Sesso XXL

L’obesità è sempre più frequente nella società moderna. Nel “Rapporto sulla salute in Europa 2002”, stilato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è addirittura definita come l’epidemia del XXI secolo.
L’obesità è una sindrome e come tale coinvolge i soggetti in diversi aspetti della vita tra cui anche la sessualità.
All’aumentare dell’indice di massa corporea (BMI), che consiste nel rapporto tra il peso e l’altezza (BMI=peso/altezza al quadrato), aumentano i problemi di natura sessuale. Nelle donne si riscontra una progressiva riduzione della libido e un aumento della frequenza di gravidanze indesiderate. Negli uomini invece aumentano i rischi di disfunzione erettile.
Questo non vuol certo dire che chi è obeso non può avere una vita sessuale soddisfacente. Nella realtà quando l’attività sessuale è presente questa è molto soddisfacente, anzi spesso più della media delle persone. Il problema è che l’obesità, soprattutto la grande obesità, ostacola la normale attività sessuale.
Il fattore ostativo più grande è sicuramente quello fisico. La grande massa corporea impaccia i movimenti e aumenta la faticabilità. Per rendere più confortevole l’attività sessuale sarebbe dunque utile adottare delle posizioni che siano rilassanti e poco faticose. La creatività qui la fa da padrone, non perdete le speranze ma industriatevi per trovare la soluzione migliore per voi.
La cattiva considerazione che si ha del proprio corpo legata ad una bassa autostima influenzano negativamente il desiderio sessuale. Il non rispettare i canoni estetici della società e la paura di non piacere generano due reazioni differenti. Da una parte c’è chi viene totalmente inibito e non ricerca più i contatti sessuali, anche avendo un partner. Chi invece si tuffa in modo sfrenato sul sesso e lo sua come veicolo per attirare l’attenzione e sentirsi accettato ed amato dall’altro. Di facciata mostra una vita sessuale aperta e disinibita, ma che nasconde sotto disistima per se stessi e paura di non essere accettati. Questo spesso è collegato allo scarso uso di sistemi contraccettivi, primo fra tutti il preservativo. Questo espone le persone obese ad essere più spesso vittime di malattie a trasmissione sessuale e gravidanze indesiderate. La paura di non essere accettati li espone ad adottare comportamenti rischiosi per la propria salute. Per non deludere il partner non insisto affinché si usi il preservativo, anche negli incontri occasionali.
Per raggiungere una sessualità sana e funzionale è necessario un calo ponderale. Ricerche hanno mostrato che una perdita di peso anche solo del 5% determina un buon risultato. Tale calo permette di guadagnare fiducia in sé stessi, migliorare le funzioni metaboliche, favorisce il miglioramento della funzione erettile e lo stimolo del desiderio sessuale. Stare a dieta non è solamente una questione alimentare, in molti casi sarebbe auspicabile affidarsi anche a psicologi esperti che sappiano indicare un percorso di gestione dell’alimentazione e delle emozioni associate.

Foto di puuikibeach

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L’invecchiamento ai giorni nostri è visto solo come una scocciatura negativa che ci fa perdere molte occasioni e possibilità. In realtà di fronte alla constatazione che si sta invecchiando non ci dovrebbe essere nessuna reazione particolare. Semplicemente l’invecchiamento è un processo naturale che necessariamente tutti dobbiamo affrontare. Come abbiamo visto nel post “Ad ogni età la sua sessualità” crescendo la sessualità ha dei cambiamenti, ma se la si coltiva in modo costante l’invecchiamento non la preclude. Nello specifico nel post precedente abbiamo visto come i cambiamenti legati all’invecchiamento non sono sempre negativi.
Dunque con l’invecchiamento la sessualità normalmente cambia, in genere si rallenta, l’attività sessuale è meno frequente e c’è necessità di maggiore stimolazione durante il rapporto e di tempo per raggiungere l’orgasmo. Ma questo in sé non è un male. Non esiste un numero aureo di rapporti giusto, anzi non ci si deve assolutamente focalizzare sulla quantità, bensì sulla qualità di ogni singolo rapporto.
Quando ci si accorge che qualcosa non è più come prima innanzitutto è bene indagare se ci sia una sottostante patologia medica su cui dover intervenire. Nell’uomo si può rilevare una perdita di turgore nell’erezione che può arrivare fino a problemi di erezione con annesso calo del desiderio. Nelle donne invece la menopausa può causare problemi di secchezza vaginale e dolore nella penetrazione. Inoltre stress, fatica, malattie croniche possono influire negativamente sulla sessualità. Ogni problema va affrontato con specificità e soluzioni mirate.
Se non ci sono concomitanti problemi fisici e si riscontra un calo del desiderio o dell’eccitazione non lasciatevi abbattere. Non è l’invecchiamento in sé il problema, ma l’atteggiamento con cui viene affrontato. Se ci si lascia abbattere e si pensa che tutto è perduto non si troverà l’energia e la prontezza adatta per affrontare la situazione. Nulla è nella realtà perduto va solo adattato alla situazione che si sta vivendo.
Innanzitutto si deve accettare il fatto che non si possono più avere le stesse prestazioni che si avevano da giovani. Ma questo non vuol dire non averle per niente o doversi rassegnare a prestazioni sessuali scarse e insoddisfacenti.
Diventa sempre più necessario sapersi concedere il giusto tempo e ritmo. Focalizzarsi su cosa piace veramente, su qualsiasi cosa possa scatenare l’eccitazione. Non fermatevi agli stereotipi della vecchiaia che vuole un sesso stereotipato e senza fantasia. Cercate di rendere varia la vostra attività sessuale. È la vostra vita sessuale e solo voi potete definirla, desiderarla e crearla come più vi piace.
Rimanete recettivi verso l’attività sessuale, magari non avete molta voglia o vi sentite stanchi, ma alle volte il desiderio cresce solo lasciandosi andare. Se poi sentite di non avere molte energie per un rapporto completo, la sessualità può prendere altre forme come coccole, carezze erotiche, o sesso orale.
Mantenere comunque una vita attiva e sana con una giusta alimentazione è molto importante.

Foto di bravenewtraveller

1 commento

È normale invecchiando che il desiderio e l’eccitazione diventino più “lenti”. Può dunque capitare di scaldarsi ma riuscire con più difficoltà a raggiungere il bollore! Questo è assolutamente naturale e non è un cattiva notizia. Il passo più lento dell’eccitazione aiuta infatti a godere maggiormente dei momenti di intimità sessuale. Quando si è giovani è tutto veloce e irruento, abbiamo però visto nel post “La calma è la virtù del sesso” quanto la calma e la tranquillità siano essenziali per una piena esperienza sessuale. Dunque il rallentamento della fase eccitatoria permette di allungare i tempi e fornisce l’occasione per riuscire a focalizzarsi e gustare anche i piccoli momenti del piacere sessuale. L’orgasmo non deve essere il solo focus dell’attività sessuale. Per una esperienza sessuale soddisfacente si deve essere in grado di provare piacere e divertimento per tutto ciò che accade nel corpo e le diverse esperienze di piacere oltre all’orgasmo.
Non focalizzatevi dunque su quanto sia più lenta la vostra eccitazione. L’eccitazione è differente, ma nella differenza non avete perso bensì guadagnato qualcosa. Non si tratta qui di guardare semplicemente il bicchiere mezzo pieno, ma di guadagnare una prospettiva più realistica e funzionale sul quello che è il rapporto sessuale. Come più volte ho sottolineato, e non mi stancherò di farlo perché secondo me è essenziale, non di sola penetrazione e orgasmo è fatta una appagante esperienza sessuale.
Se non ci sono concomitanti problemi fisici e sei soddisfatto della tua relazione allora smetti di preoccuparti. Non esiste un corretto ammontare di desiderio sessuale o eccitamento, né tanto meno un corretto numero di rapporti sessuali a settimana.
Se pensate che le vostre preoccupazioni rispetto alla vostra eccitazione siano strettamente legate a problemi relazionali o emotivi allora rivolgetevi ad uno psicoterapeuta che vi aiuti a ridare la giusta prospettiva alle vostre preoccupazioni.

Foto di Brave Heart

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La disfunzione sessuale femminile costituisce da sempre una diagnosi controversa poiché comprende fattori sia fisici che psicologici. Viene formulata, in modo molto generico, quando si riscontrano problemi in una o più aree della sessualità femminile. La disfunzione può quindi riguardare un problema di desiderio o eccitamento sessuale, oppure la presenza di dolore o più in generale disturbi dell’orgasmo.
Molto spesso è affrontata solo dal punto di vista medico ignorando che la grande componente del disturbo è invece psicologica.
Anzi c’è di più molto spesso una disfunzione sessuale femminile sottende più che  problemi squisitamente personali della donna, problemi relazionali.
Il concetto stesso di disfunzione sessuale è fuorviante, poiché punta tutto su un malfunzionamento della donna, quando invece a non funzionare è più spesso la coppia. Questo porta dunque a trascurare molti fattori, come quelli legati al partner e alla relazione e determinare diagnosi errate che portano a terapie inefficaci.
Come evidenziano recenti ricerche la disfunzione sessuale femminile è quasi sempre associata a problemi relazionali. Sovente è strettamente legata ad un concomitante problema sessuale maschile come ad esempio l’orgasmo precoce.
È bene dunque non sottovalutare la componente relazionale nello sviluppo della disfunzione sessuale femminile soprattutto per un trattamento efficace e per ridurre al contempo lo stigma associato alla patologia.

Foto di Chloe Dietz

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Avere una buona libido è sano e naturale, ma ci sono alcuni casi in cui avere un forte desiderio sessuale passa dall’essere sano all’essere fuori controllo. Il più importante indice di qualcosa che non va è proprio la sensazione che il desiderio non può essere in qualche modo controllato. Un appetito sessuale anche se forte può essere differito quando non c’è possibilità di fare sesso, può dar fastidio ma la situazione è tollerabile e non devastante. Nei casi in cui invece c’è una dipendenza dal sesso la situazione è diversa. Il sesso diventa una urgenza imprescindibile. In questo caso ci si sente disperati per non poter ottenere il proprio soddisfacimento sessuale, che si ricerca ad ogni costo. A creare la dipendenza è in effetti la sensazione di soddisfazione che l’attività sessuale dona, con sollecitazione del nucleo accumbens nel cervello come nelle più classiche dipendenze da sostanze.
Una dipendenza sessuale può manifestarsi in diversi modi, ci sono però alcuni segni che possono mettere in allarme. Innanzitutto il pensiero del sesso predomina su tutta la vita dell’individuo a scapito delle altre attività. Il pensiero è fortemente pervasivo e difficile da scacciare.
Il soggetto si impegna allora frequentemente in diverse attività erotizzanti come il sesso al telefono o al computer, insieme all’uso massiccio di pornografia, ricorso alle prostitute o all’esibizionismo.
Sempre più spesso la persona fa ricorso alla masturbazione, non come esperienza piacevole in cui indulgere, ma come impulso incontrollabile.
Il soggetto è poi molto incline a flirtare con numerose persone ed avere rapporti con diversi partner allo stesso tempo.
Nei casi estremi il bisogno assoluto di soddisfare la propria voglia sessuale può portare fino a cadere in attività criminose come lo stalking o peggio lo stupro.
In generale non è un male avere molta voglia di fare sesso, il problema sorge quando piuttosto che essere interessati alla persona con cui si fa sesso si è interessati all’atto fine a se stesso.
L’attività sessuale non è vissuta come momento di connessione tra due persone ed è totalmente staccata dall’amore o dall’affetto, spesso anche da un reale piacere per l’altra persona. Facilmente questi soggetti sono coinvolti in attività sessuali variate o estreme, in cerca sempre di maggiore stimolazione.
Essere partner di una persona con dipendenza sessuale all’inizio può essere appagante, ma a lungo andare può risultare frustrante. Una terapia psicoterapica è il modo migliore per riuscire almeno a gestire la dipendenza e ridurne la sintomatologia, se non eliminare il disturbo.

Foto di xcode

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