E’ stata condotta una nuova ricerca su un particolare disturbo del sonno, chiamato sexsomnia (o “sleep sex”. Non esiste un nome italiano che possa tradurlo), che consiste nel fare sesso mentre si dorme.
Dai risultati ottenuti, sembra che il 7,6 per cento dei pazienti (63 di 832), ricoverati presso un centro di disturbi del sonno, abbia riferito di aver svolto attività sessuali nel sonno. La prevalenza di sexsomnia riportata è stata quasi tre volte maggiore fra gli uomini (11 per cento) che fra le donne (4 per cento).
“Non ci sono studi precedenti per comprendere come si verifichi la sexsomnia”, ha affermato Sharon A. Chung, psicologa dello Sleep Research Laboratory, dipartimento di psichiatria, presso la University Health Network di Toronto, Canada. “I nostri risultati (quasi otto per cento) sono davvero molto elevati, ma è opportuno sottolineare che abbiamo studiato pazienti ricoverati presso una clinica del sonno. Ci aspettiamo quindi che i numeri siano molto più bassi presso la popolazione generale”.
Il campione era costituito da 428 uomini e 404 donne. I pazienti hanno compilato un questionario sui sintomi dei disturbi del sonno, sui comportamenti durante il sonno, gli stati di sonnolenza, l’affaticamento e il tono dell’umore.
Le persone che hanno riferito di avere la sexsomnia erano soprattutto consumatori di droghe (15,9 per cento contro 7,7 per cento). Di questo problema (evidentemente non sentito tanto come tale), solo quattro degli 832 pazienti ne avevano parlato con il medico o con lo specialista per i problemi del sonno.
La Classificazione internazionale dei disturbi del sonno, pubblicato dalla American Academy of Sleep Medicine nel 2005, rileva che la sexsomnia sembra verificarsi soprattutto durante i risvegli confusionali o gli episodi di sonnambulismo. Questi disturbi sono classificati come “parasonnie“, cioè comportamenti “indesiderati”, che si verificano durante l’addormentamento, il sonno e il risveglio.
Fonte: Medical News
Immagine: Malias




