Siamo tutti esseri umani e pertanto esseri finiti ed imperfetti destinati, prima o poi, al fallimento. Essendo dunque quella di fallire una condizione imprescindibile, dobbiamo naturalmente adoprarci per fare del nostro meglio perché non accada, ma dobbiamo essere in grado di accettare la sua evenienza. Può fallire un matrimonio, un amore,  possiamo fallire nel raggiungimento dell’orgasmo o nell’erezione. Tutti sono casi possibili, ma quando occorrono non vuol dire che siamo falliti come persone. Molte volte ci siamo trovati a scalare una montagna che alla fine si è rivelata essere quella sbagliata! Moltissime persone sono così spaventate dal fallimento che non provano neanche a raggiungere i loro ideali, o accettano condizioni di vita pessime pur di non provare a cambiare.
Ma è la prospettiva tragica che ci poniamo a spaventarci. Il fallimento non è la fine, ma è una delle vie che portano al successo. I ricercatori lo sanno bene: anche avere risultati negativi, o non averne affatto, è un successo, perché ora sappiamo cosa non si deve fare!
Il fallimento spaventa anche perché è qualcosa di sconosciuto,Cosa mi accadrà”, “Succederà qualcosa di terribile”, “Non potrò sopravvivere”. In realtà abbiamo già sperimentato molti fallimenti, più o meno terribili, e la buona notizia è che siamo comunque ancora qui. Si può anche cadere senza rompersi in mille pezzi, ma questo dipende da noi.
Ecco dunque il necessario cambio di prospettiva. Di fronte al fallimento se si vuole uscirne vincitori bisogna trovare il coraggio di chiedersi due cose:
1. Cosa è successo?
2. Cosa ho imparato?

È solo riconoscendo l’idea che grazie al fallimento ci può essere crescita, si può migliorare, si può affinare le proprie idee e capacità, che si può raggiungere il successo ad un livello più profondo.
Sii onesto con te stesso quando sperimenti il fallimento, posto che tutti gli esseri umani falliscono forse ti sei posto delle mete troppo alte ed irraggiungibili. Certo non è che si debba essere orgogliosi di fallire, ma almeno datti l’onesto riconoscimento di averci provato. Prendi l’opportunità che il fallimento ti dà per porre i giusti accorgimenti al tuo comportamento nel presente. Non rimanere fermo a cosa avresti potuto fare in quel momento, ma apriti al cosa posso fare ora.
Fallire è la parte più facile, è come affrontiamo il fallimento che ci può permette comunque di raggiungere i nostri obiettivi e vivere meglio.

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Non solo l’attività sessuale è una attività appagante e piacevole, ma è anche salutare. Gli studiosi sono infatti concordi nello stabilire che l’attività sessuale permette il rilascio di diverse sostanze utili al nostro organismo.
Innanzitutto mantenere una attività sessuale costante mantiene i giusti livelli di ormoni sessuali. Il testosterone per l’uomo e gli estrogeni per la donna. Gli estrogeni proteggono le donne dalle malattie cardiache. Il testosterone permette di rinforzare ossa e muscoli e mantenere il cuore sano. Recenti ricerche hanno inoltre correlato alti livelli di testosterone con bassa tendenza a mentire, il che non guasta certo in una relazione.
Sembra che il sistema immunitario sia uno dei sistemi che maggiormente sia influenzato positivamente dall’attività sessuale. Avere sesso una o due volte a settimana sembrerebbe aumentare del 29% i livelli di immunoglobuline A, anticorpi che proteggono le vie respiratorie da febbre e raffreddore.
Che dire poi dell’effetto analgesico dell’orgasmo, già descritto nel post precedente. L’ossitocina prodotta durante l’orgasmo è infatti ottima per prevenire crampi muscolari o per dare sollievo dall’emicrania. Insieme a questa viene poi liberato l’ormone Dhea che contribuisce a sua volta a mantenere sano il sistema immunitario e con esso i tessuti e la pelle, avendo anche un effetto antidepressivo.
L’attività sessuale regolare è un attivatore del nostro organismo a cominciare dal cervello, passando per il fisico e non dimenticando i suoi effetti migliorativi sul tono dell’umore.

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La vita frenetica, le incombenze, i numerosi stimoli della vita moderna ci mettono sotto stress. Ci sentiamo pressati e senza tempo e tendiamo molte volte a mettere da parte quelle cose che invece ci piacciono o che ci fanno stare bene. Oppure tendiamo a ignorare o nascondere alcuni problemi facendo finta che non ci siano o che non siano così importanti.
Questo vale anche nelle nostre relazioni o, peggio, con noi stessi e alcuni fastidi o problemi dentro di noi che possono essere tanto a livello sessuale che relazionale. Allora tendiamo a negare, procrastinare, rimandare rendendo la nostra vita sempre più pesante. Se inizialmente negare e rimandare può essere una strategia che ci fa sentire più liberi e più leggeri, a lungo andare è altamente controproducente. Si rischia solo di aggravare le situazioni, che in linea generale difficilmente si risolvono da sole. Smettere di posticipare e passare all’azione ci permette di rendere la nostra vita più libera da pesi inutili. Magri all’inizio può essere difficile, complicato o pesante guardare un problema, ma è solo affrontandolo che riusciamo a superarlo. Riconoscere la nostra tendenza a rimandare può essere il primo passo per sbarazzarci di questa abitudine controproducente e spingerci verso l’azione.
Un caso tipico in cui generalmente si ha la tendenza a procrastinare è quando si considera l’attività da intraprendere negativamente, ritenendola noiosa o spiacevole. Pensiamo allora frasi del tipo: “Io non ce la faccio”, “non la sopporto”, “è troppo fastidioso” e molliamo tutto. Ogni volta che sentiamo di ripeterci queste frasi cerchiamo di sostituirle con un pensiero più funzionale del tipo Anche se a volte le cose che ho da fare possono essere difficili, spiacevoli o noiose, raramente saranno troppo difficili, troppo spiacevoli o troppo noiose per cui io non riuscirò ad affrontarle” oppure “Per ottenere risultati piacevoli spesso bisogna fare cose spiacevoli”.
Sovente in effetti esageriamo l’onerosità del compito senza dare la giusta considerazione agli incentivi che possono esserci per aver, invece, agito subito.
Per evitare o alleviare il disagio tendiamo a sostituire l’attività con una più piacevole che però ci distoglie, se non impedisce, dal raggiungere i nostri obiettivi. Ad esempio ci mettiamo a sognare ad occhi aperti, ci distraiamo con il computer, ci occupiamo di altro meno importante o che nell’immediato dà più soddisfazione. In questi casi è utile ripetersi una frase tipo questa: “Alla lunga è più conveniente saper rinunciare ad un piacere immediato per poter conseguire vantaggi più gratificanti e durevoli”.
Rimandiamo tanto da arrivare a dirci che lo faremo domani. Poi arriva domani e ci inventiamo una nuova scusa per rimandare ancora. Pensiamo invece a quanto sia più gratificante e quale soddisfazione maggiore posso ottenere se invece di abbandonarmi all’inerzia mi do da fare e mi impegno nell’affrontare la mia vita. Del resto se una cosa ci appare difficile o pesante ora, è meglio impegnarsi nell’affrontarla subito, perché più tardi sarà ancora più dura e probabilmente con risultati peggiori.

Foto di Alan Cleaver

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All’inizio di una relazione si è spinti a voler passare tutto il proprio tempo con il partner condividendo ogni minuto. Una fusione totale non è però auspicabile. Per il sano equilibrio di ciascun membro, e per la coppia stessa, è bene che ciascuno riesca mantenere una sua identità con i propri spazi.
Un rapporto simbiotico e fusionale risulta deleterio in quanto presuppone che l’individuo perda la propria essenzialità e si amalgami con l’altro trasformando la relazione in una prigione dorata.
Mettere da parte la propria identità e compiacere il compagno in tutto e per tutto significa costringersi ad una vita di finzione. In una relazione bisogna saper scendere al giusto compromesso senza rinunciare a se stessi.
È pur vero che la condivisione di interessi, valori e una visione della vita comune aiutano a creare un legame di coppia più saldo, ma senza pretendere che il partner la pensi sempre nel nostro stesso modo.
Annullare se stessi in funzione del partner porta a vivere, anche se inconsapevolmente, alti livelli di stress che spesso sfociano in malattie psicosomatiche come ad esempio gastrite, allergie o emicranie. I vissuti all’interno della coppia saranno poi caratterizzati, spesso a livello latente, da sentimenti di frustrazione, depressione e disperazione. Tutto ciò porta alla creazione di una relazione di coppia disfunzionale e ad uno scarso benessere percepito.
Innanzitutto è necessario considerare il partner come un proprio pari con sue necessità e abitudini. Crearsi dei propri spazi o interessi personali non vuol dire non amare il proprio partner, ma mantenere una attenzione amorevole verso se stessi.
Infine una coppia fusionale rischia di divenire autoreferenziale, perdendo il contatto con l’esterno e chiudendosi in se stessa.
All’interno della coppia dunque è bene che l’individuo non perda la sua identità, ma allo stesso tempo deve essere in grado di essere vicino e compartecipe dell’altro. Un equilibrio tra condivisione e individualità è dunque necessario, dove ognuno si riconosce come essere unico ma allo stesso tempo profondamente unito al partner.

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Foto di just.Luc

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L’essere umano è un essere complesso e unico, la sua unicità è data dall’interazione dinamica di diverse sfere di funzionamento vitale tra cui una è la sessualità. La sessualità è dunque un aspetto della complessità dell’essere umano e deve perciò essere vista all’interno di un quadro generale di funzionamento e benessere dell’individuo e non considerata come un aspetto a parte.
Come ogni aspetto umano la sessualità ha due componenti fondamentali: una fisiologica, legata alla biologia del corpo, e una psicologica, legata alle emozioni e al benessere soggettivo percepito. Ma nella realtà la dualità mente corpo può essere solo arbitraria. Queste due componenti nell’essere umano funzionano in sinergia e di pari passo. Non c’è corpo senza emozioni, come non ci sono emozioni senza corpo. Dunque una sessualità fine a sé stessa come puro soddisfacimento istintuale nell’uomo non è possibile, se non nascondendo e non essendo consapevoli di tutta la parte emotiva che l’accompagna, ma che sicuramente è presente.
Per un funzionamento armonico e sano della sessualità è dunque utile che corpo e mente lavorino insieme. Una sessualità sana passa sicuramente attraverso un corpo sano e funzionale. Quando sono presenti malattie la sessualità ne può risentire negativamente. Siccome la sessualità è solo un aspetto dell’essere umano non parliamo solo di malattie che coinvolgono gli apparati genitali, ma anche di malattie generali.
La componente fisiologica della sessualità coinvolge tutti i nostri sensi (vista, uditotatto, gusto, olfatto e propriocezione) insieme alle nostre capacità intellettuali (attenzione, concentrazione, consapevolezza). Inoltre la nostra sessualità passa attraverso il nostro corpo.  Ma proprio il corpo ci fa comprendere quanto questa sia legata anche al nostro cervello. Anche in presenza di un corpo sano che funziona perfettamente, se non si ha un buon rapporto con esso, se il corpo veicola emozioni negative, la sessualità può essere danneggiata.
Dall’altra dunque troviamo tutto il lato emozionale a condizionare la nostra sessualità. Stress, emozioni negative,  conflittualità minacciano una buona sessualità. Imparare a gestire in modo funzionale le proprie emozioni, vivere una vita positiva e affettuosa, creare vicinanza e intimità con il partner sono alcuni dei punti fondamentali per una sessualità sana.
Una sana sessualità  passa dunque attraverso un equilibrio tra corpo e mente, per un benessere reale che è sia fisico che psichico.

Foto di smiteme

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