuale, sulla base di dati sanitari a lungo termine, aveva notato che non vi erano differenze sullo stato di salute fra bambini figli di una coppia lesbica e di una coppia eterosessuale.

I migliori auguri, dunque, a Giulio e alle sue due mamme.

Fonti:
Libero News

NewScientist

Link: La coppia lesbica , Psicolinea

Immagine: Francoiskarm

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dormire.jpgI disturbi del sonno dopo il parto hanno un effetto negativo sulla qualità della relazione di coppia. Per questo, è importante che i neo-genitori si preparino adeguatamente a questa sfida, cercando di fare del tutto per assicurarsi le giuste ore di sonno dopo la nascita del primo figlio: ne va della qualità del loro rapporto e della stabilità della loro coppia, da poco divenuta “famiglia”.

Hawley Montgomery-Downs , psicologa, ha studiato 22 coppie di neo-genitori, con età media di 27,6 anni. I dati sono stati raccolti da ogni coppia per sette settimane, dopo la nascita del loro primo bambino. Il tempo di sonno totale di ogni singolo partner è stato misurato per un’intera settimana con una actigrafia (*) da polso continua. I partecipanti hanno inoltre utilizzato un’agenda elettronica ogni mattina per fornire una relazione soggettiva del loro sonno e del sonno del/della partner. Ogni settimana inoltre, i due partners dovevano sottoporsi ad un test che misurava il livello di soddisfazione nel loro rapporto (Comprehensive Marital/Relationship Satisfaction Scale).

Conclusione: dormire il giusto fa bene alla coppia.

Fonte: American Academy of Sleep Medicine, via Science Daily

(*) Actigrafia - Si tratta dell’indagine strumentale piu’ semplice e meno costosa per la valutazione del sonno notturno. L’Actigrafia è infatti una metodica che permette un monitoraggio protratto della condizione di movimento (veglia) e di marcata riduzione di movimento (sonno) e rappresenta un indice sufficientemente oggettivo del ritmo sonno-veglia. Utilizza un apparecchio grande come un orologio, che può essere posizionato al polso o ad un arto inferiore. Gli impieghi classici dell’actigrafia sono gli studi del ritmo circadiano e le misurazioni del rapporto riposo-attività come indice del ritmo sonno-veglia. Polisonnografia.it

Immagine: Michi03

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Lui mi tradirà?

Si parla di: Tradimento

Lui mi tradira?Se ci ponessimo delle specifiche domande, potremmo effettivamente riflettere, approfondire e comprendere se il nostro partner potrà mai tradirci? Direi che è certamente difficile: non solo generalizzare (non tutte le persone si comportano allo stesso modo ed i contesti e le storie personali sono ovviamente diversi), ma anche provare a fare previsioni, dal momento che la vita, le esperienze, le emozioni che ogni giorno proviamo, cambiano spesso la nostra personalità ed il nostro modo di reagire agli stimoli.

Tutto ciò premesso, nel numero di Psychologies di giugno mi hanno chiesto di proporre alle lettrici cinque domande su cui riflettere, per cercare di capire se il nostro partner potrebbe un giorno tradirci. Ho proposto cinque domande, di cui ora vi riporterò una sintesi. Mi piacerebbe sapere il vostro parere: queste domande avrebbero funzionato nel vostro caso? Voi ne avreste consigliate delle altre? Per oggi vi lascio a queste un po’ cupe riflessioni ed aspetto, come sempre, i vostri graditi commenti.

1. I genitori. I genitori rappresentano il primo modello di coppia con cui ci si confronta, per cui se uno dei due genitori tradisce, può inconsapevolmente condizionare l’idea che il figlio si fa della vita a due, creando preocemente un atteggiamento di diffidenza e scetticismo verso l’ideale di coppia stabile.

2. Numero delle figure femminili dell’infanzia.  Se fin da bambini si è abituati ad essere accuditi da più figure femminili (mamma, zia, nonna, tata, ecc.) si potrebbe maturare l’idea che per sentirsi veramente appagati, occorre investire su più tipi di relazioni e di legami (la moglie, l’amante, l’amica, ecc.). Qui ho fatto riferimento a una ricerca che mi ha colpito e di cui avevamo parlato su questo Blog.

3. Ambizione.  E’ importante capire se il partner, per raggiungere i suoi traguardi, è pronto ad accettare dei compromessi, e fino a che punto. Questo dettaglio in qualche modo potrebbe essere utilizzato per capire se la persona, nella sua vita, fa riferimento a norme etiche inderogabili, oppure se ha un atteggiamento opportunistico, capace di fargli calpestare tutte le regole che si è dato, in vista di qualche ulteriore trofeo.

4. Costanza. E’ una persona “costante”? Chi è sempre stato fedele alla sua squadra del cuore, al suo partito politico, ai suoi amici, al suo gruppo sportivo, alla sua famiglia e alla sua città, probabilmente non è il tipo disposto a buttare all’aria tutte le sue certezze per la soddisfazione di andare a fare qualche “sospiro d’amore” fuori di casa…

5. Emozioni. Come gestisce le emozioni il vostro partner? Cosa fa quando è in crisi (sul lavoro o per altri problemi della vita quotidiana). Se lui è un tipo che cerca di risolversi sempre i problemi da solo ed è poco aperto al dialogo e alla condivisione, potrebbe facilmente pensare di “automedicarsi” le delusioni e le frustrazioni accumulate attraverso una relazione con una partner esterna, senza lasciar trasparire nulla.

Immagine: Kristian D.

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sexsomnia.jpgE’ stata condotta una nuova ricerca su un particolare disturbo del sonno, chiamato sexsomnia (o “sleep sex”. Non esiste un nome italiano che possa tradurlo), che consiste nel fare sesso mentre si dorme.

Dai risultati ottenuti, sembra che il 7,6 per cento dei pazienti (63 di 832), ricoverati presso un centro di disturbi del sonno, abbia riferito di aver svolto attività sessuali nel sonno. La prevalenza di sexsomnia riportata è stata quasi tre volte maggiore fra gli uomini (11 per cento) che fra le donne (4 per cento).

“Non ci sono studi precedenti per comprendere come si verifichi la sexsomnia”, ha affermato Sharon A. Chung, psicologa dello Sleep Research Laboratory, dipartimento di psichiatria, presso la University Health Network di Toronto, Canada. “I nostri risultati (quasi otto per cento) sono davvero molto elevati, ma è opportuno sottolineare che abbiamo studiato pazienti ricoverati presso una clinica del sonno. Ci aspettiamo quindi che i numeri siano molto più bassi presso la popolazione generale”.

Il campione era costituito da 428 uomini e 404 donne. I pazienti hanno compilato un questionario sui sintomi dei disturbi del sonno, sui comportamenti durante il sonno, gli stati di sonnolenza, l’affaticamento e il tono dell’umore.

Le persone che hanno riferito di avere la sexsomnia erano soprattutto consumatori di droghe (15,9 per cento contro 7,7 per cento). Di questo problema (evidentemente non sentito tanto come tale), solo quattro degli 832 pazienti ne avevano parlato con il medico o con lo specialista per i problemi del sonno.

La Classificazione internazionale dei disturbi del sonno, pubblicato dalla American Academy of Sleep Medicine nel 2005, rileva che la sexsomnia sembra verificarsi soprattutto durante i risvegli confusionali o gli episodi di sonnambulismo. Questi disturbi sono classificati come “parasonnie“, cioè comportamenti “indesiderati”, che si verificano durante l’addormentamento, il sonno e il risveglio.

Fonte: Medical News
Immagine: Malias

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disturbi-alimentari.jpgPotrebbe esserci un fattore biologico dietro ai disturbi alimentari dell’adolescenza e questo fattore sarebbe l’estradiolo, ormone che agirebbe come un catalizzatore per lo sviluppo dei disturbi alimentari.

Una ricerca, svoltasi presso la Michigan State University (MSU) su 200 coppie di ragazze gemelle di età compresa fra 10 e 15 anni, ha scoperto che le ragazze che hanno livelli di estradiolo più alti del normale durante lo sviluppo puberale sono maggiormente interessate ai disturbi alimentari. L’estradiolo è la forma primaria dell’estrogeno, nel corpo femminile: questo ormone è un fattore chiave per lo sviluppo delle caratteristiche sessuali secondarie e nello sviluppo del sistema osseo.

Kelly Klump, professore associato di psicologia presso l’Università ha dichiarato che questa scoperta sul livello dell’estradiolo potrebbe aprire la strada a nuovi studi sul rischio genetico dei disturbi alimentari.

Naturalmente il disturbo alimentare nelle ragazze non è legato solo a fattori genetici: infatti vanno tenuti in considerazione anche i fattori ambientali (ad esempio le amicizie, le mode, ecc.) e la familiarità (disturbi alimentari in altri componenti della famiglia.

Lo studio è stato pubblicato dalla rivista Psychological Medicine.

… Resta il dubbio: ed i disturbi alimentari dei maschi, sempre più frequenti, a cosa sarebbero dovuti? :roll:

Fonte: CBC

Immagine: Danielle Helm 

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