Sento ancora spesso parlare di posizioni sessuali da adottare per rimanere incinta. Nella realtà questo è solo un falso mito.
Il concepimento è un evento delicato e complesso e non c’è nulla che vi può dare la certezza di rimanere incinta. Del resto nella nostra vita di cose veramente sicure ce ne sono davvero poche.
Diffidate dunque di chi assicura di conoscere la posizione più adatta, ma soprattutto non seguite il suggerimento alla cieca. Non fissatevi con una e una sola posizione, questo può essere deleterio perla vostra vita sessuale. Mantenere la varietà e la giocosità nell’atto sessuale aumenta il piacere e la soddisfazione. Siccome il benessere psicologico è un indice favorevole della fecondità questo può determinare il terreno più adatto a rimanere incinta.
Lo stress infatti non aiuta, né la vostra sessualità, né la capacità di rimanere incinta poiché quello che permette la fecondazione è un processo molto delicato. Non solo, la stessa capacità di portare avanti il concepimento, una volta che l’ovulo è fecondato, è molto difficile. Molti dei concepimenti finisce in aborto spontaneo dopo poco la fecondazione, senza neanche che ce se ne renda conto. Se si verifica dopo 2 o 3 settimane dal concepimento può facilmente essere assimilato ad una mestruazione arrivata in ritardo e più abbondante del solito.
Il percorso degli spermatozoi verso le tube, dove può avvenire la fecondazione, è lungo e non facile. Si pensa perciò che posizioni che favoriscano una penetrazione più profonda possano in qualche modo “dare una mano” agli spermatozoi, ma questo è solo uno dei tanti fattori che incidono sulla fecondazione. Altri suggeriscono invece di non alzarsi subito dopo il rapporto ed alzare il bacino in modo da permettere agli spermatozoi di scendere meglio. Anche questo non è scientificamente provato, sopratutto perché gli spermatozoi non si muovo certo a causa della forza di gravità. Gli spermatozoi si muovono al ritmo di circa 2-3 millimetri al minuto, il che significa che impiegano circa un’ora a raggiungere le tube. In questo sono perciò aiutati dalla presenza di un muco ovulatorio molto fluido e filante particolarmente adatto al passaggio del seme, e dalle contrazioni dell’utero che li spinge verso le tube, riducendo il tempo di risalita spesso anche a pochi minuti. Una volta arrivati qui però le difficoltà dello spermatozoo non sono finite, questo infatti deve riuscire a penetrare la membrana protettiva che ricopre l’ovocita.
Se lo spermatozoo è riuscito in tutto questo, e si è dunque formato lo zigote, dopo circa 6-7 giorni questo scende verso l’utero per impiantarsi nell’endometrio. Altra fase estremamente delicata.
Il concepimento è dunque legato a diverse fasi complesse e dall’equilibrio fragile, dove la penetrazione è solo una minima parte.

Per ulteriori informazioni vi consiglio di leggere anche il post “Come fare sesso per rimanere incinta?

Foto di ilyoungko

Commenta

L’invecchiamento ai giorni nostri è visto solo come una scocciatura negativa che ci fa perdere molte occasioni e possibilità. In realtà di fronte alla constatazione che si sta invecchiando non ci dovrebbe essere nessuna reazione particolare. Semplicemente l’invecchiamento è un processo naturale che necessariamente tutti dobbiamo affrontare. Come abbiamo visto nel post “Ad ogni età la sua sessualità” crescendo la sessualità ha dei cambiamenti, ma se la si coltiva in modo costante l’invecchiamento non la preclude. Nello specifico nel post precedente abbiamo visto come i cambiamenti legati all’invecchiamento non sono sempre negativi.
Dunque con l’invecchiamento la sessualità normalmente cambia, in genere si rallenta, l’attività sessuale è meno frequente e c’è necessità di maggiore stimolazione durante il rapporto e di tempo per raggiungere l’orgasmo. Ma questo in sé non è un male. Non esiste un numero aureo di rapporti giusto, anzi non ci si deve assolutamente focalizzare sulla quantità, bensì sulla qualità di ogni singolo rapporto.
Quando ci si accorge che qualcosa non è più come prima innanzitutto è bene indagare se ci sia una sottostante patologia medica su cui dover intervenire. Nell’uomo si può rilevare una perdita di turgore nell’erezione che può arrivare fino a problemi di erezione con annesso calo del desiderio. Nelle donne invece la menopausa può causare problemi di secchezza vaginale e dolore nella penetrazione. Inoltre stress, fatica, malattie croniche possono influire negativamente sulla sessualità. Ogni problema va affrontato con specificità e soluzioni mirate.
Se non ci sono concomitanti problemi fisici e si riscontra un calo del desiderio o dell’eccitazione non lasciatevi abbattere. Non è l’invecchiamento in sé il problema, ma l’atteggiamento con cui viene affrontato. Se ci si lascia abbattere e si pensa che tutto è perduto non si troverà l’energia e la prontezza adatta per affrontare la situazione. Nulla è nella realtà perduto va solo adattato alla situazione che si sta vivendo.
Innanzitutto si deve accettare il fatto che non si possono più avere le stesse prestazioni che si avevano da giovani. Ma questo non vuol dire non averle per niente o doversi rassegnare a prestazioni sessuali scarse e insoddisfacenti.
Diventa sempre più necessario sapersi concedere il giusto tempo e ritmo. Focalizzarsi su cosa piace veramente, su qualsiasi cosa possa scatenare l’eccitazione. Non fermatevi agli stereotipi della vecchiaia che vuole un sesso stereotipato e senza fantasia. Cercate di rendere varia la vostra attività sessuale. È la vostra vita sessuale e solo voi potete definirla, desiderarla e crearla come più vi piace.
Rimanete recettivi verso l’attività sessuale, magari non avete molta voglia o vi sentite stanchi, ma alle volte il desiderio cresce solo lasciandosi andare. Se poi sentite di non avere molte energie per un rapporto completo, la sessualità può prendere altre forme come coccole, carezze erotiche, o sesso orale.
Mantenere comunque una vita attiva e sana con una giusta alimentazione è molto importante.

Foto di bravenewtraveller

1 commento

È normale invecchiando che il desiderio e l’eccitazione diventino più “lenti”. Può dunque capitare di scaldarsi ma riuscire con più difficoltà a raggiungere il bollore! Questo è assolutamente naturale e non è un cattiva notizia. Il passo più lento dell’eccitazione aiuta infatti a godere maggiormente dei momenti di intimità sessuale. Quando si è giovani è tutto veloce e irruento, abbiamo però visto nel post “La calma è la virtù del sesso” quanto la calma e la tranquillità siano essenziali per una piena esperienza sessuale. Dunque il rallentamento della fase eccitatoria permette di allungare i tempi e fornisce l’occasione per riuscire a focalizzarsi e gustare anche i piccoli momenti del piacere sessuale. L’orgasmo non deve essere il solo focus dell’attività sessuale. Per una esperienza sessuale soddisfacente si deve essere in grado di provare piacere e divertimento per tutto ciò che accade nel corpo e le diverse esperienze di piacere oltre all’orgasmo.
Non focalizzatevi dunque su quanto sia più lenta la vostra eccitazione. L’eccitazione è differente, ma nella differenza non avete perso bensì guadagnato qualcosa. Non si tratta qui di guardare semplicemente il bicchiere mezzo pieno, ma di guadagnare una prospettiva più realistica e funzionale sul quello che è il rapporto sessuale. Come più volte ho sottolineato, e non mi stancherò di farlo perché secondo me è essenziale, non di sola penetrazione e orgasmo è fatta una appagante esperienza sessuale.
Se non ci sono concomitanti problemi fisici e sei soddisfatto della tua relazione allora smetti di preoccuparti. Non esiste un corretto ammontare di desiderio sessuale o eccitamento, né tanto meno un corretto numero di rapporti sessuali a settimana.
Se pensate che le vostre preoccupazioni rispetto alla vostra eccitazione siano strettamente legate a problemi relazionali o emotivi allora rivolgetevi ad uno psicoterapeuta che vi aiuti a ridare la giusta prospettiva alle vostre preoccupazioni.

Foto di Brave Heart

Commenta

Essere vergini non è una condizione di menomazione. Non si è strani se si è vergini a 20 o 30 o 40 anni solo perché si è tali. Non esiste una età specifica in cui è giusto o necessario perdere assolutamente la verginità. Se per le donne può essere in qualche modo auspicabile per gli uomini culturalmente è alquanto disdicevole ammettere di essere vergini dopo i 20 anni. Ma nella realtà non c’è nessun motivo o nessuna legge, né terrestre che divina, che obblighi a non esserlo. Non è che chi ha già fatto sesso guadagni qualcosa a livello personale o di crescita. Certo l’esperienza sessuale è una esperienza gratificante e soddisfacente, ma fortunatamente per noi non è l’unica esperienza gratificante o soddisfacente che ci si presenta nella vita. Spesso il perdere la verginità è vissuto come un rito di passaggio, come la prova che si è diventati grandi, ma non è assolutamente così. Anzi in generale meno si ha fretta nel buttarsi sul sesso più si riesce ad ottenere una esperienza migliore. Non è il fare sesso che fa diventare grandi, ma una volta che si è cresciuti, dunque si è riusciti a costruire una personalità solida sviluppandola in profondità, allora ci si può anche dedicare a sviluppare la propria sessualità. Le esperienze sessuali precoci possono essere più deleterie che altro.
Più che concentrarsi sul concetto di verginità, un concetto tra l’altro solo imposto culturalmente, sarebbe bene interrogarsi sui motivi per cui ancora non si è fatto sesso. Se si sceglie di non fare sesso per trovare la persona giusta con cui sentire realmente la voglia di farlo non c’è nessun problema. Ma se sotto la scelta si nascondono ansie e paure come quella di confrontarsi, di mostrarsi o di essere feriti allora ci sono dei problemi. Questo è infatti segno che la scelta non viene da una decisione libera e ragionata seguendo i propri principi, ma è dettata da pensieri non funzionali che ci impediscono di esprimerci nel modo più spontaneo. In questo caso è bene consultarsi con un esperto per riuscire a superare questi “blocchi” e vivere la vita in modo più pieno.
Che scegliate di fare sesso o no dunque siate ben consapevoli dei motivi che vi spingono alla vostra scelta in modo a poterla prendere con coscienza.

Foto di eiimeon

Commenta

Il preservativo è una barriera per le malattie a trasmissione sessuale e per le gravidanze quando queste non sono ricercate. Definirlo barriera però non vuol dire che sia un elemento massiccio che pone un limite al rapporto sessuale. È pur vero che è un materiale esterno che va a isolare il pene e dunque modifica le sensazioni, ma solo leggermente.
L’uomo dunque sente in parte la presenza del preservativo sul pene e il contatto con la vagina è meno sensibile. La donna dal canto suo sente il preservativo soprattutto durante la penetrazione. Anche se il preservativo è dotato di una sua lubrificazione, che tra l’altro lo protegge dalle sollecitazioni, all’inizio la sensazione può essere di maggior resistenza alla penetrazione. Se però la donna ha raggiunto la giusta eccitazione e lubrificazione la sensazione è ridotta. Potrebbe comunque essere utile unire l’uso di un lubrificante per rendere la penetrazione più “scorrevole”.
Quando l’uso del preservativo è necessario, cioè quando si hanno rapporti con partner che non si conoscono e si vuole evitare una gravidanza, è necessario andare con calma. Abbiamo già visto che la calma è importante nel sesso, questo vale a maggior ragione con l’uso del preservativo. Per ovviare la seppur minima riduzione di sensibilità bisogna concedersi più tempo per far sì che le sensazioni di piacere crescano e raggiungano il culmine desiderato. Dedicarsi di più al partner, questo da parte della donna ma anche dell’uomo, entrambi devono dedicarsi le giuste attenzioni e contribuire a rendere l’eccitazione dell’altro più forte. Non basta solo la penetrazione, ma ci sono altri accorgimenti che possono essere usati per eccitare il/la partner, come muovere il bacino, sussurrare dolci parole all’orecchio, far sentire all’altro che l’esperienza è sempre più piacevole. Naturalmente queste attenzioni vanno anche scoperte gradualmente con l’aumentare dell’intimità tra i partner e l’apprendimento di cosa eccita l’altro.
Per ridurre al minimo le sensazioni di fastidio è anche utile scegliere il giusto preservativo. In commercio ce ne sono di diversi tipi, ora anche di diversi materiali. Provarne diversi vi aiuta a trovare quello il cui confort è migliore per voi.
Molte volte inoltre il preservativo è vissuto come impaccio alla naturalità del rapporto, infilarlo il preservativo è vissuto come un momento che spezza il gioco erotico. Questo è falso, il gioco erotico può e deve continuare mentre si indossa il preservativo. La donna può aiutare il suo uomo ad indossarlo, i partner si possono sussurrare parole “piccanti”. Questo momento deve essere vissuto come un momento necessario per il piacere che sta per arrivare, anzi è un momento che può favorire il piacere a scapito di brutte sorprese.
Il preservativo è dunque una barriera necessaria contro le malattie a trasmissione sessuale e le gravidanze, ma non una barriera contro il piacere.

Foto di Hey Paul Studios

Commenta