Il nostro blog è davvero ricchissimo delle esperienze di tutte le mitiche Gifters. Esperienze diverse che si confrontano con la comprensione di molte delle cause dell’ingrassamento passato.
Per tutte c’è adesso una via diversa: finalmente si sente parlare di massa grassa e non più di peso, finalmente si sentono donne che tornano a parlare di centimetri e di forme anziché di chili.
Nel contesto di questo tripudio di energia però compaiono gifterine che continuano a dire: non perdo peso; seguo bene GIFT ma non succede nulla; sono ingrassata mangiando le noci; tornerò a mangiare come prima quando mangiavo niente e non dimagrivo lo stesso; dieta GIFT non funziona….
C’è insomma un gruppetto di persone che pensano di non essere fatte per GIFT o che GIFT non sia fatta per loro.
Riprendo allora qualche considerazione, legata alla pratica di studio e all’esperienza di tutti questi anni.
All’inizio di un percorso di dimagrimento, io e mio fratello Luca ci troviamo spesso a suggerire solo le 5 regole GIFT fondamentali. Cibi integrali, bilanciamento di carboidrati e proteine, prima colazione ricca, movimento fisico certo, controllo minimo delle intolleranze alimentari.
La maggior parte delle persone torna al controllo avendo perso massa grassa e recuperato massa magra. Nei rari casi in cui questo non avviene, approfondiamo le indicazioni e analizziamo i possibili errori commessi.
I più frequenti sono prime colazioni ancora viziate dalla quantità del “cappuccio e brioche”. Svogliatamente si apre il frigo e si prendono una noce, qualche biscotto, il latte e lo yogurt alla frutta (alla pubblicità dicono che ci sono le proteine del latte…).
La soluzione è una prima colazione ricca, che deve davvero rappresentare il 40-45% delle calorie della giornata, e l’esempio di prima colazione appena fatto è ancora tipico di un pasto ricco di zuccheri aggiunti e carente di proteine. Si deve invece partire dalle proteine a comporre il piatto, per avere una dieta finalmente normoproteica e non ipoproteica come quasi tutti i paffuti mangiano.
Avere ancora fame durante il giorno significa che non si sono riempite le scorte al mattino, quando l’organismo lo richiede davvero per consumarle e non per stivarle come grasso. Molte di voi hanno imparato gradualmente (la G di GIFT significa proprio quello) a capire questa cosa sentendone gli effetti sul proprio corpo.
Poi abbiamo gli orari: spesso le persone non riescono a mangiare nella prima ora del mattino, mentre è importante per attivare la funzione tiroidea.
E il movimento: persone che dicono che si muovono e in realtà dopo 10 minuti di cammino si fermano perché hanno fatto abbastanza o non hanno tempo.
Quando queste 5 regole sono rispettate, ma rispettate per davvero, solo allora analizziamo in dettaglio le altre. Nei rari casi in cui ci sono dubbi generali il controllo bioimpedenziometrico fatto con la valutazione di muscolo, acqua e grasso (servono delle apparecchiature specialistiche) ci consente di distinguere con molta chiarezza se una persona sta davvero muovendosi, sta davvero controllando le intolleranze alimentari (i tre moschettieri) e sta davvero riequilibrando la propria acqua. E nel corso delle settimane si può valutare quanto cambia ognuna di queste componenti.
A quel punto, individualmente si vanno a precisare le altre componenti GIFT. Eliminazione completa di zucchero e dolcificanti (ma quello yogurt cremoso è più buono….), analisi dell’uso di frutta fresca intera (ho trovato un succo -senza fibra e polpa- buonissimo, senza zucchero aggiunto….), controllo delle intolleranze alimentari (ma il mio panettiere mi fa lui il pane e ha detto che è senza lievito…), regolazione degli orari dei pasti (non riesco a mangiare niente prima delle 10 di sera….), masticazione (ma non ce la faccio a dedicare così tanto tempo a stare seduta…), regolazione del sonno (io dormo solo 3 ore per notte…), qualità dei cibi (no guardi, proprio l’integrale io non ce la faccio…).
E teniamo sempre presente lo spirito e la storia. Significa che persone che arrivano da anni di maltrattamenti alimentari, da anni di bulimia, da storie diabetiche importanti, avranno bisogno di più tempo per equilibrarsi. E le emozioni, come giustamente ci stiamo dicendo tutti, possono essere parti importanti della nostra storia e della nostra motivazione ad attivare il metabolismo.
Senza mai perdere la speranza del cambiamento che va solo, gradualmente, individualizzato e capito.
Buon resto del week-end a tutte e a presto
Attilio