Buona fine e miglior principio

Si parla di: Curiosità

Quest’anno vorrei semplicemente inviare a tutte le lettrici, ma anche ai lettori che so essere comunque interessati alle tematiche qui trattate, un caro augurio di un anno venturo pieno di soddisfazione, amore e felicità.

Ogni fine anno è un ciclo che si chiude ed uno nuovo che si apre. Non possiamo sapere cosa ci aspetterà, ma possiamo affrontarlo mettendoci nella disposizione d’animo migliore ad accogliere quello che verrà con fiducia.

Quest’anno, più degli altri, per me si chiude un ciclo, il ciclo qui con voi. Vorrei qui salutarvi augurandovi di percorrere la strada che vi porti a vivere il vostro presente con consapevolezza e decisione, sperando di ritrovarci presto.

Foto di katybird

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Il corpo ha memoria

Si parla di: Sessualità

La nostra sessualità è strettamente legata al nostro corpo. Spesso non avere confidenza con esso ci crea disagio nelle relazioni intime e nel sesso. Molte volte si ha paura nello spogliarsi, ci sente goffe, brutte non desiderabili e non si riesce a raggiungere quella spontaneità necessaria all’incontro sessuale.
Raggiungere una buona confidenza con il nostro corpo, così come è, con i suoi punti di forza e di debolezza, è importante per una sessualità sana. Riappropriarci del nostro corpo ed aumentare la nostra consapevolezza di esso è un passo importante nella via della scoperta/riscoperta della nostra sessualità.
Il nostro corpo funziona in base a schemi corporei acquisiti tramite l’esperienza. Il termine “schema corporeo” sta ad indicare una rappresentazione mentale della posizione e dell’estensione del corpo nello spazio insieme all’organizzazione gerarchica dei singoli distretti corporei, finalizzata principalmente all’organizzazione dell’azione. Tutto questo insieme alla rappresentazione mentale dei confini del corpo nello spazio.
Lo schema corporeo è la rappresentazione mentale del corpo come entità spaziale costituita sulla base delle sensazioni che provengono dal corpo stesso. Il corpo non è solo mezzo d’azione ma è anche corpo in relazione con l’altro, pertanto non è possibile dissociare ciò che è nell’ordine di un movimento dall’emozionalità, dall’affettività e dalla implicazioni che queste hanno nella vita di ciascuno.
Lo schema corporeo inizia a formarsi dal concepimento, nel feto il bambino inizia a conoscere il mondo attraverso schemi senso-motori. Questi schemi si sviluppano in relazione a me e al mondo esterno.
Troppo spesso però acquisiamo schemi corporei sbagliati o rigidi di cui non siamo consapevoli, che più che avvicinarci al nostro corpo ce ne allontanano, allontanandoci anche dal nostro mondo sensoriale ed emotivo.
Il copro ha una sua memoria che ci condiziona. Gli schemi corporei però possono e devono essere cambiati. Il recupero di una corporeità dimenticata, passa necessariamente attraverso nuove esperienze corporee. È attraverso l’esperienza “concreta” di contatto con il nostro corpo, che può essere ottenuta grazie ad esercizi di consapevolezza corporea, attraverso le carezze, i massaggi di coppia o la masturbazione, si possono ottenere informazioni per una nuova competenza capace di modificare gli “schemi percettivi centrali”.
Il corpo ha molte risorse, la migliore di tutte è la capacità di cambiare. Essere capaci di tornare dalla vulnerabilità a un senso di forza e competenza crea la fiducia in se stessi. Si costruisce una stabilità interiore che non si basa sugli alti e bassi della vita (eventi esterni), ma sull’elasticità di risposta del sistema nervoso (eventi interni).
Riappropriarci del nostro copro ci aiuta dunque a raggiungere una vita sessuale più piena e soddisfacente.

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Foto di NoPro2009

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Quando si parla di sessualità femminile si sente spesso parlare di diversi punti del corpo contrassegnati da una specifica lettera, come se la sessualità femminile sia una questione di localizzazione geografica. Il punto più famoso è il punto G,  altri postulano anche un punto C. Ultimamente qualcuno parla addirittura di un non meglio identificato punto A.
Ma la sessualità femminile va oltre la localizzazione geografica delle zone cosiddette erogene. Così come accade per la soddisfazione sessuale, che risulta essere molto di più della semplice stimolazione di punti specifici del corpo. I punti cardinali del corpo rischiano solo di farci confondere.
È certo importante capire il funzionamento del nostro corpo, ma non siamo una macchina e dunque non ci esauriamo in esso. Evitiamo di fare l’analisi logica o grammaticale del nostro corpo, ma piuttosto viviamolo con completezza. Cercare di inseguire un punto preciso è come cercare per tutta la casa quell’oggetto che non trovate e poi trovarlo per caso quando avete smesso di inseguirlo. Non state attente dunque al punto, ma al momento che state vivendo. Come abbiamo sottolineato nel post “Come si fa a sapere cosa ci piace nel sesso?” il modo migliore per conoscere il proprio corpo e la propria sessualità è aprire le porte della nostra consapevolezza a cosa accade dentro di noi momento per momento in tutto il nostro corpo. Il piacere sessuale comincia dalla pelle, passa per le zone genitali ed arriva al cervello. Tutte queste parti sono essenziali, ma nessuna da sola è utile.
Un consiglio dunque: potete anche scrivervi tutto l’alfabeto addosso, purché le lettere e i punti li scegliate voi!

Foto di anddoesitexplode

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Il sesso è una attività naturale cui tutti siamo predisposti, ma come tutte le attività umane, benché vi siamo naturalmente predisposti, abbiamo bisogno di impararla per padroneggiarla al meglio. Pensiamo al camminare, al parlare, allo scrivere, siamo tutti predisposti a farlo: abbiamo le gambe, le corde vocali, le mani, ma dobbiamo imparare ad usarli nel modo più adatto.
Lo stesso accade con il sesso, si nasce avendo degli organi genitali predisposti per il sesso, si nasce con i meccanismi del piacere sessuale, ma solo imparando ad usare gli organi sessuali e a conoscere il piacere possiamo trarre il meglio dalla nostra sessualità.
Più che parlare di come si fa a “sapere” cosa ci piace è dunque meglio parlare di come possiamo “capire” cosa ci piace. Non lo sappiamo a priori , ma possiamo imparare a comprenderlo. Per comprendere il piacere è certo utile conoscere i suoi meccanismi fisiologici e la stessa anatomia funzionale degli organi genitali. Naturalmente se devo accendere la luce è bene che io sappia che devo pigiare l’interruttore piuttosto che un qualsiasi altro posto del muro. Ma per quanto riguarda il sesso questo non basta . Il modo più utile per capire cosa ci dà piacere è provare a stimolarlo.
Si può iniziare da soli, questo ci permette di prendere confidenza con il nostro corpo e con i meccanismi che gli sono propri, perché siamo sì tutti dotati degli stessi equipaggiamenti, ma in ognuno si attualizzano in modo diverso. Come abbiamo visto in un altro post “Masturbarsi fa bene” sia al singolo, ma anche alla coppia.
Si deve infatti continuare l’esplorazione della nostra sessualità in coppia. E qui la parola sperimentare diventa d’obbligo. Sperimentare diverse posizioni, sperimentare diversi luoghi.
L’importante è riuscire ad essere attente al proprio corpo, alle sensazioni che questo sperimenta attimo per attimo, ai segnali che esso ci manda. Non perdetevi nei vostri pensieri, dubbi, paure o peggio nei “si dovrebbe fare così”, ma lasciatevi andare al “è così che è ora”. Se volete aumentare la vostra consapevolezza leggete anche il post “Il sesto senso dimenticato” .
Il sesso è dunque sperimentazione nel momento presente. È solo provando a fare e rimanendo ancorati alle nostre sensazioni che potremmo acquisire la capacità di sapere cosa ci piace.

Foto di smith
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In un mondo sempre più frenetico dove si vuole consumare tutto e subito la calma sembra essere la via più difficile per vivere. Nella realtà invece dovrebbe essere l’unica strada da percorrere se si vuole riuscire a vivere nel modo migliore.
Vivere con più calma vuol dire innanzitutto rallentare i nostri ritmi, allentare dunque la morsa dello stress.
Di questo rallentamento ne gioverebbe soprattutto la nostra vita sessuale. Lo stress si sa è uno dei nemici del sesso e la fretta non ci permette certo di poter essere in contatto con le sensazioni del nostro corpo, così importanti per il raggiungimento della soddisfazione sessuale.
Certo alle volte è anche eccitante il sesso veloce, ma purché rimanga una eccezione. La regola aurea nel sesso sarebbe quella di non avere tempo. Stare lontano da orologi, limiti temporali, fisici o mentali. Il sesso ha bisogno di tutto il tempo necessario, che è strettamente legato ai ritmi di ciascuno di noi. Prendere il sesso con calma vuol dire non relegarlo entro limiti prefissati di tempo.
La calma nel sesso inoltre vuol dire liberare la mente dalle pressioni che ci vengono dal voler soddisfare le nostre aspettative sessuali prefissate e raggiungere un obiettivo specifico. L’obiettivo (orgasmo) nel sesso viene da sé, non ha bisogno di essere ricercato strenuamente. Mantenere l’attenzione costantemente sul raggiungimento dell’orgasmo per paradosso ci allontana da esso. Ci distrae dalla cosa più importante che è quella di sentire il nostro corpo momento per momento. Durante l’atto sessuale è fondamentale rimanere ancorati al momento presente, alle sensazioni che sono ora presenti piuttosto che proiettarsi verso un passo successivo che ancora deve arrivare. Se ci si lascia andare con calma al nostro corpo e alle sue sensazioni l’orgasmo verrà come conseguenza naturale.
Rallentare ci permette naturalmente di essere maggiormente consapevoli di quello che ci accade. Ci permette di non fare sesso in modo meccanico, ma viverlo in modo speciale, ogni volta come se fosse la prima. Non avere l’attitudine rutinaria di andare a cercare le stesse esperienze del passato, ma poniti verso il sesso con un attitudine di scoperta e novità.
Fai attenzione non solo al partner, ma anche e soprattutto a cosa accade dentro di te. Questa è una capacità che può essere aumentata anche grazie all’esercizio proposto in questo post.  Il piacere del partner passa attraverso il tuo corpo, se il tuo corpo sta bene starà bene anche quello del tuo compagno.
Fare sesso con clama ci permette anche di aumentare il piacere con il movimento lento. Il movimento è essenziale nel sesso. Lascia che questo sia fluido, sensuale e naturale, non meccanico e stereotipato. Non esiste solo il movimento meccanico dentro-fuori, ma ci sono tutta una serie di movimenti circolari del bacino che possono stimolare il piacere.
La calma dunque è la virtù del sesso, poiché ci permette di godere del piacere del sesso a lungo e in modo più consapevole. La calma implica il lasciarsi andare alle sensazioni del momento semplicemente rilassandosi e godendo quello che accede nel momento esatto in cui accade. Prendiamoci il tempo necessario aspettando di sentire dove il nostro corpo ci porterà, lasciando che le cose evolvano da sole senza dover seguire degli schemi precostruiti su cosa si debba o non debba fare. E se il sesso diventa slow ben venga.

Foto: “A kiss” di MrJava

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