La vagina viene stirata molto durante il parto a seguito della dilatazione necessaria per il passaggio del neonato. Dopo il parto, nel giro di sei mesi, la vagina in genere ritorna alla sua dimensione precedente, almeno nelle giovani fino ai vent’anni.
Ci sono almeno due eccezioni. La prima è i parti ricorrenti. La vagina, come abbiamo visto anche nel post precedente, è elastica: una volta che si dilata poi ritorna alla forma originaria. Dopo dilatazioni ripetute però rischia di allentarsi, i muscoli vaginali si affaticano e non si contraggono più interamente. A questo si associa l’invecchiamento. Più si invecchia più i muscoli perdono il loro tono naturale. Quindi partorire in età adulta può comportare più frequentemente una perdita di tono. Questa può comunque essere molto ridotta e non creare fastidio, dipende naturalmente da differenze individuali.
Ci sono degli accorgimenti che possono aiutare per ridurre sia l’effetto dell’invecchiamento che quello dei parti ripetuti.
Uno rapido e subito disponibile è quello di adottare una posizione sessuale adatta. Specificatamente adottare la posizione in cui se l’uomo sta sopra alla donna e lei chiude le gambe, questo aumenta l’aderenza delle pareti vaginali e la sensazione di strettezza.
Allo stesso tempo però possono essere aggiunti degli esercizi che permettano di aumentare la tonicità dei muscoli che circondano la vagina in modo da renderla più tonica. Questi sono gli Esercizi di Kegel che permettono di tonificare in modo semplice i muscoli del pavimento pelvico.
Se dopo alcuni mesi di esercizio non sentite di aver risultati potete usare le palline vaginali. Inserite le palline in vagina e poi camminate per casa cercando di non farle cadere. Quando i muscoli del pavimento pelvico sono deboli le palline cadono facilmente, ma man mano che i muscoli si rafforzano la donna riesce a tenere le palline più a lungo.
Altro mezzo utile sono i coni vaginali. Questi sono un dispositivo medico che assicura una precisa identificazione della muscolatura perineale e quindi un allenamento semplice corretto ed efficace. I coni sono simili a tamponi vaginali, sono tra loro uguali per forma e dimensione ma di peso differente. E’ necessario trattenere il cono scelto in vagina per almeno 15 minuti due volte al giorno in posizione eretta. Questi permettono un allenamento progressivo.
Nei casi più gravi si può ricorrere a interventi di chirurgia intima come il lifting vaginale o a tecniche riabilitative come il Biofeedback o la Stimolazione elettrica funzionale. È sempre bene consultare un ginecologo che saprà indicare il trattamento più adatto al singolo caso.

Foto di jumer

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Non esiste una regola aurea per le dimensioni di una vagina. Molti credono che la vagina delle vergini sia molto più stretta mentre fare tanto sesso comporta un allargamento della vagina. Niente di tutto questo è vero.
In genere le ragazze vergini sembra che abbiano la vagina più stretta poiché tendono a contrarre maggiormente i muscoli che circondano l’apertura vaginale. Questa contrazione dipende soprattutto dall’inesperienza o dall’ansia che precede la prima volta.
In genere i muscoli vaginali hanno una loro tensione di base, ma sono molto elastici e quando vengono sollecitati si allentano per poi tornare nella posizione inziale. Anche avendo rapporti sessuali ripetuti non c’è pericolo che l’elasticità vaginale vada diminuendo. L’ansia, invece, aumenta la tensione muscolare riducendo la capacità elastica della vagina e rendendo più complicata la penetrazione.
Come abbiamo visto nel post “La vagina trasformista”, la vagina è fisiologicamente predisposta per accogliere il pene e rendere la penetrazione piacevole ed efficace. Man mano che la donna si eccita i muscoli vaginali si rilassano per permettere la giusta apertura vaginale.
In genere se la vagina risulta troppo stretta è o perché la donna non è interessata al sesso o non è ancora eccitata al punto giusto. Per le donne ci possono volere anche 30 minuti di preliminari, di baci e carezze per ottenere il giusto grado di rilassamento e la giusta lubrificazione per una penetrazione comoda.
Ci sono dei casi però in cui i muscoli non riescono a rilassarsi poiché soggetti a contrazioni involontarie, in questo caso si tratta di una vera e propria patologia detta vaginismo.
Non esistono vagine larghe o vagine strette, la natura ha dotato ogni donna di una vagina che, se ben stimolata, si adatta al pene del suo compagno.

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Quando si parla di sessualità femminile si sente spesso parlare di diversi punti del corpo contrassegnati da una specifica lettera, come se la sessualità femminile sia una questione di localizzazione geografica. Il punto più famoso è il punto G,  altri postulano anche un punto C. Ultimamente qualcuno parla addirittura di un non meglio identificato punto A.
Ma la sessualità femminile va oltre la localizzazione geografica delle zone cosiddette erogene. Così come accade per la soddisfazione sessuale, che risulta essere molto di più della semplice stimolazione di punti specifici del corpo. I punti cardinali del corpo rischiano solo di farci confondere.
È certo importante capire il funzionamento del nostro corpo, ma non siamo una macchina e dunque non ci esauriamo in esso. Evitiamo di fare l’analisi logica o grammaticale del nostro corpo, ma piuttosto viviamolo con completezza. Cercare di inseguire un punto preciso è come cercare per tutta la casa quell’oggetto che non trovate e poi trovarlo per caso quando avete smesso di inseguirlo. Non state attente dunque al punto, ma al momento che state vivendo. Come abbiamo sottolineato nel post “Come si fa a sapere cosa ci piace nel sesso?” il modo migliore per conoscere il proprio corpo e la propria sessualità è aprire le porte della nostra consapevolezza a cosa accade dentro di noi momento per momento in tutto il nostro corpo. Il piacere sessuale comincia dalla pelle, passa per le zone genitali ed arriva al cervello. Tutte queste parti sono essenziali, ma nessuna da sola è utile.
Un consiglio dunque: potete anche scrivervi tutto l’alfabeto addosso, purché le lettere e i punti li scegliate voi!

Foto di anddoesitexplode

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Il sesso è una attività naturale cui tutti siamo predisposti, ma come tutte le attività umane, benché vi siamo naturalmente predisposti, abbiamo bisogno di impararla per padroneggiarla al meglio. Pensiamo al camminare, al parlare, allo scrivere, siamo tutti predisposti a farlo: abbiamo le gambe, le corde vocali, le mani, ma dobbiamo imparare ad usarli nel modo più adatto.
Lo stesso accade con il sesso, si nasce avendo degli organi genitali predisposti per il sesso, si nasce con i meccanismi del piacere sessuale, ma solo imparando ad usare gli organi sessuali e a conoscere il piacere possiamo trarre il meglio dalla nostra sessualità.
Più che parlare di come si fa a “sapere” cosa ci piace è dunque meglio parlare di come possiamo “capire” cosa ci piace. Non lo sappiamo a priori , ma possiamo imparare a comprenderlo. Per comprendere il piacere è certo utile conoscere i suoi meccanismi fisiologici e la stessa anatomia funzionale degli organi genitali. Naturalmente se devo accendere la luce è bene che io sappia che devo pigiare l’interruttore piuttosto che un qualsiasi altro posto del muro. Ma per quanto riguarda il sesso questo non basta . Il modo più utile per capire cosa ci dà piacere è provare a stimolarlo.
Si può iniziare da soli, questo ci permette di prendere confidenza con il nostro corpo e con i meccanismi che gli sono propri, perché siamo sì tutti dotati degli stessi equipaggiamenti, ma in ognuno si attualizzano in modo diverso. Come abbiamo visto in un altro post “Masturbarsi fa bene” sia al singolo, ma anche alla coppia.
Si deve infatti continuare l’esplorazione della nostra sessualità in coppia. E qui la parola sperimentare diventa d’obbligo. Sperimentare diverse posizioni, sperimentare diversi luoghi.
L’importante è riuscire ad essere attente al proprio corpo, alle sensazioni che questo sperimenta attimo per attimo, ai segnali che esso ci manda. Non perdetevi nei vostri pensieri, dubbi, paure o peggio nei “si dovrebbe fare così”, ma lasciatevi andare al “è così che è ora”. Se volete aumentare la vostra consapevolezza leggete anche il post “Il sesto senso dimenticato” .
Il sesso è dunque sperimentazione nel momento presente. È solo provando a fare e rimanendo ancorati alle nostre sensazioni che potremmo acquisire la capacità di sapere cosa ci piace.

Foto di smith
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Che cos’è la piattaforma orgasmica?

Si parla di: Orgasmo, donne

Il termine piattaforma orgasmica dovrebbe essere un termine caro a tutte le donne. In parole semplici tale piattaforma è quella serie di reazioni fisiologiche che coinvolgono la parte esterna della vagina, nei momenti che precedono l’orgasmo e durante lo stesso.
Il termine è stato introdotto dai pionieri della sessuologia: Masters e Johnson. Questi hanno osservato che con l’eccitazione sessuale si riscontra un’evidente vasocostrizione nel “terzo esterno” della vagina che denominarono appunto “piattaforma orgasmica”. La vasocostrizione determina a sua volta un restringimento dell’orifizio vaginale, un rigonfiamento dei tessuti vaginali e poi contrazioni a questo livello durante l’orgasmo. Anche la zona vaginale esterna va incontro a modifiche in questa fase. Le grandi labbra si appiattiscono e distendono contro il perineo (fibre muscolari che chiudono in basso il bacino) fino a scoprire parzialmente l’apertura della vagina (ostio vaginale). Le piccole labbra aumentano il loro diametro fino a sporgere dalle grandi labbra. Il colore varia dal rosa al rosso intenso, aumenta il corpo del clitoride e si ha una trasudazione di sostanza mucosa che ricopre tutta la parete vaginale.
Lo scopo fisiologico della formazione della piattaforma orgasmica è impedire al pene di scivolare via. Durante l’orgasmo la vostra vagina abbraccerà il pene del vostro compagno in una dolce stretta calda e densa di sensazioni piacevoli. Imparare a contrarre i muscoli della vagina, anche attraverso esercizi che rinforzano i muscoli del pavimento pelvico, è utile per aiutare lo sviluppo della piattaforma orgasmica, oltre che per aumentare la percezione di piacere.
Sebbene per lo sviluppo della piattaforma orgasmica si parli di vagina ricordiamoci sempre che questa parte fondamentale dell’orgasmo femminile avviene non in profondità ma nella parte esterna. Un ruolo molto importante lo può giocare anche il clitoride. Infatti tutte le terminazioni nervose che governano il piacere della donna si diramano proprio da qui.
Quindi sebbene la piattaforma orgasmica sia nel primo terzo della vagina, la sua formazione può essere facilitata attraverso la stimolazione del clitoride.

Foto di theskycry

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