Accettare l’invito di un uomo ad uscire non vuol dire per forza doverci fare sesso, anche se questo uomo ci piace molto. Del resto se ce la sentiamo, se c’è una forte attrazione fisica per questa persona, non c’è nessuna controindicazione nel voler fare sesso, anche al primo appuntamento.
In genere il dilemma è soprattutto femminile, retaggio di una cultura lontana dalle realtà sessuale femminile e che vuole ancora le donne prive di sessualità e desideri sessuali. Le donne allora si trovano di fronte al dubbio di quanto sia o meno “conveniente” farsi vedere disponibili.
Al di là delle convenzioni sociali, invece, la realtà è che nel sesso non ci sono regole esterne che ci possano orientare, ma si può contare solo su quello che il nostro corpo ci suggerisce. Bisogna trovare la strada che ci fa sentire più sicure e confortevoli senza pensare a quello che potrebbero pensare gli altri. Poiché noi non siamo quello che pensano gli altri di noi, il nostro valore è oltre quello che qualcuno pensa di noi in quel momento.
Ascoltiamoci, sentiamo quello che proviamo. Se ci sentiamo imbarazzate e titubanti, se non ci sentiamo a nostro agio, allora prendiamoci del tempo. Cerchiamo di entrare in intimità con l’altra persona in modo graduale prima di fare sesso. Del resto, come abbiamo viso in questo post, l’intimità è ben di più del sesso.
Se ci forziamo al rapporto sessuale rischiamo di rovinare l’esperienza. I dubbi non aiutano a rilassarci creando ansia.
Non prendete come metro di giudizio le storie precedenti. Ogni uomo che vi trovate di fronte è diverso, così come la chimica che si forma tra due persone non è mai la stessa. Se però il disagio dura a lungo allora quella non è la persona che va bene per voi o in voi c’è qualcosa che non va e che va investigato meglio.
Se invece già al primo appuntamento sentite una forte attrazione e non avete remore nel lasciarvi andare allora godetevi tutto quello che può capitare.
Probabilmente dunque l’unica regola giusta per il primo appuntamento è quella di non dare nulla per scontato. Non decidete prima quale deve essere l’evoluzione della serata, ma lasciatevi guidare dalle sensazioni del momento nel momento che le state vivendo. Siate aperte a tutte le possibilità e avete tutto il diritto di dire di no se è la scelta che più sentite.

Foto di Life as art

Commenta

Il momento storico che stiamo vivendo economicamente non è certo facile. I governi ci richiedono dei sacrifici e tutti siamo un po’ costretti a fare delle economie. Ben vengano dunque i tagli, ma non tagliate su tutto, soprattutto non tagliate sull’amore.
Una canzone diceva “le cose migliori della vita sono gratis” e non è così sbagliato. L’amore certo non ci riempie lo stomaco, ma ce lo protegge comunque. L’effetto benefico dell’amore sul nostro organismo è ben  risaputo. Sentirsi amati aumenta la nostra sicurezza, come abbiamo visto tempo fa in un vecchio post. Ma anche amare ha un effetto benefico sul nostro organismo. Creare un contesto positivo con le persone a noi vicine crea un circolo virtuoso che contrasta gli effetti negativi dello stress. Questo non vuol dire dover ignorare i problemi, ma ricordarsi che l’amore, e la relazione con il partner, sono altro rispetto ai problemi e vanno oltre questi.
L’amore può essere riempito di gesti semplici, un abbraccio, una parola gentile. In questo post trovate dei piccoli suggerimenti per riempire la vostra relazione di amore con semplicità.
La felicità può essere conquistata a piccoli passifelicità possono essere anche piccole cose quotidiane. È che in questo secolo ce lo siamo purtroppo scordato, se non accadono eventi eclatanti sembra che nella nostra vita non succeda nulla. Ma basta guardarsi intorno un secondo e ci si rende conto che ogni minuto nel mondo accadono miliardi di cose è solo che non gli diamo importanza, tutto diventa banale ai nostri occhi.
L’amore non è poi solo un affare di coppie, ma si declina in tanti mille modi ed è veramente alla portata di tutti. Ognuno di noi può fare le cose con passione e amore, dal mangiare un chicco d’uva, al guardare un film. Dall’amare la piantina sul nostro davanzale, al nostro animale domestico, al nostro amico, l’amore ha mille volti e mille sfaccettature.
Forse dunque più i tempi si fanno difficili e più è utile trattarsi con gentilezza e amore, così come cominciare a godere delle cose semplici che la giornata ci riserva, ad esempio anche solo di una tranquilla passeggiata mano nella mano.

Foto di daya_devi

Commenta

Una interessante indagine inglese ha fotografato la mappa della soddisfazione sessuale ed ha rivelato che la piena soddisfazione è un traguardo che non tutti riescono a raggiungere. Tra questi c’è probabilmente chi ancora non è riuscito a formarsi una idea precisa di cosa sia la soddisfazione sessuale, forse perso dietro a un ideale molto alto e irraggiungibile mediato dai messaggi sbagliati dei media o della pubblicità. Altri invece sono sopraffatti dai problemi quotidiani e la loro vita sessuale è penalizzata dalla pressione negativa dello stress. Nella realtà la definizione di soddisfazione non è così complicata. Una vita sessuale felice è quella in cui entrambe i partner si divertono e stanno bene. Questo può essere realizzato in una varietà infinita di modi e non vuol dire che tutto deve essere sempre perfetto, ma che la vita sessuale va avanti con i suoi alti e bassi.
Il dato più evidente della ricerca è che la fascia di età più soddisfatta è quella che va dai 18 ai 21 anni. Questi nonostante l’inesperienza e la possibile ansia da prestazione sembrano divertirsi molto con il sesso. Forse trascinati dall’entusiasmo giovanile e dalla scoperta del sesso. Inoltre in questa fascia probabilmente si concentrano la maggior parte delle coppie di più giovane formazione e pertanto ancora prese nel “vortice” della passione. Col passare del tempo si sa la passione va scemando e la sessualità della coppia cambia. Con l’aumentare dell’età fortunatamente aumenta anche la maturità e la confidenza nelle proprie capacità. Purtroppo però, soprattutto in tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo, aumentano le pressioni sociali, i doveri e le responsabilizzazioni. Molte coppie allora soffrono il peso di impegni troppo pressanti e non riescono a trovare il tempo anche per il sesso. Alcuni dunque soccombono allo stress causato dal “peso” della famiglia. Quando ci sono i figli ci si deve organizzare anche per gli incontri sessuali. Risulta dunque che la fascia che va dai 30 ai 39 anni è quella con più problemi a carattere sessuale. Invece di essere quella che si gode la sua maturità risulta essere quella che viene schiacciata dallo stress lavorativo e sociale fino a considerare poco soddisfacente e quantitativamente scarsa la propria vita sessuale.
Con l’aumentare dell’età invece la situazione sembra migliorare leggermente al contrario di quanto normalmente si pensi. Invece c’è sempre più evidenza che il sesso in età matura può essere una realtà molto soddisfacente. La pressione lavorativa diminuisce, i figli crescono e vanno via di casa: Certo, non è che i problemi finiscano, ma si vive con più tranquillità e il sesso può essere un buon mezzo per mantenersi vitali e accrescere il proprio benessere. De resto, lo abbiamo detto più volte, la sessualità dura una vita se la alimentiamo nel modo giusto.

Può interessarti anche il ciclo di post “Ad ogni età la sua sessualità”

L’adolescenza e la giovinezza
L’età adulta
L’età matura

Foto di Aedo Pultrone

Commenta

Sebbene l’omosessualità non sia ancora pienamente riconosciuta come una naturale possibile espressione della sessualità grandi passi avanti si stanno facendo.
Una ricerca condotta in Massachusetts ha evidenziato che, dopo l’approvazione dei matrimoni gay c’è stato un ricorso minore ai centri per l’igiene mentale da parte di pazienti omosessuali. Il riconoscimento delle unioni permette all’omosessualità di essere vissuta con più naturalezza e senso di sicurezza.
Del resto la coppia in sé crea quel substrato di fiducia e senso di protezione che permette di avere una migliore qualità di vita. Il matrimonio, come abbiamo visto nel post “Il matrimonio aiuta la salute”, getta le basi per un ambiente sicuro ed accogliente in cui i partner possano sentirsi accolti e sostenuti, avendo effetti benefici sulla salute e riducendo l’impatto sull’individuo degli eventi stressanti.
Superare lo stereotipo dell’omosessuale promiscuo e farfallone riconoscendo l’esistenza, e dando valore, alle coppie gay è un passo decisivo per la reintegrazione all’interno della società di queste persone che troppo spesso vengono relegate, o si relegano, al di fuori di essa con grande stress emotivo.
“Essere omosessuale è un fatto naturale”, come viene dichiarato dalla campagna “Diversamente uguali”, così come lo è vivere in coppia anche se si è gay. La coppia è un elemento a sé stante che va al di là delle leggi o della morale religiosa che la vuole esclusivamente composta da un uomo e una donna. Come avevamo già detto in un altro post “E’ il vincolo affettivo a creare la coppia”. I dati di diversi studi psicosociali indicano che le relazioni omosessuali e quelle eterosessuali non differiscono nelle loro essenziali dimensioni psicosociali.
Esiste una stretta connessione tra felicità e benessere, tra libertà di espressione e soddisfazione personale questo sia se si è omosessuali che eterosessuali, perché in fondo siamo tutti esseri umani.

Foto di Penguincakes

Commenta

Le parole del sesso

Si parla di: Sessualità, Società

Che intorno al sesso ci siano ancora molti tabù e visioni negative è storia di tutti i giorni. Senza scomodare grandi teorie psicologiche basta soffermarsi su quanto sia ancora difficile usare le parole che riguardano il sesso e la sessualità. A partire da quelle più basilari. Ad esempio per definire le zone genitali si usano i più disparati eufemismi, quelle rare volte che si riescono a nominare. Perché è un fatto certo ogni volta che si deve nominare la “Vagina” o il “Pene” siamo tutti presi da una inspiegabile vergogna. Le zone genitali sono parte del nostro corpo, al pari delle ginocchia o delle braccia, eppure vengono considerate una cosa vergognosa che non si può neanche nominare. Si cerca allora di trovare alternative più soft, ma la connotazione di vergogna è dura da superare. Per non parlare poi di parole come “Orgasmo” od “Eiaculazione”.
Le parole sono importanti, lo diceva anche Moretti in un vecchio film, e sono un indice preciso dell’atteggiamento di una cultura. Come dice la linguista Nora Galli de’ Paratesi «Il legame tra l’oggetto che una parola designa e la parola stessa è psicologicamente tanto forte da far sì che la carica emotiva che noi associamo all’uno si rifranga anche, con pari intensità, sull’altra. Nelle civiltà primitive tale identificazione tra parola e oggetto […] veniva vissuta come qualcosa di magico. Nelle lingue moderne […] Certe parole evocano in noi, oltre ad un concetto, anche la rappresentazione particolare che noi ne abbiamo ed il modo in cui lo viviamo: piacevole o spiacevole, temibile o no». È dunque importante sdoganare le parole legate al sesso dalla connotazione negativa. Questo sarebbe indice di una sessualità vissuta in modo più naturale, come è bene che sia.
Sarebbe importante anche per i nostri bambini, imparerebbero così che il sesso può essere vissuto con naturalezza e non c’è nulla da temere o da nascondere. Ora invece dal nostro atteggiamento imparano subito che tutto quello che riguarda il sesso è vergognoso e sporco.
Lo scorso anno c’è stata una lodevole iniziativa della Treccani in cui si è cercato di trovare una via nuova per parlare di sesso senza risultare scurrili o essere scambiati per ginecologi.
Il sesso anche nel vocabolario è colpito da ambivalenza, perché se da un lato c’è una grande vergogna nel pronunciare le parole del sesso dall’altro si fa un uso smodato e automatico dei neologismi dispregiativi relativi ad esso. Si veda l’uso comune e totalmente negativo dell’espressione “cazzo”. Tutto questo non aiuta la nostra sessualità.
Per superare i tabù sul sesso si deve iniziare a cambiare atteggiamento riconsiderando il sesso come una funzione naturale e benefica per l’essere umano che va coltivata e curata, piuttosto che una attività meccanica, sporca e di cui ci si può solo vergognare.

Foto di christophedemulder

Commenta