Ogni volta che mangiate, ogni volta che agite o pensate, l’organismo manda segnali precisi e chiari a chi abbia imparato ad essere buon ascoltatore e interprete.

Nel fine settimana si è parlato di infiammazione da cibo e reintroduzione, e ci si è chiesto, come si fa a capire se sto reintroducendo bene o troppo?

A dirlo sarà il vostro umore finito il pasto, il vostro spirito comunicativo ed emozionale, il vostro grado di prestanza, attenzione, la velocità dei vostri movimenti e del vostro pensiero. Se questi elementi risultano normalmente positivi la reintroduzione sta avendo atto in maniera sensata e corretta. Se sono invece evidenziati cali di qualsiasi tipo, ad esempio in chiara concomitanza col pasto oltre che a livello sistemico, è molto possibile che la reintroduzione sia da rivedere e magari esagerata rispetto alla circostanza, da riprendere con delicatezza, o da associare con maggiore precisione ad una masticazione attenta.

Imparare ad ascoltare e leggere i propri segnali è una strada che si percorre conoscendosi piano e man mano che si prosegua il cammino, con serenità assoluta.

Voi vi accorgete di come il corpo cambia?

Un abbraccio a tutti voi, collazionando questo lunedì con uova strapazzate, insalata, cereali muesli e caffè.

Attilio

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L’infiammazione da cibo è data dalla ripetitiva scelta ed assunzione di specifici gruppi alimentari dei quali alla lunga in nostro organismo ha abbastanza “sin sopra ai capelli”. Quello è il momento in cui compare il sintomo che va dalla cellulite, al mal di testa, alla stipsi, al mal di pancia con scariche, alla mestruazione irregolare, al malessere poco comprensibile, all’irritabilità.

In realtà la crescita del fastidio è proporzionale alla crescita dell’infiammazione nel singolo, così che alcuni non se ne accorgono nemmeno, finendo per attribuire a sintomatologia evitabile un ruolo fisso nel proprio essere quotidiano. La pratica di una semplice ritazione alimentare permette invece di ricominciare a sentire con piacere un benessere proprio e non tenuto più talvolta nemmeno in considerazione.

l test DRIA rappresenta tuttoggi uno strumento utile ed efficace al riconoscimento di ipersensibilità alimentari, pur essendo un test non convenzionale che necessita dell’interpretazione di un operatore. Recaller ne rappresenta la diretta evoluzione, nascendo dall’esperienza del test Dria abbinata a nuovi ritrovamenti scientifici. La dosabilità della risposta è l’elemento essenziale che rende Recaller scientificamente preciso in maniera importante. Resta per ora del test Dria invece la prerogativa di trovare diluizioni individualmente utili alla velocizzazione del processo di guarigione.

Sono due test che lavorano su piani differenti per arrivare alla stessa risposta.

Un abbraccio a tutti e tutte.

Attilio

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Ieri in giornata si è parlato molto a lungo del caso di Jo la quale segue Gift da un po’ e per motivi vari non dimagrisce ancora. I motivi ci sono, ed è proprio per questo che in alcuni casi può essere veramente utile farsi seguire direttamente da un professionista.

Un buon test per le intolleranze alimentari può rivestire un ruolo essenziale in questi casi: si ricordava proprio ieri il caso di Simona Puddu, blogger seguita insieme a Donna Moderna un paio di anni fa. La nostra Simona seguiva bene dieta Gift e faceva rotazione sui “tre moschettieri” un po’ come tutti i blogger. Il piccolo dettaglio che le impediva di dimagrire era per lei l’intolleranza al fruttosio, venuta fuori solo grazie ad una attenta e personalizzata analisi e tramite Test DRIA (RecAllerProgram in quel momento non esisteva ancora). Il presentarsi della pitiriasi rosea e delle dermatiti di Jo stessa potrebbe essere proprio dovuto ad un disagio di questo tipo, dovuto allo sbilanciarsi di equilibri preesistenti con un pur utile e indispensabile cambio di abitudini alimentari.

Seguire tutte le regole è in alcuni casi inoltre necessario e parte della propria gestione individualizzata. Avere un professionista che direttamente misura i tuoi miglioramenti anche non visibili ad un occhio inesperto o poco obiettivo (l’aumento della muscolatura ad esempio) e controlla che ci siano misurando la tua gestione della dieta in caso contrario, può essere utile e importante.

Riuscire ad abbinare carboidrati e proteine e fare una buona prima colazione, il tutto abbinato ad una buona attività fisica, sono le parti essenziali dell’insieme. Per la gestione dell’infiammazione è invece importantissimo la gestione del crudo vivo e colorato.

Il suggerimento, nel momento in cui per un motivo e per un altro non si riesca ad ottenere il risultato cercato quindi, è sicuramente quello di riprendere tutte le regole Gift e controllare di stare davvero seguendo con perizia e sincerità tutti i punti. Prendere seriamente in considerazione l’idea di fare un test per l’infiammazione da cibo, in questi casi potrebbe inoltre essere essenziale. Il blog è un alleato utile e incredibile, in alcuni casi tuttavia un supporto diretto e personalizzato può essere davvero importante.

Un abbraccio forte a tutti e tutte. Attilio

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Oggi parliamo di infiammazione da cibo. Immaginate di avere un tovagliolo vicino ai fornelli e che questo prenda fuoco… quale sarebbe la prima cosa che fareste? gettarci dell’acqua, suppongo. Bene, la stessa cosa fa l’organismo: quando è infiammato (fuoco) ci butta su acqua (ritenzione idrica).

Una buona rotazione settimanale di quello che mangiate con un’attenzione ai grandi gruppi alimentari e provando piacere nel gustare alimenti diversi e vari, previene l’instaurarsi di tale tipo di infiammazione sistemica promuovendo invece il recupero della tolleranza immunologica.

L’infiammazione generale non è naturalmente causa della sola cellulite. Tantissimi disturbi, e praticamente qualsiasi tipo di patologia sistemica e non ha una qualche correlazione con tale dinamica. Tipico è il caso del mal di testa, della dissenteria, dell’acne, della stanchezza, e persino dell’instabilità emotiva. Le patologie correlate sono tante e variabili.

Fare attenzione a tale aspetto della propria quotidianità permette un miglioramento di sintomatologie delle quali nemmeno si faceva più caso (i dolori mattutini o un senso di torpore e intontimento costante, piuttosto che il naso sempre tappato) o elementi che ormai si davano per “normali” (la cellulite tra questi).

Forza e coraggio quindi, a chi non varia abbastanza o a chi mangia le stesse cose sempre: c’è un mondo di gusti e colori inesplorati là fuori, che non solo rappresentano un sistema di curiosità e avventura ma anche una possibile strade verso una salute sorprendentemente nuova.

Attilio

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Facciamo un post più o meno al contrario rispetto a quello di settimana scorsa, per chi l’ha letto.

GIFT accelera i ritmi senza che nemmeno ci sia bisogno di accorgersene. Aiuta a prendere la giornata col sorriso, smuove le endorfine e i muscoli mentre si fa movimento e controlla il tipico intontimento dell’intollerante e quello dell’ipoglicemia reattiva a picco glicemico.

Chi pratica GIFT da un po’ si rende sicuramente conto di come tutti questi elementi competano nel creare un quadro di attività semplificata nella vita di tutti i giorni: muoversi è diventato più semplice, svegliarsi è diventato più facile e anche svoglere le attività lavorative e giocare con i figli. Dite la verità, che anche il desiderio di vicinanza al vostro marito o compagno è cambiato…;)

GIFT aiuta in tutto questo. Voi prendetevi sempre il vostro tempo per affrontare le cose. Sarà sicuramente il tempo più giusto, e comunque molto più veloce di quello a cui eravate abituati un tempo.

Da Londra, il vostro Doc.

Attilio

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