Oggi, il giorno del nuovo inizio

Si parla di: Società, benessere

Oggi è stato additato da tempo come il giorno di una, improbabile, fine del mondo. Mentre tutti parlano della fine io vorrei parlarvi di un nuovo inizio. Ora che questa fine è stata scongiurata non lasciamo che l’occasione ci sfugga di mano e cogliamo l’opportunità di rinascere a nuova vita.
Nella realtà non serve molto, è da piccoli passi che si ottiene un grande percorso.
Per avere una idea dei piccoli passi che possono essere utili vi consiglio il post “La felicità va conquistata a piccoli passi”.
Se adottiamo la filosofia per cui ogni giorno è da vivere appieno, come fosse l’ultimo, allora possiamo cominciare a goderci ogni momento che viviamo su questa terra. Smettiamola di sprecare il tempo che ci è stato destinato dietro a recriminazioni, così come con nostalgie per un passato che non potrà tornare o paure per un futuro che non ci è dato conoscere. Cogliamo l’occasione oggi per recuperare una prospettiva temporale più funzionale, dove il presente sia il vero e unico momento in cui vivere. Per alcuni consigli su come fare leggete il post “La nostra prospettiva temporale ci aiuta ad essere felici”.
Per la rinascita è probabilmente necessario un cambio di prospettiva. In campo sessuale serve superare i cliché sessuali, primo fra tutti che il sesso sia qualcosa di sporco e brutto da fare. Poi potrebbe servire anche una cambiamento di prospettiva su cosa è disturbo sessuale e cosa no ( vedi anche “Poco desiderio? Cambia pensiero” o “Eiaculazione precoce non è sempre così”).
Infine sarebbe utile cercare di tenere un atteggiamento meno perfezionistico rispetto a noi stessi, il nostro corpo o le nostre performance.  Senza pretendere, né da noi stessi, né dagli altri. Cercando di imparare anche dai fallimenti. Per aiutarvi nel cambio di prospettiva leggete anche il post “Il potere delle parole”.
Vorrei lasciarvi infine con una frase del Dalai Lama che secondo me racchiude l’essenza della nostra rinascita simbolica: “Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere.”. Smettiamo di posticipare e rendiamo la nostra vita migliore ora.

Foto di Tom Haymes

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Siamo tutti esseri umani e pertanto esseri finiti ed imperfetti destinati, prima o poi, al fallimento. Essendo dunque quella di fallire una condizione imprescindibile, dobbiamo naturalmente adoprarci per fare del nostro meglio perché non accada, ma dobbiamo essere in grado di accettare la sua evenienza. Può fallire un matrimonio, un amore,  possiamo fallire nel raggiungimento dell’orgasmo o nell’erezione. Tutti sono casi possibili, ma quando occorrono non vuol dire che siamo falliti come persone. Molte volte ci siamo trovati a scalare una montagna che alla fine si è rivelata essere quella sbagliata! Moltissime persone sono così spaventate dal fallimento che non provano neanche a raggiungere i loro ideali, o accettano condizioni di vita pessime pur di non provare a cambiare.
Ma è la prospettiva tragica che ci poniamo a spaventarci. Il fallimento non è la fine, ma è una delle vie che portano al successo. I ricercatori lo sanno bene: anche avere risultati negativi, o non averne affatto, è un successo, perché ora sappiamo cosa non si deve fare!
Il fallimento spaventa anche perché è qualcosa di sconosciuto,Cosa mi accadrà”, “Succederà qualcosa di terribile”, “Non potrò sopravvivere”. In realtà abbiamo già sperimentato molti fallimenti, più o meno terribili, e la buona notizia è che siamo comunque ancora qui. Si può anche cadere senza rompersi in mille pezzi, ma questo dipende da noi.
Ecco dunque il necessario cambio di prospettiva. Di fronte al fallimento se si vuole uscirne vincitori bisogna trovare il coraggio di chiedersi due cose:
1. Cosa è successo?
2. Cosa ho imparato?

È solo riconoscendo l’idea che grazie al fallimento ci può essere crescita, si può migliorare, si può affinare le proprie idee e capacità, che si può raggiungere il successo ad un livello più profondo.
Sii onesto con te stesso quando sperimenti il fallimento, posto che tutti gli esseri umani falliscono forse ti sei posto delle mete troppo alte ed irraggiungibili. Certo non è che si debba essere orgogliosi di fallire, ma almeno datti l’onesto riconoscimento di averci provato. Prendi l’opportunità che il fallimento ti dà per porre i giusti accorgimenti al tuo comportamento nel presente. Non rimanere fermo a cosa avresti potuto fare in quel momento, ma apriti al cosa posso fare ora.
Fallire è la parte più facile, è come affrontiamo il fallimento che ci può permette comunque di raggiungere i nostri obiettivi e vivere meglio.

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Foto di liknes

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Non c’è un tempo di scadenza per salvare una relazione. L’amore non è sacrificio, quindi è bene riuscire a divenire consapevoli di una relazione che non ci dà più niente o che ci fa soffrire. Ma d’altro canto è anche vero che non è utile gettare subito la spugna ai primi accenni di dissensi o problemi.
La vita di coppia è costellata di difficoltà e prove da superare. Bisogna abbandonare l’idea della coppia perfetta, quella in cui tutto va sempre bene e che va d’amore e d’accordo su tutto, come già discusso nel post “7 miliardi di persone un solo amore?”.  L’età moderna è anche vittima di una certa disillusione verso la coppia e la relazione. Si va da un eccesso all’altro, o si è troppo confidenti o troppo disillusi. Nella realtà però tra i due estremi c’è tutta una serie di alternative.
Una relazione amorosa è costruita con piccoli passi, anche tramite divergenze e “scontri”. Una certa dose di negatività non ha mai fatto male, però questa deve essere affrontata in modo funzionale e non distruttivo. A questo proposito vi consiglio anche il post “Come ridurre la negatività nella coppia”.
Se credete che “in coppia tutto funziona oppure è finita”, siete destinati a cedere alla prima piccola bufera. Allo stesso modo la vostra coppia non resisterà se pensate che le cose si risolveranno da sole perché l’amore vince tutto. L’amore può vincere è vero, ma solo se voi vi adoperate per farlo vincere.
In coppia non bisogna accettare qualsiasi cosa. È bene provare a risolvere i problemi, le divergenze, i momenti di stanca impegnandosi al massimo delle proprie possibilità insieme. Ma se nonostante i vostri sforzi sentite che la relazione non vi da più nulla e vi fa solo stare male, allora avete raggiunto il limite.
Per affrontare un problema magari ci vorrà un cambio di prospettiva. Fate un passo indietro, cercate di osservare la situazione come se stesse accadendo ad un vostro amico. Allargate la prospettiva e probabilmente la soluzione arriverà ai vostri occhi. Combattete la tendenza a vedere tutto nero e negativo. Non rimandate i problemi, ma affrontateli subito appena si presentano, affrontandoli uno alla volta.
Avere una relazione felice non vuol dire avere una relazione in cui tutto è perfetto. Si litiga, si discute ma poi è sempre più bello fare pace.

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Foto di public domain photos

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Come far durare l’amore?

Si parla di: Amore, coppia

L’amore è tra i sentimenti il più nobile e il più ricercato. Cosa sia veramente l’amore è difficilissimo da dire. Naturalmente è un sentimento di secondo livello dunque un sentimento altamente complesso. Essendo così complesso può avere diverse definizioni, probabilmente tante quante sono gli esseri umani.
Come essere sicuri che questo sentimento così nobile duri è un altro grande interrogativo cui è difficile rispondere. Probabilmente una ricetta da bacchetta magica non c’è. Far durare un amore è una questione che implica un buon equilibrio tra componenti personali e relazionali. Quello che è certo è che un amore non vive in modo automatico e stereotipato.  Un amore va coltivato con impegno e dedizione e non dato per scontato.
A questo proposito vorrei condividere con voi una storia che trae le sue origini da una saggezza antica, ma che è sempre attuale:

Una mamma e un bambino stanno camminando sulla spiaggia. Ad un certo punto il bambino dice: “Come si fa a mantenere un amore?” La mamma guarda il figlio e poi gli risponde: “Raccogli un po’ di sabbia e stringi il pugno….” Il bambino stringe la mano attorno alla sabbia e vede che più stringe più la sabbia gli esce dalla mano. “Mamma, ma la sabbia scappa!!!” “Lo so, ora tieni la mano completamente aperta…” Il bambino ubbidisce, ma una folata di vento porta via la sabbia rimanente. “Anche così non riesco a tenerla!”
La mamma, sempre sorridendo: “Adesso raccogline un altro po’ e tienila nella mano aperta come se fosse un cucchiaio… abbastanza chiusa per custodirla e abbastanza aperta per la libertà.”
Il bambino riprova e la sabbia non sfugge dalla mano ed è protetta dal vento.” Ecco come far durare un amore…”

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Foto di Paula Bray

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Perché facciamo sesso?

L’attività sessuale è una spinta naturale dell’essere umano. La sessualità ha una componente fisica e una più psicologica, come abbiamo visto nel post “La sessualità non è solo fisiologia”. I motivi per cui facciamo sesso sono dunque una combinazione tra fisiologia, psicologia ma anche elementi culturali.
Di base c’è una spinta evolutiva, quella procreativa, ma nell’uomo la sessualità non si esaurisce in essa. Se negli animali la risposta sessuale è mediata da forze istintuali guidate da sostanze come i feromoni, nell’uomo il potere di questi è relativo tanto che l’attività sessuale può essere anche differita per un tempo indefinito. La componente ormonale però non è assente nella sessualità umana. Nell’uomo è il testosterone che in qualche modo stimola l’attività sessuale. Nella donna invece abbiamo visto nel post “Fisiologia del desiderio sessuale” quanto questo vari a seconda della fase ormonale del ciclo mestruale.
La spinta sessuale nell’uomo non è mediata solo da questi fattori fisiologici, ma anche dall’attività delle aree cerebrali di ordine superiore.
Il piacere sessuale in sé può essere una della motivazioni per cui viene ricercata l’esperienza sessuale. Ma d’altro canto ci possono essere anche motivazioni più strettamente legate al legame affettivo-emotivo che lega al partner. Sesso e intimità non sono necessariamente la stessa cosa, ma l’attività sessuale aiuta a creare e rafforzare il legame tra i partner.
In alcuni soggetti il sesso è legato ad un bisogno di affermazione, come ad esempio negli adolescenti, o anche di controllo del partner. Per altri è più legato a sentimenti profondi come l’amore.
Il perché facciamo sesso è strettamente correlato alla storia personale di ciascuno di noi, alle esperienze, ai valori culturali e personali cui ognuno fa riferimento.
Ognuno ha dunque i suoi motivi che possono inoltre cambiare in diversi momenti della propria vita.

Foto di marc falardeau

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