Oggi, il giorno del nuovo inizio

Si parla di: Società, benessere

Oggi è stato additato da tempo come il giorno di una, improbabile, fine del mondo. Mentre tutti parlano della fine io vorrei parlarvi di un nuovo inizio. Ora che questa fine è stata scongiurata non lasciamo che l’occasione ci sfugga di mano e cogliamo l’opportunità di rinascere a nuova vita.
Nella realtà non serve molto, è da piccoli passi che si ottiene un grande percorso.
Per avere una idea dei piccoli passi che possono essere utili vi consiglio il post “La felicità va conquistata a piccoli passi”.
Se adottiamo la filosofia per cui ogni giorno è da vivere appieno, come fosse l’ultimo, allora possiamo cominciare a goderci ogni momento che viviamo su questa terra. Smettiamola di sprecare il tempo che ci è stato destinato dietro a recriminazioni, così come con nostalgie per un passato che non potrà tornare o paure per un futuro che non ci è dato conoscere. Cogliamo l’occasione oggi per recuperare una prospettiva temporale più funzionale, dove il presente sia il vero e unico momento in cui vivere. Per alcuni consigli su come fare leggete il post “La nostra prospettiva temporale ci aiuta ad essere felici”.
Per la rinascita è probabilmente necessario un cambio di prospettiva. In campo sessuale serve superare i cliché sessuali, primo fra tutti che il sesso sia qualcosa di sporco e brutto da fare. Poi potrebbe servire anche una cambiamento di prospettiva su cosa è disturbo sessuale e cosa no ( vedi anche “Poco desiderio? Cambia pensiero” o “Eiaculazione precoce non è sempre così”).
Infine sarebbe utile cercare di tenere un atteggiamento meno perfezionistico rispetto a noi stessi, il nostro corpo o le nostre performance.  Senza pretendere, né da noi stessi, né dagli altri. Cercando di imparare anche dai fallimenti. Per aiutarvi nel cambio di prospettiva leggete anche il post “Il potere delle parole”.
Vorrei lasciarvi infine con una frase del Dalai Lama che secondo me racchiude l’essenza della nostra rinascita simbolica: “Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere.”. Smettiamo di posticipare e rendiamo la nostra vita migliore ora.

Foto di Tom Haymes

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Sesso XXL

L’obesità è sempre più frequente nella società moderna. Nel “Rapporto sulla salute in Europa 2002”, stilato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è addirittura definita come l’epidemia del XXI secolo.
L’obesità è una sindrome e come tale coinvolge i soggetti in diversi aspetti della vita tra cui anche la sessualità.
All’aumentare dell’indice di massa corporea (BMI), che consiste nel rapporto tra il peso e l’altezza (BMI=peso/altezza al quadrato), aumentano i problemi di natura sessuale. Nelle donne si riscontra una progressiva riduzione della libido e un aumento della frequenza di gravidanze indesiderate. Negli uomini invece aumentano i rischi di disfunzione erettile.
Questo non vuol certo dire che chi è obeso non può avere una vita sessuale soddisfacente. Nella realtà quando l’attività sessuale è presente questa è molto soddisfacente, anzi spesso più della media delle persone. Il problema è che l’obesità, soprattutto la grande obesità, ostacola la normale attività sessuale.
Il fattore ostativo più grande è sicuramente quello fisico. La grande massa corporea impaccia i movimenti e aumenta la faticabilità. Per rendere più confortevole l’attività sessuale sarebbe dunque utile adottare delle posizioni che siano rilassanti e poco faticose. La creatività qui la fa da padrone, non perdete le speranze ma industriatevi per trovare la soluzione migliore per voi.
La cattiva considerazione che si ha del proprio corpo legata ad una bassa autostima influenzano negativamente il desiderio sessuale. Il non rispettare i canoni estetici della società e la paura di non piacere generano due reazioni differenti. Da una parte c’è chi viene totalmente inibito e non ricerca più i contatti sessuali, anche avendo un partner. Chi invece si tuffa in modo sfrenato sul sesso e lo sua come veicolo per attirare l’attenzione e sentirsi accettato ed amato dall’altro. Di facciata mostra una vita sessuale aperta e disinibita, ma che nasconde sotto disistima per se stessi e paura di non essere accettati. Questo spesso è collegato allo scarso uso di sistemi contraccettivi, primo fra tutti il preservativo. Questo espone le persone obese ad essere più spesso vittime di malattie a trasmissione sessuale e gravidanze indesiderate. La paura di non essere accettati li espone ad adottare comportamenti rischiosi per la propria salute. Per non deludere il partner non insisto affinché si usi il preservativo, anche negli incontri occasionali.
Per raggiungere una sessualità sana e funzionale è necessario un calo ponderale. Ricerche hanno mostrato che una perdita di peso anche solo del 5% determina un buon risultato. Tale calo permette di guadagnare fiducia in sé stessi, migliorare le funzioni metaboliche, favorisce il miglioramento della funzione erettile e lo stimolo del desiderio sessuale. Stare a dieta non è solamente una questione alimentare, in molti casi sarebbe auspicabile affidarsi anche a psicologi esperti che sappiano indicare un percorso di gestione dell’alimentazione e delle emozioni associate.

Foto di puuikibeach

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L’invecchiamento ai giorni nostri è visto solo come una scocciatura negativa che ci fa perdere molte occasioni e possibilità. In realtà di fronte alla constatazione che si sta invecchiando non ci dovrebbe essere nessuna reazione particolare. Semplicemente l’invecchiamento è un processo naturale che necessariamente tutti dobbiamo affrontare. Come abbiamo visto nel post “Ad ogni età la sua sessualità” crescendo la sessualità ha dei cambiamenti, ma se la si coltiva in modo costante l’invecchiamento non la preclude. Nello specifico nel post precedente abbiamo visto come i cambiamenti legati all’invecchiamento non sono sempre negativi.
Dunque con l’invecchiamento la sessualità normalmente cambia, in genere si rallenta, l’attività sessuale è meno frequente e c’è necessità di maggiore stimolazione durante il rapporto e di tempo per raggiungere l’orgasmo. Ma questo in sé non è un male. Non esiste un numero aureo di rapporti giusto, anzi non ci si deve assolutamente focalizzare sulla quantità, bensì sulla qualità di ogni singolo rapporto.
Quando ci si accorge che qualcosa non è più come prima innanzitutto è bene indagare se ci sia una sottostante patologia medica su cui dover intervenire. Nell’uomo si può rilevare una perdita di turgore nell’erezione che può arrivare fino a problemi di erezione con annesso calo del desiderio. Nelle donne invece la menopausa può causare problemi di secchezza vaginale e dolore nella penetrazione. Inoltre stress, fatica, malattie croniche possono influire negativamente sulla sessualità. Ogni problema va affrontato con specificità e soluzioni mirate.
Se non ci sono concomitanti problemi fisici e si riscontra un calo del desiderio o dell’eccitazione non lasciatevi abbattere. Non è l’invecchiamento in sé il problema, ma l’atteggiamento con cui viene affrontato. Se ci si lascia abbattere e si pensa che tutto è perduto non si troverà l’energia e la prontezza adatta per affrontare la situazione. Nulla è nella realtà perduto va solo adattato alla situazione che si sta vivendo.
Innanzitutto si deve accettare il fatto che non si possono più avere le stesse prestazioni che si avevano da giovani. Ma questo non vuol dire non averle per niente o doversi rassegnare a prestazioni sessuali scarse e insoddisfacenti.
Diventa sempre più necessario sapersi concedere il giusto tempo e ritmo. Focalizzarsi su cosa piace veramente, su qualsiasi cosa possa scatenare l’eccitazione. Non fermatevi agli stereotipi della vecchiaia che vuole un sesso stereotipato e senza fantasia. Cercate di rendere varia la vostra attività sessuale. È la vostra vita sessuale e solo voi potete definirla, desiderarla e crearla come più vi piace.
Rimanete recettivi verso l’attività sessuale, magari non avete molta voglia o vi sentite stanchi, ma alle volte il desiderio cresce solo lasciandosi andare. Se poi sentite di non avere molte energie per un rapporto completo, la sessualità può prendere altre forme come coccole, carezze erotiche, o sesso orale.
Mantenere comunque una vita attiva e sana con una giusta alimentazione è molto importante.

Foto di bravenewtraveller

1 commento

Vuoi una vita più felice, una sessualità più piena, vuoi un maggior benessere? Allora potenzia il tuo cervello.
Siamo tanto orientati a curare il nostro fisico ad allenare il corpo che dimentichiamo la cosa principale: un fisico sano senza una mente sana non serve a nulla. Abbiamo visto in altri post quale è l’esercizio fisico che fa bene alla nostra sessualità sia per la donna che per l’uomo.
Il cervello risponde agli stimoli in modo simile a come i muscoli rispondono all’esercizio fisico. Le aree del cervello più stimolate, quelle che lavorano più frequentemente si rafforzano e irrobustiscono. Quelle inutilizzate diminuiscono di tono e volume.
Come abbiamo visto nel post “Qual è l’organo sessuale principale?” il cervello è molto importante per la nostra sessualità. Il movimento è l’attività fisica che aiuta il nostro corpo, le esperienze sono l’attività che aiuta il nostro cervello e di esperienze noi ne abbiamo ogni secondo. Naturalmente le esperienze che sono più pregnanti a livello emotivo sono quelle che influenzano maggiormente il nostro cervello. Una sequenza di momenti positivi allena e tiene attiva la corteccia prefrontale sinistra la cui attività si correla a emozioni positive quali gioia, benessere, energia e pienezza. Al contrario una sequenza di esperienze negative allena la corteccia prefrontale destra maggiormente specializzata per rispondere alle emozioni negative. L’impatto emotivo di una esperienza e la forza di tale emozione dipendono grandemente da come noi la consideriamo. Quindi possiamo essere noi a decidere quanto il nostro cervello può essere allenato.
Innanzitutto un training efficace dovrebbe comprendere lo sviluppare capacità di resistenza allo stress e capacità di vivere con meno impatto le emozioni negative. Per far questo può essere utile imparare esercizi come il training autogeno o la mindfulness. Insieme però sarebbe l’ideale aggiungere un training cognitivo che permetta di imparare a rispondere in modo più funzionale agli eventi considerati negativi per ridurne l’impatto emotivo. A questo proposito potete leggere anche il post “Il potere delle parole”.
Il training del cervello ha come arma principale la possibilità di potersi effettuare sempre e dovunque. Le esperienze positive sono presenti costantemente nella nostra vita, solo che per lo più lasciamo che passino senza lasciare traccia. Non dobbiamo pensare alle esperienze solo come eventi eclatanti che ci cambiano la vita. Dobbiamo imparare a vivere le emozioni positive non solo come reazione ad eventi grandi come una vincita al lotto, ma soprattutto in relazione a piccoli eventi quotidiani. La felicità si conquista momento dopo momento a piccoli passi.
È importante creare spazi e tempi dedicati ad esperienze piacevoli durante la giornata. Ma allo stesso tempo vivere appieno piccole gioie quotidiane, dalla bella giornata di sole al sorriso del nostro vicino. Mentre nella realtà siamo molto più portati a sottolineare gli eventi negativi. Se ad esempio l’autobus passa subito come arrivo alla fermata lo etichetto come un caso e me lo dimentico subito, se invece devo aspettare cinque minuti divento nervosa e probabilmente ci rimugino almeno per l’ora successiva.
Se imparo a cogliere tutte le piccole esperienze positive anche se limitate e brevi io aumento le capacità del mio cervello e riuscirò anche a rispondere meglio agli eventi spiacevoli favorendo il mio benessere. Vivere nel presente ed avere una valutazione funzionale del mio passato e del mio futuro, come abbiamo visto in un vecchio post, mi permette di ottenere quella presenza e calma che mi permettono di avere una sessualità più piena e soddisfacente.

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Foto di ElleennE

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La risposta a questa domanda è no, innanzitutto perché le differenze individuali naturalmente presenti tra le persone non possono farci determinare un età precisa per la performance sessuale migliore.
È inoltre no soprattutto perché il termine picco sottintende un conseguente declino il che non è affatto reale. La sessualità è in continuo cambiamento ed evoluzione lungo tutto l’arco di vita. Ogni età ha la sua specifica sessualità, a grandi linee possiamo incontrare tre distinzioni: l’adolescenza e la giovinezza, l’età adulta, l’età matura ognuna con delle sue caratteristiche. La sessualità ci accompagna per tutta la vita.
Se possiamo riconoscere dei picchi possiamo giusto parlare di picchi ormonali. Negli uomini il picco del testosterone è intorno ai 17 anni, mentre nella donna il picco degli estrogeni è intorno ai 30 anni. Ma la sessualità non è solo questione di ormoni. In più mantenere una attività sessuale regolare aiuta a mantenere il livello ormonale più stabile durante tutto l’arco di vita.
In generale sia gli uomini che le donne raggiungono la loro piena espressione sessuale quando si sentono più confortevoli con se stessi e con la loro sessualità, e questo può avvenire a qualsiasi età. Naturalmente l’esperienza aiuta lo sviluppo di una sessualità più armoniosa e dunque sarà più facile sentirsi sessualmente più confortevoli e sicuri con l’aumentare dell’età e della esperienza. La sessualità e l’orgasmo cambiano con il tempo come ogni altra cosa che riguarda l’essere umano, ma non è detto che debbano raggiungere un picco e poi decadere, anzi possono divenire sempre migliori quando sono adeguate al momento psicofisico che la persona sta vivendo.

Foto di Fatty Tuna

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