Vuoi una vita più felice, una sessualità più piena, vuoi un maggior benessere? Allora potenzia il tuo cervello.
Siamo tanto orientati a curare il nostro fisico ad allenare il corpo che dimentichiamo la cosa principale: un fisico sano senza una mente sana non serve a nulla. Abbiamo visto in altri post quale è l’esercizio fisico che fa bene alla nostra sessualità sia per la donna che per l’uomo.
Il cervello risponde agli stimoli in modo simile a come i muscoli rispondono all’esercizio fisico. Le aree del cervello più stimolate, quelle che lavorano più frequentemente si rafforzano e irrobustiscono. Quelle inutilizzate diminuiscono di tono e volume.
Come abbiamo visto nel post “Qual è l’organo sessuale principale?” il cervello è molto importante per la nostra sessualità. Il movimento è l’attività fisica che aiuta il nostro corpo, le esperienze sono l’attività che aiuta il nostro cervello e di esperienze noi ne abbiamo ogni secondo. Naturalmente le esperienze che sono più pregnanti a livello emotivo sono quelle che influenzano maggiormente il nostro cervello. Una sequenza di momenti positivi allena e tiene attiva la corteccia prefrontale sinistra la cui attività si correla a emozioni positive quali gioia, benessere, energia e pienezza. Al contrario una sequenza di esperienze negative allena la corteccia prefrontale destra maggiormente specializzata per rispondere alle emozioni negative. L’impatto emotivo di una esperienza e la forza di tale emozione dipendono grandemente da come noi la consideriamo. Quindi possiamo essere noi a decidere quanto il nostro cervello può essere allenato.
Innanzitutto un training efficace dovrebbe comprendere lo sviluppare capacità di resistenza allo stress e capacità di vivere con meno impatto le emozioni negative. Per far questo può essere utile imparare esercizi come il training autogeno o la mindfulness. Insieme però sarebbe l’ideale aggiungere un training cognitivo che permetta di imparare a rispondere in modo più funzionale agli eventi considerati negativi per ridurne l’impatto emotivo. A questo proposito potete leggere anche il post “Il potere delle parole”.
Il training del cervello ha come arma principale la possibilità di potersi effettuare sempre e dovunque. Le esperienze positive sono presenti costantemente nella nostra vita, solo che per lo più lasciamo che passino senza lasciare traccia. Non dobbiamo pensare alle esperienze solo come eventi eclatanti che ci cambiano la vita. Dobbiamo imparare a vivere le emozioni positive non solo come reazione ad eventi grandi come una vincita al lotto, ma soprattutto in relazione a piccoli eventi quotidiani. La felicità si conquista momento dopo momento a piccoli passi.
È importante creare spazi e tempi dedicati ad esperienze piacevoli durante la giornata. Ma allo stesso tempo vivere appieno piccole gioie quotidiane, dalla bella giornata di sole al sorriso del nostro vicino. Mentre nella realtà siamo molto più portati a sottolineare gli eventi negativi. Se ad esempio l’autobus passa subito come arrivo alla fermata lo etichetto come un caso e me lo dimentico subito, se invece devo aspettare cinque minuti divento nervosa e probabilmente ci rimugino almeno per l’ora successiva.
Se imparo a cogliere tutte le piccole esperienze positive anche se limitate e brevi io aumento le capacità del mio cervello e riuscirò anche a rispondere meglio agli eventi spiacevoli favorendo il mio benessere. Vivere nel presente ed avere una valutazione funzionale del mio passato e del mio futuro, come abbiamo visto in un vecchio post, mi permette di ottenere quella presenza e calma che mi permettono di avere una sessualità più piena e soddisfacente.

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Foto di ElleennE

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Ma naturalmente il cervello! Questo è l’organo sessuale più grande e vitale. Negarlo può ridurre la capacità di trovare piacere tra le lenzuola. L’attività sessuale è molto di più della pura stimolazione fisica delle zone erogene, è allo stesso tempo emozione, socialità e capacità cognitive come abbiamo visto nel post “La sessualità non è solo fisi0logia”.
Il grande coordinatore di tutto questo è il nostro cervello. Questo implica che noi possiamo essere al contempo la causa e la soluzione dei nostri problemi, anche a livello sessuale. Se non c’è la giusta connessione tra corpo, emozioni e pensieri si crea un disequilibrio che va ristabilito.
Buona parte della soddisfazione sessuale passa attraverso le nostre facoltà cerebrali quali la capacità attentiva,  la motivazione e l’emotività e va ben oltre la stimolazione fisica delle zone sessuali.  Questa è la nostra grande ricchezza.
Il cervello è un organo duttile che può essere allenato. Come alleniamo il nostro fisico o i muscoli pelvici cerchiamo di allenare anche il nostro cervello. Esercizi di concentrazione come il training autogeno o quello proposto in questo vecchio post possono aiutare il nostro cervello a sviluppare le sue potenzialità e vivere la vita e dunque la propria sessualità con più pienezza.
Quando sperimentiamo l’orgasmo le reazioni più importanti avvengono nel nostro cervello, non nel nostro corpo. Gli impulsi nervosi che partono dagli organi sessuali viaggiano tramite il midollo spinale fino alla corteccia sensoriale nel cervello. Attraverso studi con la risonanza magnetica funzionale, che misura i cambiamenti nell’attività neuronale del cervello, è stata osservata l’attivazione di ben 80 diverse regioni del cervello durante l’orgasmo. Questo è quanto accade a livello fisiologico: come aumenta l’eccitazione clitoridea o la stimolazione vaginale, l’ippocampo, che è la sede principale della memoria, e l’amigdala, che è la sede dell’attivazione emozionale, si accendono. Poco prima dell’orgasmo si attiva anche il cervelletto il quale controlla la tensione muscolare. Come la donna raggiunge l’orgasmo l’ipotalamo libera un ormone detto ossitocina che scatena le contrazioni uterine e il nucleo accumbens, centro del piacere e della ricompensa, ha il suo picco di attività. Durante tutto il processo si nota inoltre una forte riduzione della sensibilità al dolore. Allo stesso tempo molte altre aree di ordine superiore vengono attivate, poiché il funzionamento del cervello è guidato da leggi complesse.

Foto di johnk85

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Abbiamo visto nel post “L’amore nel cervello” quanto l’esperienza amorosa sia un evento complesso che coinvolge componenti chimiche, cognitive e comportamentali.
Recenti studi neurofisiologici hanno evidenziato che, anche a livello cerebrale, il desiderio sessuale in qualche modo viene prima dell’amore.
Il primo infatti è legato a parti del cervello più “primitive” e immediate correlate alla soddisfazione e al circuito della ricompensa. L’amore invece è neurofisiologicamente legato a strutture cerebrali di ordine superiore.
Quando il desiderio sessuale si protrae nel tempo diventa un vero e proprio sentimento di amore e le strutture cerebrali implicate divengono maggiori.
L’amore nasce dunque da un atteggiamento ripetuto e continuativo nel tempo. Potremmo definirlo allora un’abitudine che permette al cervello di modificarsi e creare benessere.
Il desiderio, al contrario dell’amore, è più legato ad espressioni fisiologiche e alla presenza dell’altro. L’amore invece si protrae anche quando l’oggetto amato non è presente e coinvolge diverse aree cerebrali in quanto è legato a doppio legame a differenti altre dimensioni. Tra queste la dimensione relazionale del legame di coppia è quella più evidente.
Possiamo dunque considerare il desiderio e l’amore lungo un continuum a complessità crescente. Si parte da una base più viscerale per arrivare ad una dimensione più articolata che comprende anche meccanismi di aspettativa, di ricompensa e di apprendimento che rendono l’esperienza amorosa un sentimento complesso ma estremamente coinvolgete e duraturo.

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Foto di aussiegall

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L’essere umano è un essere complesso e unico, la sua unicità è data dall’interazione dinamica di diverse sfere di funzionamento vitale tra cui una è la sessualità. La sessualità è dunque un aspetto della complessità dell’essere umano e deve perciò essere vista all’interno di un quadro generale di funzionamento e benessere dell’individuo e non considerata come un aspetto a parte.
Come ogni aspetto umano la sessualità ha due componenti fondamentali: una fisiologica, legata alla biologia del corpo, e una psicologica, legata alle emozioni e al benessere soggettivo percepito. Ma nella realtà la dualità mente corpo può essere solo arbitraria. Queste due componenti nell’essere umano funzionano in sinergia e di pari passo. Non c’è corpo senza emozioni, come non ci sono emozioni senza corpo. Dunque una sessualità fine a sé stessa come puro soddisfacimento istintuale nell’uomo non è possibile, se non nascondendo e non essendo consapevoli di tutta la parte emotiva che l’accompagna, ma che sicuramente è presente.
Per un funzionamento armonico e sano della sessualità è dunque utile che corpo e mente lavorino insieme. Una sessualità sana passa sicuramente attraverso un corpo sano e funzionale. Quando sono presenti malattie la sessualità ne può risentire negativamente. Siccome la sessualità è solo un aspetto dell’essere umano non parliamo solo di malattie che coinvolgono gli apparati genitali, ma anche di malattie generali.
La componente fisiologica della sessualità coinvolge tutti i nostri sensi (vista, uditotatto, gusto, olfatto e propriocezione) insieme alle nostre capacità intellettuali (attenzione, concentrazione, consapevolezza). Inoltre la nostra sessualità passa attraverso il nostro corpo.  Ma proprio il corpo ci fa comprendere quanto questa sia legata anche al nostro cervello. Anche in presenza di un corpo sano che funziona perfettamente, se non si ha un buon rapporto con esso, se il corpo veicola emozioni negative, la sessualità può essere danneggiata.
Dall’altra dunque troviamo tutto il lato emozionale a condizionare la nostra sessualità. Stress, emozioni negative,  conflittualità minacciano una buona sessualità. Imparare a gestire in modo funzionale le proprie emozioni, vivere una vita positiva e affettuosa, creare vicinanza e intimità con il partner sono alcuni dei punti fondamentali per una sessualità sana.
Una sana sessualità  passa dunque attraverso un equilibrio tra corpo e mente, per un benessere reale che è sia fisico che psichico.

Foto di smiteme

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Definire il piacere sessuale non è semplice visto che nell’esperienza personale di ciascun individuo il piacere assume significati anche molto diversi.
Nell’esperienza comune sembrerebbe che il piacere sia legato essenzialmente agli organi genitali, potrebbe dunque essere ricondotto ad una percezione corporea specifica. In realtà non è così, innanzitutto il piacere sessuale non è legato solo ed esclusivamente agli organi sessuale ma piuttosto è una “sensazione” che può nascere in tutto il nostro corpo ed alle volte anche solo attraverso un’immagine mentale, una fantasia erotica. La neurofisiologia, poi, non ha rinvenuto nessun recettore specifico situato nei genitali, anzi nei genitali sembra esserci una densità più bassa di recettori di qualsiasi genere rispetto ad altre zone del corpo. Né è stata mai rinvenuta una via neurale specifica per il piacere.
Il piacere sessuale sembra piuttosto essere una qualità emozionale strettamente legata ad una elaborazione di significato effettuata dal soggetto percipiente. Noi dunque attribuiamo il nostro significato specifico alle esperienze sessuali, alle esperienze tattili e alla stimolazione degli organi genitali. Una stessa stimolazione può dunque essere erotica o meno a seconda del contesto o dello stato emotivo e ricettivo del soggetto che la vive. Non è lo stimolo in sé che determina la percezione del piacere sessuale ma la codifica che noi attribuiamo all’esperienza. Gli studi neurofisiologici, dimostrano il massiccio coinvolgimento delle zone neurali che elaborano le emozioni. Il piacere sessuale dunque può essere ricondotto ad una emozione che, come tutte le emozioni, ha anche una componente somatica. Il piacere sessuale viene elaborato a livello di sistema nervoso centrale, soprattutto a livello corticale, a partire dalla globalità dell’esperienza individuale che è sia sensoriale che interiore. Inoltre prevede il coinvolgimento del sistema deputato alla ricompensa, per questo più si prova piacere e più se ne vuole provare.
Il piacere sessuale ha dunque una duplice componente: somatica e psicologica e non può prescindere da nessuna delle due. Nasce attraverso il nostro corpo e la nostra capacità di aprirci all’esperienza sensoriale, ma viene alimentato dal pensiero e dalla capacità emozionale. Per questo il benessere psicofisico è una qualità importantissima dell’esperienza sessuale.

Foto di Norte_it

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