Essere vergini non è una condizione di menomazione. Non si è strani se si è vergini a 20 o 30 o 40 anni solo perché si è tali. Non esiste una età specifica in cui è giusto o necessario perdere assolutamente la verginità. Se per le donne può essere in qualche modo auspicabile per gli uomini culturalmente è alquanto disdicevole ammettere di essere vergini dopo i 20 anni. Ma nella realtà non c’è nessun motivo o nessuna legge, né terrestre che divina, che obblighi a non esserlo. Non è che chi ha già fatto sesso guadagni qualcosa a livello personale o di crescita. Certo l’esperienza sessuale è una esperienza gratificante e soddisfacente, ma fortunatamente per noi non è l’unica esperienza gratificante o soddisfacente che ci si presenta nella vita. Spesso il perdere la verginità è vissuto come un rito di passaggio, come la prova che si è diventati grandi, ma non è assolutamente così. Anzi in generale meno si ha fretta nel buttarsi sul sesso più si riesce ad ottenere una esperienza migliore. Non è il fare sesso che fa diventare grandi, ma una volta che si è cresciuti, dunque si è riusciti a costruire una personalità solida sviluppandola in profondità, allora ci si può anche dedicare a sviluppare la propria sessualità. Le esperienze sessuali precoci possono essere più deleterie che altro.
Più che concentrarsi sul concetto di verginità, un concetto tra l’altro solo imposto culturalmente, sarebbe bene interrogarsi sui motivi per cui ancora non si è fatto sesso. Se si sceglie di non fare sesso per trovare la persona giusta con cui sentire realmente la voglia di farlo non c’è nessun problema. Ma se sotto la scelta si nascondono ansie e paure come quella di confrontarsi, di mostrarsi o di essere feriti allora ci sono dei problemi. Questo è infatti segno che la scelta non viene da una decisione libera e ragionata seguendo i propri principi, ma è dettata da pensieri non funzionali che ci impediscono di esprimerci nel modo più spontaneo. In questo caso è bene consultarsi con un esperto per riuscire a superare questi “blocchi” e vivere la vita in modo più pieno.
Che scegliate di fare sesso o no dunque siate ben consapevoli dei motivi che vi spingono alla vostra scelta in modo a poterla prendere con coscienza.

Foto di eiimeon

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Prima dell’eiaculazione c’è la secrezione di due sostanze mucose che vengono prodotte quando si raggiunge l’eccitazione sessuale. Una si chiama smegma, ed è una sostanza mucosa prodotta alla base del glande la cui funzione e composizione non sono ancora ben chiarite. Una curiosità: anche la donna produce lo smegma che si raccoglie intorno al clitoride e nelle pieghe delle piccole labbra. Negli uomini si accumula intorno al glande ed essendo una sostanza grassa tende a non essere idrosolubile, è dunque buona norma curare bene l’igiene del prepuzio perché il ristagno dello smegma sembra essere veicolo di infezioni. La sua produzione è legata all’età. Man mano che si invecchia la sua produzione sembra diminuire, così come non è presente prima dello sviluppo puberale.
L’altra sostanza viene prodotta dalle ghiandole di Cowper che si trovano ad ogni lato dell’uretra. Durante l’eccitazione sessuale, ma prima dell’eiaculazione, queste piccolissime ghiandole secernono una piccola quantità di liquido nell’uretra, che passa attraverso l’apertura urinaria e compare alla sommità del pene. Gli studiosi sembrano propensi ritenere che questo liquido abbia il ruolo di rivestire l’uretra al fine di migliorare il flusso e la conseguente espulsione dello sperma durante l’eiaculazione. Come tutti i liquidi fisiologici umani può essere veicolo di infezioni e malattie a trasmissione sessuale.
Nel liquido inoltre possono essere presenti degli spermatozoi. Questo capita molto più facilmente quando si hanno rapporti ravvicinati nel tempo. Nella uretra possono essere infatti presenti residui di sperma di un’eiaculazione precedente che verrebbero spinti fuori mischiandosi con questa sostanza e che, seppur con bassa probabilità, potrebbero fecondare la propria partner con la conseguenza di una gravidanza. La probabilità di fecondazione aumenta con il diminuire dell’età della partner e con l’avvicinarsi al periodo fertile e dunque dell’ovulazione.
Queste sostanze non sono pericolose in sé in quanto sostanze totalmente naturali e fisiologiche, ma possono essere comunque veicolo di infezioni o gravidanza se non considerate. Tenendo conto di questi fattori è sempre bene curare a fondo la propria igiene intima personale ed usare il preservativo sempre prima della penetrazione.

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Eiaculazione precoce non sempre è così

Si parla di: Clinica, Uomini

L’eiaculazione precoce è tra i problemi che crucciano di più gli uomini. Seconda solo all’ansia da dimensioni, c’è infatti l’ansia da durata sessuale.
Per parlare del problema vorrei iniziare ripetendo ancora una volta che non esiste una durata standard o una durata aurea che può far di voi gli amanti perfetti. Inoltre il rapporto sessuale non si misura e non si esaurisce solo nella penetrazione.
È bene inoltre chiarire in cosa consista realmente l’eiaculazione precoce. L’eiaculazione precoce non è il raggiungimento dell’orgasmo in tempi brevi, ma è il completo mancato controllo dell’eiaculazione che spesso avviene ancora prima di riuscire ad effettuare la penetrazione. L’orgasmo diventa un evento improvviso che non si riesce a gestire.
Bisogna dunque distinguere da chi soffre della vera e propria malattia e chi soffre di orgasmo veloce, o come lo abbiamo denominato nel post precedente “orgasmo precoce”.
In entrambe i casi la condizione può diventare cronica, anche se è molto più frequentemente occasionale o per brevi periodi.
Sotto stress, in momenti particolari di vita o in presenza di ansia può capitare di non riuscire a ritardare l’eiaculazione per un tempo che può sembrare sufficiente. In altri casi, in presenza di una forte eccitazione, od anche dopo un lungo periodo di astinenza sessuale i tempi dell’orgasmo possono essere fisiologicamente più brevi.
Dunque non tutti quelli che sperimentano un orgasmo veloce soffrono di eiaculazione precoce. Nella maggior parte dei casi la situazione è reversibile, la condizione principale è non farsi prendere dall’ansia. L’orgasmo precoce si può risolvere educandosi al controllo dell’orgasmo stesso, ad esempio riuscendo a bloccarsi poco prima dell’eiaculazione e poi riprendere, per poi bloccarsi ancora, spingendosi sempre più al limite. Come abbiamo già discusso in un vecchio post l’orgasmo è un equilibrio tra la capacità di concentrarsi e di distrarsi. Questo allenamento può essere fatto da soli o in coppia, perché la masturbazione e l’atto sessuale non sono esattamente la stessa cosa. In questo possono aiutare anche negli uomini gli esercizi di Kegel. Imparare a localizzare i muscoli del pavimento pelvico e contrarli durante il rapporto permette di sperimentare diverse sensazioni e fa sentire di poter meglio controllare l’orgasmo. È importante però eseguire gli esercizi gradualmente e prestare attenzione al proprio corpo. Se provate dolore o fastidio avete esagerato. Attenti perché potreste stirare i muscoli e aggravare un problema già esistente, invece di risolverlo.

Foto di Guillermo Salinas

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Quando l’orgasmo è troppo veloce

Si parla di: Clinica, Orgasmo

Si parla molto spesso di problemi dell’orgasmo femminile considerando solo la mancanza o difficoltà a raggiungerlo. Ci sono però dei casi in cui l’orgasmo viene, ma viene in tempi molto brevi.
Il problema siamo soliti riferirlo agli uomini parlando genericamente di eiaculazione precoce, ma anche le donne possono esserne colpite.
Si può dunque parlare di un altro problema dell’orgasmo detto “orgasmo precoce”. Con il termine precoce si intende il raggiungimento dell’acme del piacere in tempi molto brevi, molto prima di quanto si vorrebbe, associato alla sensazione di non riuscire a controllare in nessun modo l’orgasmo. Tale situazione può creare disagio personale e di coppia in quanto l’altro partner non riesce a raggiungere l’orgasmo. Possono insorgere senso di colpa e depressione per non sentirsi in grado di gestire il rapporto e dare soddisfazione al partner. Abbiamo visto che l’orgasmo è essenzialmente per tutti un fenomeno individuale e che non esiste un orgasmo sincronizzato, ma è pur vero che quando i tempi dei due partner sono estremamente distanti il rapporto può risultare non soddisfacente anche se si è raggiunto l’orgasmo.
Il disturbo nella maggior parte dei casi è solo sporadico, può capitare che in situazioni di estrema eccitazione o in momenti particolari si raggiunga l’orgasmo molto velocemente. Quando però la condizione diventa cronica insorge il vero disagio. Non ci sono linee guida cliniche per quanto riguarda l’orgasmo precoce delle donne. Il fenomeno è stato posto in risalto solo da poco tempo.
In alcuni casi in effetti potrebbe non essere percepito come problema in quanto alcune donne sono in grado di sperimentare anche più di un orgasmo durante il rapporto. Per molte donne invece continuare il rapporto dopo l’orgasmo può essere un problema. Dopo l’orgasmo si perde lubrificazione e si può determinare fastidio, se non addirittura dolore se il rapporto si protrae a lungo.
Gli studi sembrano comunque non far derivare la problematica direttamente dalla sfera sessuale o affettiva della coppia. In molti casi imparare a conoscersi meglio può aiutare a saper gestire meglio anche l’orgasmo. Allenare il pavimento pelvico con gli esercizi di kegel può poi essere utile per imparare a gestire le contrazioni uterine che lo stimolano e dunque imparare a gestirlo meglio.
Come tutti i problemi legati alla sfera sessuale è bene non sottovalutarlo e parlarne con il proprio ginecologo o medico quando diventa un problema frequente per evitare la cronicizzazione.

Foto di Nephie Eerie

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Abbiamo visto nel post precedente quanto l’ansia da prestazione sessuale sia un fenomeno che colpisce tanto gli uomini che le donne. Nei due sessi però, per forza di cose, prende forme diverse.
Nell’uomo in alcuni casi alla base dell’ansia c’è una patologia organica a livello sessuale come una disfunzione erettile. La componente psicologica è però molto rilevante e può dipendere da problemi intrapersonali o interpersonali. In alcuni soggetti si trova una scarsa considerazione di sé, oppure paura di non avere un pene adeguato. Altre volte l’ansia nasce dalla delusione che l’uomo crede di leggere nel mancato raggiungimento del piacere nella sua partner, oppure dalla mancanza di desiderio di lei, dalla sua distanza emotiva e dalla sua indifferenza.
Come sintomo principale si riscontra una incapacità a raggiungere o mantenere l’erezione. Nei più giovani è invece frequente che l’ansia determini problemi di eiaculazione precoce, tanto ho paura di non riuscire a gestire e controllare la situazione che ne “perdo” proprio il controllo. In casi opposti invece si può determinare una difficoltà nel raggiungere l’orgasmo. Questa dipende da una mancata o ridotta capacità a concentrarsi sull’atto sessuale determinata dall’ansia. Si diventa così concentrati sull’ansia e sui pensieri ad essa correlati che si perde il contatto con quello che accade nel corpo. Per il trattamento si lavora appunto sui concetti di distrazione e concentrazione: distrazione dai pensieri disturbanti, sostituendoli con un diverso ascolto del corpo e cercando nuove complicità con la partner. Concentrazione che può partire da un coito inesigente, che mira al recupero del piacere nello scambio corporeo e relazionale.
Una volta che l’ansia ha determinato un qualche problema a livello sessuale si innesca un circolo vizioso per cui si ha sempre più ansia di intraprendere un rapporto sessuale. Nei casi più estremi si arriva ad un evitamento totale del rapporto.
Per affrontare l’ansia innanzitutto bisogna capire che, anche se alcune volte può esserci un problema, non vuol dire che la propria potenza sessuale sia persa. Anzi alle volte questi sono naturali. Secondo poi ricordare sempre che il sesso non è uno sport olimpico e non c’è alcuna prestazione da rendere. Il sesso è un fenomeno naturale che segue una serie di eventi spontanei per cui tutti siamo naturalmente predisposti. Infine non esiste solo la dimensione del pene in un rapporto.
Quando l’ansia è associata a disfunzioni erettili è bene prima consultare un andrologo per escludere qualsiasi complicanza medica o intraprendere una adatta terapia farmacologica. Evitate i fai-da-te più dannosi che altro. Se siete in coppia il problema è bene affrontarlo entrambi comunicando e collaborando reciprocamente.
Se il livello di ansia è molto forte o cronico consultate uno psicoterapeuta che può aiutarvi a trovare una via più funzionale per gestire l’ansia e i pensieri associati.

Foto di Lisa Brewster

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