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  • giovedì, 08 gennaio 2009

    Come Chiara, le lettrici senza attività fisica

    Pubblicato da Attilio Speciani il 22 Dicembre 2008
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    Per questo gruppo di lettrici l’elemento di riferimento è Chiara. Come ha descritto nei suoi post, quando ha iniziato il suo cammino verso la forma fisica, il vero elemento mancante era il movimento fisico.

    Donna intelligente e dinamica, Chiara ha impiegato un po’ di tempo per districarsi nella pratica quotidiana tra intolleranze alimentari, eccesso di carboidrati, controllo dell’insulina e così via, ma dopo un po’ come tutte ce l’ha fatta perfettamente.

    La fatica peggiore è stata l’iniziare a camminare, almeno a giorni alterni, perché in tutta la sua vita il movimento ha avuto scarso peso. Ma qui insieme ci racconteremo le motivazioni di ognuna per fare sì che il corpo torni perfetto.

    Aspetto qui sul blog tutte le lettrici che si sentono come Chiara o si vedono come lei, per lavorate insieme alla Community e per muoverci insieme verso risultati concreti.

    Come Arianna, le lettrici con troppe cose da fare

    Pubblicato da Attilio Speciani il 22 Dicembre 2008
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    Arianna è la capostipite della donna che ha davvero tantissimo da fare. E nel fare tanto si dimentica proprio di se stessa e delle attenzioni che si può dare. Ma è un bel tipo, perché appena si rende conto che i vantaggi su peso, efficienza fisica, bellezza, massa grassa e quel particolare senso di soddisfazione di sé sono veramente tanti, non molla più.

    Ed ecco che anche il movimento fisico diventa leggero, e stranamente i dolci su cui prima si buttava diventano un complemento gestibile (sempre con piacere) e non una necessità assoluta da cui dipendere.

    Attendo qui, sul blog, tutte le lettrici che come Arianna vogliono tornare in forma, per scambiarci consigli e opinioni e per guidare il gruppo, la classe, la community, verso un nuovo stato di fitness…

    Per arrivare in forma al Natale…

    Pubblicato da Attilio Speciani il 17 Dicembre 2008
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    In questi giorni mi tocca dare un mucchio di consigli pratici su cosa fare nei giorni che precedono il Natale e il Capodanno. Quando leggo le indicazioni di molti dietologi che dicono di contenersi il giorno di Natale un po’ mi viene da ridere… 

    Qualche sgarro natalizio non solo è concesso ma addirittura dovuto. Il problema è il prima: sono quei 20 giorni di brindisi, saluti, “mangia un po’ di questo”, “troviamoci a casa mia a mangiare quest’altro e a fare un breve saluto” (per poi trovare un mucchio di cose da mangiare) e altre situazioni di questo genere.

    Quindi è meglio prevenire, e i trucchetti più sicuri sono

    1. Fare sempre una prima colazione ricca, con carboidrati e proteine abbinati per stabilizzare i picchi di glicemia e avere meno fami belluine durante il giorno
    2. Evitare di mangiare dolci semplici da soli; è meglio mangiarli insieme ad altri cibi per ridurre il carico glicemico del pasto
    3. Non bere alcolici a stomaco vuoto: un brindisi senza niente in pancia si trasforma in un bicchiere di grasso sui fianchi, preso a stomaco già al lavoro si assorbe lentamente e ingrassa meno
    4. Mangiare sempre qualcosa di vegetale prima di iniziare a festeggiare

    Si tratta di accorgimenti che riducono l’impatto dei cibi ingrassanti sull’organismo; le lettrici invece cosa fanno a casa loro per controllare il pre Natale? Aspetto i vostri racconti.

    Prima e dopo la chirurgia plastica: per ottenerne il meglio e magari per evitarla…

    Pubblicato da Attilio Speciani il 21 Novembre 2008
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    La decisione è presa: quel piccolo o grande ritocco che si aveva in mente di fare si farà, e quindi iniziano i preparativi. Non sembra, ma la preoccupazione maggiore da parte delle lettrici è quella che i segni dell’intervento, subito dopo averlo fatto, non siano visibili a mariti, compagni, colleghi e colleghe, conoscenti vari.  Per risolvere il problema, una micro vacanza strategica o una finta”scappata” a casa di una zia dono spesso utili, ma uno degli strumenti più efficaci per centrare l’obiettivo ci consente di prendere i classici “due piccioni con una fava”. Ridurre al minimo gli effetti traumatici dell’intervento e velocizzare la guarigione delle ferite, che lo fanno spesso lasciando tracce davvero minime.

    Per farlo si usa il tempo della preparazione all’intervento in modo utile. Ci sono delle cose da fare e degli integratori da prendere. In un modo e nell’altro la pelle riceve dei segnali fondamentali per il suo benessere, al punto tale che spesso chi opera può già constatare delle modifiche  di rilievo ancora prima di usare il laser o il bisturi.  Nel nostro centro usiamo da tempo queste tecniche con soddisfazione enorme sia da parte delle pazienti o dei pazienti sia da parte del chirurgo che ha davvero molte meno complicazioni postchirurgiche e vede con piacere il veloce ritorno alla perfezione della persona trattata.

    Le cose da fare riguardano il cibo. E’ indispensabile mangiare qualcosa di Crudo Vivo e Colorato (un pezzetto di frutta o verdura) prima di qualsiasi cibo. Introduciamo così  minerali e vitamine importanti, ma soprattutto si attiva una azione antinfiammatoria e antiallergica, evitando molte reazioni di infiammazione in sede di taglio. Poi è molto utile controllare il contenuto di sale degli alimenti. In questo modo si evita di arrivare gonfi all’intervento, e si lasciano i tessuti più morbidi e più facili da lavorare per il chirurgo.

    Molti cibi salati, come il pane e i biscotti, possono essere facilmente sostituiti da patate bollite o da cous cous o da qualche estruso di mais, e per qualche giorno, al posto del formaggio (salato) si può sicuramente usare dello yogurt (non salato).  Dal punto di vista dietetico si fa quello che si dovrebbe fare quando si è gonfi prima delle mestruazioni o quando impazza la Sindrome premestruale. Effetti garantiti e chirurgo contento.

    Il giusto apporto di Zinco, Rame e Manganese, e l’integrazione con Inositolo e Resveratrolo, è in grado di fornire alla pelle un effetto booster che consente i migliori risultati dal punto di vista della estetica e del benessere psicofisico nel periodo di recupero postoperatorio, ma migliora le condizioni della pelle anche prima.

    Ecco descritta una tipica proposta di integrazione per una mastoplastica, o per una addominoplastica, interventi in cui gli scopi da ricercare sono:

    1. aumento della capacità di difesa dell’organismo per ridurre eventuali infezioni
    2. stimolo della capacità riparativa del tessuto per minimizzare l’evidenza delle cicatrici
    3. riduzione della infiammazione per ridurre l’edema e il gonfiore
    4. azione diretta sull’edema postchirurgico

    Il protocollo standard di solito si sviluppa in questo modo:  

    Fase pre operatoria e immediato periodo postoperatorio

    Da almeno 15-20 giorni prima dell’intervento, e per tutta la prima fase postintervento

    • Oxiprolinati di Manganese, Zinco, Rame, Selenio, Lisina (Oximix 2+ al dosaggio di 2 misurini da 5 ml al giorno)
    • Resveratrolo al dosaggio di almeno 300mg al giorno (Resvital 2 capsule al giorno o Resveratrox 1 tavoletta al giorno)
    • Inositolo almeno 4 - 5 grammi al giorno (9 compresse di Inosima, distribuite prima dei 3 pasti)

    Fase di recupero  postoperatorio

    Dopo 15 giorni dall’intervento, per almeno un altro mese si seguirà invece lo stesso protocollo, ma a dosaggi ridotti

    • Oxiprolinati (Oximix 2+) alla dose di 1 misurino al giorno

    • Resveratrolo al dosaggio di 1 capsula al giorno da 150 mg o 1/2 tavoletta da 300

    • Inositolo al dosaggio di 3 grammi al giorno (2 compresse prima dei 3 pasti)

    La risposta della pelle è di solito ottimale e in molti casi, come dice scherzosamente il titolo di questo post, molte persone, che hanno deciso l’intervento per piccoli inestetismi, si rendono conto, prima della data prevista, che la semplice integrazione di due abitudini alimentari e di qualche integratore vitaminico e minerale è magari sufficiente a ridare alla pelle il tono cercato..   

    Mangiare uva e fichi senza ingrassare

    Pubblicato da Attilio Speciani il 9 Novembre 2008
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    Non c’è quasi nulla da fare. Un numero enorme di persone è convinto che alcuni cibi ad alto contenuto zuccherino siano cibi ingrassanti, e magari rifiutano di mangiare un grappolo d’uva o un piatto di fichi per l’errata convinzione che questi alimenti ingrassino.

    I nostri lettori sanno benissimo che una delle ragazze che abbiamo seguito insieme a Donna Moderna (Giulia, la ballerina della trasmissione “Amici”) ha fatto uno dei passaggi più importanti del suo dimagrimento quando ha capito che avrebbe dovuto (e potuto) mangiare pasta integrale tutti i giorni a pranzo. Per lei, siciliana, un pasto sicuramente apprezzato.

    Molte diete ormai impostano le indicazioni alimentari in realzione all’indice glicemico e al carico glicemico degli alimenti. In particolare, nei confronti della frutta e della verdura le nostre indicazioni suggeriscono di poterla usare liberamente, senza limiti di quantità, se cruda e non condita. In questo modo si genera un meccanismo autolimitante spontaneo che porta in breve al controllo della quantità e alla regolazione degli eventuali eccessi di fame.  Per molti tipi di frutta, come ad esempio l’uva, la presenza di resveratrolo al suo interno determina una importante azione di regolazione della glicemia. Tutti dovremmo ricordarci ogni mattina che quasi tutta la frutta ha un basso indice glicemico, e i fichi ad esempio, hanno un indice davvero bassissimo (35 contro un valore di 100 per lo zucchero e il pane bianco). Nonostante questo in considerazione del loro contenuto zuccherino vengono spesso rifiutati con paura dalle persone che non vogliono ingrassare.

    La realtà è esattamente opposta. Un lavoro americano ha potuto chiarire che mettendo a confronto due gruppi di donne che mangiavano senza restrizioni di quantità una dieta costituita per il 60% da alimenti a  basso indice glicemico (cereali integrali, frutta, verdura, pane integrale ecc.) o una dieta costituita all’opposto da alimenti ad alto indice glicemico (pane bianco, zucchero, dolci) si evidenziava una azione di aumento del metabolismo e di consumo dei grassi nelle donne che mangiavano la dieta più sana, con alimenti a basso indice (Clapp JF et al, Metab Syndr Relat Disord. 2007 Sep;5(3):231-242).

    Mangiare cibi a basso indice glicemico, dando generalmente la preferenza a questo tipo di alimenti, consente di ottenere un aumento dell’11% del bisogno energetico, un aumento del 20% del consumo di grassi misurato al mattino a digiuno, una riduzione del 40% dei valori di glicemia ed insulina e un miglioramento del 20% della sensibilità insulinica. Se questi dati fossero semplicemente applicati a persone con la voglia di muoversi e fare attività fisica, i risultati sul piano del peso sarebbero di assoluto valore.

    E’ quindi sicuramente possibile usare la frutta di stagione all’interno di una dieta equilibrata e bilanciata, senza precludersi gioie che hanno, anziché i temuti effetti negativi, degli importanti effetti di controllo del peso.

    Quale dieta funziona di piu?

    Pubblicato da Attilio Speciani il 3 Novembre 2008
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    Sappiamo che dimagrire significa perdere stabilmente del grasso, mentre perdere temporaneamente dei liquidi o del muscolo predispone l’organismo a riaccumulare grasso nel giro di poco tempo. Un lavoro americano molto ben strutturato ha messo a confronto tre differenti diete valutando gli effetti del modo di mangiare nel corso di due anni.
    I risultati sono contrari alle convinzioni diffuse, evidentemente false, che per dimagrire si debbano evitare i cibi grassi. E’ confermato invece che gli alimenti da cui guardarsi con attenzione sono i carboidrati, che rimangono utili solo quando utilizzati integrali, a
    basso indice glicemico, nel contesto di una dieta ricca comunque anche di proteine. Questo significa che anche la convinzione che i cibi light e i cibi senza grassi siano salutari e benefici è del tutto falsa. Alcuni lavori avevano già evidenziato questa realtà, che oggi, vista l’autorevolezza della fonte scientifica, dovrebbe essere chiara per tutti,  determinando un vero cambio nella impostazione di diete che cerchino di favorire il dimagrimento.

    Nel lavoro, pubblicato durante l’estate appena trascorsa, gli autori hanno seguito più di 300 persone moderatamente obese incontrandole spesso e dando loro indicazioni pratiche. Queste persone erano anche assistite durante il pranzo nella preparazione alimentare, lavorando tutti per uno stesso gruppo e mangiando nella stessa mensa aziendale (Shai I, et al, N Engl J Med. 2008 Jul 17;359(3):229-41).

    A distanza di due anni appunto, il calo ponderale più significativo è stato ritrovato nelle persone che seguivano una dieta a bassa presenza di carboidrati (-4,7 kg) mentre il calo minore si è avuto nelle persone che seguivano una dieta ipocalorica a basso contenuto di
    grassi (-2,9 kg), mentre una dieta Mediterranea realizzò dei valori intermedi tra i due.

    Si tratta dello stesso tipo di dieta seguito dalle donne del reality di Donna Moderna, da Giulia, da Laura e da Chiara. Si tratta di schemi di dieta correlati al concetto delle diete di segnale, che continuano a conquistare punti a confronto con altre diete ipocaloriche. La vera arma vincente per consumare grasso e conquistare salute rimane quindi lo stimolo del metabolismo e il miglioramento del consumo, mentre il calo delle calorie diventa, nel lungo tempo devastante e possibile caiusa di reingrassamento.